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	<title>GDO News &#187; Esselunga</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Interessante intervista sul Sole 24 ore a Vianney Mulliez (Auchan)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auchan]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[In una interessante intervista al Sole 24ore di qualche giorno fa Vianney Mulliez , 48 anni, il nipote del fondatore Gérard, in occasione dei 50 anni della catena della sua famiglia Auchan ha spiegato che se mai Esselunga fosse in vendita sarebbe interessato all’acquisto. Relativamente al nostro mercato ha poi detto che l’aumento dell’IVA in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/12/mulliez.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4554" title="mulliez" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/12/mulliez.jpg" alt="" width="143" height="127" /></a>In una interessante intervista al Sole 24ore di qualche giorno fa Vianney Mulliez , 48 anni, il nipote del fondatore Gérard, in occasione dei 50 anni della catena della sua famiglia Auchan ha spiegato che se mai Esselunga fosse in vendita sarebbe interessato all’acquisto. Relativamente al nostro mercato ha poi detto che l’aumento dell’IVA in Italia avrebbe un senso se legata ad una riduzione del costo del lavoro. Ha poi aggiunto che il concetto di crisi va interpretato in un senso più profondo, come grande cambiamento strutturale “che trasformerà i comportamenti individuali e quindi anche il nostro modo di operare, obbligandoci ad adattarci alle nuove esigenze della clientela. Dal punto di vista dell&#8217;impatto sui nostri conti certo chiuderemo l&#8217;anno al di sotto degli obiettivi nella zona euro, che vale il 70% del fatturato, ma l&#8217;Europa centrale mostra una buona resistenza e i mercati russo e cinese continuano a darci grosse soddisfazioni”. Alla domanda sulla validità della formula degli Ipermercati alla luce dell’attuale crisi del formato ha risposto: “Siamo dei grandi distributori, ma prima di tutto dei commercianti. La nostra politica è quella di rispondere al meglio ai bisogni della clientela. In passato l&#8217;ipermercato è stato un vero valore aggiunto e lo è ancora oggi. In Europa però si sta in effetti andando verso punti vendita più piccoli, di prossimità. E&#8217; un settore in cui in Italia siamo già presenti con Punto Sma e stiamo testando il mercato in Francia e in Russia. Inoltre il nostro modello si presta allo sviluppo del franchising. Proprio in Italia abbiamo già 1.500 supermercati affiliati. Auchan non ha mai voluto quotarsi ed è tutt&#8217;ora un gruppo familiare”. Sarà quotata in Borsa l’azienda? No- ha risposto – “Le pressioni sui risultati a breve che impone la presenza in Borsa sono contraddittorie rispetto alla nostra strategia di lungo periodo. Peraltro vedo molti gruppi quotati che si stanno pentendo della loro scelta. E&#8217; inconcepibile che il valore di una società possa dimezzarsi in pochi mesi per ragioni del tutto estranee ai suoi risultati industriali”</p>
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		<title>Esselunga lancia l&#8217;app per iPhone e android</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 10:49:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Supermercati]]></category>

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		<description><![CDATA[Esselunga ha realizzato la prima App ufficiale per iPhone e smartphone Android, un&#8217;applicazione disponibile gratuitamente nell&#8217;App Store e tra qualche giorno nell&#8217; Android Market. L&#8217;App permette di essere sempre aggiornati sulle novità dei punti vendita, prevede uno Store Locator dei supermercati Esselunga per trovare il punto vendita più vicino, scoprire le promozioni Esselunga navigando tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/a.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4199" title="a" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/a.jpg" alt="" width="118" height="118" /></a>Esselunga ha realizzato la prima App ufficiale per iPhone e smartphone Android, un&#8217;applicazione disponibile gratuitamente nell&#8217;App Store e tra qualche giorno nell&#8217; Android Market. L&#8217;App permette di essere sempre aggiornati sulle novità dei punti vendita, prevede uno Store Locator dei supermercati Esselunga per trovare il punto vendita più vicino, scoprire le promozioni Esselunga navigando tra gli articoli in offerta in quel momento o pianificare delle notifiche personalizzate essere avvisato sulle promozioni relative alle categorie merceologiche a cui si è più interessati e sulle future aperture straordinarie. L&#8217;app Esselunga è interessante soprattutto perché tiene informato il consumatore sugli orari di apertura, comprese le aperture straordinarie. Inoltre sarà possibile per mezzo dell&#8217;app Esselunga, avere sempre sotto controllo il saldo punti della propria carta Fìdaty.</p>
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		<title>Esselunga: Caprotti apre ai manager</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Nov 2011 10:43:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Supermercati]]></category>

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		<description><![CDATA[Attraverso una lettera aperta inviata ai 19 mila dipendenti, Bernardo Caprotti ha delineato il futuro di Esselunga. Dopo avere lasciato la presidenza del gruppo a Vincenzo Mariconda, gia&#8217; membro del Consiglio Superiore della Magistratura e presidente di Risanamento, scrive Milano Finanza, il proprietario della prima catena privata della grande distribuzione e&#8217; pronto coinvolgere la prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/s.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4201" title="s" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/s.jpg" alt="" width="185" height="114" /></a>Attraverso una lettera aperta inviata ai 19 mila dipendenti, Bernardo Caprotti ha delineato il futuro di Esselunga. Dopo avere lasciato la presidenza del gruppo a Vincenzo Mariconda, gia&#8217; membro del Consiglio Superiore della Magistratura e presidente di Risanamento, scrive Milano Finanza, il proprietario della prima catena privata della grande distribuzione e&#8217; pronto coinvolgere la prima linea dei manager nella gestione, mantenendo comunque la responsabilita&#8217; delle strategie, delle risorse umane e dell&#8217;adeguamento della rete dei 143 supermercati operanti nel Centro Nord Italia. Si tratta di una svolta epocale, perche&#8217; forse per la prima volta l&#8217;86enne imprenditore milanese ha deciso di mollare la presa e di condividere parte della responsabilita&#8217; della gestione di un&#8217;azienda che genera 6,2 miliardi di fatturato con i suoi uomini piu&#8217; fidati. &#8220;E&#8217;venuto per me il momento di fare un passo indietro. Il presidente del cda sara&#8217; persona eminente, non operativa, che contribuira&#8217;, pero&#8217;, a traghettare l&#8217;azienda verso una piu&#8217; strutturata direzione manageriale&#8221;, si legge nel documento che MF-Milano Finanza ha potuto consultare. Anche se, ribadisce Caprotti, &#8220;continuero&#8217; a far parte del consiglio e a occuparmi di temi strategici, risorse umane e adeguamento della rete, come sin qui fatto&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Caprotti lascia la Presidenza di Esselunga</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 12:59:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la sentenza che lo condanna per concorrenza sleale ad una multa di 300 mila euro a favore di Coop Italia, arriva puntuale una notizia che cambia, per ora solo nella forma, lo status del gruppo Esselunga. “Le mie dimissioni dalla presidenza saranno sul tavolo tra sette giorni – ha spiegato il Cav. Caprotti &#8211; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-thumbnail wp-image-3793 alignleft" title="caprotti-esselunga" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/caprotti-esselunga-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></p>
<p>Dopo la sentenza che lo condanna per concorrenza sleale ad una multa di 300 mila euro a favore di Coop Italia, arriva puntuale una notizia che cambia, per ora solo nella forma, lo status del gruppo Esselunga. “Le mie dimissioni dalla presidenza saranno sul tavolo tra sette giorni – ha spiegato il Cav. Caprotti &#8211; soprattutto dopo la sentenza che fa di me praticamente un ladro” Ribadendo poi che “Esselunga continuerà la sua politica dei prezzi bassi anche se Coop intendesse realmente, come ha annunciato, ridurre le promozioni nei suoi supermercati”. L&#8217;annuncio bomba è arrivato ieri a Milano dal patron di Esselunga, Bernardo Caprotti, senza che però rivelasse il nome del prossimo presidente ( anche se si parla dell’attualee a.d. Carlo Salza). Caprotti, che compirà 86 anni il prossimo 7 ottobre, manterrà alcune deleghe operative . L&#8217;annuncio delle dimissioni è <span id="more-3792"></span>arrivato nel corso della presentazione, insieme al regista Giuseppe Tornatore, del film &#8220;Il mago di Esselunga” . A chi gli chiedeva se manterrà qualche incarico nella società, Caprotti ha replicato snocciolando un elenco di deleghe operative, tra cui la rottamazione dei vecchi supermercati, le risorse umane e i rapporti istituzionali. Inoltre “io resto in consiglio” ha tenuto a sottolineare. L&#8217;entourage del patron, forse spiazzato dall&#8217;annuncio, tende a sminuire la portata delle dimissioni di Caprotti dalla presidenza, parlando di dimissioni formali e non certo rassegnate in seguito alla condanna del tribunale di Milano; altri osservatori, avanzano il dubbio che questo sia invece il secondo segnale di un ritiro graduale dalla scena dell&#8217;anziano imprenditore milanese, dopo la nomina nel 2008 del primo a.d. estraneo alla famiglia. Il buon stato di salute di Esselunga, tra le più efficienti catene europee, è confermato dal business: l&#8217;anno scorso le vendite sono salite del 5%, a quota 6,4 miliardi, nonostante la contrazione dei consumi. Relativamente alla condanna in primo grado Caprotti ha spiegato che “l&#8217;eventuale ricorso in appello è tuttora oggetto di analisi da parte degli avvocati”.</p>
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		<title>Auchan, Ikea, Esselunga, Ipercoop e Coop sono i migliori brand retail per i consumatori italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 22:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Auchan]]></category>
		<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
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		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Ipermercati]]></category>

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		<description><![CDATA[IKEA, Auchan, Esselunga, IperCoop e Coop sono i 5 migliori brand retail per i consumatori italiani secondo il report European Best Retail Brand, realizzato dal Centre for Brand Analysis (l’istituto di ricerca responsabile nel Regno Unito delle indagini “Superbrands” e “CoolBrands”) su un campione di 10500 consumatori europei (1500 per ogni nazione in cui è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-878" title="vendite" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/vendite.jpg" alt="" width="180" height="127" />IKEA, Auchan, Esselunga, IperCoop e Coop sono i 5 migliori brand retail per i consumatori italiani secondo il report European Best Retail Brand, realizzato dal Centre for Brand Analysis (l’istituto di ricerca responsabile nel Regno Unito delle indagini “Superbrands” e “CoolBrands”) su un campione di 10500 consumatori europei (1500 per ogni nazione in cui è stato effettuato il sondaggio) e commissionato da Kelkoo. Pur non essendo un marchio italiano, IKEA domina la classifica dei dieci migliori brand retail, posizionandosi al primo posto nella “top 10” nel 90% delle categorie prese in esame dalla ricerca. Lo studio – per quanto riguarda il nostro Paese &#8211; ha analizzato le opinioni di 1.500 italiani su 50 retailer (i più importanti 45 retailer per vendite realizzate nel 2010 e i primi 5 retailer online in Italia). Gli intervistati hanno valutato i brand sulla base di 10 diverse caratteristiche quali convenienza, offerte e<span id="more-3697"></span> promozioni, affidabilità, servizio al cliente, esperienza d’acquisto sia in negozio che online, opzioni di consegna del prodotto, innovazione, rispetto dell’ambiente e quanto il marchio sia ritenuto “cool”.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/top-brand.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3699" title="top brand" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/top-brand.jpg" alt="" width="540" height="269" /></a></p>
<p>IKEA ha raggiunto il primo posto nella classifica grazie agli elevati punteggi totalizzati in tutte le categorie. Il retailer di mobili scandinavo, entrato nel mercato italiano nel 1989, è stato votato quale migliore azienda retail per convenienza, promozioni e offerte, reputazione in termini di affidabilità, esperienza d’acquisto in negozio, servizio al cliente, innovazione, attenzione all’ambiente, opzioni di consegna e per essere ritenuto un marchio “cool”. L’unica categoria dove IKEA non ha primeggiato è stata quella dell’esperienza di acquisto online; l’azienda si è, infatti, posizionata al secondo posto dietro Media Shopping – un retailer esclusivamente online – che in Italia gode di un’ottima reputazione in fatto di esperienza di acquisto online.<br />
Al secondo posto si trova Auchan (il Gruppo Auchan possiede altri brand come Simply Market, IperSimply e Cityper, con 51 ipermercati e 1.600 supermercati in Italia). Anche in questo caso, il gruppo francese è tra i primi 10 marchi della classifica in tutti i fattori di valutazione. Purtroppo performance basse registrate a livello dell’esperienza di acquisto o nelle opzioni di spedizione hanno impedito all’azienda di superare il gigante svedese nelle diverse categorie.<br />
Terzo posto per il retailer italiano Esselunga (e secondo supermercato a comparire ai vertici della classifica). Diversamente da IKEA e Auchan, non si tratta di una realtà italiana nuova e questo potrebbe spiegare perchè l’azienda sia molto apprezzata da parte delle associazioni di consumatori italiani. Sebbene il marchio sia tuttora di proprietà privata, la mancanza di una presenza di azionisti non ha impedito all’azienda d’investire in innovazione ed è infatti il primo supermercato italiano ad aver introdotto la possibilità di fare acquisti online. <img class="alignleft size-full wp-image-3703" title="top brand ita" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/top-brand-ita.jpg" alt="" width="295" height="218" /><br />
Ma quali sono gli aspetti che i consumatori reputano come i più importanti nella scelta su dove acquistare? Dal report Best Retail Brands emerge che la convenienza in termini di costo è il fattore fondamentale per oltre la metà degli intervistati (59%), seguita dalle offerte e dalle promozioni (13%), insieme alla reputazione del brand legata all’affidabilità (8%). Per 3 clienti su 4 (72%) la convenienza, le promozioni e le offerte sono prioritarie; se si prende in esame la classifica relativa al fattore convenienza in termini di costo, IKEA e Auchan sono i due migliori brand per offerte e promozioni. Il successo di Auchan in queste due classifiche potrebbe essere prevalentemente il risultato di una forte politica di sconti, rafforzata da una gamma di prodotti a prezzi ridotti e dalla presenza di reparti riservati agli sconti all’interno degli ipermercati Auchan.</p>
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		<title>Caprotti scrive sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; il suo pensiero sulla condanna comminata dal Tribunale di Milano. E pace sia.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 16:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera pubblicata sul Corriere della Sera pochi giorni fa, scritta di pugno direttamente dal Cav. Caprotti, è una assoluta novità. Lo è perchè in un certo modo emerge l&#8217;uomo e non il personaggio, il Patron di Esselunga sembra seppellire l&#8217;ascia di guerra nei confronti del nemico giurato Coop Italia, o forse ancor di più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/libro-180x140.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3595" title="PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BERNARDO CAPROTTI PRESIDENTE ESSELUNG" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/libro-180x140-150x140.jpg" alt="" width="150" height="140" /></a>La lettera pubblicata sul Corriere della Sera pochi giorni fa, scritta di pugno direttamente dal Cav. Caprotti, è una assoluta novità. Lo è perchè in un certo modo emerge l&#8217;uomo e non il personaggio, il Patron di Esselunga sembra seppellire l&#8217;ascia di guerra nei confronti del nemico giurato Coop Italia, o forse ancor di più Legacoop,perchè non è più il momento di combattere tra semplici concorrenti di un mercato che oggi è minacciato nelle fondamenta dalla crisi mondiale e dai metodi con cui il nostro governo sta rispondendo alla stessa. Nel leggerne il pensiero abbiamo avuto come la sensazione che il dualismo tra destra liberista e libertaria e sinistra protezionista  e perbenista sia un vago ricordo, in un momento dove non ha più senso combattere. Vi sono altresì passaggi della lettera aperta dove viene a galla<span id="more-3594"></span> il Caprotti padre, il Caprotti sofferente e dolorante, insomma, come già scritto, si mette da parte il personaggio paladino di una parte del Paese per dare spazio ad un uomo con le sue debolezze che è consapevole che lottare non ha più il senso che poteva avere qualche anno fa, mettendo bene in chiaro una cosa: che è stato condannato per concorrenza sleale e non diffamazione e che la pena pecuniaria comminata è di 300 mila euro e non 40 milioni di euro.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<p>Dal &#8221; Corriere della Sera&#8221;</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/bernardo_caprotti_645.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3601" title="bernardo_caprotti_645" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/bernardo_caprotti_645-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Caro direttore,</p>
<p>dal Corriere di domenica scorsa vedo che la vicenda diventa politica e questo non mi piace. D&#8217;altronde lo è. Coop, Legacoop, eccetera, politica lo sono per decisione e scelta di Palmiro Togliatti, nel 1947 a Reggio Emilia. Per quanto riguarda la sentenza, il tribunale di Milano è stato forse clemente: non ha ammesso la diffamazione, ci ha condannato solo per concorrenza sleale. Io sono soltanto sleale, cioè «unfair», subdolo e tendenzioso.</p>
<p>Un niente, di questi tempi! quasi un gentiluomo. E per i danni subiti da Coop per questa sleale concorrenza ha accordato 300.000 euro invece dei 40 milioni richiesti!</p>
<p>Il libro «Falce e carrello»</p>
<p>Il libro? Non si ordina neppure di bruciarlo sulle pubbliche piazze. Io, per quanto mi riguarda, vorrei però rimettere le cose nei termini appropriati. Quando mi si accusa di «attacco» &#8211; per non parlar del resto &#8211; si dice una bugia. Sono cose intime, esistenziali, ma perché non dirle? Nell&#8217;estate del 2004 sono stato gravemente ammalato e, stordito dal Contramal, un antidolorifico tremendo, caddi di notte in bagno e mi fratturai la colonna vertebrale. Inoltre quattro mesi prima mio figlio se ne era andato. Mio figlio non è mai stato scacciato, mio figlio non ha mai fatto nulla di male, semplicemente si era attorniato di una dirigenza non all&#8217;altezza. Per me il suo autonomo allontanamento è stato un grande dolore. Ricordo quell&#8217;autunno 2004, come un periodo tristissimo, di grande sofferenza e di estrema debolezza.</p>
<p>È in questo 2004 e nell&#8217;anno seguente che, nella mia defaillance, fui oggetto di una vera e propria aggressione.</p>
<p>Le dichiarazioni ai giornali di Aldo Soldi, presidente di Ancc (Coop), che voleva Esselunga, si susseguivano. L&#8217;amministratore delegato di una grande banca, tuttora in carica, venne due volte, «dica lei la cifra, la paghiamo in settimana, al resto pensiamo noi». Poi il prestigioso</p>
<p>studio legale, per conto dichiaratamente di Unipol. Sono solo due esempi. Finché l&#8217;allora presidente del Consiglio, Romano Prodi, dichiarò in televisione che occorreva mettere assieme Coop con Esselunga.</p>
<p>In quale modo, non disse.</p>
<p>Questo sì che fu l&#8217;«attacco» che ci costrinse a fare chiarezza sui giornali! Vorrei poi che qualcuno mi spiegasse come si può «tenere insieme» e condurre un&#8217;azienda in queste condizioni. È da tutto ciò che nasce, in sintesi, «Falce e Carrello»! Io avvertii Soldi, poiché la mia educazione ottocentesca a ciò mi impegnava. Ma intendevo solo raccontare alcuni episodi vissuti, documentati, oserei dire, sofferti.</p>
<p>Cioè denunciare qualche «stravaganza», chiamiamola così, di quel sistema. Però, evidentemente, ho commesso un errore e me ne scuso: infatti è stato interpretato come un «attacco» al più grande Istituto Benefico del Mondo, una Istituzione che ha un milione di dipendenti, quando la Croce Rossa Internazionale ne ha soltanto 12.500.</p>
<p>Mi sono così tirato addosso sette cause, che mi sembra possano bastare.</p>
<p>Tutto qua. Io non concepisco questa Italia di destra o di sinistra. Ho amici a sinistra, come certamente ne ho a destra. Sono stato educato nel credo della libertà e nel rispetto del prossimo.</p>
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		<item>
		<title>“Falce e Carrello”: il Tribunale di Milano condanna Esselunga. Il primo round a Coop Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia tra Coop Italia ed Esselunga sembra non avere mai fine. Alla pubblicazione del libro “Falce e Carrello” era seguita la prevedibile denuncia presso le sedi competenti ad opera di Coop. Oggi abbiamo il primo riscontro: il Tribunale di Milano ha condannato Esselunga per concorrenza sleale nei confronti delle Coop. Lo rende noto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3540" title="Falce e carrello" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/Falce-e-carrello.jpg" alt="" width="123" height="189" />La storia tra Coop Italia ed Esselunga sembra non avere mai fine. Alla pubblicazione del libro “Falce e Carrello” era seguita la prevedibile denuncia presso le sedi competenti ad opera di Coop. Oggi abbiamo il primo riscontro: il Tribunale di Milano ha condannato Esselunga per concorrenza sleale nei confronti delle Coop. Lo rende noto un comunicato di Coop, precisando che il tribunale ha anche condannato la catena di supermercati lombardi a un risarcimento di 300.000 euro ed al ritiro del libro dal mercato, vietandone la reiterazione della pubblicazione e la diffusione degli scritti. Ricordiamo che in &#8220;Falce e carrello&#8221; in Cav. Caprotti ha puntato il dito contro le Coop che a suo dire, tra l&#8217;altro, sarebbero state favorite da<span id="more-3535"></span> appoggi politici. &#8220;Un&#8217;aggressione violenta e lesiva che correttamente il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare come illecita concorrenza e che noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente&#8221;, ha scritto Coop nella nota, in cui commenta la sentenza. Secondo il Tribunale del capoluogo lombardo &#8211; prosegue Coop nella nota &#8211; il libro integra &#8220;un&#8217;illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia&#8221;. La nota precisa infine che oltre a Caprotti ed a Esselunga spa, i giudici hanno condannato anche il curatore della prefazione, il coautore e la casa editrice Marsilio. &#8220;A questa sentenza &#8211; prosegue Coop nella nota &#8211; va aggiunto il recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell&#8217;Unione europea che riconosce la distintività delle imprese cooperative in merito alle esenzioni fiscali che non devono essere considerate come aiuti di Stato&#8221;. La sentenza del Tribunale di Milano è – ricordiamo &#8211; di primo grado, esiste la presunzione di innocenza sino al passaggio in giudicato della sentenza, ma intanto così il primo grado ha deciso. Noi spettatori ed estimatori sia di Coop che di Esselunga, leader uno di quota l’altro di performance, rimaniamo alla finestra in attesa che si ritorni a parlare di sfida sui numeri, quella che appassiona di più.</p>
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		<title>Bresciadolci rileva i marchi Battistero e Besana</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 23:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il passaggio a Esselunga del moderno stabilimento di Parma rimaneva il marchio Battistero (e nel pacchetto c&#8217;e&#8217; anche Besana) che valeva un fatturato consistente, prima della crisi, realizzato in dolci da ricorrenza: pandori e panettoni. Ad Esselunga i dolci natalizi e pasquali non interessano così la vecchia proprietà di Battistero ha concluso una trattativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3356" title="battistero" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/battistero.jpg" alt="" width="140" height="140" />Dopo il passaggio a Esselunga del moderno stabilimento di Parma rimaneva il marchio Battistero (e nel pacchetto c&#8217;e&#8217; anche Besana) che valeva un fatturato consistente, prima della crisi, realizzato in dolci da ricorrenza: pandori e panettoni. Ad Esselunga i dolci natalizi e pasquali non interessano così la vecchia proprietà di Battistero ha concluso una trattativa iniziata con l&#8217;affitto del ramo d&#8217;azienda ed ha infine ceduto i marchi e le linee produttive dolciarie alla Bresciadolci che trasferirà gli impianti da Parma a Soave in provincia di Verona. Si chiude così la storia della BTT in concordato preventivo.<br />
La storia della Battistero inizia nel 1965 con la produzione del pane. Dal &#8217;75 è iniziata la vendita dei prodotti da forno e nel &#8217;95 la Fin Mondini (i fondatori) vende a Compendia di Milano, di Enrico De Angelis. Nel febbraio 2001 il Gruppo Zunino ha rilevato il<span id="more-3342"></span> 100% della società. L&#8217;era, sfortunata, dei finanziari (prima Zunino poi Leopoldo Varasi) che volevano crescere con la finanza e la Borsa è finita ed ora si torna a sani asset industriali. A Parma proodotti alimentari a marchio Esselunga a Verona pandori e panettoni.<br />
Battistero era arrivata a fatturare quasi 40 milioni di euro ed era il quarto gruppo del settore con una quota di mercato intorno al 7-8%. Ma i cambi di proprietà hanno finito per ridurla al lumicino: 8 milioni di ricavi 2009.</p>
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		<title>Esselunga cresce del 5% nel 2010, ma la crisi pesa sui margini</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 23:44:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati 2010 di Esselunga si presentono positivi sotto l&#8217;aspetto della crescita: le vendite sono salite del 5%, rispetto al 2009, a quota 6,4 miliardi. Anche a rete omogenea la crescita è buona, +2% rispetto ad un mercato che cala del 2%. L&#8217;altra faccia della medaglia sono i risultati dell&#8217;indebitamento e dell&#8217;utile netto. L&#8217;indebitamento finanziario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1229" title="esselunga" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/esselunga.gif" alt="" width="200" height="62" />I dati 2010 di Esselunga si presentono positivi sotto l&#8217;aspetto della crescita: le vendite sono salite del 5%, rispetto al 2009, a quota 6,4 miliardi. Anche a rete omogenea la crescita è buona, +2% rispetto ad un mercato che cala del 2%.<br />
L&#8217;altra faccia della medaglia sono i risultati dell&#8217;indebitamento e dell&#8217;utile netto. L&#8217;indebitamento finanziario netto del gruppo cresce a 259,3 milioni da 201,5 milioni di fine 2009 a causa dei maggiori investimenti effettuati nel corso dell&#8217;anno, pari a 357,9 milioni, e dedicati principalmente allo sviluppo e all&#8217;ammodernamento della rete vendita, dei centri di lavorazione e dei poli logistici. Nel corso del 2010, Esselunga ha aperto i nuovi punti vendita di <span id="more-3027"></span>Stezzano, in provincia di Bergamo, e a Desenzano, in provincia di Brescia. L&#8217;utile netto cresce  e raggiunge i 213,1 milioni (187,6 milioni nel 2009). Ma nel valutare la redditività, precisa l&#8217;azienda, va considerato l&#8217;impatto che ha avuto la contabilizzazione delle manifestazioni a premio (come le raccolte punti) richiesta dai principi contabili internazionali. Senza questo effetto il risultato operativo sarebbe stato di 341,4 milioni, inferiore rispetto ai 358,7 milioni del 2009 a causa dei maggiori ammortamenti e svalutazioni; e l&#8217;utile netto sarebbe sceso a 197,3 milioni dai 210,2 milioni del 2009.<br />
La crisi ha quindi pesato soprattutto sulle marginalità depresse dalla forte pressione promozionale, leva su cui sta spingendo tantissimo tanto da preoccupare i vertici delle centrali concorrenti che si vorrebbero attrezzare per rispondere ai suoi violentissimi sottocosti.  Esselunga, si spiega dalla societa&#8217;, &#8220;ha proseguito, anche nel 2010, con una decisa politica di contenimento dei prezzi che ha generato, in due anni, una deflazione superiore al 3%. L&#8217;effetto prezzi e&#8217; stato determinato dalla forte spinta promozionale e dal contributo deflattivo delle vendite a marchio privato che hanno evidenziato significativi incrementi. La politica di contenimento dei prezzi ha consentito ad Esselunga di essere, anche nel 2010, nei primi posti della classifica di Altroconsumo relativa alle insegne piu&#8217; convenienti&#8221;.</p>
<p>Il 2011, si spiega, &#8220;si sta caratterizzando per le notevoli pressioni inflazionistiche provenienti dai listini di acquisto. Lo sforzo di Esselunga sarà comunque indirizzato a contenere queste spinte per salvaguardare il potere d&#8217;acquisto dei clienti. Pertanto si prevede una marginalità in calo&#8221;.</p>
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		<title>Esselunga lancia Music Store: ma cosa si aspetta veramente?</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Apr 2011 22:30:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte (in realtà molto spesso) leggendo certi titoli sui giornali una risatina ironica è impossibile da trattenere. Un esempio? &#8220;Esselunga entra nel mercato musicale con MusicStore e sfida iTunes di Apple&#8221;. Con tutto il rispetto per il gruppo di Caprotti e della sua forza commerciale, come si fa a scrivere una cosa del genere? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2782" title="music-store" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/04/music-store.png" alt="" width="249" height="80" />A volte (in realtà molto spesso) leggendo certi titoli sui giornali una risatina ironica è impossibile da trattenere. Un esempio? &#8220;Esselunga entra nel mercato musicale con MusicStore e sfida iTunes di Apple&#8221;. Con tutto il rispetto per il gruppo di Caprotti e della sua forza commerciale, come si fa a scrivere una cosa del genere? Ebbene titoli del tutto simili a questo si sono letti i giorni scorsi sulle principale testate nazionali. Senza entrare nel merito di un accostamento quantomeno improbabile, notiamo che pochi si sono chiesti quali siano i reali obiettivi di una iniziativa del genere.<br />
Guardando oltre i confini nazionali ci accorgiamo che Gruppi ben più grandi di Esselunga<span id="more-2780"></span> hanno recentemente intrapreso iniziative importanti nell’ambito di quello che viene comunemente chiamato Web 2.0, ovvero di quelle applicazioni online che permettono uno spiccato livello di interazione tra il sito e l&#8217;utente. Insomma dal virtuale al reale e ritorno. Wal-Mart e Tesco mettono a disposizione dei clienti da qualche mese le ricariche dei crediti di Facebook, prima acquistabili solo online, e oggi disponibile anche sugli scaffali di grandi catene di supermercati inglesi e americani. I Facebook Credits servono soprattutto per giocare ad alcune delle tante applicazioni disponibili sulla piattaforma, come Farmville o Mafia Wars. Decisamente impensabile in Italia…<br />
Tornando all’iniziativa di Esselunga, senza dubbio innovativa nel nostro paese, e leggendo le parole di  Roberto Selva, direttore acquisti Non-food di Esselunga, cerchiamo di farci un’idea delle strategie di marketing alla base di questo progetto: «ci proponiamo di offrire un&#8217;accessibile alternativa al canale della pirateria musicale, rivolgendoci a clienti giovani che cercano risposte adeguate dal web. Oltre che con la partnership con Dada, l&#8217;iniziativa è stata possibile anche grazie alla proficua collaborazione delle case discografiche: da Sony Music a Universal Music, da Warner Music a Emi Music e Sugar e da realtà come Kiver e Made in Etaly». Ci chiediamo se Esselunga pensi davvero di poter aumentare, anche solo di qualche fazione di punto, i fatturati del Gruppo con questa iniziativa. E&#8217; pur vero che Wal-Mart con il suo store di musica online negli Stati Uniti ha raggiunto una quota di mercato vicino al 12%, ma ci sembra che per l&#8217;Italia sia un miraggio.<br />
Le parole di Selva, però, ci danno un primo indizzio sugli obiettivi del Gruppo: il target è un pubblico giovane (e giovanissimo). Un nuovo segmento di consumatori che evidentemente Esselunga si ripropone di corteggiare. E’ evidente come in un momento di mercato debole attrarre una fascia di clientela che raramente si preoccupa di dove fa la spesa la mamma è un’ottima mossa di marketing. Ed infatti il secondo indizio lo si evince quando si accede alla pagina di registrazione al nuovo servizio MusicStore: serve la carta fedeltà Fidaty. Non passa nemmeno inosservato il richiamo alla pirateria, spauracchio di tutte le madri, che non hanno la minima idea di cosa combinino i propri figli adolescenti che passano ore su Internet spesso scaricando musica.<br />
Insomma, l’idea alla base di questo progetto è molto interessante,  coinvolgere un pubblico giovane e fidelizzarne la famiglia. Il tutto con un’ottima competitività sui prezzi dei brani: 9,90 € per 15 canzoni scaricabili e un mese di streaming illimitato, molto meno di molti e più blasonati siti specializzati.</p>
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