<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GDO News &#187; Fiere</title>
	<atom:link href="http://www.gdonews.it/categorie/fiere/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.gdonews.it</link>
	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
	<lastBuildDate>Mon, 06 Feb 2012 19:22:54 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.2.1</generator>
		<item>
		<title>PL: un 2010 in crescita e di difficoltà per le PMI</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2011/01/pl-un-2010-in-crescita-e-di-difficolta-per-le-pmi.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2011/01/pl-un-2010-in-crescita-e-di-difficolta-per-le-pmi.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 30 Jan 2011 23:31:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=2608</guid>
		<description><![CDATA[Sono circa 1.500 le PMI, di cui il 90% piccole, impegnate come fornitrici di merci con il marchio delle insegne della grande distribuzione, in tutti i canali spaziando dagli iper ai discount, raggiungendo nel 2010 un fatturato di 6,4 miliardi di euro. Il margine che poi la Gdo applica è intorno al 25-30% portando così [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-2620" title="pl" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/01/pl-300x167.jpg" alt="" width="180" height="100" />Sono circa 1.500 le PMI, di cui il 90% piccole, impegnate come fornitrici di merci con il marchio delle insegne della grande distribuzione, in tutti i canali spaziando dagli iper ai discount, raggiungendo nel 2010 un fatturato di 6,4 miliardi di euro. Il margine che poi la Gdo applica è intorno al 25-30% portando così il valore dello shopping a marchio privato degli italiani a 8,1 miliardi di euro. Ecco quanto vale il fenomeno private label in Italia secondo Guido Cristini, docente di marketing presso l&#8217;Università di Parma e curatore del «Rapporto annuale sulla marca commerciale» presentato a Bologna in occasione di Marca, l’annuale fiera dedicata al mondo delle private label.<br />
Lo scorso anno le private label nelle catene della Gdo (iper e super rilevati da Symphony-Iri) hanno<span id="more-2608"></span> conquistato una quota di vendite del 15,4%, più 6,5 in valore e più 5,5% in volume rispetto il 2009. Spiccano il volo i prodotti della nicchia premium, con un aumento del valore degli acquisti cresciuto di un terzo.<br />
«Ogni catena della grande distribuzione ha in media 220 copacker a cui chiede innovazione e un ampliamento delle referenze &#8211; segnala Cristini –. Oltre alle certificazioni internazionali vengono chieste delle confezioni ecosostenibili, una somma di fattori che obbliga i fornitori a nuovi round di investimenti e a cercare una maggiore efficienza». In media una referenza su cinque ha &#8220;cambiato pelle&#8221; nel corso del 2010 ma per alcune insegne si arriva a picchi del 30-40 per cento.<br />
Questi maggiori impegni vengono &#8220;ricompensati&#8221; dalla Gdo con un prolungamento della durata dei contratti, ora in media tra i 2 e i 5 anni, che diventano dai 5 ai 10 anni per le forniture con la marca dell&#8217;insegna, il segmento più importante in termini di volumi.<br />
Alle private label la Gdo l&#8217;anno scorso ha dato gli obiettivi prioritari, spiega la ricerca, di fare crescere il margine complessivo, sviluppare la notorietà del marchio e migliorare la qualità percepita. Si è anche lavorato per rinnovare l&#8217;offerta, in stretta collaborazione con i partner. Novità negli alimentari confezionati, il 40% dei nuovi prodotti del 2010 è in questo segmento, e in quelli freschi (15%). Non sono mancati gli investimenti per aggiungere altre novità nei reparti dei prodotti per la casa e i surgelati, con interventi che riguardano poco più di un prodotto su dieci.<br />
Non sono mancati i problemi per PMI che in questo periodo devono affrontare i rincari record delle materie prime, che assottigliano i margini e rischiano di generare a breve grossi problemi di continuità aziendale, ma la GDO dal canto suo, è piuttosto reticente nell’accettare gli aggiornamenti dei listini. Se in passato la difficoltà era spiegare la causa dei rincari ora non viene riconosciuta e si deve negoziare. La cotromossa dei copacker è spingere la leva dell&#8217;efficienza. Si cerca di eliminare gli scarti di produzione e si lavora per ridurre gli imballaggi.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2011/01/pl-un-2010-in-crescita-e-di-difficolta-per-le-pmi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La polemica: al Cibus si apre la battaglia su chi ci guadagna e chi ci rimette</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/05/la-polemica-al-cibus-si-apre-la-battaglia-su-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-rimette.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2010/05/la-polemica-al-cibus-si-apre-la-battaglia-su-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-rimette.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 21:20:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1891</guid>
		<description><![CDATA[Si è detto sopra che in occasione dell’evento fieristico è stato presentato un rapporto Tns sulla tematica della sostenibilità, un tema che lascia le posizioni tra le due realtà ( industria e distribuzione) ancora distanti. Secondo la Gdo sono proprio le grandi catene di vendita, assieme agli agricoltori, i soggetti che più hanno sofferto a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1892" title="cibus" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/05/cibus.jpg" alt="" width="192" height="148" />Si è detto sopra che in occasione dell’evento fieristico è stato presentato un rapporto Tns sulla tematica della sostenibilità, un tema che lascia le posizioni tra le due realtà ( industria e distribuzione) ancora distanti.  Secondo la Gdo sono proprio le grandi catene di vendita, assieme agli agricoltori, i soggetti che più hanno sofferto a causa della crisi, mentre l&#8217;industria è quella che si assicura i migliori margini. Secondo Francesco Pugliese, direttore generale Conad, &#8221;la crisi ha creato problemi seri e agricoltura e distribuzione sono i soggetti che non ci guadagnano, ma almeno all&#8217;agricoltura vanno le sovvenzioni dei governi. Chi trasforma si prende invece la fetta più grossa dei guadagni&#8221;. Sulla stessa linea anche Roberto Fiammenghi, direttore acquisti Coop Italia, che sottolinea come &#8221;sono i bilanci a dire queste cose. L&#8217;industria deve venire da noi con il giusto prezzo, ovvero<span id="more-1891"></span> quello che riflette il costo complessivo della filiera&#8221;. Secondo Conad lo scenario dei rapporti tra Gdo e industria alimentare va anche verso una maggiore selezione delle marche presenti sugli scaffali. Per quanto riguarda il tema promozioni, Pugliese ne difende la validità e sottolinea come siano state queste a far reggere alle vendite l&#8217;impatto della crisi oltre la pressante concorrenza dei discount. Alle accuse della Gdo, Federalimentare replica sottolineando diplomaticamente che è in corso un negoziato &#8221;per poter stabilire nuove relazioni &#8211; osserva il presidente Gian Domenico Auricchio -, sia nell&#8217;interesse del consumatore che della competitività delle imprese&#8221;.<br />
Ma gli industriali presenti a Cibus non ci stanno a passare da &#8216;affaristi&#8217;: &#8221;In ogni filiera oggi l&#8217;equilibrio è complesso &#8211; osserva Francesco Mutti, ad dell&#8217;omonimo gruppo conserviero &#8211; Inesorabilmente la crisi sta colpendo, è in difficoltà la produzione e anche la distribuzione, ma per la Gdo direi che c&#8217;è anche un problema di sovraffollamento dei punti vendita&#8221;. Mutti indica come la Gdo non possa lamentarsi più di tanto, visto che &#8221;i più grandi ritorni su investimenti li generano proprio le grandi catene di distribuzione, mentre non abbiamo visto realtà dell&#8217;industria crescere in modo importante&#8221;. &#8221;L&#8217;industria fa una fatica bestiale e non si può pensare di ridurre i margini &#8211; commenta Dario Scotti, presidente e ad di Riso Scotti &#8211; Lo dimostra l&#8217;inflazione sui prezzi alimentari nell&#8217;arco degli ultimi vent&#8217;anni, siamo su livelli ridicoli&#8221;.  &#8221;Siamo sulla stessa barca &#8211; è il parere di Biagio Mataluni,presidente dell&#8217;omonimo gruppo big della produzione olearia in Italia &#8211; Bisogna fare un grande patto per trovare regole condivise che premino tutti. E, per cominciare, vanno regolate le promozioni&#8221;. Noi di GDONews ci teniamo ad esprimere un parere sul tema: i consumi sono in netta contrazione e lo sono per tutti i format, dal Discount all’Ipermercato. il dott. Pugliese difende la strategia delle promozioni come strumento per combattere tale contrazione. Probabilmente l’affermazione la deve anche esprimere per spiegare a tutti i soci Conad la sostanziosa diminuzione dei margini che sta attanagliando il Gruppo nella sua totalità. L’avanzata del Discount, però, è un po’ una favoletta, la quota di mercato è aumentata dal 2006 al 2009 dello 0,4%, ma soprattutto dalla metà dello scorso anno la stessa quota sta vivendo delle preoccupanti contrazioni. Noi non siamo in grado di dire chi ci guadagna di più in un momento di crisi generalizzata ( dei consumi, finanziaria, etc.), siamo però in grado di affermare che l’industria che oggi viene chiamata a partecipare in termini di investimento ai lanci pubblicitari su volantino hanno ritorni molto più deboli che nel passato, e non per questo sono diminuite le richieste, al contrario sono aumentate, come sono aumentate le attività promozionali rendendo, causa saturazione, meno efficaci le stesse. Il vero problema è la qualità dell’offerta, e questo coinvolge tutti, distribuzione ed industria. Forse più la prima che la seconda.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2010/05/la-polemica-al-cibus-si-apre-la-battaglia-su-chi-ci-guadagna-e-chi-ci-rimette.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cibus: crisi, Marca Commerciale e polemiche al centro del dibattito del grande evento fieristico</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/05/cibus-crisi-marca-commerciale-e-polemiche-al-centro-del-dibattito-del-grande-evento-fieristico.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2010/05/cibus-crisi-marca-commerciale-e-polemiche-al-centro-del-dibattito-del-grande-evento-fieristico.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 May 2010 21:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Rapporti GDO-Industria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1899</guid>
		<description><![CDATA[La settimana appena trascorsa ha vissuto un degli eventi più importanti dell’anno: alla fiera di Parma era di scena il Cibus, la più importante Fiera agroalimentare italiana, parlano i numeri per esprimere la grandezza dell’evento, circa 60.000 visitatori, presenti stelle dello sport come Fabio Cannavaro e Fabio Marchisio della Juventus, Melandri e Simoncelli in rappresentanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1900" title="crisi" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/05/crisi.jpg" alt="" width="200" height="176" />La settimana appena trascorsa ha vissuto un degli eventi più importanti dell’anno: alla fiera di Parma era di scena il Cibus, la più importante Fiera agroalimentare italiana, parlano i numeri per esprimere la grandezza dell’evento, circa 60.000 visitatori, presenti stelle dello sport come Fabio Cannavaro e Fabio Marchisio della Juventus, Melandri e Simoncelli in rappresentanza del motociclismo, Carolina Kostner per il pattinaggio, insomma un grande evento anche mediatico. La parola più pronunciata nell’ambito di tutta la manifestazione è stata “Crisi”. La Crisi al centro di ogni dibattito, di ogni ragionamento o valutazione. Non c’è dubbio che quest’anno i consumi si sono ridotti al minimo storico, almeno sino ad ora, e di conseguenza tutte le insegne hanno dovuto rivedere ed analizzare tutti i processi logistici per rivedere i loro costi di gestione. Mentre i consumi alimentari proseguono in calo, la grande distribuzione e l&#8217;industria alimentare discutono su chi ci rimette di più e restano lontane su come venire incontro alle esigenze low cost dei consumatori, a cominciare dall&#8217;utilizzo frequente delle promozioni avversato dall&#8217;industria. Le divergenze emergono<span id="more-1899"></span> chiare nel convegno organizzato al salone dell&#8217;alimentazione &#8216;Cibus&#8217; dedicato    proprio ad esaminare i rapporti tra i due soggetti, ed in un altro articolo se ne parlerà più approfonditamente. Il concetto dei fondo, in risposta alla crisi, è ottimizzazione dei costi di distribuzione, e tali ragionamenti sono stati ben sintetizzati da Roberto Fiammenghi, direttore acquisti Coop, che ha spiegato che le priorità sono definite da tre &#8220;r&#8221;: riutilizzo, riuso e riciclo. Per esempio si sta operando per razionalizzare la logistica, ridurre i movimenti dei camion, ridurre gli sprechi di acqua e diminuire gli imballaggi. Valerio Di Natale, Presidente di Kraft Italia, ha riferito di una stretta collaborazione con DHL e Trenitalia per un maggior utilizzo del trasporto su rotaia e una diminuzione del trasporto su gomma, anche perché da qui al 2016 si prevede che i costi di trasporto dei camion raddoppieranno per l&#8217;aumento del costo del carburante e dei costi doganali. Francesco Pugliese, Direttore Generale Conad, ha reso noto che la sua azienda e&#8217; riuscita a ridurre dell&#8217;80% il traffico dei camion che trasportano prodotti freschi e surgelati, anche con semplici accorgimenti come quello di far viaggiare i camion carichi di merce sia all&#8217;andata che al ritorno. La marca commerciale è stato un altro tema su cui si è dibattuto a lungo, soprattutto per capire e ben definire come può essere gestita la convivenza tra Brand dell’industria ( la cui espressione era ben rappresentata nella manifestazione) e Marca d’Insegna. Il Prof. Lugli ha riferito che ormai la marca privata italiana ha la stessa qualità e dignità del prodotto delle grandi marche industriali e che l&#8217;industria non dovrebbe percepire la marca commerciale della GDO come una minaccia, ma come un apripista dei mercati esteri per tutti i prodotti alimentari italiani. Nonostante l&#8217;affermazione della marca commerciale, la quota di mercato in Italia si aggira, secondo la ricerca della Nielsen presentata durante il convegno, sul 15% rispetto a una media europea del 50%, anche se il consumatore italiano mostra di preferire la linea di prodotti Premium della marca commerciale che e&#8217; una linea di alta qualità. Nel corso del dibattito del convegno sviluppatosi attorno ad un rapporto creato dalla TNS  sulla tematica della sostenibilità si è accesa una polemica attorno a chi fa più sacrifici, tra industria e distributore, a causa della crisi, e qui  le divergenze sono emerse con chiarezza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2010/05/cibus-crisi-marca-commerciale-e-polemiche-al-centro-del-dibattito-del-grande-evento-fieristico.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cosmoprof una fiera internazionale sempre più specializzata ma molto disorganizzata</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/04/cosmoprof-una-fiera-internazionale-sempre-piu-specializzata-ma-molto-disorganizzata.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2010/04/cosmoprof-una-fiera-internazionale-sempre-piu-specializzata-ma-molto-disorganizzata.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 18 Apr 2010 22:01:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1769</guid>
		<description><![CDATA[A Bologna si è appena svolto il Cosmoprof, la fiera della cura della persona e del corpo. La fiera è profondamente cambiata rispetto al passato, l’aria che si respira è di forte tendenza internazionale (gli stand italiani sono una parte minoritaria) con i cinesi che occupano un posto di sicuro rilievo. E’ una Fiera sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1770" title="cosmoprof" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/04/cosmoprof.jpg" alt="" width="183" height="183" />A Bologna si è appena svolto il Cosmoprof, la fiera della cura della persona e del corpo. La fiera è profondamente cambiata rispetto al passato, l’aria che si respira è di forte tendenza internazionale (gli stand italiani sono una parte minoritaria) con i cinesi che occupano un posto di sicuro rilievo. E’ una Fiera sempre più specializzata, dove la GDO occupa un posto minoritario, con una proposizione di una buona vastità di temi ben approfonditi. I padiglioni occupati dalla fiera erano diversi e tutti tematici e schematizzati per area geografica. Sino a qui le note positive. Quelle negative riguardano <span id="more-1769"></span>l’organizzazione che definire scandalosa è un eufemismo. La disorganizzazione inizia a proporsi sin dall’entrata dove code chilometriche<a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/04/IMG00150-20100416-1055.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-1807" title="coda" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/04/IMG00150-20100416-1055.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a> e pochissima comunicazione fanno si che i tempi di attesa all’entrata si facciano inaccettabili, nessuno che spieghi in maniera chiara la disposizione dei padiglioni e le loro tematiche. Come prima detto il numero dei padiglioni occupati dalla Fiera sono molti ma nessuno spiega come cercare specifiche aziende. Gli “Office Point” dentro i padiglioni che dovrebbero supportare gli avventori non hanno materiale da offrirti per districarti all’interno della proposta e dichiarano a voce alta la disorganizzazione all’interno della quale sono costretti a destreggiarsi, con esiti disastrosi ma comprensibili. Peccato perché l’ambito internazionale è davvero di tutto rispetto, ma con una organizzazione così per il futuro c’è poco da sperare. Più di una persona, in seno all’organizzazione, si deve seriamente vergognare.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2010/04/cosmoprof-una-fiera-internazionale-sempre-piu-specializzata-ma-molto-disorganizzata.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiera Marca Bologna: La Private Label continua a crescere in Italia</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2010/01/fiera-marca-bologna-la-private-label-continua-a-crescere-in-italia.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2010/01/fiera-marca-bologna-la-private-label-continua-a-crescere-in-italia.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 00:02:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1516</guid>
		<description><![CDATA[Si è appena conclusa la Fiera marca a Bologna, la fiera nazionale della private Label. Marca è un luogo di incontro e confronto naturale per gli utenti della GDO ed è sempre interessante partecipare. Quest&#8217;anno gli Stand dell&#8217;industria erano massicciamente presenti in tutte le categorie sia Food che Non Food, erano, invero, un po&#8217; meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1517" title="fiera-marca" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/01/fiera-marca.png" alt="" width="222" height="161" />Si è appena conclusa la Fiera marca a Bologna, la fiera nazionale della private Label. Marca è un luogo di incontro e confronto naturale per gli utenti della GDO ed è sempre interessante partecipare. Quest&#8217;anno gli Stand dell&#8217;industria erano massicciamente presenti in tutte le categorie sia Food che Non Food, erano, invero, un po&#8217; meno presenti gli Stand del Trade: mancavano i francesi e mancavano insegne che storicamente partecipavano alla manifestazione. E&#8217; stato molto interessante il rapporto presentato da Adem Lab dell&#8217;Università di Parma sullo stato della Private Label dell&#8217;anno 2010. Nel 2009, è stato spiegato, la quota della Marca Commerciale si è attestata al 13,6% con un incremento del +10,4% ( a valore) sull&#8217;anno precedente. E&#8217; interessante<span id="more-1516"></span> rilevare che l&#8217;incremento percentuale più rilevante è stato quello determinato dalla Marca Commerciale Premium ( top di gamma) che è stato del +30% anche se la quota è destinata a crescere molto di più essendo attualmente al 2,8%; la Marca ad Insegna ha contribuito anch&#8217;essa alla crescita ma in forma inferiore, infatti è cresciuta del +10,9% pur tenendo una quota dell&#8217;85,3%; i primi prezzi sono cresciuti in percentuale meno che proporzionale rispetto alla media ( +8,5%)con una quota del 5,7%  all&#8217;interno della Marca Commerciale. Relativamente ai reparti, la crescita superiore l&#8217;ha ottenuta la drogheria alimentare ( +12,7%) ed il Fresco ( +13,1%). Il posizionamento prezzi vede la Marca Commerciale inferiore del 18% rispetto alla media del mercato. La pressione promozionale sui prodotti a marca commerciale è lievitata, rispetto al 2008, del 3,6%, rimanendo nei valori intorno al 20%. I prodotti più sotto pressione promozionale sono stati la pasta fresca, pasta di semola, olio di oliva, bevande gassate e succhi di frutta. Interessante sapere che il 90% dei consumatori ha comprato almeno un prodotto a marca commerciale nel corso del 2009. Insomma continua il trend felice della marca commerciale già avviatosi nel 2008. Lo sviluppo della marca commerciale Premium è un chiaro segnale di maturazione della Private Label, il Trade lancia una sfida reale all&#8217;industria anche sotto il profilo qualità/prezzo.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2010/01/fiera-marca-bologna-la-private-label-continua-a-crescere-in-italia.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I numeri della PL nel 2008: forte crescita con diverse sorprese</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/07/i-numeri-della-pl-nel-2008-forte-crescita-con-diverse-sorprese.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2009/07/i-numeri-della-pl-nel-2008-forte-crescita-con-diverse-sorprese.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Jul 2009 20:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Non Food]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label VS Marca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=1128</guid>
		<description><![CDATA[ITALIA: I NUMERI DEL 2008 Nell&#8217;ambito della interessantissima discussione che si sta sviluppando in queste settimane su GDONews riguardo ai nuovi equilibri tra PL e Marca, è interessante il quadro che esce dal quinto rapporto sulla PL (2007-2008), realizzato dal Comitato tecnico-scientifico di Marca e da IRI-Infoscan. La crescita della marca commerciale sia in volume [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>ITALIA: I NUMERI DEL 2008</h2>
<p>Nell&#8217;ambito della interessantissima discussione che si sta sviluppando in queste settimane su GDONews riguardo ai nuovi equilibri tra PL e Marca, è interessante il quadro che esce dal quinto rapporto sulla PL (2007-2008), realizzato dal Comitato tecnico-scientifico di Marca e da IRI-Infoscan. La crescita della marca commerciale sia in volume sia nel numero delle referenze è molto forte in Italia, maggiore che in altri paesi europei (dove però il grosso della crescita c&#8217;è già stato), anche se con alcune significative eccezioni e comunque grosse disomogeneità tra i retailer.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1145" title="tabella1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/tabella1.png" alt="" width="500" height="158" /></p>
<p>Tra le diverse insegne, infatti, notiamo grosse differenze: se consideriamo, per esempio, i mercati del largo consumo confezionato (Lcc) troviamo oscillazioni <span id="more-1128"></span>tra le 184 referenze e le 2.406 a seconda del retailer analizzato. Se poi includiamo il non alimentare l&#8217;oscillazione si amplia ancora di più: da 200 a 5.000 referenze.<br />
Anche in termini di quota di mercato le differenze tra insegne sono molto significative: si passa dal 19,4% all&#8217;1,5% con un valore medio (iper +super LCC) del 12,7%, e solo 5 insegne su 11 analizzate dal Rapporto presentano un dato superiore alla media. Questa varietà di quote riflette una sostanziale difformità delle strategie intraprese negli ultimi anni.</p>
<p>In questa crescita generalizzata la parte del leone la fa la fascia Premium (pur rappresentando solo il 2,3% in valore e l&#8217;1,1% in volume sul totale PL) che registra performance straordinarie: +56,2% in valore e +47,2% in volume.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1147" title="tabella2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/tabella2.png" alt="" width="500" height="277" /></p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1155" title="a-tabella3" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella3.png" alt="" width="500" height="261" /></p>
<p>Il format che beneficia maggiormente di questa crescita è quello dei grandi ipermercati (=&gt; a 10.000 mq) nei quali la marca del distributore sale di oltre il 33% in valore. Rispetto al dato generale della PL (+13,1%), anche i supermercati di grande superficie (=&gt;2.500 mq) registrano un&#8217;ottima crescita del 16,5%.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1149" title="tabella4" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/tabella4.png" alt="" width="500" height="301" /></p>
<p>In una realtà distributiva come quella italiana, caratterizzata da una massiccia presenza della DO, è naturale che oltre il 70% del valore delle vendite della PL passi per i supermercati.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1150" title="tabella3" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/tabella3.png" alt="" width="500" height="135" /></p>
<hr />
<h2>PL IN EUROPA</h2>
<p><strong><span style="font-weight: normal;">L&#8217;Italia, come già detto, è uno dei paesi Ue nel quale cresce di più la quota delle marche del distributore. Ma il nostro paese è ancora molto lontano dai livelli di altri paesi se si prende in considerazione l&#8217;incidenza sul fatturato totale dei prodotti LCC. </span></strong></p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella1.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1152" title="a-tabella1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella1.png" alt="" width="500" height="173" /></a></p>
<p>In Italia la quota della marca commerciale, come si sa, è molto bassa col 12,2%, seconda solo alla Grecia che si ferma al 5,2%. Sono numeri molto diversi da quelli fatti registrare negli ulimi anni in paesi come la Gran Bretagna e la Spagna che superano il 30%. Ma la differenza è nella performance: l&#8217;Italia cresce al ritmo di 3 punti base annui mentre in Inghilterra addirittura c&#8217;è stata una leggera contrazione.</p>
<p>Un&#8217;altra differenza rispetto al mercato inglese (e a quello francese) risiede nell&#8217;importanza del fresco su fatturato e crescita della private label: in Italia rappresenta il 27,4% contro il 42,4% in Francia e il 40,3% in Regno Unito.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella2.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1153" title="a-tabella2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella2.png" alt="" width="500" height="237" /></a></p>
<hr />
<h2>IL PROFILO DEI CO-PACKER</h2>
<p>il profilo dei &#8220;co-packer&#8221; è di particolare interesse, e va analizzato verificando la provenienza  degli attori: oltre il 66% proviene dal Nord-est, il resto del Paese da un contributo molto più ridotto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-1164" title="a-tabella5" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella5.png" alt="" width="500" height="176" /></p>
<p>Il Co Packer è generalmente appartenente alla piccola-media impresa infatti circa il 58% ha un fatturato fino a 20 milioni di euro anche se  il 10% fattura più di 100, questa è una tendenza che denota la disponibilità da parte di alcune marche industriali di partecipare al business del Trade anche in qualità di co-packer (lampante l&#8217;esempio della Pasta Agnesi che fa la pasta Esselunga).</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella6.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1165" title="a-tabella6" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella6.png" alt="" width="500" height="193" /></a></p>
<p>Poco meno del 50% opera nell&#8217;alimentare confezionato, mentre un altro 26% nel fresco e del freschissimo. Circa il 10% è attivo nel freddo, il 5,6% nella cura della persona, poi sono stati rilevati altri settori tra cui il pet-food che hanno una quota significativa del 10,5%.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella7.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-1166" title="a-tabella7" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/a-tabella7.png" alt="" width="500" height="173" /></a></p>
<p>La produzione media è di oltre 300 referenze, mentre le insegne clienti a livello di singolo co-packer sono 7/8. Sotto il profilo del fatturato, ogni referenza genera circa 340.000 euro. E&#8217; pero importante rilevare il grado di concentrazione del fatturato prodotto dalla singola referenza, basti pensare che le prime 5 referenze in portafoglio generano quasi il 47% del fatturato (era vicino al 30% nel 2007), e le prime 10 realizzano poco più del 50% del fatturato complessivo. Quanto mai variegata la numerica dei co-packer per insegna. La media è 135, ma solo 5 insegne su 12 si trovano sopra questa soglia con un minimo di 154 fornitori e un massimo di 335. Le altre 8 insegne sotto la media presentano un campo di variazione compreso tra un massimo di 126 fornitori e un minimo di 20, a denotare la poca  maturità della Private Label in Italia se si escludono le insegne Leader. L&#8217;ampiezza del campo di variazione è particolarmente visibile nell&#8217;analisi per reparto. La massima ampiezza si registra nell&#8217;alimentare confezionato dove il numero di fornitori oscilla da un minimo di 8 a un massimo di 162 con una media di 61. Il campo di variazione nell&#8217;alimentare confezionato è in aumento. Stabili, invece, gli altri principali reparti, fra i quali spicca il fresco a peso fisso con una forchetta min/max di 1/90 e una media di 29 fornitori. Il campo di oscillazione si restringe nei reparti caratterizzati da maggior concentrazione produttiva: si va da un minimo di 1 a un massimo di 50 nel beverage, che si riduce a 1/5 nel petfood dove la media dei fornitori è 3 rispetto agli 11 del beverage.</p>
<p>Un quadro di grosse novità quindi quello che emerge dall&#8217;analisi dei dati del 2008.<br />
Il 2009, caratterizzato dalla crisi economico-finanziaria e dalle profonde modificazioni che stanno subendo i comportamenti di acquisto dei consumatori, sta portando altrettante profonde modificazioni anche nel mercato della PL, che analizziamo negli articoli di questo numero di GDONews.</p>
<p>[fonti: MARKUP, IlSole24ore; IRI]</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2009/07/i-numeri-della-pl-nel-2008-forte-crescita-con-diverse-sorprese.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vinitaly: la fiera del vino conferma i buoni esiti delle vendite</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2009/04/vinitaly-la-fiera-del-vino-conferma-i-buoni-esiti-delle-vendite.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2009/04/vinitaly-la-fiera-del-vino-conferma-i-buoni-esiti-delle-vendite.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2009 22:54:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/?p=808</guid>
		<description><![CDATA[A Verona si è appena concluso l&#8217;evento dell&#8217;anno relativamente al vino e le conclusioni sono già prontamente elaborate e divulgate dagli esperti del settore che hanno consolidato il gran valore nella categoria della grande distribuzione e dell&#8217;export. Il primo canale di vendita risulta essere ancora la GDO, infatti nell&#8217;anno 2008 le marche a denominazione protetta [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Verona si è appena concluso l&#8217;evento dell&#8217;anno relativamente al vino e le conclusioni sono già prontamente elaborate e divulgate dagli esperti del settore che hanno consolidato il gran valore nella categoria della grande distribuzione e dell&#8217;export.<br />
Il primo canale di vendita risulta essere ancora la GDO, infatti nell&#8217;anno 2008 le marche a denominazione protetta  sui mercati italiani sono state 477, i vini più venduti sono stati quelli a fascia di prezzo pari ai due euro, 575 milioni, contro i 204 milioni dei vini venduti a cinque euro e i 6,5 milioni dei vini sopra i sette euro. Anche nelle esportazioni è il lusso in bottiglia. Secondo il Vinitaly il mercato internazionale del vino registra una flessione notevole delle vendite nelle esportazioni in USA, resistono però le esportazioni le marche dei vini italiani di grande prestigio, mentre le cui nicchie resistono sia in Italia che all&#8217;estero. Il vino di buona qualità di fascia bassa di prezzo  registra una flessione nel consumo determinata dal cambiamento del costume alimentare delle famiglie italiane. Ad una diminuita frequentazione del ristorante si affianca un aumento del volume del valore d&#8217;acquisto nella grande distribuzione, a significare che le famiglie organizzano cene in casa e con buoni vini.<br />
Per la prima volta, dunque, dal 2005 le vendite di vino confezionato registrano un calo del 2,4% a volume rispetto al 2007. A suffragare la tenuta nel consumo del vino di qualità sui mercati italiani è il dato di decrescita &#8211; 3,5% del vino da tavola, mentre le bottiglie  a denominazione d&#8217;origine di fascia alta ( da % Euro in su ) aumentano significativamente le vendite( +19,2% a volume). Secondo Vinitaly i consumatori di vino pur bevendo meno si orientano sui vini di qualità e chiedono maggiori  informazioni sulle caratteristiche delle bottiglie, fino a richiedere il sommelier fra gli scaffali, è quanto emerso dalla tavola rotonda.<br />
I produttori, tuttavia, vogliono a tutti i costi  difendere anche il primato nell&#8217;esportazione. A questo riguardo vi è da rilevare una maggiore penetrazione proprio del vino italiano nei mercati internazionali, superiore a quello dei francesi e degli inglesi. Lo champagne francese è in difficoltà, in compenso le bollicine italiane , migliorato notevolmente il gusto e la qualità, hanno, attualmente, sorpassato il classico francese:il rapporto qualità/prezzo fa la differenza e le &#8220;aziende che vogliono rimanere sul mercato devono adeguarsi &#8220;, così ha commentato Andrea Sartori, un vero esperto di settore , Gli ultimissimi dati Nielsen dicono che le vendite risultano buone. La vera necessità è rappresentata dagli orizzonti mobili, nel senso che le preferenze in fatto di esportazione, devono rivolgersi ai mercati asiatici, se gli States dovessero deludere!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2009/04/vinitaly-la-fiera-del-vino-conferma-i-buoni-esiti-delle-vendite.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Cibus: la soluzione alla crisi dei consumi dettata da Federalimentare</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2008/05/cibus-la-soluzione-alla-crisi-dei-consumi-dettata-da-federalimentare.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2008/05/cibus-la-soluzione-alla-crisi-dei-consumi-dettata-da-federalimentare.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 11 May 2008 11:30:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Istat]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2008/05/cibus-la-soluzione-alla-crisi-dei-consumi-dettata-da-federalimentare.html</guid>
		<description><![CDATA[A contenere la difficile situazione del comparto alimentare nazionale dovuta alla produzione stagnante, alla forte inflazione e alla flessione delle vendite, ci pensano i single e gli immigrati. Lo afferma Federalimentare in un dossier dal titolo &#8220;Crescere in uno scenario difficile: nuovi consumi, nuovi mercati&#8221;, preparato per la fiera Cibus di Parma. Nel 2007, spiega [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A contenere la difficile situazione del comparto alimentare nazionale dovuta alla produzione stagnante, alla forte inflazione e alla flessione delle vendite, ci pensano i single e gli immigrati. Lo afferma Federalimentare in un dossier dal titolo &#8220;Crescere in uno scenario difficile: nuovi consumi, nuovi mercati&#8221;, preparato per la fiera Cibus di Parma. Nel 2007, spiega Federalimentare, le vendite alimentari sono cresciute dello 0,9% in valore, mentre sono calate dell&#8217;1,5% in termini quantitativi. A evitare il tracollo del settore, spiega l&#8217;organizzazione, sono stati i single e gli immigrati ( cosa che anche Noi di GDONews.it diciamo da diverso tempo).  Oggi i single, sottolinea Federalimentare, rappresentano il 12,4% della popolazione adulta italiana. Erano due milioni negli anni Settanta, 4 milioni negli anni Novanta e 6 milioni nel 2007. Per cibo e bevande chi vive da solo spende circa 3.600 euro l`anno: pari a 300 euro al mese, contro i 225 euro di chi vive in coppia e i 150-170 euro di chi vive in famiglie di 4 o 3 persone. I single risultano grandi consumatori di cibi pronti e surgelati, prediligendo le confezioni monodose. Una recente ricerca della Camera di Commercio di Milano (città nella quale i single, quasi 333mila, superano il numero delle famiglie, pari a 245mila), prosegue Federalimentare, parla di un incremento di circa il 200% in 6 anni di tutte quelle attività commerciali e prodotti (gastronomie, rosticcerie, take away, prodotti surgelati o in confezione monodose) che fanno riferimento ai consumi dei single. Nello stesso arco di tempo questa ricerca segnala, sempre riferendosi ai consumi dei single a Milano, le performance di birra (+59%), condimenti, spezie e salse (+16,7%), caffè, tè e infusi (+15,8%), frutta e ortaggi conservati (+200%). Dati confermati, a livello nazionale, da recenti stime della Coldiretti riferite ai consumi delle verdure di quarta gamma (già pronte in confezione), che oramai coprono il 7,9% dei consumi totali di ortaggi freschi e non a caso sono state inserite nel paniere Istat. Nel 2007 questi prodotti hanno raggiunto a livello nazionale i 40 milioni di chilogrammi l`anno, per un fatturato di 350 milioni di euro, registrando un +4,2% rispetto al 2006, mentre cala (-2,6%) il consumo di verdura non confezionata.  L&#8217;altra area in forte crescita, prosegue Federalimentare, è quella dei consumi degli immigrati. Gli stranieri regolarizzati residenti in Italia, secondo gli ultimi dati dell`Istat riferiti al 1 gennaio 2007, sono circa 3 milioni. Con una crescita annua, tra nuovi arrivi e saldo nascite morti, di circa 300-400mila unità. &#8220;Che significa, detto in un altro modo: 300-400mila nuovi consumatori l`anno&#8221;. Gli stranieri, prosegue Federalimentare, &#8220;si comportano esattamente come gli italiani&#8221;: acquistano &#8220;i brand più noti e quelli che più investono in pubblicità, soprattutto televisiva&#8221;. I clienti stranieri della Gdo sono un più le donne (84%) di età compresa tra i 25 e i 44 anni, mentre i più fedeli al supermercato sono gli immigrati africani, rumeni e sudamericani. Se la prima catena per frequenza di utilizzo è la Lidl (30%), seguono immediatamente, con percentuali da il 25% e il 15%, tutte le altre grandi realtà (Coop, Auchan, Carrefour, GS, Esselunga, Conad) non hard discount, &#8220;a ulteriore dimostrazione del fatto che si tratta di un consumatore esigente che non rinuncia alla marca e cerca la qualità&#8221;. Gli acquisti alimentari coprono soprattutto, in ordine di frequenza di consumo, 3 gruppi principali di alimenti: il primo composto da riso, latte, pasta e caffè, il secondo da tonno in scatola, bibite gassate e biscotti e il terzo da merendine, snack, surgelati, birra, sughi pronti e cereali per la prima colazione. Il 76% frequenta ristoranti e pizzerie, in genere una volta al mese ma anche (15% dei casi) tutte le settimane.  A permettere ai produttori italiani di affrontare le difficoltà ha contribuito, prosegue Federalimentare, anche l&#8217;export, che ha chiuso il 2007 in crescita del 7% a quota 18 miliardi di euro, a cui ha corrisposto un aumento in quantità del +3,5%, con una conseguente crescita del valore unitario medio di circa il 3,5%. &#8220;L`export diversamente da quanto avvenuto spesso in passato &#8211; sottolinea l&#8217;organizzazione &#8211; è stato in molti casi più remunerativo del mercato interno&#8221;. L`incidenza del fatturato export su quello complessivo del settore ha toccato il 16%, guadagnando più di mezzo punto rispetto al 15,3% dell`anno precedente, anche se ancora al di sotto del 18% della media comunitaria. Contemporaneamente la Germania ha raggiunto il 23,2%, la Francia il 21,5% e la Spagna il 17,8%.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2008/05/cibus-la-soluzione-alla-crisi-dei-consumi-dettata-da-federalimentare.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiera Marca Bologna: una fiera che stenta ad affermarsi</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2008/01/fiera-marca-bologna-una-fiera-che-stenta-ad-affermarsi.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2008/01/fiera-marca-bologna-una-fiera-che-stenta-ad-affermarsi.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 22:05:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Fiere]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2008/01/fiera-marca-bologna-una-fiera-che-stenta-ad-affermarsi.html</guid>
		<description><![CDATA[In questi giorni (17 e 18 gennaio) si è tenuta a Bologna la Fiera Marca, rivolta alla Marca Commerciale del Trade. L’affluenza apparente, i dati non li abbiamo ancora, non è parsa numerosa come meriterebbe. Eppure gli ingredienti c’erano tutti: l’80% della Grande Distribuzione era rappresentata, ognuna con un suo stand ed il suo management, un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni (17 e 18 gennaio) si è tenuta a Bologna la Fiera Marca,   rivolta alla Marca Commerciale del Trade. L’affluenza apparente, i dati non li abbiamo ancora, non è parsa numerosa come meriterebbe. Eppure gli ingredienti c’erano tutti: l’80% della Grande Distribuzione era rappresentata,  ognuna con un suo stand ed il suo management, un buon numero di espositori sia del mondo alimentare (in maggioranza) sia del non alimentare. GDONews.it ne ha approfittato per approfondire la conoscenza dell’offerta al Trade e per vedere da vicino l’evoluzione della Private Label dei diversi Gruppi. La concomitanza della fiera del Macef a Milano ha sicuramente contribuito a non aumentare la presenza del pubblico, perché una cosa è sicura: la Fiera Marca merita un assidua presenza per la sua organizzazione. Non è quella di Amsterdam ma, per essere una fiera nazionale, meriterebbe una maggiore risonanza. In ogni caso, la volontà del Trade è ferma: aumentare, talvolta con incrementi a due cifre, il numero del referenziamento dei prodotti a marca commerciale.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2008/01/fiera-marca-bologna-una-fiera-che-stenta-ad-affermarsi.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Fiera Italiana : Big Buyer 2006, la novità è il S.O.H.O.</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2006/11/fiera_italiana_.html</link>
		<comments>http://www.gdonews.it/2006/11/fiera_italiana_.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 26 Nov 2006 17:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Non Food]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.gdonews.it/2006/11/fiera-italiana-big-buyer-2006-la-novita-e-il-soho.html</guid>
		<description><![CDATA[Meno stand rispetto alla manifestazione dello scorso anno, un pubblico abbastanza numeroso, molti addetti ai lavori soprattutto provenienti dal mercato specializzato. La GDO era presente anche se all’appello mancava qualche big. Tutti concentrati sull’offerta 2007 che a dire il vero non presenta novità rilevanti. GDONews ha intervistato il direttore generale di un’azienda spagnola produttrice, leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Meno stand rispetto alla manifestazione dello scorso anno, un pubblico abbastanza numeroso, molti addetti ai lavori soprattutto provenienti dal mercato specializzato. La GDO era presente anche se all’appello mancava qualche big. Tutti concentrati sull’offerta 2007 che a dire il vero non presenta novità rilevanti. GDONews ha intervistato il direttore generale di un’azienda spagnola produttrice, leader di mercato nel suo paese, il dott. Fernandez, il quale, essendo esperto di “fiere locali” ha espresso questa considerazione: “E’ sorprendente come voi italiani, famosi nel mondo per il gusto estetico e la moda, non diate a questa categoria il valore aggiunto che merita. Sembra che tutta l’offerta sia più sbilanciata verso il prezzo di convenienza che sulla qualità estetica.” E’ probabile che la sua considerazione sia esatta ma non tiene conto della difficoltà, tutta italiana (almeno nell’Europa dell’Ovest), ad allontanarsi dagli stereotipi di brand riconosciuti che il consumatore pretende nei lay out. La vera sorpresa dell’anno è tutta rivolta a quello che sino a ieri era una piccola nicchia ma che ha l’ambizione di conquistare una importante fetta di questo mercato: il Soho, Small Office Home Office. Il piano inferiore della manifestazione era in prevalenza rivolto verso questa offerta: cartucce originali e compatibili, pen drive, memory flash, insomma la cancelleria del futuro (e del presente). Un’offerta giovane, spesso scevra di elementi di marketing vicini alle logiche della GDO, ma pronta per il grande salto. Rimane da vedere come si muoveranno i players del mercato nazionale. Coop Italia ha già allo studio una linea in Private Label rivolta a questa nicchia, Carrefour la sviluppa sempre di più ma oramai da tempo è concentrata in questo segmento; ma da noi, si sa, la differenza la fanno le quote di mercato: il format Super, con oltre il 60% di quota, deve fare i conti con questa tendenza, e non ha gli elementi per gestirla nella maggior parte delle casistiche. Insomma il segnale che arriva dalla manifestazione appena conclusasi è quello di aprire nuovi orizzonti su determinati segmenti e provare ad uscire dalla morsa dell’offerta canonica dei brand arci noti, prigionieri della loro storia di marketing, per provare a trovare nuove risorse di fatturato senza sacrificare le logiche di sell out consolidate.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.gdonews.it/2006/11/fiera_italiana_.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

