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	<title>GDO News &#187; Discount</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Discount e caccia alle offerte: per Confindustria saranno protagonisti nel 2012</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 23:31:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discount]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi ha ridotto ormai il reddito disponibile ad “una coperta troppo corta” e gli italiani hanno già dato fondo a molto del risparmio accumulato per difendere il proprio tenore di vita e fronteggiare un periodo di dura crisi economica. Più di così è difficile che possano ancora eroderlo: statisticamente passano un paio d&#8217;anni prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1310" title="discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/discount.jpg" alt="" width="201" height="152" />La crisi ha ridotto ormai il reddito disponibile ad “una coperta troppo corta” e gli italiani hanno già dato fondo a molto del risparmio accumulato per difendere il proprio tenore di vita e fronteggiare un periodo di dura crisi economica. Più di così è difficile che possano ancora eroderlo: statisticamente passano un paio d&#8217;anni prima che i consumatori decidano di ridurre i propri consumi ed ormai la crisi dura da troppo tempo. Per le famiglie perciò sarà sempre più corsa al discount e caccia ai prezzi più bassi, accantonando o rinunciando anche all’acquisto di beni di consumo durevoli. A fotografare la difficoltosa situazione è il Centro Studi di Confindustria. Austerità e impoverimento, dunque, saranno le tendenze destinate a proseguire e ad accentuarsi nei prossimi trimestri. Gli imprenditori prevedono un ulteriore calo del valore delle vendite al dettaglio: una contrazione che è maggiore nei piccoli negozi (-1,1%) più che nella grande distribuzione organizzata (-0,4%). I negozietti sotto casa, per questo, perdono circa il 5,6% dal 2007 al 2011 a fronte di un incremento del 6,3% nei discount. L’incentivo viene ovviamente dai prezzi ai quali, scrive ancora Confindustria, le famiglie “sacrificano, non tanto la qualità, quanto il contenuto del servizio, cioè il confezionamento, l’assistenza agli scaffali, la vicinanza del punto vendita”. E’ perciò ormai caccia agli sconti, alle offerte che trascinano i consumatori in un vero e proprio “zapping” tra i punti vendita: la percentuale di consumatori che dichiara di prestare attenzione a sconti e offerte speciali, infatti, è salito all’88%.</p>
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		<title>Convention Md Discount: finiti i vincoli consorziali, adesso si punta alla leadership e diritti verso nord</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 21:55:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Md Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 17 Settembre si è svolta presso la sede della Lillo Spa, a Gricignano di Aversa (NA), una convention per inaugurare il nuovo impianto fotovoltaico costruito sopra la sede principale del Gruppo. Molti gli invitati, due elicotteri a disposizione per chi volesse vedere dall’alto il modernissimo impianto, una esibizione di due Ferrari di proprietà del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-3544 alignleft" title="convention md" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/convention-md.jpg" alt="" width="256" height="192" />Sabato 17 Settembre si è svolta presso la sede della Lillo Spa, a Gricignano di Aversa (NA), una convention per inaugurare il nuovo impianto fotovoltaico costruito sopra la sede principale del Gruppo. Molti gli invitati, due elicotteri a disposizione per chi volesse vedere dall’alto il modernissimo impianto, una esibizione di due Ferrari di proprietà del Patron Podini ed un notevole pubblico ben accolto da una madrina di eccezione: la bella soubrette televisiva Caterina Balivo. Sembrava una semplice occasione per celebrare lo sviluppo industriale del Gruppo con una eccezionale costruzione tecnologica, ma è stato un momento solenne per dichiarare che <span id="more-3543"></span>il Gruppo modificherà i suoi obbiettivi di sviluppo dopo essersi liberata dai vincoli consorziali che la legavano al mondo Selex in sinergia con la Dial.</p>
<p>A fine anno 2010 Lillo Spa usciva da Selex. La notizia era uscita in sordina ma aveva raddrizzato le antenne di chi conosce il mondo del Discount in Italia soprattutto sulle conseguenze legate alla titolarità dei marchi. Al principio dell’estate un altro segnale: MD Discount acquisisce 16 PdV Eurospin della piattaforma di Roma. Questi due fatti apparivano slegati tra loro ma era difficile non pensare ad un unico disegno strategico da parte del Gruppo Lillo Spa.</p>
<p>Durante la Convention di Sabato scorso viene proiettato un filmato che racconta i 17 anni del Gruppo e nell’epilogo dello stesso, guardando al domani ed allo sviluppo, viene proiettata una mappa dell’Italia ricoperta dalle bandierine di MD nel Centro Sud e &#8211; sorpresa &#8211; anche in tutto il nord. Ci siamo domandati se poteva essere un errore ma il direttore Generale, Angelo Dell’Anna ha chiarito subito: “ A fine anno saremo liberi da vincoli consorziali e ci apriremo alla possibilità di fare sviluppo in tutto il Paese.”</p>
<p><img class="size-thumbnail wp-image-3545 alignright" title="md sede" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/md-sede-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Tutto è chiaro. MD Discount, a 17 anni dalla nascita del suo primo PdV, è maturo per competere con il leader Eurospin sull’intero territorio nazionale. Patron Podini, nel suo discorso, ha sottolineato la difficoltà dei tempi che corrono, ma nonostante ciò “ sul pari periodo rispetto all’anno scorso siamo cresciuti dell’4% a mercato omogeneo, oltre allo sviluppo consistente che stiamo sostenendo” ha poi aggiunto che “ negli ultimi due anni abbiamo investito 70 milioni di euro per sostenere la crescita del Gruppo, il nostro obbiettivo è raggiungere il miliardo di fatturato a fine 2013”. Andare verso Nord significa avere a disposizione ulteriori Cedi o Partner che mettano a disposizione una organizzazione strutturata, l’acquisizione dei PdV Eurospin ( decisamente altovendenti) non ha provocato incongruità economiche, il Cedi già serviva strutture affiliate nel territorio laziale. Però questa operazione ha un chiaro obbiettivo: dare un segnale al mercato. Oggi quel segnale è stato palesato in forma solenne, dopo 17 anni e con una crescita decisamente superiore al mercato nazionale, è arrivato il momento di guardare verso la leadership su tutto il Paese.</p>
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		<title>Vendite a luglio: sofferenza generale specie al sud, crescono solo i discount</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Sep 2011 21:50:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Luglio segna un nuovo calo generalizzato per le vendite della GDO, analogamente ai mesi di marzo e maggio 2011 secondo le fonti Nielsen. Come ormai siamo abituati a vedere il formato più sofferente è quello Iper di grandi dimensioni (oltre i 4500 mq) che registra un -4,2% a rete corrente ed un -5,1% a rete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-878" title="vendite" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/vendite.jpg" alt="" width="200" height="141" />Luglio segna un nuovo calo generalizzato per le vendite della GDO, analogamente ai mesi di marzo e maggio 2011 secondo le fonti Nielsen. Come ormai siamo abituati a vedere il formato più sofferente è quello Iper di grandi dimensioni (oltre i 4500 mq) che registra un -4,2% a rete corrente ed un -5,1% a rete omogenea rispetto al 2010. Questo format sta vivendo un anno davvero difficile: nei primi sette mesi ha registrato rispettivamente un -1,4% a rete corrente ed un -2,7% a rete omogenea. I gruppi con superfici prevalenti di questa categoria sono quelli più in difficoltà in questi mesi.<br />
Il mese di luglio è negativo anche per gli altri formati: le superfici piccole ed intermedie (400-4500 mq) registrano un -0,5% a rete correte e un -1% a rete omogenea. Anche le piccole superfici a Libero Servizio soffrono con un -2,1% a rete omogenea. Il trend annuo continua ad essere fiacco con un +0,6% per le superfici intermedie e un +0,3% per il libero servizio.<br />
Buoni i risultati del discount che segnano un bel<span id="more-3561"></span> +2,4% a luglio confermandosi il format più florido del 2011 a +1,9% a rete omogena nei primi sette mesi.<br />
Questi risultati non fanno altro che confermare le tendenze degli ultimi anni che vedono i consumatori maggiormente rivolti ad una spesa di prossimità ed attenta al risparmio.<br />
Dando uno sguardo all’andamento nelle diverse aree geografiche a luglio, troviamo l’area 4 in grossa difficoltà a -3,6%. Solo l’area 2 registra un modesto risultato positivo con un +1%, mentre l’area 1 e l’area 3 chiudono il mese rispettivamente -1,4% e -1,8%. Il progressivo annuo rimane ancora positivo per tutte le aree ma, ad eccezione dell’area 2 che cresce a +2,6% su base annua, le altre aree non riescono a superare il range compreso tra il +1% e il +1,5%.</p>
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		<title>Consorzio Sicilia Discount: L’ “Ard” discount leader nella regione</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 23:03:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consorzio Sicilia Discount è una realtà regionale che ha numeri sorprendenti sia per la terra di appartenenza che per il format che approccia. Pochi giorni fa ad Acireale (CT) si è tenuta l’Assemblea di approvazione Bilancio all’interno della quale il direttore generale del Gruppo, dottor Stefano Tropea, ha delineato la posizione dell’insegna sul mercato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3358" title="ARD Discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/ARD-Discount.jpg" alt="" width="300" height="76" />Il Consorzio Sicilia Discount è una realtà regionale che ha numeri sorprendenti sia per la terra di appartenenza che per il format che approccia. Pochi giorni fa ad Acireale (CT) si è tenuta l’Assemblea di approvazione Bilancio all’interno della quale il direttore generale del Gruppo, dottor Stefano Tropea, ha delineato la posizione dell’insegna sul mercato ed indicato le strategie per il futuro dell&#8217;insegna.  La prima peculiarità del Gruppo Ard Discount è la sua forma societaria: è una società consortile a responsabilità limitata, e le quattro aziende che compongo la stessa sono protagoniste sul mercato della Distribuzione nei differenti format ma appartenenti ad insegne in concorrenza tra loro (es. Interdis e Selex), però all’interno del Consorzio sono un gruppo unito con un business separato dal resto. Il punto di incontro del consorzio è <span id="more-3344"></span>rappresentato dall’unico Cedi di 40 mila metri quadri nella periferia di Catania che somministra i 150 PdV ad insegna Ard e presenti su tutta l’isola con una piccola parte anche in terra calabrese.La nuova superficie del Cedi ha altresì permesso il raddoppio del reparto freschi e la centralizzazione dei prodotti surgelati, oltre ovviamente al grocery. La gestione manageriale del Cedi è autonoma, in questa sede vengono studiate e prodotte le 700 referenze che compongono i 16 marchi di fantasia attualmente registrati che sono la parte più importante dell’assortimento del Gruppo. Sinergie, economie e qualità dell’offerta sono i must attraverso i quali Ard si è imposta in un mercato difficile arrivando a detenere il 2,5% di quota di mercato nazionale Discount, condividendo la leadership in Sicilia assieme a Eurospin e Md. Le location sono spesso posizionate in zone strategiche dei centri abitati, ottenute grazie all’impegno dei quattro imprenditori locali che compongono il Consorzio. Una realtà solida che fattura (immesso) 223 milioni di euro a  fine anno 2010, con un incremento sull’anno precedente del +5,8% a rete corrente e del +4,3% a rete costante. Come specificato dal direttore Generale, dottor Stefano Tropea, i driver di crescita sono tutti concentrati sulla qualità del prodotto, qualità e convenienza sono stati i must che hanno portato a questi positivi risultati di gradimento e conseguente fatturato, ma gli obbiettivi per i prossimi anni sono tutti rivolti a solidificare la fidelizzazione del loro consumatore attraverso la ancor miglior qualità del prodotto offerto. I capitolati, sempre più impegnativi i termini di qualità per i 300 fornitori, sono contro verificati attraverso 600 analisi di conformità programmate ogni anno, in aggiunta a 20 analisi comparative con prodotti della concorrenza e prodotti branded; tutti questi sono gli strumenti attuati per arrivare ai risultati proposti. I fornitori ritengono l’insegna puntuale nei pagamenti ed affidabile, in una terra difficile e falcidiata dal mercato arriva una risposta seria e concreta.</p>
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		<title>Discount: gli orizzonti di un format in debole crescita</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 11:26:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[I dati di mercato che vengono pubblicati da Nielsen ed IRI ad anno in corso non lasciano dubbi: il discount, nonostante il rallentamento degli ultimi due anni dovuto alla stabilizzazione, continua a crescere seppure lentamente. In Europa solo il consumatore inglese crede meno di noi in questo format per una serie di motivi legati alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1310 alignleft" title="discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/10/discount.jpg" alt="" width="201" height="152" />I dati di mercato che vengono pubblicati da Nielsen ed IRI ad anno in corso non lasciano dubbi: il discount, nonostante il rallentamento degli ultimi due anni dovuto alla stabilizzazione, continua a crescere seppure lentamente. In Europa solo il consumatore inglese crede meno di noi in questo format per una serie di motivi legati alle abitudini del suo consumatore ed all’offerta del Trade anglosassone. Dei Paesi dell’Europa mediterranea l’Italia è quello <span id="more-2870"></span>che è più indietro nell’assimilazione del format.</p>
<p><img class="size-full wp-image-2872 alignnone" title="disc_1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/disc_1.png" alt="" width="187" height="137" /><br />
Fonte : GDOnews su varie elaborazioni</p>
<p>IRI Infoscan indica la crescita del format Discount nell’anno 2010 superiore al 4% rispetto all’anno precedente a rete corrente ( non costante) con un numero totale di unità di vendita superiore alle 4200 unità.</p>
<p>Il comportamento del consumatore del discount è responsabile, attento, adulto, in grado di fare valutazioni di merito sulla qualità intrinseca dei prodotti, senza nessun tipo di influenza esterna, e per questo sa scegliere l’insegna dove approvvigionarsi. Il 30% dei consumatori del discount sono abituali, fidelizzati perlomeno al format, mentre il 70% sono saltuari e si rivolgono allo stesso per acquisti mirati, soprattutto nelle categorie del secco e della detergenza. Il totale dei frequentatori del format discount  sono il 64% dei consumatori nella loro totalità contro il 54% dell’anno 2005.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2873" title="disc_2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/disc_2.png" alt="" width="395" height="141" /><br />
Fonte Cermes Bocconi</p>
<p>Nel sud Italia, in territori normalmente molto legati ai Brand noti, il fenomeno del discount sta riscuotendo un successo straordinario soprattutto per ciò che riguarda il fenomeno della fidelizzazione. Sia Eurospin che MD Discount, i due leader di mercato nel sud Italia invertono i numeri medi nazionali pubblicati dal Cermes, MD Discount in diverse regioni è un vero e proprio punto di riferimento per la maggioranza dei consumatori. Anche il Consorzio Sicilia Discount è uno straordinario fenomeno distributivo da studiare in profondità, nella Regione Sicilia la sua penetrazione è profonda ed efficace arriva a detenere oltre il 10% di quota regionale, l&#8217;offerta è sviluppata attraverso un efficace sviluppo delle categorie con private label a marchi di fantasia a seconda della categoria che viene abbracciata, le locations sono strategiche così come le dimensione medie sono al livello dei maggiori retailers nazionali.</p>
<p>Con ogni probabilità le ragioni del successo del discount nel meridione del Paese sono state molto agevolate dalla più limitata disponibilità economica del consumatore, ma anche dalla qualità dell’offerta soprattutto dei tre leader appena citati.</p>
<p>In ogni caso il format del Discount è destinato a crescere nel tempo, unitamente all’evoluzione che necessariamente dovrà compiere per arrivare ad essere maturo in termini di offerta.</p>
<p>Uno degli attuali valori aggiunti del format sono la capacità di presidiare in maniera puntuale la prossimità se è vero che “la vicinanza”è il secondo motivo di scelta da parte del consumatore abituale ( dopo il prezzo) ed il terzo da parte del consumatore saltuario (dopo il prezzo e l’acquisto di prodotti specifici). A riprova di ciò ne è riprova il dato relativo alla metratura media del format che si attesta secondo IRI a 598 mq.</p>
<p>Proprio la metratura , oggi valore aggiunto, potrebbe rappresentare un limite per l’evoluzione della quota di mercato.</p>
<p>Il Discount maturo sarà un format con una doppia espressione: quella di discounter con spazi da superstore ( 2500 mq), e quella del convenience store con metrature da supermercato di prossimità.</p>
<p>Nei prossimi anni assisteremo, con ogni probabilità, ad una evoluzione degli assortimenti in termini di ampiezza e profondità, e soprattutto nell’ambito di alcune categorie oggi considerate veri talloni di achille del format: ortofrutta e freschissimi. E’ probabile che il banco taglio del peso variabile diventi una soluzione non più sporadica come oggi. Sicuramente la gestione della carne in ATM con un assortimento più profondo sarà cosa certa, com’è probabile che si assisterà ad un importante miglioramento degli arredi che accompagneranno assortimenti più profondi su metrature più rilevanti. Il “gap” con il format supermercati va superato avvicinandosi all’offerta degli stessi soprattutto in termini di struttura. Il discount è il vero punto di incontro di una civiltà multirazziale, gli assortimenti dovranno iniziare a tenere conto delle diverse abitudini alimentari e creare nuove ampiezze.</p>
<p>Rimane da capire, anche se si può immaginare, a chi eroderà quote il rinnovato format.</p>
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		<title>Il Discount in Inghilterra: un amore mai sbocciato</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 11:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
		<category><![CDATA[Lidl]]></category>
		<category><![CDATA[Retailer Esteri]]></category>
		<category><![CDATA[Wal Mart]]></category>

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		<description><![CDATA[Storicamente il consumatore inglese è molto abitudinario e crede molto nelle insegne nazionali, lo stesso Wal Mart ha mantenuto l’insegna ASDA per lasciare il retaggio dell’origine anglosassone. Inoltre i retailers d’oltremanica non sono così specializzati nel format, non esistono insegne di rilievo nazionali che dominano il discount, ci sono Aldi e Lidl su tutti, proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-762 alignleft" title="lidl1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/lidl1.jpg" alt="" width="156" height="235" />Storicamente il consumatore inglese è molto abitudinario e crede molto nelle insegne nazionali, lo stesso Wal Mart ha mantenuto l’insegna ASDA per lasciare il retaggio dell’origine anglosassone. Inoltre i retailers d’oltremanica non sono così specializzati nel format, non esistono insegne di rilievo nazionali che dominano il discount, ci sono Aldi e Lidl su tutti, proprio loro, gli odiati tedeschi. Bisogna però specificare che Tesco ha coperto le necessità creando delle offerte di assortimento concentrate sul best price per fare una vera e propria concorrenza ai discouters con il vantaggio di affermare lo store brand come garante della qualità. Queste caratteristiche legate al consumatore ed all’offerta rendono ostico lo sviluppo del format in terra anglosassone. Anche qui, come nel resto d’Europa nel 2008 e all&#8217;inizio del 2009, l&#8217;hard discount è cresciuto rapidamente, più del 20%, o come nel caso di Aldi addirittura sopra il 30%, ed anche qui nel 2010 la stessa crescita si è trasformata in ragionevole, insomma i bei tempi sono finiti.</p>
<p>Aldi oggi ha 450 negozi ed ha registrato una perdita di 58 milioni di sterline mantenendo però la sua quota di mercato al 2,9% della totale dei consumatori. Lidl ha568 negozi con<span id="more-2876"></span> una la quota rimasta solida al 2,4%.</p>
<p>Netto è il terzo retailer con 193 negozi e sembrava non stesse facendo grandi progressi al punto che i suoi proprietari danesi recentemente hanno venduto ad Asda e hanno lasciato il mercato del Regno Unito.</p>
<p>Ancora oggi in Inghilterra fare la spesa al discount viene percepito come un tipo di spesa “dequalificante” tanto è vero che secondo tutti gli analisti del settore le vendite aumentano velocemente quando i redditi vanno in caduta libera.Il motivo di questo pregiudizio non è semplicemente la diffidenza del britannico o la loro innata arroganza come anche l’incapacità di apprezzare un vero affare (sempre secondo loro). La verità sta nel fatto che gli inglesi hanno una notevole fedeltà ai retailers di sempre ed in generale preferiscono lo stile di supermercati del Regno Unito. I consumatori hanno risposto alla recessione visitando i negozi più volte alla settimana riducendo la battuta di cassa ( fenomeno anche italiano), hanno anche visitato l’hard discount ( il soft non esiste) in forma più frequente ma non ne sono rimasti entusiati.</p>
<p>I loro assortimenti vanno in generale dai 1.800-3.000 items di preferenza a marchio di fantasia. I big della distribuzione hanno dimostrato di poter rispondere in modo aggressivo alla minaccia hard-discount, creando come Tesco nuovi marchi a basso prezzo, in modo da riconquistare la clientela attraverso prezzi bassi. Altro concorrente agguerrito al format discount sono i negozi che vendono tutto ad“1 Pound” o a “0,99 cent” che hanno assortimenti sino 3500 items a un prezzo unico, di norma a £ 1.00 o 99p. Oltre a vendere generi alimentari, vendono hardware, articoli stagionali (ad esempio per Natale), elettrico, articoli casalinghi, articoli per la casa e merceria. Poundland retailer di referimento nella categoria, nato dall’idea di Dave Dodd e Stephen Smith, ha aperto il primo negozio Pound a Burton-on-Trent nel 1990, inventando il formato per il cliente moderno, nel 2010 il fatturato è arrivato ormai a 509 milioni di sterline con circa 300 pdv in tutto il Paese e come lui esistono almento altre 5 catene improntate sullo stesso business con linee di prodotti a marchio con solito minimo comun denominatore: unicità di prezzo.</p>
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		<title>Il caso Lidl: il silenzio degli attori della Gdo, un vizio italiano. Esselunga l’antesignana</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 22:09:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Altroconsumo è una rivista al servizio del consumatore e si occupa di tutto ciò che lo stesso compra durante l’intero periodo dell’anno a seconda delle stagioni: analizza i prodotti, la loro qualità ed il giusto connubio tra qualità e prezzo; non solo, offre assistenza all’acquisto ed al post acquisto del consumatore abbonato. Ogni anno, oramai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-763" title="lidl" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/1981_lidl_sicilia.jpg" alt="" width="113" height="113" />Altroconsumo è una rivista al servizio del consumatore e si occupa di tutto ciò che lo stesso compra durante l’intero periodo dell’anno a seconda delle stagioni: analizza i prodotti, la loro qualità ed il giusto connubio tra qualità e prezzo; non solo, offre assistenza all’acquisto ed al post acquisto del consumatore abbonato. Ogni anno, oramai è una consuetudine, solitamente a Settembre, si occupa anche di pubblicare una rilevazione dei prezzi dei supermercati e degli ipermercati compiuta negli ultimi mesi, rilevazione sui cui metodi non svela tutti i dettagli. Vi è da dire che tale attività viene svolta a livello professionale anche da aziende specializzate che lo fanno con uno studio continuo perchè rappresenta una delle attività primarie del business che rappresentano (IRI, Nielsen). E’ chiaro che l’attitudine di Altroconsumo è differente, i supermercati per Altroconsumo sono solo una faccia della ricerca quotidiana e la profondità della ricerca si limita alle informazioni di base per il loro lettore. Quest’anno, come tutti gli anni, Altroconsumo ha pubblicato il suo Studio dove è emerso che <span id="more-2459"></span>sul canale Discount il leader in competitività sarebbe stato il gruppo Eurospin seguito a ruota da LD. Lidl, il colosso tedesco presente in diversi Paesi d&#8217;Europa, in questi giorni ha voluto prendere una posizione netta e chiara per informare il mercato ed il consumatore che sta facendo una verifica su ciò che ha pubblicato Altroconsumo.</p>
<p>E’ una notizia!</p>
<p>Noi di GDONews abbiamo provato a contattare Lidl in un paio di occasioni per capire cosa ci fosse dietro il fenomeno di vendite tedesco, per capire l&#8217;andamento del suo business nel nostro Paese, ma mai ci è stata data ne risposta, tantomeno udienza. In Spagna, invero, più volte la stessa catena ha fatto dichiarazioni ed interviste descrivendo serenamente lo stato dell’essere del loro business, delle evoluzioni del loro consumatore, delle battaglie per mantenere la quota di mercato fatte limando ai minimi termini i loro margini, insomma spiegando al mercato, all’industria, ai partners commerciali la situazione per meglio condividere e meglio relazionarsi ai partner ed al mondo. Qui in Italia, invece, esiste un’altra abitudine, quella del silenzio e dell&#8217;impermeabilità di cui forse Esselunga è l&#8217;antesignana. Si critica tanto il mondo Coop, del suo vantaggio competitivo a livello fiscale, dei rapporti verticistici che si hanno nel suo interno, ma si dimentica troppo spesso una cosa: che Coop è maestra nel comunicare, nell’informare il mercato, insomma nell’essere aperta al dialogo, e quinde alla critica. Il cavalier Caprotti è stato molti anni nel silenzio più totale, salvo poi uscire allo scoperto ma per attaccare il grande nemico Coop. Quando indisse la famosa conferenza stampa dove poi avrebbe dichiarato al mercato della pubblicazione del suo libro &#8220;Falce e Carrello&#8221;, tutto il mondo dell’informazione presente era convinto che lo scopo di quella riunione fosse la dichiarazione delle sorti di Esselunga (del suo futuro, a chi sarebbe stato venduto, era il periodo che si parlava tanto di ciò). Per anni Esselunga non ha dichiarato i propri dati all’IRI, e nemmeno a Nielsen. Le comunicazioni che fa sui giornali sono sempre dichiarazioni di guerra contro qualcuno. E’ uno stile, magari intelligente ed efficace per creare fidelizzazione, ma è sicuramente un modo di comunicare a senso unico, senza contraddittorio, senza aprire il fianco alla critica, come fa invero Coop. GDONews in questi tempi non si è distinta per essere amica di Coop, ma le riconosce coraggio: il coraggio di comunicare con il mondo e con il mercato aprendo anche il fianco alla inevitabile critica. Oggi il comportamento di Lidl deve essere interpretato come una volontà di cambiare, di stereotipare i modelli di comportamento più alle fattispecie presenti in Lidl Spagna o anche Francia, piuttosto che degli esempi di certa Distribuzione italiana. Comunicare significa migliorare le relazioni, con i consumatori (perchè tutti noi siamo consumatori), ma anche con l’industria e con i competitors, ma soprattutto la comunicazione serve per fissare nella memoria idee, slogan e Brand. Albert Hein insegna.</p>
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		<title>Coop Italia non ha dubbi: il mercato va aggredito. Discount ed Ipermercati alla svolta</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 22:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ultime settimane, attraverso azioni e dichiarazioni dei vertici dell’azienda di Casalecchio di Reno, si è definitivamente compreso che l’atteggiamento di Coop Italia sul mercato sarà quello dell’attacco. Il Presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia Vincenzo Tassinari nelle ultime settimane, attraverso incontri e convegni, ha ribadito chiaramente il concetto più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1606" title="tassinari" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/02/tassinari.jpg" alt="" width="120" height="181" />In queste ultime settimane, attraverso azioni e dichiarazioni dei vertici dell’azienda di Casalecchio di Reno, si è definitivamente compreso che l’atteggiamento di Coop Italia sul mercato sarà quello dell’attacco. Il Presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia Vincenzo Tassinari nelle ultime settimane, attraverso incontri e convegni, ha ribadito chiaramente il concetto più o meno in questi termini: la crisi continuerà, non si vede nessuna uscita all’orizzonte, il Governo Italiano, a differenza di quelli di altri Paesi come Stati Uniti, Inghilterra e Germania, ha fatto poco o nulla per aiutarci ad uscire da questa situazione, si è solo limitato ad aiutare singole e poche categorie, così in questo panorama Coop Italia non ha scelta: deve investire ed aggredire il mercato. Coop Italia ha messo sul tavolo 762 milioni di euro dichiarando apertamente che lo sviluppo sarà principalmente nel sud del Paese. Sempre secondo il Presidente i francesi sono ad un passo dall’abbandono del nostro Paese, soprattutto il Gruppo Carrefour, e prima ancora che possano entrare altri competitor ancora più agguerriti, è meglio se il mercato lo occupiamo &#8220;noi&#8221;. Il piano di aperture è ambizioso e con progetti di marketing all’avanguardia, il format scelto è quello oggi più in discussione: l’Ipermercato. Ma anche il Superstore. Le novità non finiscono qui: anche nel canale Discount del mondo Cooperativo sono accaduti cambiamenti di un certo rilievo nell’ ultimo mese. Al vertice del Gruppo Sviluppo Discount<span id="more-2463"></span> Spa (DICO) il Presidente Cordazzo ha lasciato l’incarico e al suo posto oggi siede niente meno che Zucchelli, il famoso e storico ex Presidente di Coop Estense. E proprio il suo nome su quella poltrona è un chiaro segnale al mercato di riferimento: le cose devono cambiare. Si è scritto come in passato l’atteggiamento di Coop Italia, ed anche delle Cooperative socie, nei confronti di DICO fosse quello di voler chiudere uno spazio sul format Discount senza crederci più di tanto. Sebbene le cose fossero già un pò cambiate negli ultimi anni, adesso, almeno nelle intenzioni, il cambio dovrebbe essere definitivo. Il nuovo Presidente Zucchelli, se decide di mettersi in gioco, ha sicuramente ricevuto all’interno del mondo Cooperativo decise rassicurazioni circa l’atteggiamento da assumere nei confronti del mercato, e le parole del Presidente Tassinari gli fanno eco. Forse questa è la volta buona: anche nel Discount il gigante si potrebbe svegliare. A conferma di ciò un primo segnale: a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato è stato chiamato un profilo di rilievo e di sicure e comprovate capacità proveniente da Eurospin. Anche questa, dentro Coop, è una decisa svolta: arrivano i manager dall’esterno.</p>
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		<title>Inchiesta sui prezzi 2010 di Altroconsumo: tra Coop ed Esselunga spunta Iper</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Sep 2010 22:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ogni anno Altroconsumo ha pubblicato l’inchiesta che fa un quadro molto dettagliato della convenienza delle varie insegne italiane e la classifica delle città per convenienza. L’indagine prende come campione due carrelli tipo: uno, quello più diffuso, che prende in considerazione 97 categorie merceologiche divise in 1.644 confezionamenti di 421 marche. L’altro, di “stampo low [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1057" title="Vendite supermercati" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/vendite-supermercati.jpg" alt="" width="200" height="141" />Come ogni anno Altroconsumo ha pubblicato l’inchiesta che fa un quadro molto dettagliato della convenienza delle varie insegne italiane e la classifica delle città per convenienza.<br />
L’indagine prende come campione due carrelli tipo: uno, quello più diffuso, che prende in considerazione 97 categorie merceologiche divise in 1.644 confezionamenti di 421 marche. L’altro, di “stampo low cost”, composto dalle stesse categorie di prodotti, ma andando a cercare i più economici sugli scaffali delle varie catene.<br />
L’indagine si è svolta a maggio in 62 città nelle quali sono stati visitati 635 supermercati, 138 ipermercati e 153 discount. Da tutti i dati Altroconsumo ha dedotto un indice ponderato per permettere il confronto tra insegne e città.<br />
Per quanto riguarda il “carrello 1” Esselunga cede il primo posto assoluto per convenienza registrato nel 2009 a Iper che risulta la catena più conveniente sul territorio nazionale, proprio davanti al gruppo di Caprotti. Ottimo il risultato di Alì che ritrova<span id="more-2294"></span> al secondo posto in compagnia di gruppi ben più blasonati come Bennet, Gigante, Auchan e Panorama. Ipercoop e Conad Leclerc si ritrovano insieme al terzo posto mentr Carrefour è al quarto posto.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2295" title="Classifica carrello 1 insegne" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/09/Classifica-carrello-1-insegne.png" alt="" width="268" height="752" /></p>
<p>Nel canale Ipermercati quindi Iper sorpassa Panorama che era risultato il migliore del 2009, Gigante segue a ruota piazzandosi meglio addirittura di Ipercoop e Conad Leclerc.<br />
Nel canale supermercati Esselunga rimane in vetta alla classifica della convenienza anche se il distacco di Conad e Coop cala vistosamente (nell’indice aggregato).<br />
Sicuramente sono da segnalare gli eccellenti risultati di gruppi di carattere locale come Alì, Dok (insegna di Megamark), Spark e Pim di Roma.<br />
Il “carrelo 2” vede i disount leader incontrastati: Eurospin saldo al primo posto per convenienza seguito da LD, Dpiù ed altre insegne discount.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2296" title="Classifica carrello 2 insegne" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/09/Classifica-carrello-2-insegne.png" alt="" width="263" height="852" /></p>
<p>Per trovare il primo gruppo di ipermercati/supermercati dobbiamo arrivare all’ottavo posto dove troviamo Auchan seguito da Iper ed Esselunga. Coop è al 13° posto e Conad addirittura al 26° distaccato di ben 56 punti di indice ponderato.</p>
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		<title>La mozzarella blu imbarazza il format discount</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 22:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Discount]]></category>
		<category><![CDATA[Eurospin]]></category>
		<category><![CDATA[Lidl]]></category>
		<category><![CDATA[Md Discount]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ci voleva. Il caso delle mozzarelle blu vendute nelle principali catene Discount del Paese proprio non ci voleva. Il processo di maturazione del format, la crescita registratasi negli scorsi anni sull’onda di una serie fortunose di cause concomitanti, e che già ha registrato per motivi congeniti una battuta di arresto, subisce con questo caso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2134" title="mozzarelle-blu" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/06/mozzarelle-blu.jpg" alt="" width="175" height="194" />Non ci voleva.<br />
Il caso delle mozzarelle blu vendute nelle principali catene Discount del Paese proprio non ci voleva.<br />
Il processo di maturazione del format, la crescita registratasi negli scorsi anni sull’onda di una serie fortunose di cause concomitanti, e che già ha registrato per motivi congeniti una battuta di arresto, subisce con questo caso un forte contraccolpo.<br />
Riassumiamo velocemente i fatti: la procura di Torino ha inserito nel registro del indagati 10 persone con l’accusa di violazione della legge del 1962 sugli alimenti e al commercio di prodotti pericolosi per la salute, ed anche, secondo le ultime indiscrezioni, per frode in commercio.<br />
Tale atto di ufficio si è avuto in conseguenza della vendita di mozzarelle, prodotte in Germania, che a contatto con l’aria assumo una colorazione blu. Il motivo della colorazione è la contaminazione da più di un batterio patogeno che forse era presente nelle acque per la refrigerazione attinte in un pozzo interno allo stabilimento caseario in Germania. Sembra addirittura<span id="more-2104"></span> che ci sia anche un primo caso di intossicazione a Padova, ma questo è ancora da verificare.<br />
Le partite di mozzarelle sequestrate in varie località italiane sono quattrocento, per un totale di circa 45 mozzarelle. Le catene discount interessate sono quelle più importanti, i nomi sono su tutti i giornali e sono stati citati anche dalle televisioni nazionali, ovvero Eurospin, Lidl, Md Discount.<br />
Incidente? Certo! La responsabilità dell’importatore e del distributore è oggettiva, se si entra nelle viscere del Diritto.<br />
Ma esiste un problema di fondo che va analizzato: è chiaro che la mozzarella incriminata è una, mentre i marchi sono molteplici e tutti di Private Label. La capacità di penetrazione di chi ha venduto il prodotto alla distribuzione è indubbia, la fiducia di cui gode è importante, e forse in virtù di questa si è deciso di andare a concedere, per motivi legati sicuramente al prezzo,la possibilità di business di un prodotto che ha nell’italianità la sua principale caratteristica, ad una azienda tedesca che probabilmente anche l’importatore non conosce in profondità nei suoi aspetti produttivi.<br />
Il danno all’immagine è di quelli che restano, all’immagine del format in primis, perché questo caso coinvolge più o meno il 50% del mercato di riferimento, all’immagine delle insegne ed infine ai Brand di fantasia coinvolti.</p>
<p>Che ne pensate?</p>
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