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	<title>GDO News &#187; Dico</title>
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		<title>I Discount italiani: Ecu, il format discount del Gruppo Realco, apre nuovo Ce. Di. a Parma</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 23:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella Regione Emilia Romagna i dati di mercato del Discount (fonte IRI-Infoscan) indicano una situazione dove nella posizione di leadership si trova il colosso tedesco Lidl ed al secondo posto Sigma seguito da Coop Italia ovvero Dico. Sigma, nella fotografia che ci consegna IRI, riappare anche nella regione Sardegna. Che cosa ci fa l&#8217;insegna bolognese [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3820" title="ecu" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu.jpg" alt="" width="184" height="167" />Nella Regione Emilia Romagna i dati di mercato del Discount (fonte IRI-Infoscan) indicano una situazione dove nella posizione di leadership si trova il colosso tedesco Lidl ed al secondo posto Sigma seguito da Coop Italia ovvero Dico. Sigma, nella fotografia che ci consegna IRI, riappare anche nella regione Sardegna. Che cosa ci fa l&#8217;insegna bolognese nelle classifiche di IRI? Non tutti infatti sanno che anche questa insegna gioca un suo ruolo nel Discount, un format dove si possono ancora toccare segni positivi.</p>
<p>Prima di tutto vi è da dire che detti Punti Vendita non hanno tutti la medesima insegna, così da diversi anni in Sardegna il Discount Sigma si presenta al consumatore con l’insegna DICO, sebbene un anno e mezzo fa il gruppo CS&amp;D riprese in mano molte leve della gestione perché insoddisfatta del Master Franchiser, tanto che nell’ultimo anno ha addirittura<span id="more-3819"></span> riconvertito diversi Discount in piccoli supermercati, di fatto l’esperimento DICO non ha funzionato. In Emilia Romagna  il format ECU funziona eccome, il Gruppo Realco dispone di circa 60 punti di vendita disposti su tutta la regione, qualcuno concesso in affitto di azienda, gli altri tutti affiliati con una metratura media intorno ai 500 mq. Qualche anno fa era stata resa pubblica una statistica con interviste ai consumatori della Regione, nelle città di Modena, Reggio Emilia e Parma dove era emerso che l’insegna Ecu rappresentava nel territorio il riferimento per l’offerta Discount assieme a Lidl. Non è poco. Ecu è un Discount di vicinato, il rapporto con il cliente rappresenta <a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu1.jpg"><img class="size-medium wp-image-3822 alignleft" title="ecu1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu1-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>uno dei punti di forza dell’offerta, le location sono in genere decisamente buone, presidiano molto bene tutti quei paeselli dislocati nella pianura e nell’appennino emiliano tradizionalmente ricchi. L’offerta assortimentale è diversa rispetto a quella dei leader, non presenta marchi in esclusiva (e nemmeno d’insegna), offre prodotti in esclusiva territoriale dalla buona qualità ed a cui i consumatori sono affezionati, le Grandi Marche sono limitatamente presenti  sulle categorie dove si possono concepire. Hanno una politica promozionale semplice ma efficace, basata molto sul food e sulla detergenza. La politica dei prezzi, nonostante il diverso potere di acquisto rispetto ai leader di mercato, è oculata ed intelligente: sui prodotti ad alta rotazione sono molto competitivi, sugli altri un poco meno. Qualche tempo fa si parlava di affidare in Master Franchising i Punti di Vendita alla Dico esattamente come fanno le altre sorelle del mondo Sigma, Coal ed appunto CS&amp;D. <a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu2.jpg"><img class="size-medium wp-image-3823 alignleft" title="ecu2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu2-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a>L’accordo non si fece perché i soci si opposero e tutto naufragò. Quest’estate il Presidente del Gruppo Sigma Italia, Antonello Basciu, dichiarò che l’accordo con Coop Italia era profondo e che avrebbe coinvolto anche il format Discount. Nel frattempo Dico, pur migliorando nei numeri (ma ci voleva davvero molto poco per migliorare sullo scorso anno) continua a non convincere davvero nessuno, e l’accordo sembra essere molto lontano, al punto che la scorsa settimana il Gruppo Realco ha inaugurato a Parma l’apertura di un nuovo Ce.Di. interamente dedicato ad Ecu. Attendendo che il Discount della Coop dia segni di miglioramento, e che l’atteso nuovo corso dia i suoi frutti, dato che le voci di corridoio, sebbene non confermate da nessuna comunicazione ufficiale (solo sussurri e bisbigli; intanto avete letto i commenti sui post ai precedenti articoli su Dico in questa rivista che spiegano in che bell’ambiente si vive là dentro?), raccontano di perdite ancor più copiose rispetto anche allo scorso anno ed alla precedente gestione, la tradizione emiliana del Discount Sigma continuerà a dare soddisfazione ai propri soci e consumatori con l’orgogliosa insegna Ecu.<a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu3.jpg"><img class="size-medium wp-image-3824 alignleft" title="ecu3" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/ecu3-290x300.jpg" alt="" width="290" height="300" /></a></p>
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		<title>GDONews intervista Antonio Lanari, Ad Sviluppo Discount Spa: ecco la nuova DICO!</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 23:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 per Sviluppo Discount ( insegna Dico) ha significato un cambio epocale. La nomina di Mario Zucchelli, storico Presidente di Coop Estense, e recente voce Coop nella &#8220;querelle&#8221; interminabile con Esselunga, a Presidente della Sviluppo Discount Spa ha significato il cambio definitivo dell’atteggiamento del mondo Coop verso il Discount. Gli intenti sembrano delineare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2591" title="dico_discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/01/dico_discount.jpg" alt="" width="200" height="111" />Il 2011 per Sviluppo Discount ( insegna Dico) ha significato un cambio epocale. La nomina di Mario Zucchelli, storico Presidente di Coop Estense, e recente voce Coop nella &#8220;querelle&#8221; interminabile con Esselunga, a Presidente della Sviluppo Discount Spa ha significato il cambio definitivo dell’atteggiamento del mondo Coop verso il Discount. Gli intenti sembrano delineare la fermissima volontà dei vertici Coop ( con il Presidente Tassinari in primis) a puntare su questo format. Da qui la decisione di rinnovare completamente il management del Gruppo prendendo dei professionisti del format. L’Amministratore delegato Antonio Lanari, entrato alla fine dello scorso anno nella compagine del Gruppo, in pochi mesi ha già dato il suo segno, organizzazione e format stanno vivendo profondi cambiamenti. Il risultato è un risultato di fatturato di +6% sull’anno precedente a rete costante. GDONews ha incontrato proprio Antonio Lanari ( Ad del Gruppo DICO) e con lui ha sviscerato i futuri progetti del Gruppo ed analizzato il mondo del Discount nella sua generalità</p>
<p>D: La nuova organizzazione quale principale elemento di differenziazione ha portato all’offerta Dico rispetto al suo recente passato?</p>
<p>R: Ha portato in primo luogo una proposta commerciale completamente differente, fatto di <span id="more-3347"></span>nuove sequenze merceologiche, con una apertura di scala delle categorie che si allinea a quella della miglior concorrenza. Abbiamo in mente di <strong>sviluppare Brand di fantasia</strong> da contrapporre al concorrente diretto in termini di posizionamento, questi saranno <strong>affiancati ad una serie di prodotti, che di fatto saranno quelli Coop, ovvero di qualità medio alta in termini intrinseci, ma con un posizionamento inferiore al 15%</strong> rispetto alla marca Madre. Verranno inseriti in assortimento anche una serie di prodotti locali a seconda del field approcciato, e verrà ovviamente mantenuta la marca DICO come main claim. Infine <strong>per chiudere la scala si sta pensando alla creazione di una marca premium su alcune determinate merceologie</strong>.</p>
<div id="attachment_3360" class="wp-caption alignleft" style="width: 106px"><img class="size-full wp-image-3360" title="Antonio Lanari" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/Antonio-Lanari.jpg" alt="" width="96" height="150" /><p class="wp-caption-text">Antonio Lanari</p></div>
<p>D: In definitiva in vostro marchio d’insegna DICO, quale nuova funzione avrà nella scala delle categorie?</p>
<p>R: Identifica l’insegna di qualità medio alta.</p>
<p>D: Dico è sempre stato considerato il “brutto anatroccolo” di Coop in passato. Il suo arrivo, unitamente a quello dei manager provenienti da esperienze diverse da Coop, sono un segnale di cambiamento nella mentalità Coop: adesso crede al progetto Discount?</p>
<p>R: Si. Coop ha fatto una scelta anomala, quella di prendere un Ad estraneo al mondo cooperativo con l’obbiettivo di portare novità anche su questo format.</p>
<p>D: L’interesse di Coop potrebbe arrivare ad accomunare il marchio Coop a quello DICO?</p>
<p>R: E’ possibile. Se i risultati che ci siamo prefissati arriveranno, Coop potrebbe decidere di coprire alcuni mercati anche attraverso il format discount laddove trova più difficoltà con il format supermercati.</p>
<p>D: Dico diventerà una nuova Eurospin?</p>
<p>R: No, Dico diventerà Dico, con caratteristiche assolutamente originali e lineari sul mercato. Sarebbe un errore copiare Eurospin; <strong>di quel modello vogliamo però “copiare”,ma sarebbe meglio dire, carpire le sue efficienze </strong>per svilupparle a seconda delle esigenze di Dico.</p>
<p>D:Chi è secondo Lei il Retailer più efficiente in Europa nel mondo Discount?</p>
<p>R: Aldi può essere considerato un riferimento per il format in questione: opera scelte oculate, svolge profondi studi sulle categorie e sui capitolati dei prodotti,anche se in Italia non è mai arrivato perché è ben cosciente che farebbe “buca”.</p>
<p>D: Quanto è importante la comunicazione del volantino nel format discount?</p>
<p>R: Oggi è ancora importante, ma è obbligatorio andare alla ricerca di nuove e più efficaci alternative a questo strumento;<strong> il primo che la troverà sarà in vantaggio, in termini di comunicazione, rispetto alla concorrenza per i prossimi dieci anni</strong>.</p>
<p>D: Il Discount in Italia non riesce ad erodere quote agli altri format. La barriera del 10-11% sembra invalicabile. Quale ricetta esiste per migliorare questo limite?</p>
<p>R: L’obbiettivo del Discounter, e quindi anche di Dico, è migliorare sempre e costantemente attraverso una serie di metodi comunicativi. Noi sappiamo che all’interno dei nuclei familiari dei nostri consumatori entrano i nostri prodotti, per cui è necessario lavorare sulla qualità degli stessi e sulla loro offerta a scaffale. C’è bisogno di tempo perché la qualità del lavoro svolto produca i suoi effetti sia attraverso la fidelizzazione degli attuali consumatori, che attraverso lo strumento di marketing più potente del mondo: il passaparola. Per arrivare a ciò <strong>dobbiamo anche investire molto sulla formazione degli addetti ai Punti di Vendita</strong>. Sotto il profilo assortimentale bisogna accettare la convivenza di qualche grande marca, di fatto ci sono categorie come gli alimenti per bambini e la nutella che sono oggettivamente insostituibili. E’altresì necessario comprendere più in profondità le etnie, un discounter non può prescindere dalle loro esigenze e alla loro soddisfazione: sulla piazza di Roma stiamo sperimentando qualcosa in questa direzione ed i risultati sono estremamente positivi. Che si voglia o no ci dobbiamo rendere conto che siamo nel pieno di una civiltà globalizzata, non a caso il nostro competitor Lidl già da tempo offre un assortimento “ multirazziale”.</p>
<p>D: Il Discount si può considerare Store di Prossimità?</p>
<p>R: No, è trasversale, può essere una alternativa sia ai supermercati che agli Ipermercati. Sarei ben felice di avere l’opportunità di aprire una struttura nel parcheggio di un Ipermercato, sarebbe una bella sinergia, stiamo vedendo anche di cogliere opportunità come questa se ci capiteranno.</p>
<p>D: Quanto è importante la categoria dei freschi in un Discount data la mancanza ( prevalente)del banco taglio?</p>
<p>R:<strong> I freschi sono importantissimi ma devono essere fatti bene, comunicati bene</strong>. Sono prodotti ad alta fidelizzazione, molto più che qualsiasi altra categoria, e chi vuole essere protagonista nel mercato del Discount deve tenere ben presente questo concetto.</p>
<p>D: Il non food è importante nell’offerta del Discounter, e nella Vostra offerta?</p>
<p>R: Noi la consideriamo come categoria di attrazione, e la impostiamo secondo questa linea.</p>
<p>D: Fate importazione diretta dall’estremo oriente?</p>
<p>R: La faremo. Non subito ma la faremo.</p>
<p>D: Come sarà la Dico tra tre anni, dopo quando si vedranno i risultati del lavoro svolto da lei e dalla sua equipe?</p>
<p>R: Sarà uno store con una buona offerta sui freschi, con un binomio qualità/prezzo il più preciso e profondo possibile, con prezzi estremamente concorrenziali, con una buona proposta sul grocery. Sarà uno Store dove dovranno dominare i seguenti dogmi: pulizia – ordine – accoglienza – competenza. Il cliente deve recepire la qualità in tutti i suoi aspetti. In una frase si può dire: la qualità erogata deve essere pari alla qualità percepita.</p>
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		<title>DICO Discount: rivoluzione ai vertici, la Coop fa sul serio?</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 23:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il format discount non sta vivendo momenti felici, non esiste infatti un attore che si possa considerare soddisfatto delle risultanze dei numeri che porta il mercato. In questo contesto Coop, che attraverso il Brand Dico occupa una importante quota di mercato, e che per anni non ha mai sviluppato in maniera seria l’insegna, ha deciso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2591" title="dico_discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/01/dico_discount.jpg" alt="" width="225" height="125" />Il format discount non sta vivendo momenti felici, non esiste infatti un attore che si possa considerare soddisfatto delle risultanze dei numeri che porta il mercato. In questo contesto Coop, che attraverso il Brand Dico occupa una importante quota di mercato, e che per anni non ha mai sviluppato in maniera seria l’insegna, ha deciso di rinnovarne i vertici. Questa, di per sé, sarebbe già una notizia. Ma la vera novità risiede nei nomi delle persone che sono state chiamate a guidare il nuovo corso dell’azienda di Prato. Il nuovo Presidente è infatti Mario Zucchelli, personaggio di spicco del mondo Cooperativo, emiliano, già Presidente della fortissima Coop Estense, e grande antagonista di Bernardo Caprotti, Patron di Esselunga. Insomma alla poltrona della Presidenza è arrivato uno dei nomi che più contano nel mondo Cooperativo, e questo non può non essere percepito come un forte segnale. Ma il processo di cambiamento è ancora più profondo, infatti come Amministratore Delegato è stato nominato un giovane<span id="more-2590"></span> e capace manager, il dott. Antonio Lanari che non appartiene al mondo Coop, bensì proviene dal grande competitor Eurospin.</p>
<p>Per chi conosce il mondo di Coop Italia questa è una rivoluzione.</p>
<p>In un solo momento la Sviluppo Discount Spa, la società i cui soci sono alcune tra le Grandi Cooperative appartenenti a Coop italia, ha cambiato sia il Presidente che l’Amministratore Delegato ed ha insediato nel ruolo due protagonisti del mercato che hanno un chiaro compito: quello di portare DICO alla leadership.</p>
<p>Nel mese di Novembre, il dott. Vincenzo Tassinari, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Coop Italia, aveva tuonato contro tutto e tutti nel corso di diverse apparizioni con la stampa e con importanti fornitori: aveva spiegato che gli stranieri potrebbero andarsene dal nostro Paese conseguentemente agli insuccessi raccolti, e per evitare di veder occupare quote di mercato da nuovi competitor stranieri ancora più agguerriti, Coop avrebbe deciso di investire, sebbene il momento non sia dei migliori ed il Governo non faccia nulla per aiutare il nostro mercato. Dunque una Coop di attacco, anche nel Discount, ovvero nel format in cui, onestamente, era rimasta, pur detenendo quote di rilievo, piuttosto latitante. Mario Zucchelli è un uomo che le sfide le vuole vincere e per farlo questa volta si avvale di collaboratori che devono dare determinate garanzie, anche se non sono estratti del mondo Coop, e così viene chiamato come tecnico il dott. Antonio Lanari, che dopo aver contribuito negli ultimi anni all’affermazione definitiva di Eurospin come leader di mercato, ha deciso di affrontare una nuova ed avvincente sfida. Sarà da vedere quale tipo di congiuntura economica incontreranno nel loro cammino questi manager, e soprattutto quali saranno gli effetti collaterali provocati dalla fortissima competitività che stanno vivendo gli altri format (Supermercati ed  Ipermercati) e che stanno portando, con l’ enorme pressione promozionale sulle Grandi Marche, ad un affaticamento dei numeri del Discount.</p>
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		<title>Coop Italia non ha dubbi: il mercato va aggredito. Discount ed Ipermercati alla svolta</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 22:01:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
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		<category><![CDATA[Discount]]></category>
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		<description><![CDATA[In queste ultime settimane, attraverso azioni e dichiarazioni dei vertici dell’azienda di Casalecchio di Reno, si è definitivamente compreso che l’atteggiamento di Coop Italia sul mercato sarà quello dell’attacco. Il Presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia Vincenzo Tassinari nelle ultime settimane, attraverso incontri e convegni, ha ribadito chiaramente il concetto più o meno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1606" title="tassinari" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/02/tassinari.jpg" alt="" width="120" height="181" />In queste ultime settimane, attraverso azioni e dichiarazioni dei vertici dell’azienda di Casalecchio di Reno, si è definitivamente compreso che l’atteggiamento di Coop Italia sul mercato sarà quello dell’attacco. Il Presidente del Consiglio di Gestione di Coop Italia Vincenzo Tassinari nelle ultime settimane, attraverso incontri e convegni, ha ribadito chiaramente il concetto più o meno in questi termini: la crisi continuerà, non si vede nessuna uscita all’orizzonte, il Governo Italiano, a differenza di quelli di altri Paesi come Stati Uniti, Inghilterra e Germania, ha fatto poco o nulla per aiutarci ad uscire da questa situazione, si è solo limitato ad aiutare singole e poche categorie, così in questo panorama Coop Italia non ha scelta: deve investire ed aggredire il mercato. Coop Italia ha messo sul tavolo 762 milioni di euro dichiarando apertamente che lo sviluppo sarà principalmente nel sud del Paese. Sempre secondo il Presidente i francesi sono ad un passo dall’abbandono del nostro Paese, soprattutto il Gruppo Carrefour, e prima ancora che possano entrare altri competitor ancora più agguerriti, è meglio se il mercato lo occupiamo &#8220;noi&#8221;. Il piano di aperture è ambizioso e con progetti di marketing all’avanguardia, il format scelto è quello oggi più in discussione: l’Ipermercato. Ma anche il Superstore. Le novità non finiscono qui: anche nel canale Discount del mondo Cooperativo sono accaduti cambiamenti di un certo rilievo nell’ ultimo mese. Al vertice del Gruppo Sviluppo Discount<span id="more-2463"></span> Spa (DICO) il Presidente Cordazzo ha lasciato l’incarico e al suo posto oggi siede niente meno che Zucchelli, il famoso e storico ex Presidente di Coop Estense. E proprio il suo nome su quella poltrona è un chiaro segnale al mercato di riferimento: le cose devono cambiare. Si è scritto come in passato l’atteggiamento di Coop Italia, ed anche delle Cooperative socie, nei confronti di DICO fosse quello di voler chiudere uno spazio sul format Discount senza crederci più di tanto. Sebbene le cose fossero già un pò cambiate negli ultimi anni, adesso, almeno nelle intenzioni, il cambio dovrebbe essere definitivo. Il nuovo Presidente Zucchelli, se decide di mettersi in gioco, ha sicuramente ricevuto all’interno del mondo Cooperativo decise rassicurazioni circa l’atteggiamento da assumere nei confronti del mercato, e le parole del Presidente Tassinari gli fanno eco. Forse questa è la volta buona: anche nel Discount il gigante si potrebbe svegliare. A conferma di ciò un primo segnale: a ricoprire il ruolo di Amministratore Delegato è stato chiamato un profilo di rilievo e di sicure e comprovate capacità proveniente da Eurospin. Anche questa, dentro Coop, è una decisa svolta: arrivano i manager dall’esterno.</p>
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		<title>Pasta secca e fresca: GS, Eurospin e DICO tengono alto il nome della distribuzione</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 20:59:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carrefour]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[Food]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>

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		<description><![CDATA[I Brand leader, lo studio del Pack, la percezione che il consumatore ha davanti agli scaffali dei supermercati di fronte alla scelta di acquistare, ad esempio, le tagliatelle Rana o le Terre D&#8217;Italia da sempre sono indirizzate verso il brand, ovvero verso chi dovrebbe essere titolato a garantire la qualità richiesta. Altroconsumo viene considerato come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1002" title="tagliatelle" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/tagliatelle.jpg" alt="" width="200" height="200" />I Brand leader, lo studio del Pack, la percezione che il consumatore ha davanti agli scaffali dei supermercati di fronte alla scelta di acquistare, ad esempio, le tagliatelle Rana o le Terre D&#8217;Italia da sempre sono indirizzate verso il brand, ovvero verso chi dovrebbe essere titolato a garantire la qualità richiesta. Altroconsumo viene considerato come giudice completamente super partes nell&#8217;indicare il miglior acquisto ed il peggiore. Da un po&#8217; di tempo nelle tabelle della rivista che indicano i prodotti analizzati di una determinata categoria, si trovano sempre più spesso i prodotti a marchio dei distributori della Gdo. In queste tabelle, non esiste più la figura del produttore o del distributore, esistono i brand e la qualità degli stessi. E&#8217; così che si scopre che i peggiori nemici delle industrie leader, adesso è una certezza, sono proprio i loro distributori, ovvero il retailer. Lo studio che mostriamo qui di sotto è relativo alla pasta, secca e fresca. Il punteggio finale viene calcolato tenendo presente: a. etichetta &#8211; si prendono in considerazione le informazioni obbligatorie e facoltative che vengono inserite nell&#8217;etichetta. b. dosaggio uova &#8211; il voto viene assegnato a chi mette il maggior numero di uova rispetto al quantitativo minimo previsto dalla legge (4 uova). c. coloranti &#8211; voto negativo a chi nasconde il minor quantitativo di uova con colorante. d. Impurità (Flith Test) &#8211; verifica presenza di fibre sintetiche ed assenza di peli di roditori. e. microbiologia &#8211; la verifica delle condizioni igieniche dei prodotti ed il rispetto della catene del freddo.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-980" title="pasta1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/pasta1.jpg" alt="" width="400" height="295" /></p>
<p>Come si può notare, nella pasta secca la leadership qualitativa spetta al prodotto a marchio Gs- Carrefour Terre d&#8217;Italia che presenta anche un pack completo, ben presentato e assolutamente distintivo delle caratterizzazioni regionali. Al terzo posto pari merito troviamo i Tre Mulini di Eurospin che, però, risulta il miglior acquisto, tenendo conto il rapporto tra la qualità ed il prezzo. Nella classifica appaiono anche la pasta Coop e Conad ma, secondo Altroconsumo, la pasta secca Coop non è eccezionale ( ma accettabile) nell&#8217;etichetta, nel dosaggio delle uova e nelle impurità, quella Conad, invece, presenta vari parametri meno buoni.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-981" title="pasta2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/06/pasta2.jpg" alt="" width="400" height="235" /></p>
<p>Nella pasta fresca il miglior acquisto e la pasta fresca DICO, a cui vengono accreditati 20 punti in più rispetto alla pasta della casa madre Coop che presenta molti parametri non in linea con la qualità richiesta. Sono diversi gli aspetti che vanno rilevati da questa analisi, da un lato la qualità che sta esprimendo il Discount è una bella certezza, bisogna pertanto anche dire che la pasta secca Dallari è la pasta che domina i banchi dei discount del gruppo Realco (Ecu), a conferma della ricerca di qualità di cui vuole essere portatore il format discount. Il secondo aspetto importantissimo è quello che si citava al principio, ovvero la capacità del retailer di superare i brand blasonati, che dovrebbero rappresentare una assoluta garanzia per il consumatore anche se con prezzi diversi, invece non è così.</p>
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		<title>Altroconsumo, la classifica dei prezzi della marca commerciale: DICO tiene testa al colosso Carrefour</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Oct 2008 14:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Altroconsumo]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[Private Label]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella nota pubblicazione annuale dell&#8217;eccellente rivista Altroconsumo troviamo un&#8217;analisi davvero interessante: quella relativa alla classifica dei prodotti a marca commerciale ed i loro prezzi. L&#8217;analisi è molto interessante perché superata la sorpresa al fatto che gli italiani accettano attualmente la marca commerciale (cosa che per anni era motivo di esposizione a &#8220;pubblico ludibrio&#8221; a danno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella nota pubblicazione annuale dell&#8217;eccellente rivista Altroconsumo troviamo un&#8217;analisi davvero interessante: quella relativa alla classifica dei prodotti a marca commerciale ed i loro prezzi. L&#8217;analisi è molto interessante perché superata la sorpresa al fatto che gli italiani accettano attualmente la marca commerciale (cosa che per anni era motivo di esposizione a &#8220;pubblico ludibrio&#8221; a danno di chi comprava tali prodotti) si inizia ad analizzare lo stato di avanzamento e competitività degli stessi.<a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2008/10/altroconsumo-prezzi-pl1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-461" title="altroconsumo-prezzi-pl1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2008/10/altroconsumo-prezzi-pl1.jpg" alt="" width="320" height="630" /></a><br />
Ebbene ci sono delle sorprese: Il dato più inte-ressante è quello di Carrefour, che pratica prezzi molto bassi, confrontabili con quelli di Dico, l&#8217;unico hard discount che compare in classifica. Dico è il solo hard discount ad avere un numero sufficiente di prodotti con suo marchio per poter essere preso in considerazione in questa tabella. Non solo, oltre ad essere presente in maniera massiccia, si rende estremamente competitivo in termini di performance. GDONews circa tre anni fa fece una <a href="http://www.gdonews.it/2005/12/inchiesta_sui_d.html">bellissima intervista  al dott. Mauro Magagni</a> attuale direttore Commerciale e Marketing del gruppo Sviluppo Discount SPA , ma anche ex &#8220;deus ex machina&#8221; dell&#8217;importantissimo prodotto a marchio Coop, quindi personaggio di assoluta esperienza e capacità nello sviluppo di progetti in Private Label. Ebbene il contributo del grande Manager Magagni ha sicuramente pesato nella rilevazione emersa nell&#8217;analisi prodotta da Altroconsumo.<br />
Nella tabella, con indice inferiore in termini di competitività di prezzi, quello di Esselunga, che punta moltissimo sulla qualità, poi Auchan e Ipercoop.</p>
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		<title>L’Analisi: a chi giova questa situazione?</title>
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		<pubDate>Sun, 30 Sep 2007 18:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho letto con interesse il libro del Cav. Caprotti e senza entrare nel merito della vicenda perché mi ritengo persona non a conoscenza diretta dei fatti enunciati nel libro, credo che su alcuni temi è assolutamente necessario riflettere. Innanzitutto l’oggettività dei fatti: in Emilia Romagna il sistema cooperativo ha una quota di mercato altissima rispetto a tutto il resto del Paese. Si può aggiungere che in nessun altro territorio d’Italia esiste una tale concentrazione. In Toscana la Coop è sicuramente leader in termini di numerica Punti Vendita, ma Esselunga ha potuto (e probabilmente voluto) vivere più serenamente la competizione con il leader (Coop). Questo fa pensare che Esselunga in ogni caso ha voluto imprimere strategie molto precise alla sua politica commerciale concentrando il suo field operativo solo in alcune zone per meglio esprimere la sua forza davanti al consumatore. Coop negli ultimi anni ha penetrato mercati molto più difficili come quello del Sud Italia (Campania e Puglia su tutti) con risultati meno confortanti rispetto a quelli riportati nei territori considerati roccaforti. Aggiungo anche che Coop Nord Est da diversi anni opera all’Estero, per la precisione in Croazia, dove, se vogliamo, i risultati sono ancora meno confortanti che nel Sud appena citato. Poi possiamo fare tutte le considerazioni possibili, che al Sud la Coop è gestita spesso in maniera anarchica dalla periferia, che le determinazioni assortimentali e di marketing operate sono state in principio fallimentari, poi col tempo marginalmente corrette, ma sempre con difficoltà, che in Croazia si è vissuto il mercato affrontandolo senza conoscere minimamente il consumatore del luogo e con difficoltà attuali difficilmente risolvibili almeno nel breve periodo, però Coop ci ha provato. Esselunga ha invece fatto una politica molto accorta, si è solidificata sul territorio “intorno a casa”, per poi affrontare il mercato Toscano con pari eccellenza, quello Emiliano in modo più sporadico (forse davvero con oggettive difficoltà) sino ad arrivare ad aprire un ponte in Liguria aprendo un PdV a La Spezia, città confinante con la Toscana. Si prevedono solo adesso aperture nel Lazio, e precisamente nella Capitale e probabilmente la prudenza del management porterà anche qui i successi raccolti altrove. Sono strategie differenti, ma non per questo contrastanti e nemmeno giuste o sbagliate. Ma le scaramucce (chiamiamole così volendo contribuire ad abbassare i toni) dell’ultimo anno hanno portato il nostro mondo (quello della GDO) di fronte ad una guerra più o meno fredda dove sembra che ognuno si debba schierare, o sia attratto dalla volontà di farlo. E’ giusto credere che nel mercato italiano siano necessari entrambi, con le loro differenti caratteristiche e concorrenti fra loro nella maniera più corretta possibile: laddove la concorrenza è agguerrita (Toscana e La Spezia) e probabilmente più limpida, chi ne beneficia sono i consumatori; infatti dai <a href="http://www.gdonews.it/2007/09/gdo-altroconsum.html">dati pubblicati come ogni anno dalla rivista Altroconsumo</a> emerge che il consumatore più “fortunato” è quello di Pisa a pari merito con quello fiorentino e spezzino, ovvero dove i due leader si danno battaglia a suon di strategie. Prendiamo l’ultimo esempio in ordine temporale, la città di La Spezia: dopo l’entrata di Esselunga come competitor, il livello dei prezzi si è notevolmente abbassato, infatti l&#8217;anno scorso nel punto vendita meno caro (Ipercoop Sarzana) si spendeva l&#8217;8% in meno rispetto alla media nazionale. Quest&#8217;anno nel punto vendita Esselunga i cittadini del capoluogo Ligure possono risparmiare quasi il 20% rispetto alla media nazionale, mentre ora presso Ipercoop i prezzi sono più bassi di quasi il 14%. Altra cosa è però disquisire sulla situazione fiscale che differenzia in modo sostanziale i due competitor, anzi che differenzia la Coop davanti a moltissimi concorrenti (ma non tutti): il sistema cooperativo ha indubbi vantaggi rispetto a tutto il resto della concorrenza, lo sa meglio di tutti, paradossalmente, Sviluppo Discount Spa, ovvero i Discount della Coop, che vive un regime fiscale diverso rispetto alle imprese proprietarie del gruppo. Ma non ci si può nemmeno scordare che oggi il gruppo Legacoop sviluppa oltre 50 miliardi di euro di fatturato, il 3% del Pil, ed è la terza impresa italiana, dopo Eni e Fiat, se non fosse stato così il governo Berlusconi avrebbe portato sostanziali correttivi a tale situazione tributaria; ma non sarebbe stato plausibile ed economicamente sostenibile, bisogna infatti sempre tenere presente che si parla di una parte importante dell’Italia produttiva. Quindi merita comunque rispetto. Chi scrive ha apprezzato molto l’intervento dell’On. Lanfranco Turci, modenese di Campogalliano, ex presidente della Lega delle Cooperative (sino alla metà degli anni ’90), parlamentare militante da sempre a sinistra e persona per bene che interpellato dal quotidiano QN sulla querelle ha risposto: «[..] Ma dai responsabili della Coop mi attendo ora una risposta precisa su un punto che valuto importantissimo». E quando il giornalista gli domanda quale, lui risponde: «Quello sui prezzi dei prodotti, mi aspetto cioè che la Coop dimostri con estrema chiarezza che non è vero che vende a prezzi più alti. In caso contrario sarebbe uno smacco». Non mi è piaciuto invece vedere sbattuti sui giornali nazionali i nomi e cognomi di tre funzionari del gruppo Esd, rei di aver fatto spionaggio industriale a danno della Coop. I contratti nazionali sono di pubblico dominio, sono il segreto di Pulcinella, i gruppi migrano in continuazione da una Supercentrale all’altra portandosi dietro puntualmente tutti i contratti precedenti, così come migrano i buyer portandosi a loro volta tutti i contratti del loro passato professionale (talvolta vengono assunti solo o prevalentemente per questo), così come esistono rapporti di amicizia tra buyer dei diversi gruppi del mondo della GDO; e allora perché umiliare professionisti come è successo ai tre funzionari del gruppo Esd (di cui non citiamo – almeno noi &#8211; volutamente i nomi) quando è tutto un sistema che andrebbe rivisto? Mi domando: gli addetti ai lavori credono davvero che la diminuzione dei prezzi di Esselunga ha potuto essere determinata dai tre contratti “svelati” a danno della Coop (in ponderata di cosa si parla ?) nella tornata contrattuale del 2004?</p>
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		<title>Il gruppo Sviluppo Discount Spa decide di promuovere il suo Brand su scala nazionale</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Apr 2007 00:51:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[La mia società, qualche tempo fa, per conto di una nota catena distributiva nazionale aveva effettuato uno studio di marketing rivolto alla verifica della conoscenza che i consumatori avevano del suo Brand, ed in particolare alle associazioni intuitive che gli stessi affiancavano all’Insegna. E’ capitato così di realizzare che, fra le Store Loyalties della distribuzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia società, qualche tempo fa, per conto di una nota catena distributiva nazionale aveva effettuato uno studio di marketing rivolto alla verifica della conoscenza che i consumatori avevano del suo Brand, ed in particolare alle associazioni intuitive che gli stessi affiancavano all’Insegna. E’ capitato così di realizzare che, fra le Store Loyalties della distribuzione operative su un determinato territorio, il più oscuro fosse proprio quello del gruppo Sviluppo Discount, DICO. Una percentuale sotto il 5% sapeva che DICO e COOP erano legate. Ci siamo sempre domandati perché il gruppo in questione non credesse opportuno accreditarsi una provenienza così eminente. La novità sta nel fatto che Sviluppo Discount Spa, adesso, ha finalmente e definitivamente voluto dare un importante punto di svolta alla propria strategia di comunicazione. In questi giorni sulle più importanti testate nazionali ( “Repubblica” su tutte) nelle prime pagine capita di vedere uno spazio di circa 15&#215;15 cm dove lo slogan che domina è “Penso quindi Dico”, ed in basso la specifica che “Dico è una società di proprietà delle cooperative: NOVA COOP – COOP LIGURIA – COOP LOMBARDIA – COOP CONSUMATORI NORD EST – COOP ESTENSE – COOP ADRIATICA – UNICOOP TIRRENO”.</p>
<p><img alt="Dico" title="Dico" src="http://gdonews.blogs.com/photos/uncategorized/2007/04/09/dico.jpg" border="0" /></p>
<p>La frase cuore della “reclame” ha reminescenze filosofiche cartesiane, ed è efficace: intanto proprio perché Cartesio incentrava tutta la sua filosofia sulla ricerca di un metodo che desse la possibilità all&#8217;uomo di distinguere il vero dal falso, non soltanto per un fine strettamente speculativo, ma anche in vista di un&#8217;applicazione pratica nella vita. Quindi sotto questa funzione, il “Penso quindi Dico” potrebbe richiamare l’attenzione sulla determinazione del consumatore di frequentare gli stores del noto discount italiano perché chi riflette ha modo di apprezzare; allo stesso tempo , però, lo slogan vuole concentrare l’attenzione del “bersagliato” consumatore sulla mera capacità di esprimersi perché essere pensante. Un doppio senso elegante, forse troppo, ma apprezzabile nella sua incisività. Chissà che l’intenzione di “uscire” con questa campagna non provenga anche da un nome “Dico” che oggi è arcidiscusso nella politica nazionale, quindi in grado di attrarre più di quanto non sarebbe successo in altro momenti. Conosco bene il direttore commerciale e marketing del gruppo Dico, è stato anche protagonista di una bellissima intervista su questa testata, e so che la sua lunga esperienza di marketing ha messo a fuoco il principio secondo cui l’obbiettivo viene raggiunto quando il messaggio che si vuole infondere raggiunge più consumatori possibili; quindi rimanere nell’ambito delle diverse interpretazioni possibili è la giusta strategia per arrivare a conseguire l’obbiettivo. La pubblicità fa poi cenno ad un valore aggiunto che Dico vuole consolidare, ovvero quella del carattere nazionale “..il discount italiano..”, perché l’obbiettivo legato al format in questione è soprattutto rispondere all’ingerenza tedesca. E’ possibile che Dico stia molto attento all’erosione di quote che può provenire a vantaggio del gigante teutonico. Infine, ma più incisiva di tutti, è la pubblicazione delle Cooperative proprietarie del Discount. Per concludere con un ulteriore citazione si può dire “Alea iacta est”, il dado è tratto, vediamo come risponderà il consumatore adesso che Sviluppo Discount ha varcato il  “Rubicone”.</p>
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