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	<title>GDO News &#187; Esd</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Il futuro delle nostre Supercentrali (parte II)</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 22:37:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Esd]]></category>
		<category><![CDATA[Selex]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma]]></category>

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		<description><![CDATA[In Francia o Inghilterra (solo per citarne alcuni) il confronto tra grande industria e distribuzione è equilibrato, le grandi concentrazioni di fatturato impongono un dialogo necessario e soddisfazione di importanti richieste del Retail sulle strategie di prodotti a marchio da parte della Grande industria. In un mercato composto da 5 attori non è pensabile non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4321" title="esd" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/esd.jpg" alt="" width="200" height="57" />In Francia o Inghilterra (solo per citarne alcuni) il confronto tra grande industria e distribuzione è equilibrato, le grandi concentrazioni di fatturato impongono un dialogo necessario e soddisfazione di importanti richieste del Retail sulle strategie di prodotti a marchio da parte della Grande industria. In un mercato composto da 5 attori non è pensabile non lavorare con due di quelli, è oltremodo necessario condividere strategie ed obbiettivi. In Italia questo problema non si pone per una serie di ragioni: i soggetti nati dalle aggregazioni delle centrali nazionali (le supercentrali appunto) sono sempre stati dominati da una logica che prevedeva limitatissime condivisioni, ovvero limitate ai meri acquisti. Quando l’industria provava a chiedere prestazioni a fronte di concessioni, da un lato spesso tali prestazioni rappresentavano più mal di pancia che una accettazione strategica ( attività promozionali su prodotti innovativi talvolta ritenuti da troppe menti di dubbio successo) dall’altro lato c’era proprio chi addirittura non osservava gli obblighi presi in sede di trattativa. Spesso i motivi di crisi delle Supercentrali erano determinati dai diversi atteggiamenti che le singole Centrali volevano assumere nei confronti dell’industria, date le diverse strategie in atto.</p>
<p>Ecco il problema: sino a quando la condivisione si limiterà agli acquisti si arriverà sempre ad un punto in cui altre esigenze diverranno motivi ostativi alla conclusione degli accordi, i meri acquisti sono sempre stati un collante troppo debole per tenere uniti agglomerati diversi.</p>
<p>Per questa ragione chi scrive, tempo addietro pensava che il periodo delle Supercentrali stava terminando, perché non si era riusciti a maturare una serie di condivisioni che andassero oltre i meri acquisti e dopo diversi anni erano troppi i problemi in seno a quelle sedi e per troppo tempo irrisolti.</p>
<p>Ma spesso eventi estranei condizionano abitudini e sistemi. Due anni fa la crisi globale che sta condizionando le nostre esistenze si fece più seria, come diceva l’ex Ministro Tremonti ci si trovava davanti ai mostri dei videogiochi che morto uno, se ne faceva insidioso un altro, ed il peggioramento della situazione economica ci ha portato ad un abbassamento dei fatturati, a vere e proprie crisi di alcuni formati di vendita, alla contrazione delle marginalità dovute sia alla pressione promozionale sia all’inflazione di alcune derrate alimentari, all’aumento dei costi di gestione. Tutte queste cause hanno visto l’arretramento di Carrefour nel sud del Paese, alcuni fallimenti di aziende del Retail storiche, portato a terribili crisi di altre aziende ed anche di centrali nazionali non ancora risolte ed in generale ad un aggravamento delle condizioni di mercato in generale. Di fronte a questo quadro, tutt’altro che confortante, è necessario rileggere le certezze di ieri alla luce delle tristi novità del presente. Ed ecco che la crisi dei numeri e dei margini da un lato, e l’aumento dei costi dall’altro, impongono costanti ed inderogabili migliorie negli acquisti ogni anno, la forbice tra chi ha saputo trovare una soluzione accettabile per superare la crisi in atto e chi invece ne è travolto fa sì che gli equilibri potrebbero essere ritrovati all’interno di Supercentrali di acquisto, ovvero in quei punti di incontro dove si possono condividere obbiettivi diversi e soluzioni diverse, condividendo le strategie di successo ed abbandonando gli errori, quindi questi luoghi di aggregazione , oggi più che mai, non sono e non devono più necessariamente essere concentrazioni fittizie rivolte esclusivamente ad essere legate agli acquisti. L’obbiettivo comune di tutti gli operatori del Retail è scontato: sopravvivere a questi anni, uscirne senza troppi dolori. La Distribuzione nazionale, nelle sue piccole e compatte unità, deve trovare dei punti di incontro e fare tesoro della conoscenza dei singoli territori, vero segreto della riuscita delle vendite del Retail. Le Supercentrali devono essere, oltre a concentrazioni di acquisti, semplicemente le fonti ispiratrici di disegni nazionali, sia di parti di assortimenti, sia di sviluppi di progetti a marchio d’insegna con fornitori in comune. Poi la declinazione sul territorio sarà sempre opera del singolo, ma la necessità delle grandi unioni è oggi fondamentale.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4317" title="tabella1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/tabella1.jpg" alt="" width="304" height="350" /></p>
<p>Come si può notare dal grafico, la fotografia che ci dava IRI un anno fa vedeva una posizione rilevante detenuta da Centrale Italiana che, grazie a sette anni di condotta giudiziosa con una leadership indiscussa, è riuscita ad elevarsi, davanti all’industria soprattutto, come un interlocutore affidabile e soprattutto forte. Sicon, che sino a ieri era il secondo attore del mercato, è avvolto dalle voci che lo vedono disgregarsi, ma se così non fosse la quota da indicare a lato dovrebbe essere ridotta di un paio di punti. Dove finirebbero quei due punti persi? Proprio sotto il cappello di Centrale Italiana per effetto della crescita di Sigma, arrivando a rafforzare la propria quota sino alla soglia del 25%, quindi verso un traguardo che da questo momento in poi potrebbe essere messo sotto la lente di chi deve garantire il controllo delle egemonie di mercato. La terza supercentrale era rappresentata nel 2010 dall’agglomerato di CSA: oggi in pratica questa unione già non esiste più e qui si apre un tema interessante: il futuro di Carrefour nel nostro Paese. Carrefour negli ultimi anni si è dedicato molto a tessere alleanze locali, con partner della DO ( come Agorà) che portassero esperienza nel format dei supermercati, ma ne ha veramente bisogno? L’alleanza più naturale, se per caso ce ne dovesse essere il bisogno, dovrebbe essere con Finiper. Ci sono voci che raccontano di un riavvicinamento tra le due insegne, e le stesse voci parlano anche di un allontanamento di quest’ultima dal mondo Sisa. Saranno solo voci, ma noi qui non abbiamo la pretesa di raccontarvi il futuro dalla nostra palla di cristallo, vogliamo solo colorare e disegnare prospettive sulla base di ciò che si sta discutendo. Esiste poi la centrale ESD, gloriosa ai tempi di Esselunga, appannaggio di Selex negli ultimi anni, ebbene con piacere si nota come la convinzione di Selex a tenerla in piedi sia stata premiata alla fine: oggi due Centrali nazionali come SUN e Agorà sono entrate e rientrate nel progetto, così ESD rappresenta oggi la vera DO che si fronteggia con la leadership di Centrale Italiana, la sua forza si dovrebbe attestare vicino al 14% e quindi attualmente in crescita. Però esistono le insegne, prima appartenenti ad Intermedia ( Pam, Auchan, Bennet e Lombardini) che continuano a volere percorrere da soli il percorso contrattuale. Quale sarà il loro futuro? E Conad? Se acquisisse Billa potrebbe avere un ruolo nel mercato anche da sola per il momento.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-4365" title="tabella4" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/tabella4.jpg" alt="" width="308" height="318" /></p>
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		<title>Carrefour correrà da sola, Agorà e Sun entrano in ESD che si rafforza</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 21:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Agorà]]></category>
		<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
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		<description><![CDATA[CSA era nata dal terremoto provocato dalla fuoriuscita di Finiper dalla Supercentrale GD Plus. CSA era l’acronimo delle tre centrali che componevano la Supercentrale: Carrefour, Sun e Agorà Network. Questa settimana verrà ufficializzata la fine della collaborazione tra le società citate. Sun e Agorà network entrano in ESD. L’impegno di Agorà era stato preso sino alla fine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2282" title="carrefour" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/09/carrefour.jpg" alt="" width="173" height="129" />CSA era nata dal terremoto provocato dalla fuoriuscita di Finiper dalla Supercentrale GD Plus. CSA era l’acronimo delle tre centrali che componevano la Supercentrale: Carrefour, Sun e Agorà Network. Questa settimana verrà ufficializzata la fine della collaborazione tra le società citate. Sun e Agorà network entrano in ESD.<br />
L’impegno di Agorà era stato preso sino alla fine dell’anno 2010 già dai tempi di GD Plus, così come Sun in CSA. Carrefour, di comune accordo con le altre due insegne, ha deciso di proseguire da sola l’avventura italiana.<br />
Ci sono voci insistenti che parlano di un interessamento di Carrefour nel riavvicinarsi a Finiper, il prossimo anno la rivoluzione Carrefour Planet dovrebbe diventare realtà anche in Italia e Finiper presenta già oggi qualcosa di lontanamente assimilabile a questo progetto. Bisogna anche dire che l’aria che si respira<span id="more-2361"></span> dentro gli uffici milanesi della multinazionale francese è pesantissima a detta di molti operatori, i numeri che arrivano ogni settimana dalle vendite sono molto sconfortanti, si teme ( qualcun altro si augura) una forte rivoluzione.</p>
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		<title>Selex 1: il Procuratore generale del Gruppo Francioni spiega a GDONews le dinamiche commerciali del 2009 nel mondo della GDO</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 09:26:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[In occasione della Fiera Marca di Bologna GDONews ha raccolto un parere del Procuratore Generale del Gruppo Selex Riccardo Francioni che ha sostenuto: &#8220;Il 2009 per la Distribuzione Moderna sarà l&#8217;anno dei prodotti a marca privata e dei supermercati di prossimità. Sarà un anno difficile, per via della crisi, ma con le giuste strategie distributive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/20_famila_foto1.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-656" title="20_famila_foto1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/20_famila_foto1-300x170.jpg" alt="" width="300" height="170" /></a>In occasione della Fiera Marca di Bologna GDONews ha raccolto un parere del Procuratore Generale del Gruppo Selex Riccardo Francioni che ha sostenuto: &#8220;Il 2009 per la Distribuzione Moderna sarà l&#8217;anno dei prodotti a marca privata e dei supermercati di prossimità. Sarà un anno difficile, per via della crisi, ma con le giuste strategie distributive si potranno raggiungere risultati positivi infatti le private label, cioè i prodotti in esclusiva per le catene distributive, incontrano sempre più la domanda di convenienza e qualità da parte dei consumatori &#8211; ha continuato Francioni &#8211; tant&#8217;è che nel 2008 hanno raggiunto una quota di mercato del 14,7%, con una crescita di oltre il 13% rispetto all&#8217;anno prima (Fonte Nielsen, novembre 2008)&#8221;. Sul fronte dei formati distributivi, si prevede un grande rilancio dei supermercati di media grandezza. &#8220;I supermercati di prossimità, dislocati nei quartieri &#8211; aggiunge Francioni- sono in grado di presentare un assortimento di prodotti sufficientemente ampio e prodotti locali che meglio soddisfano le esigenze dei consumatori. Perché la clientela non cerca solo la convenienza, ma si orienta su un mix di prodotti indispensabili e prodotti ad alto contenuto di servizio, e privilegia il supermercato sotto casa&#8221;. Queste previsioni sono confortate dai risultati ottenuti nel 2008 dal Gruppo Selex, migliori di quelli di tante realtà della Distribuzione Moderna. L&#8217;incremento delle vendite LCC (largo consumo confezionato) nel canale Iper+Super a parità di punti vendita è del + 3,4%, quasi il doppio rispetto alla media del mercato, ferma a + 1,9%. Con le nuove aperture e l&#8217;apporto di un nuovo Socio, la crescita di Selex è nell&#8217;ordine del +10%. L&#8217;esercizio 2008 chiude con un fatturato di 8.200 milioni di euro. Ricordiamo che il Gruppo Selex, nato 45 anni fa come Unione Volontaria A&amp;O, è il quinto retailer nazionale, ed è presente in tutte le regioni italiane con 3.247 punti vendita per circa 2 milioni di mq di superficie. Una rete che comprende supermercati, ipermercati, superstore, cash and carry, hard discount e negozi specializzati. &#8220;Nel 2009 &#8211; conclude Francioni &#8211; il Gruppo Selex prevede l&#8217;apertura di 92 nuovi punti di vendita per un totale di 86.000 mq di superficie e la ristrutturazione di molte unità esistenti. L&#8217;investimento complessivo, di 275 milioni di euro, testimonia la nostra strategia di effettuare importanti investimenti anche in momenti economicamente e finanziariamente difficili come quelli attuali&#8221;.</p>
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		<title>Selex 2: sempre più Private label nel futuro del gruppo</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 09:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Esd]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>
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		<description><![CDATA[Le marche commerciali Selex presidiano le principali categorie merceologiche in cui si articola l’offerta food e non food dei punti di vendita del Gruppo. Grazie anche all’importante piano di rilancio varato nel 2005, che ha comportato oltre al restyling del packaging system anche un profondo miglioramento della qualità, delle formulazioni e dei formati, i prodotti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le marche commerciali Selex presidiano le principali categorie merceologiche in cui si articola l’offerta food e non food dei punti di vendita del Gruppo. Grazie anche all’importante piano di rilancio varato nel 2005, che ha comportato oltre al restyling del packaging system anche un profondo miglioramento della qualità, delle formulazioni e dei formati, i prodotti Selex sono sempre più apprezzati dalla clientela. Nel 2008, le vendite hanno segnato un incremento di oltre + 20%, con 1.900 referenze (1.200 food e 700 non food). Le previsioni per quest’anno confermano gli stessi ritmi di crescita, con un notevole ampliamento delle categorie coinvolte. Molto atteso l’ingresso, tra gli altri, nel mondo dell’abbigliamento intimo uomo e donna. Il marchio Selex presidia anche il segmento della qualità controllata attraverso i suoi prodotti di filiera. Circa 40 referenze, nel settore ortofrutticolo.</p>
<p><em>Alta gamma e primi prezzi</em></p>
<p>La strategia di Selex si concentra sulla segmentazione dei suoi prodotti a marchio, con l’obiettivo di costruire un’offerta ancora più completa, in termini di scelta e di prezzo. “Ne è una dimostrazione – sottolinea Luca Vaccaro, responsabile marche commerciali di Selex &#8211; il lancio della linea di alta gamma, “Selex Più”. Circa 50 referenze alimentari dalle caratteristiche qualitative e organolettiche elevate, distinguibili per la provenienza locale tipica, oltre che per processi di lavorazione tradizionali o certificati. E il 2009 vede l’esordio di una linea di prodotti di primo prezzo, diversificazione d’offerta alternativa al discount”.</p>
<p><em>In crescita anche Vale, Sù e Vanto</em></p>
<p>Si moltiplica anche l’assortimento di Vale, l&#8217;altra marca commerciale del Gruppo adottata dalle Imprese che operano in aree di sovrapposizione territoriale, che a fine 2009 raggiungerà 500 referenze. L’obiettivo, come per il marchio Selex, è di fornire ai consumatori una gamma completa di prodotti di qualità, a un prezzo molto conveniente. In crescita anche la linea “Horeca”, famiglia dei prodotti a marchio Sù e Vanto trattati esclusivamente dalla rete dei cash &amp; carry Selex. Oltre 400 referenze studiate per la clientela professionale della ristorazione e dei pubblici esercizi.</p>
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		<title>Gossip: possibile uscita dal gruppo Selex della catena Lucana GDA Group</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2008 15:51:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si inseguo voci insistenti circa la decisione, possibile, della catena GDA Group di abbandonare la centrale Selex. Nel corso dell&#8217;estate erano stati notati incontri tra la proprietà del gruppo Lucano con i dirigenti della Centrale ma non si capiva bene la motivazione. Sembra, sempre secondo fonti da ritenere attendibili, che la decisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni si inseguo voci insistenti circa la decisione, possibile, della catena GDA Group di abbandonare la centrale Selex. Nel corso dell&#8217;estate erano stati notati incontri tra la proprietà del gruppo Lucano con i dirigenti della Centrale ma non si capiva bene la motivazione. Sembra, sempre secondo fonti da ritenere attendibili, che la decisione sia stata presa dopo la defezione del gruppo Esselunga dalla centrale ESD, quindi successiva al tramonto del grande progetto di Supercentrale, le cui sorti sono ancora da determinarsi. Che farà GDA dopo la sua uscita dal Gruppo? Si parla, ma sono soltanto voci, di un possibile accordo con Carrefour per una importante affiliazione. Ricordiamo che GDA è presente nella bassa Campania, in Basilicata in maniera massiccia, in Calabria ed anche in Puglia. Se così fosse avvalorerebbe ancor di più la volontà di GS di rafforzare la propria leadership nel sud Italia con il Brand &#8220;GS&#8221; appunto, e non Carrefour.</p>
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		<title>Esselunga esce da ESD e prosegue da sola</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Jun 2008 09:44:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 20 Dicembre 2007 scorso avevamo pubblicato un articolo che aveva la seguente conclusione: “Torniamo al caso ESD. Senza Agorà, ed alla luce della neonata Gd Plus, la forza della Supercentrale di Pioltello si va assottigliando nel panorama distributivo, nonostante la presenza del gioiello Esselunga. Ma c’è chi racconta che le novità sono alle porte: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 Dicembre 2007 scorso avevamo <a HREF="http://www.gdonews.it/2007/12/il-2008-sar-lan.html">pubblicato un articolo</a>  che aveva la seguente conclusione: “Torniamo al caso ESD. Senza Agorà, ed alla luce della neonata Gd Plus, la forza della Supercentrale di Pioltello si va assottigliando nel panorama distributivo, nonostante la presenza del gioiello Esselunga. Ma c’è chi racconta che le novità sono alle porte: e se la stessa Esselunga trovasse quella forza e quel coraggio di cui prima si parlava, e decidesse di continuare il rapporto con l’industria vivendo di luce propria? Esistono voci che sono certe che ciò accada, e chissà, forse il 2008, anche noi di GDONews, lo inizieremo a raccontare partendo da questa nuova rivoluzione”. Ebbene, dopo sei mesi tutto ciò che avevamo previsto si è avverato. Esselunga, la scorsa settimana, ha comunicato la sua uscita dalla Supercentrale ESD per proseguire    da sola. Sebbene, come avevamo scritto, il divorzio era alle porte, il casus belli sembra sia stato determinato dal conflitto nato dal contratto Barilla 2008, e dal fatto che la strategia di Esselunga fosse diametralmente opposta a quella di Selex. Pare, infatti, che la volontà di Esselunga fosse quella di togliere dall’assortimento alcune referenze di Barilla, per sue scelte strategiche molto chiare, e di conseguenza avere strategie differenti in merito al rinnovo contrattuale dell’anno in corso; evidentemente in Selex la risorsa proveniente dalla piccola differenza tra quello richiesto e quello che Esselunga era disposto ad accettare era considerevole e, pare, sia nata una discussione inevitabile che ha portato al divorzio dell’anno. Adesso , ovviamente ci si domanda: che fine farà Selex? Vuole rimanere nella centrale ESD con Cedas? Sarà un estate molto interessante&#8230;</p>
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		<title>Selex-Esd: entra Nuova Distribuzione</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Jan 2008 22:09:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Voci che si susseguono, riunioni fiume, consultazioni negli uffici del gruppo Selex ed a Turate, sede del Gruppo Nuova Distribuzione. Ma cosa sta succedendo? La notizia non è ancora nelle mani della stampa, ma nelle nostre sì, ed è di quelle importanti: Nuova Distribuzione entra nel gruppo Selex (probabilmente), e quindi Esd (praticamente sicuro). L’acquisizione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voci che si susseguono, riunioni fiume, consultazioni negli uffici del gruppo Selex ed a Turate, sede del Gruppo Nuova Distribuzione. Ma cosa sta succedendo? La notizia non è ancora nelle mani della stampa, ma nelle nostre sì, ed è di quelle importanti: Nuova Distribuzione entra nel gruppo Selex (probabilmente), e quindi Esd (praticamente sicuro). L’acquisizione rappresenta una parziale compensazione alla perdita del gruppo Agorà Network avutosi nello scorso autunno. Se entrasse in Selex (qui non abbiamo certezza dell’informazione) sarebbe, invero, un grande colpo per il gruppo di Trezzano S/N, metterebbe una importante rappresentanza anche nella regione Lombarda. Nuova Distribuzione vanta 41 PdV di cui 11 Ipermercati, ex “Supermercati Brianzoli”, di proprietà della Famiglia Franchini, un punto di riferimento nella Brianza (e non solo) per la distribuzione alimentare del luogo; le performance dei PdV sono di tutto rispetto e la solidità della conduzione, che oggi annovera anche la nuova generazione, approdata al ramo marketing dopo importanti esperienze all’estero (Regno Unito), fanno sì che si possa attribuire al gruppo la fama di centrale performante e moderna.</p>
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		<title>Nasce la nuova Supercentrale Gd Plus</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 00:46:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si era parlato della decisione del gruppo Agorà Network di uscire dalla centrale ESD per costituire una nuova partnership con il colosso transalpino Carrefour, assieme a Finiper. Beh, oggi la nuova centrale di acquisto ha un nome: Gd Plus. La sede è a Milano e inizierà il suo cammino vantando in partenza di una quota di mercato del 16,7%, la terza forza del mercato distributivo. Agorà network porta con se 370 PdV (Superette, Supermercati, Cash ed Ipermercati) tutti nel Nord Italia, si unirà a Finiper con i suoi 25 Ipermercati più i supermercati UNES (170 unità circa), oltre ovviamente a tutta la centrale GS riferibile a Carrefour. Insomma davvero una centrale di spessore. La novità sta nel fatto che alla società Gd Plus parteciperanno i tre soci fondatori con quote paritetiche e non proporzionate ai relativi fatturati.</p>
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