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	<title>GDO News &#187; Farmaci</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Liberalizzazioni: abbiamo scherzato.. (almeno in parte)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che in Italia si parla di liberalizzazioni a parole sono tutti d’accordo, a patto che riguardino gli altri. E come regolarmente successo negli ultimi anni, dopo un tentativo del Governo di liberalizzare con decisione alcuni settori dell’economia, le buone intenzioni si stanno trasformando in piccoli aggiustamenti dello status quo. Andiamo con ordine. LIBERALIZZAZIONE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1227" title="parafarmacia" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/parafarmacia.jpg" alt="" width="150" height="225" />Ogni volta che in Italia si parla di liberalizzazioni a parole sono tutti d’accordo, a patto che riguardino gli altri. E come regolarmente successo negli ultimi anni, dopo un tentativo del Governo di liberalizzare con decisione alcuni settori dell’economia, le buone intenzioni si stanno trasformando in piccoli aggiustamenti dello status quo. Andiamo con ordine.</p>
<p>LIBERALIZZAZIONE DELLA VENDITA DEI FARMACI DI FASCIA C<br />
La norma era presente tout court nel primo testo del decreto legge, ma poi era magicamente intervenuto il limite di popolazione: la vendita è liberalizzata, ma solo nei comuni con più di 15mila abitanti. Veniva quindi tagliata fuori la gran parte dei comuni senza un motivo preciso. Successivamente il testo sottoposto al Presidente della Repubblica recava una clausoletta in più, non banale e non casuale: la liberalizzazione è possibile solo nei comuni sopra ai 15mila abitanti che siano “in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi fissati con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regione e le Province autonome di Trento e di Bolzano, adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Classica frase in politichese stretto che lascia il cittadino comune a bocca aperta: quali sono questi fantomatici requisiti “strutturali, tecnologici ed organizzativi”? Non è dato saperlo, né comprenderlo minimamente.</p>
<p>LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DI APERTURA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI E DELLE NUOVE APERTURE<br />
Questo discorso è più complesso, perché coinvolge le autonomie locali. E’ infatti di competenza regionale la materia degli orari di apertura, e sono coinvolte anche le amministrazioni provinciali e comunali. Sono nati subito dubbi sulle effettive competenze anche se una imposizione legislativa nazionale dovrebbe essere recepita dalle varie amministrazioni.<br />
Ovviamente è nato subito un fitto dibattito su quale ente debba realmente legiferare sull’argomento, farcito dei soliti aggettivi “selvaggio”, “massacro”, “sfruttamento”, senza che si entrasse effettivamente nel merito dei benefici per i consumatori ed i lavoratori.<br />
Sappiamo tutti che queste misure portano con se anche aspetti negativi, e su questo i nostri lettori sapranno sicuramente, meglio di noi, farne un elenco dettagliato, come nel precedente articolo sulla manovra. Noi ci limitiamo ad esporre quelli che ci sembrano gli aspetti positivi: nuovi posti di lavoro certi, possibilità per il consumatore di fare più acquisti anche in orari diversi (non accettiamo l’argomentazione che “tanto spenderebbero gli stessi soldi in orari diversi”, non è supportata da nessun dato e, anzi, smentita da quello che succede in altri paesi anche europei), maggiore concorrenza e migliori prezzi.<br />
Per quanto riguarda la totale libertà di apertura di nuove strutture la situazione è ancora più complicata perché coinvolge, oltre alle amministrazioni locali, anche tutte le relazioni politiche e di interesse che sono tipiche dei settori economicamente rilevanti: le pressioni contrarie saranno fortissime.</p>
<p>Vedremo questa settimana quali cambiamenti subiranno questi tentativi liberalizzatori del Governo.</p>
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		<title>Manovra Monti: si prospettano buone opportunità per la GDO</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 22:48:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>

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		<description><![CDATA[La manovra economica varata dal governo Monti, ad una prima analisi necessariamente superficiale, sembra portare buone notizie per la grande distribuzione. I punti che vanno a toccare il mondo del retail sono diversi. DEDUCIBILITA’ DELL’IRAP Il costo del lavoro è una delle voci più importanti nei bilanci delle imprese distributive, e negli ultimi anni nessuno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4511" title="monti" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="" width="240" height="180" />La manovra economica varata dal governo Monti, ad una prima analisi necessariamente superficiale, sembra portare buone notizie per la grande distribuzione. I punti che vanno a toccare il mondo del retail sono diversi.</p>
<p>DEDUCIBILITA’ DELL’IRAP</p>
<p>Il costo del lavoro è una delle voci più importanti nei bilanci delle imprese distributive, e negli ultimi anni nessuno come il mondo del retail, facendo i conti con la crisi dei consumi, ha dovuto sacrificare il lavoro per far tornare i conti. Questa notizia è quindi molto buona: le imprese potranno dedurre dall&#8217;Ires e dall&#8217;Irpef la quota di Irap &#8220;relativa alla quota imponibile delle spese per il personale dipendente e assimilato&#8221;. Verranno quindi liberate risorse che potranno essere destinate alle aree critiche dei budget.</p>
<p>LIBERALIZZAZIONE DELLA VENDITA DEI FARMACI DI FASCIA C</p>
<p>Il governo ha deliberato anche il definitivo via alla vendita dei farmaci di fascia C, quelli a pagamento ma per i quali è richiesta la ricetta del medico, anche nelle parafarmacie. Tale vendita dovrebbe essere definita – si leggeva in una bozza circolata nel pomeriggio di domenica &#8211; &#8220;nell&#8217;ambito di un apposito reparto delimitato, rispetto all&#8217;area commerciale, da strutturare in grado di garantire l&#8217;inaccessibilità dei farmaci da parte del pubblico e del personale non addetto, negli orari sia di apertura che di chiusura al pubblico&#8221;. A questo punto si assottigliano ancora di più le differenze tra una farmacia tradizionale e una parafarmacia, favorendo lo sviluppo dei reparti parafarmaceutici nella GDO.</p>
<p>UTILI REINVESTITI</p>
<p>E’ stato previsto dal Governo anche un meccanismo di fiscalità di vantaggio per quelle aziende che non distribuiscono gli utili o che portano nuove risorse reinvestendole nell’azienda. Questo meccanismo si rivelerà molto positivo per i gruppi nell’ambito dello sviluppo.</p>
<p>LIBERALIZZAZIONE ORARI E NUOVE APERTURE</p>
<p>Si è parlato in questi giorni anche della possibilità di una forte deregulation degli orari di apertura dei negozi, non più vincolata alla presenza degli esercizi nelle località turistiche o città d&#8217;arte. Ma soprattutto, in linea con la disciplina Ue, si parlava della possibilità che «costituisce principio generale dell&#8217;ordinamento nazionale, la libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territorio senza contingenti, limiti territoriali o altri vincoli di qualsiasi altra natura». Al momento in cui scriviamo però non abbiamo ancora notizie precise. Questo punto sarà comunque quello che più inciderà sul futuro della GDO, dando nuovo slancio agli investimenti, spazzando via in un colpo solo tutti gli ostacoli alla vera concorrenza in molte aree del paese, rivelandosi un ottimo affare anche e soprattutto per i consumatori. Sicuramente le polemiche non mancheranno, specialmente nell’ambito della liberalizzazione degli orari, ma nel concreto, dal nostro punto di vista, si apre un mercato enorme per la distribuzione in generale.</p>
<p>Complessivamente quindi la manovra porta, combinando gli effetti positivi dei vari provvedimenti, soprattutto buone notizie per il mondo retail italiano, aprendo nuove prospettive che raramente si presentono, in queste dimensioni, in paesi economicamente sviluppati.</p>
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		<title>Parafarmacie: per Coop i prezzi ridotti del 27%. Occorre liberalizzare di più</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 23:42:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[“Soltanto benefici dalla liberalizzazione nella vendita dei farmaci da banco senza obbligo di ricetta”. A 5 anni dal decreto Bersani, il bilancio della Coop è più che postivo. Coop fa sapere che sono 102 i corner salute aperti, dove lavorano oltre 300 farmacisti. La riduzione dei prezzi si attesta su una media del 27% rispetto agli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1227" title="parafarmacia" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/parafarmacia.jpg" alt="" width="105" height="158" />“Soltanto benefici dalla liberalizzazione nella vendita dei farmaci da banco senza obbligo di ricetta”. A 5 anni dal decreto Bersani, il bilancio della Coop è più che postivo. Coop fa sapere che sono 102 i corner salute aperti, dove lavorano oltre 300 farmacisti. La riduzione dei prezzi si attesta su una media del  27% rispetto agli stessi  medicinali  venduti nel circuito delle farmacie; arrivando al 67% in meno nel caso dei due farmaci a marchio Coop.<br />
“Registriamo soltanto benefici dalla liberalizzazione e non possiamo che concordare pienamente con la posizione espressa oggi dai movimenti dei consumatori”: spiega Vincenzo Tassinari, presidente consiglio di gestione di Coop Italia. “Non c’è motivo &#8211; prosegue &#8211; per arretrare su un’esperienza assolutamente positiva che ha anche rivelato la maturità di comportamento dei cittadini consumatori che hanno sempre effettuato acquisti corretti e consapevoli”. Coop si dichiara per questo <span id="more-3033"></span>ampiamente favorevole alla liberalizzazione dei farmaci di fascia C, ovvero i farmaci a carico del cittadino. “Crediamo &#8211; dice Tassinari &#8211; che anche questa iniziativa possa generare un miglioramento del servizio offerto e possa contribuire a generare ulteriori risparmi a favore delle famiglie”.<br />
A chiedere di rilanciare il processo di liberalizzazione dei farmaci, estendendolo anche ai farmaci di fascia C (ossia con obbligo di ricetta medica e non dispensati in regime di Servizio sanitario nazionale), sono anche le associazioni dei consumatori. Adiconsum, Cittadinanzattiva, Federconsumatori, Movimento Consumatori e Movimento Difesa del Cittadino chiariscono che in questi 5 anni il risparmio dei cittadini corrisponde a una cifra pari a un miliardo e 6OO milioni di euro; e le nuove aziende create sono 3.545, con 7.470 nuovi occupati. “Liberare risorse intellettuali e rimuovere gli ostacoli alla concorrenza sono le uniche strade percorribili dall&#8217;Italia in questo periodo di crisi&#8221;: sottolineano. Invitando le forze politiche a rilanciare il processo di liberalizzazione. “Per tornare a far crescere il Paese &#8211; precisano &#8211; non ci sono altre vie, e i dati incontrovertibili sulla liberalizzazione dei farmaci da banco rappresentano il limpido esempio di cosa si può ottenere con riforme che guardano solo all&#8217;interesse generale&#8221;.</p>
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		<title>Per Roberto Sambuco (Mr Prezzi) è il momento dei farmaci di fascia C nella GDO</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Dec 2010 21:07:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; giunto il momento per la vendita nei supermercati dei farmaci in fascia C, quelli con l’obbligo di prescrizione medica. Lo dichiara il garante per la sorveglianza dei prezzi, Roberto Sambuco. Mr Prezzi ha riconosciuto i passi avanti compiuti con la liberalizzazione nella vendita dei farmaci e ha “aperto” alla vendita anche delle medicine con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1227" title="parafarmacia" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/parafarmacia.jpg" alt="" width="150" height="225" />E&#8217; giunto il momento per la vendita nei supermercati dei farmaci in fascia C, quelli con l’obbligo di prescrizione medica. Lo dichiara il garante per la sorveglianza dei prezzi, Roberto Sambuco. Mr Prezzi ha riconosciuto i passi avanti compiuti con la liberalizzazione nella vendita dei farmaci e ha “aperto” alla vendita anche delle medicine con la ricetta. Federfarma, invece, ribadisce la sua contrarietà alla vendita di questi farmaci nei corner dei supermercati.<br />
Con la vendita nei corner sanitari, però, il risparmio per i consumatori è notevole: per i farmaci da banco si parla di un 30% in meno rispetto al prezzo praticato dalla farmacia tradizionale. Con la scelta del farmaco generico, poi, il risparmio può arrivare anche al 55%. L’Aifa – agenzia italiana del farmaco – ha recentemente aggiornato l’elenco delle medicine equivalenti da poter acquistare in luogo di quelle di marca, poiché hanno lo stesso principio attivo.<br />
Sulla possibilità di vendere i farmaci<span id="more-2546"></span> in fascia C (che sono completamente a carico del paziente) anche nei supermercati si era parlato più volte, ma ancora non si era manifestata nessuna apertura da parte delle istituzioni e delle rappresentanze di settore, nonostante le associazioni dei consumatori spingano da tempo per garantire il risparmio a cittadini e pazienti.</p>
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		<title>Federconsumatori: la liberalizzazione dei farmaci è un esperienza positiva</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 20:39:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[La liberalizzazione dei farmaci da banco, si è detto molte volte, fa bene al portafoglio dei consumatori che sono, prevalentemente, pensionati. Nelle &#8220;parafarmacie&#8221; e nei corner dei supermercati, il risparmio è, in media, di circa 20 euro. Anche sul singolo prodotto, la spesa è più conveniente di circa 70 centesimi, rispetto ai prezzi praticati nelle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1227" title="parafarmacia" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/parafarmacia.jpg" alt="" width="150" height="225" />La liberalizzazione dei farmaci da banco, si è detto molte volte, fa bene al portafoglio dei consumatori che sono, prevalentemente, pensionati. Nelle &#8220;parafarmacie&#8221; e nei corner dei supermercati, il risparmio è, in media, di circa 20 euro. Anche sul singolo prodotto, la spesa è più conveniente di circa 70 centesimi, rispetto ai prezzi praticati nelle tradizionali farmacie. Un circolo &#8220;virtuoso&#8221; che, in 3 anni, ha fatto salire i risparmi che si possono ottenere acquistando farmaci fuori dai classici canali di distribuzione di più di un punto percentuale, passati dal 7,2%, registrato all&#8217;entrata in vigore della legge Bersani, all&#8217;attuale 8,3 per cento. Lo rende noto Federconsumatori, nel corso della presentazione, a Roma, della seconda indagine nazionale sui farmaci da banco, svolta su un paniere di 24 prodotti di largo consumo, in 130 punti vendita, dalle farmacie comunali, a quelle private, alle parafarmacie, ai corner di iper e supermercati, sparsi qua e là in 11 Regioni italiane.<br />
Tirano, anche, i farmaci &#8220;equivalenti&#8221;, il cui uso, secondo recenti dati forniti dall&#8217;Istituto superiore di sanità, è passato, dal 12%-13%, del 2002, al 43% del 2008. «Chiediamo, ora, al Governo &#8211; ha sottolineato<span id="more-1273"></span> Mauro Zanini, vice presidente nazionale Federconsumatori e responsabile del Creef (centro ricerche economiche, educazione e formazione) &#8211; di non abbandonare la strada delle liberalizzazioni e, soprattutto, di non tarpare le ali allo sviluppo di parafarmacie e punti vendita nella grande distribuzione organizzata», che, aggiunge, stanno dando lavoro a oltre 6.500 giovani farmacisti e, nel 2008/2009, hanno registrato una quota di mercato a &#8220;valore&#8221; del 7,6%, pari a 140 milioni di euro, contro i 1.872 milioni incassati dalle tradizionali farmacie con i prodotti da banco.<br />
In vista dell&#8217;incontro con le parti sociali, previsto per oggi pomeriggio, per discutere della Finanziaria per il 2010, Zanini chiede, poi, all&#8217;Esecutivo «uno sforzo in più, per estendere la vendita, all&#8217;interno delle parafarmacie e della Gdo, anche, dei farmaci di fascia C con obbligo di prescrizione, ma non rimborsati dal Ssn». Una manovra che, stima, porterebbe un risparmio nelle tasche degli italiani di circa 1,2 miliardi di euro. E, ancora, non bisogna, nemmeno, frenare l&#8217;ascesa dei farmaci &#8220;equivalenti&#8221;. L&#8217;alternativa su larga scala al farmaco &#8220;griffato&#8221;, spiega, permetterebbe ulteriori risparmi, di circa il 30% sul prezzo di costo del prodotto, che si tradurrebbero in oltre 400 milioni di euro l&#8217;anno recuperati.<br />
Intanto, i dati forniti dall&#8217;indagine di Federconsumatori evidenziano la convenienza di comprare farmaci al di fuori delle tradizionali farmacie. Che fanno registrare una spesa media più elevata: 164,8 euro, a fronte dei 152,06 euro, nelle &#8220;parafarmacie&#8221;, con un risparmio medio di 12 euro (-8,3 per cento). Più care di tutte, le farmacie comunali (166,96 euro), seguite da quelle private (162,65). Per le parafarmacie, l&#8217;esborso è stato di 157,95 euro. Più conveniente, invece, la spesa nei corner della salute presenti nella grande distribuzione organizzata: 146,18 euro, con un risparmio di circa 20 euro (-14,2%) rispetto alla spesa più elevata. Risultati simili, anche, a livello di singolo farmaco. Il costo medio nazionale per farmaco è stato individuato in 6,71 euro. Più care, le farmacie comunali, con 6,95 euro, e le farmacie private, con 6,77 euro. Più convenienti, invece, le parafarmacie, 6,58 euro, e la grande distribuzione organizzata, dove lo stesso prodotto si ferma quota 6,09 euro.<br />
Meno fortuna ha avuto la liberalizzazione dei carburanti: sembra che la troppa libertà abbia paralizzato il mercato in attesa di nuove evoluzioni.<br />
Anche altre esperienze come le compagnie telefoniche virtuali della GDO non stanno dando i risultati sperati: Conad ha già abbandonato l&#8217;iniziativa ed altri gruppi che erano in procinto di esordire si sono tirati indietro. Ma in questo caso forse il problema è il contrario: la competizione è scarsa ed il mercato in mano ai gestori tradizionali che, ovviamente, non spingono più di tanto la concorrenza anche in casa loro.</p>
<p>[via IlSole24Ore]</p>
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		<title>Nuova influenza: nuove esigenze per la GDO</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 20:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Com&#8217;era prevedibile i blister di Amuchina gel per igienizzare le mani sono scomparsi dagli scaffali di supermercati e farmacie. Sono andati letteralmente a ruba, dopo che i consumatori hanno preso alla lettera la principale raccomandazione di ministero, Regioni e Asl, per combattere il contagio dell&#8217;influenza A, ovvero «Lavarsi spesso le mani». Nei ripiani delle farmacia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1261" title="amuchina-gel" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/amuchina-gel.jpg" alt="" width="130" height="218" />Com&#8217;era prevedibile i blister di Amuchina gel per igienizzare le mani sono scomparsi dagli scaffali di supermercati e farmacie. Sono andati letteralmente a ruba, dopo che i consumatori hanno preso alla lettera la principale raccomandazione di ministero, Regioni e Asl, per combattere il contagio dell&#8217;influenza A, ovvero «Lavarsi spesso le mani». Nei ripiani delle farmacia e negli scaffali dei supermercati, i blister di Amuchina non esistono più da giorni. Un operatore di un supermercato PAM afferma che &#8220;L&#8217;impennata di vendite ci ha portato a rimanere senza più nemmeno il prodotto, il fornitore al momento non è in grado di fornire a nessuno i flaconi da 80 ml che disinfettano le mani. Non è possibile nemmeno prevedere quando arriveranno le nuove confezioni. Resta solo la bottiglia da un litro e mezzo che però è stata studiata per il lavaggio della frutta ed è nettamente meno pratica&#8221;. Ma per Vito Novielli<span id="more-1260"></span> vicepresidente di Federconsumo &#8220;la corsa all&#8217;Amuchina igienizzante è un allarme ingiustificato. Il consiglio più giusto non sempre è legato all&#8217;acquisto di qualcosa, ma a un comportamento corretto. Non prestare il fianco alla psicosi è un atto doveroso. Mascherine e gel a tutti i costi sono solo patenti per la psicosi&#8221;. E a confermare che nelle scorse settimane si è consumata una vera e propria caccia al prodotto dell&#8217;Angelini  ci sono i dati di Cotifa, la società cooperativa per la distribuzione del farmaco fondata a Bergamo nel 1943 (di cui Giuseppe Bottelli è presidente del consiglio d&#8217;amministrazione), che fornisce la quasi totalità delle farmacie bergamasche. Se nel giugno del 2008 di Amuchina gel erano state richieste 86 confezioni, nel giugno scorso ne sono state richieste 1.010. Stesse «plusvalenze» anche nel mese di luglio: 169 confezioni nel 2008, 1.029 nel 2009. Scarsissime, invece, le richieste per prodotti sostanzialmente analoghi, come il Vicks prima difesa schiuma mani, se non per il mese di settembre: non trovando l&#8217;Amuchina, infatti, nel PdV interpellato ne hanno acquistate 214 confezioni nelle prime due settimane del mese contro le 4 del settembre 2008.</p>
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		<title>Farmaci: forti rincari denunciati da associazioni consumatori, anche se per OTC i prezzi variano molto</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 22:04:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una parte fortissimi rincari, dall&#8217;altra prezzi molto altalenanti. Sono gli strani effetti della liberalizzazione dei farmaci da banco, a tre anni dal decreto Bersani. E&#8217; il risultato di un&#8217;indagine di Altroconsumo che sottolinea come &#8221;da una parte i prezzi dei farmaci fanno il botto: rispetto al 2008 sono cresciuti nelle farmacie in media del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1227" title="parafarmacia" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/parafarmacia.jpg" alt="" width="150" height="225" />Da una parte fortissimi rincari, dall&#8217;altra prezzi molto altalenanti. Sono gli strani effetti della liberalizzazione dei farmaci da banco, a tre anni dal decreto Bersani. E&#8217; il risultato di un&#8217;indagine di Altroconsumo che sottolinea come &#8221;da una parte i prezzi dei farmaci fanno il botto: rispetto al 2008 sono cresciuti nelle farmacie in media del 4,8%, nelle parafarmacie dell&#8217;8,7% e nella grande distribuzione del 6,1%, quindi ben al di sopra del tasso di inflazione. Dall&#8217;altra cresce timidamente la concorrenza tra i vari punti vendita (farmacie, parafarmacie e corner salute degli ipermercati), perché i prezzi hanno una tasso di variabilità che arriva a sfiorare il 60%&#8221;. Chi acquista può avere la fortuna, se sceglia la farmacia giusta, di risparmiare molto, ma talvolta può avere la sfortuna di capitare nel punto vendita piu&#8217; caro. Un esempio? In farmacia, il Supradyn da 20 compresse effervescenti oggi costa mediamente 11,43 euro. In media, appunto. Perché le oscillazioni di<span id="more-1219"></span> prezzo sono elevatissime: nella farmacia più economica costa 8,30 euro e nella più cara 14,90. Una differenza che sfiora l&#8217;80% e che si traduce per le nostre tasche in 6,60 euro di differenza&#8221;. Per realizzare l&#8217;inchiesta gli addetti di Altroconsumo sono andati in 128 punti vendita (96 farmacie, 17 parafarmacie e 15 ipermercati) di dieci città, da Nord a Sud, rilevando i prezzi di piu&#8217; di 8.000 farmaci senza obbligo di prescrizione tra i più noti e comunemente utilizzati. I dati non lasciano spazio a dubbi. Nonostante i consistenti aumenti, restano più economici i corner degli ipermercati. Si possono trovare prezzi paragonabili solo nel 4% delle farmacie e nel 18% delle parafarmacie. In media, comprare i farmaci da banco in un ipermercato costa il 17% in meno rispetto alla farmacia e il 13% rispetto alla parafarmacia. Il risparmio tra chi sceglie la parafarmacia rispetto alla farmacia è del 4,7%.Conviene quindi comprare sempre nella grande distribuzione? &#8221;Non è detto. Per due motivi. Le farmacie &#8211; spiega la ricerca &#8211; hanno prezzi molto variabili per cui è vero che in media la farmacia costa più dell&#8217;ipermercato però può essere che nella farmacia sotto casa il farmaco sia in promozione speciale e quindi costi meno che nell&#8217;ipermercato che dista 5 chilometri. In secondo luogo, in farmacia si trovano più facilmente i farmaci generici o equivalenti, che costano in genere meno rispetto ai loro corrispondenti di marca&#8221;.</p>
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		<title>Tachipirina Coop in vendita dal 15 giugno</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Jun 2009 01:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Arriva dal prossimo 15 giugno sugli scaffali degli 89 Coop Salute in tutta Italia il &#8220;Paracetamolo Coop&#8221;, il secondo farmaco di automedicazione a marchio Coop ad essere realizzato dopo la liberalizzazione. Si tratta del principio attivo più venduto sul mercato italiano dell&#8217;automedicazione con poco meno di 21, 5 milioni di confezioni in un anno. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-952" title="paracetamolo" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/paracetamolo.jpg" alt="" width="103" height="131" /><br />
Arriva dal prossimo 15 giugno sugli scaffali degli 89 Coop Salute in tutta Italia il &#8220;Paracetamolo Coop&#8221;, il secondo farmaco di automedicazione a marchio Coop ad essere realizzato dopo la liberalizzazione. Si tratta del principio attivo più venduto sul mercato italiano dell&#8217;automedicazione con poco meno di 21, 5 milioni di confezioni in un anno. La scatola da 20 compresse, contenenti 500 milligrammi di principio attivo ciascuna, sarà venduta ad un prezzo di 1,50 euro. Il farmaco leader ed equivalente, la notissima Tachipirina, viene venduto nei Coop salute ad un prezzo di 3,07 euro, ma nelle farmacie può superare i 4 euro. &#8220;Paracetamolo Coop&#8221; sarà prodotto negli stabilimenti di Zfarmaceutici.<br />
Alla presentazione del nuovo farmaco la scorsa settimana a Roma sono stati resi noti i dati relativi al primo prodotto a marchio Coop, l&#8217;acido acetilsalicilico e acido ascorbico, equivalente al più noto &#8220;Vivin C&#8221;: 200 mila le confezioni vendute in poco più di 7 mesi ad un prezzo di 2 euro, il 69% in meno del prezzo medio praticato in farmacia. Per Coop dunque la liberalizzazione nel settore ha portato alle famiglie solamente benefici: solo i Coop Salute, che rappresentano il 45% dei corner sanitari della grande distribuzione organizzata, hanno generato nel 2008 risparmi per quasi 13 milioni di euro. Un&#8217;esperienza dunque che Coop intende rafforzare.</p>
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		<title>Cosmetici: un ambito che non conosce la crisi</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 20:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, ha presentato l&#8217;elaborazione dei dati di mercato con riferimento alle tipologie di prodotto vendute nel 2008. In un momento di congiuntura pesantemente condizionato dalla crisi finanziaria mondiale, il consumo di cosmetici in Italia registra segnali di tenuta: il 2008, infatti, secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Cultura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-743" title="espositore-da-banco-prodotti-cosmetici" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/espositore-da-banco-prodotti-cosmetici-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Unipro, l’Associazione Italiana delle Imprese Cosmetiche, ha presentato l&#8217;elaborazione dei dati di mercato con riferimento alle tipologie di prodotto vendute nel 2008. In un momento di congiuntura pesantemente condizionato dalla crisi finanziaria mondiale, il consumo di cosmetici in Italia registra segnali di tenuta: il 2008, infatti, secondo i dati elaborati dal Centro Studi e Cultura d’Impresa di Unipro, chiude con un valore del mercato di 9.070 milioni di euro e una crescita dello 0,8%. Per effetto della tenuta del mercato e grazie alle esportazioni, ritornate in crescita (+2,1%) con un valore di oltre 2.310 milioni di euro dopo un anno di flessione, il fatturato delle industrie italiane cresce dell’1,2%, con un valore di poco superiore agli 8.340 milioni di euro. L’andamento dei consumi per canale conferma la dinamica di luoghi di distribuzione più specifici e attenti al servizio alla clientela come le farmacie, cresciute del 3,8% con un valore di quasi 1.390 milioni di euro e le erboristerie, +3,7% per un mercato che pesa oltre 310 milioni di euro.<br />
Con un valore di mercato di 3.990 milioni di euro e un tasso dell’1,5% la Grande Distribuzione Organizzata si conferma il canale con il più alto volume di vendite di cosmetici (oltre il 44%), anche se all’interno dell’aggregato si segnalano situazioni più dinamiche legate a nuove formule di distribuzione e caratterizzate da assortimenti molto ampi e qualificati. Superiori alla media sono poi le vendite porta a porta &#8216;vecchia maniera&#8217;: cresciuto del 6% per un valore pari a oltre 370 milioni di euro (il 4% del totale), il canale supergettonato negli anni &#8217;70 si rinnova e torna in auge. In ripresa anche le vendite per corrispondenza (oggi online), con un +2% a 56 milioni in valore, dopo alcuni anni di contrazione. Anche nel 2008 la &#8216;famiglia&#8217; piu&#8217; gettonata e&#8217; stata quella dei prodotti per il corpo, seguiti dai prodotti per il viso e da quelli per i capelli, tra le performance di vendita più evidenti, si segnala anche l’aumento (+5,3%) dei prodotti per il make-up con un valore di oltre 323 milioni di euro, degli smalti, cresciuti del 9,3% con un valore prossimo agli 80 milioni di euro e dei colluttori, con un tasso di quasi dieci punti percentuali e un valore del venduto vicino ai 150 milioni di euro. Sono dati che confermano l’attenzione dei consumatori a tipologie variegate di prodotto che non si legano a singoli canali, ma rispettano le opzioni di polarizzazione dei consumi. Apprezzata in Italia e competitiva all&#8217;estero, insomma, la cosmetica &#8216;tricolore&#8217; guarda al futuro e punta sulla tecnologia. &#8220;L&#8217;industria cosmetica non produce &#8216;trucchi&#8217;, ma soluzioni che soddisfano tutti i consumatori &#8211; puntualizza Fabio Franchina presidente Unipro- Investe in ricerca, innovazione e sicurezza, propone soluzioni rapide ed efficaci alla portata di tutti. Anche grazie all&#8217;attivita&#8217; delle nostre aziende contribuisce all&#8217;evoluzione del progresso sociale&#8221;.</p>
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		<title>Le mancate liberalizzazioni 1: le parafarmacie</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 23:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>

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		<description><![CDATA[La lobby delle Farmacie era alla riscossa, la minaccia della perdita di un fatturato consistente era alle porte; dichiarazioni di guerra e possibili ripercussioni erano all’ordine del giorno. Proclami di rivoluzioni in atto arrivavano, da parte degli operatori della Gdo, davanti alla possibilità di gestire anche il business delle parafarmacie; insomma molto rumore circondò l’argomento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/corner-salute.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-640" title="corner-salute" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/corner-salute.jpg" alt="" width="150" height="200" /></a>La lobby delle Farmacie era alla riscossa, la minaccia della perdita di un fatturato consistente era alle porte; dichiarazioni di guerra  e possibili ripercussioni erano all’ordine del giorno. Proclami di rivoluzioni in atto arrivavano, da parte degli operatori della Gdo, davanti alla possibilità di gestire anche il business delle parafarmacie; insomma molto rumore circondò l’argomento sino all’entrata in vigore della legge. Si era detto tutto il possibile ed il conoscibile ,il settore si era analizzato in lungo ed in largo,  le differenti modalità di applicazione nel resto d’Europa, i progetti degli operatori italiani erano da tempo pronti al via. Di tutto quel vociare, agli inizi del 2009 le conclusioni che si possono trarre sono le seguenti: i progetti della Gdo si sono arenati molto velocemente, lo sviluppo pianificato dei corner salute si è congelato, i fatturati suppostamente erodibili alle farmacie non ci sono stati nella pratica dei fatti, i progetti di Private Label sulla categoria tanto decantati hanno trovato applicazione in un solo prodotto della Coop (<a href="http://www.gdonews.it/2008/05/rivoluzione-nei-corner-%e2%80%9ccoopsalute%e2%80%9d-arriva-l%e2%80%99aspirina-coop.html">la famosa aspirina Coop</a>) e nulla di più, i prezzi si sono abbassati nei corner degli Iper senza influenzare più di tanto il mercato. Cosa è successo? Ciò che era prevedibile, cioè che i costi di personale previsti per l’applicazione del progetto non sono sostenibili dai fatturati ottenibili dai corner. Infatti IRI ci dice che le vendite dei farmaci senza obbligo di ricetta nell’anno 2008 sono state effettuate al 95,5% dalle farmacie tradizionali, la Gdo occupa solo lo spazio dell’1,7% a volume ed il 2,2% a valore. Insomma un fiasco totale che sino ad oggi è imputabile probabilmente ai limiti che la vecchia legislazione aveva previsto per dare un colpo al cerchio (della Gdo) e l’altro alla grossa botte (delle farmacie), ossia dall’obbligo del presidio del farmacista. La nuova legislazione, invece che portare a compimento ciò che un mercato normale avrebbe previsto, ovvero la progressiva abolizione del presidio ed il conseguente passaggio dei farmaci dai corner ai banchi, come succede nella “sottosviluppata“ Inghilterra, si è preoccupata di tutelare ancora di più le rigide regole lobbistiche e fare un bel passo indietro. Nel dettaglio il ddl Gasparri/Tommassini n° 863 del 2008 prevede che “la distribuzione sul territorio delle specialità medicinali è riservata alle farmacie aperte al pubblico, come quelle dei presidi medico-chirurgici, prodotti sanitari, alimenti speciali e di ogni altro prodotto parafarmaceutico va riservata in via preferenziale alle farmacie” inoltre “il numero delle farmacie è stabilito in modo che vi sia una farmacia ogni 4000 abitanti. Nei centri abitati con popolazione residente superiore a 100.000, il numero delle autorizzazioni può essere aumentato del 10%”. Stranamente il ddl presenta anche una parte che stabilisce la possibilità della creazione di una nuova categoria di farmaci  vendibili “senza obbligo di presenza di un farmacista”. Insomma ancora una volta il caos. In mezzo a tutto questo baillame di decreti e false partenze, il dott. Santaniello, responsabile di Coop Salute,  davanti alla domanda su che cosa farà alla luce del ddl appena emesso, dichiara “ [..] continuiamo a muoverci secondo il dettami del ddl Bersani. E poi continuiamo a lavorare allo sviluppo del prodotto a marchio: abbiamo in lancio una seconda referenza, dopo l’aspirina, entro fine anno.”</p>
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