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	<title>GDO News &#187; Coop Italia</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Auchan, Ikea, Esselunga, Ipercoop e Coop sono i migliori brand retail per i consumatori italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2011 22:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[IKEA, Auchan, Esselunga, IperCoop e Coop sono i 5 migliori brand retail per i consumatori italiani secondo il report European Best Retail Brand, realizzato dal Centre for Brand Analysis (l’istituto di ricerca responsabile nel Regno Unito delle indagini “Superbrands” e “CoolBrands”) su un campione di 10500 consumatori europei (1500 per ogni nazione in cui è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-878" title="vendite" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/vendite.jpg" alt="" width="180" height="127" />IKEA, Auchan, Esselunga, IperCoop e Coop sono i 5 migliori brand retail per i consumatori italiani secondo il report European Best Retail Brand, realizzato dal Centre for Brand Analysis (l’istituto di ricerca responsabile nel Regno Unito delle indagini “Superbrands” e “CoolBrands”) su un campione di 10500 consumatori europei (1500 per ogni nazione in cui è stato effettuato il sondaggio) e commissionato da Kelkoo. Pur non essendo un marchio italiano, IKEA domina la classifica dei dieci migliori brand retail, posizionandosi al primo posto nella “top 10” nel 90% delle categorie prese in esame dalla ricerca. Lo studio – per quanto riguarda il nostro Paese &#8211; ha analizzato le opinioni di 1.500 italiani su 50 retailer (i più importanti 45 retailer per vendite realizzate nel 2010 e i primi 5 retailer online in Italia). Gli intervistati hanno valutato i brand sulla base di 10 diverse caratteristiche quali convenienza, offerte e<span id="more-3697"></span> promozioni, affidabilità, servizio al cliente, esperienza d’acquisto sia in negozio che online, opzioni di consegna del prodotto, innovazione, rispetto dell’ambiente e quanto il marchio sia ritenuto “cool”.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/top-brand.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3699" title="top brand" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/top-brand.jpg" alt="" width="540" height="269" /></a></p>
<p>IKEA ha raggiunto il primo posto nella classifica grazie agli elevati punteggi totalizzati in tutte le categorie. Il retailer di mobili scandinavo, entrato nel mercato italiano nel 1989, è stato votato quale migliore azienda retail per convenienza, promozioni e offerte, reputazione in termini di affidabilità, esperienza d’acquisto in negozio, servizio al cliente, innovazione, attenzione all’ambiente, opzioni di consegna e per essere ritenuto un marchio “cool”. L’unica categoria dove IKEA non ha primeggiato è stata quella dell’esperienza di acquisto online; l’azienda si è, infatti, posizionata al secondo posto dietro Media Shopping – un retailer esclusivamente online – che in Italia gode di un’ottima reputazione in fatto di esperienza di acquisto online.<br />
Al secondo posto si trova Auchan (il Gruppo Auchan possiede altri brand come Simply Market, IperSimply e Cityper, con 51 ipermercati e 1.600 supermercati in Italia). Anche in questo caso, il gruppo francese è tra i primi 10 marchi della classifica in tutti i fattori di valutazione. Purtroppo performance basse registrate a livello dell’esperienza di acquisto o nelle opzioni di spedizione hanno impedito all’azienda di superare il gigante svedese nelle diverse categorie.<br />
Terzo posto per il retailer italiano Esselunga (e secondo supermercato a comparire ai vertici della classifica). Diversamente da IKEA e Auchan, non si tratta di una realtà italiana nuova e questo potrebbe spiegare perchè l’azienda sia molto apprezzata da parte delle associazioni di consumatori italiani. Sebbene il marchio sia tuttora di proprietà privata, la mancanza di una presenza di azionisti non ha impedito all’azienda d’investire in innovazione ed è infatti il primo supermercato italiano ad aver introdotto la possibilità di fare acquisti online. <img class="alignleft size-full wp-image-3703" title="top brand ita" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/10/top-brand-ita.jpg" alt="" width="295" height="218" /><br />
Ma quali sono gli aspetti che i consumatori reputano come i più importanti nella scelta su dove acquistare? Dal report Best Retail Brands emerge che la convenienza in termini di costo è il fattore fondamentale per oltre la metà degli intervistati (59%), seguita dalle offerte e dalle promozioni (13%), insieme alla reputazione del brand legata all’affidabilità (8%). Per 3 clienti su 4 (72%) la convenienza, le promozioni e le offerte sono prioritarie; se si prende in esame la classifica relativa al fattore convenienza in termini di costo, IKEA e Auchan sono i due migliori brand per offerte e promozioni. Il successo di Auchan in queste due classifiche potrebbe essere prevalentemente il risultato di una forte politica di sconti, rafforzata da una gamma di prodotti a prezzi ridotti e dalla presenza di reparti riservati agli sconti all’interno degli ipermercati Auchan.</p>
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		<title>Sigma al 4% di quota nel 2012. E Interdis? Come si disegna la nuova mappa della GDO</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 22:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche Vega, importante società della Distribuzione Alimentare del nord est, entrerà in Sigma dal 2012. La notizia è stata data alla stampa la scorsa settimana. Adesso è il momento di fare alcune considerazioni. Versante Sigma: è il terzo Gruppo che entra nella compagine dopo Multicedi e Tatò. Tutti e tre provengono da Interdis e portano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/gdo.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3678" title="gdo" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/gdo-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Anche Vega, importante società della Distribuzione Alimentare del nord est, entrerà in Sigma dal 2012. La notizia è stata data alla stampa la scorsa settimana. Adesso è il momento di fare alcune considerazioni.</p>
<p>Versante Sigma: è il terzo Gruppo che entra nella compagine dopo Multicedi e Tatò. Tutti e tre provengono da Interdis e portano in dote un fatturato che dovrebbe superare  il miliardo di euro. Ciò significa una cosa: il prossimo anno il Gruppo Sigma si dovrebbe attestare ad una quota di mercato che supera il 4% entrando, di fatto,  nella GDO più dinamica. A ben vedere il panorama distributivo attuale ci sono poche insegne che incrementano e<span id="more-3677"></span> diverse quelle che decrementano o tengono difficilmente il passo. Tempo fa, il Presidente di Selex, Francioni, spiegando i motivi del successo del suo Gruppo, arrivato al 10% di quota di mercato, aveva detto: “ il nostro successo è dovuto alla scelta delle imprese associate operata negli ultimi anni ed alla capacità degli imprenditori a fare sviluppo”. Sigma, che sta realizzando di fatto il primo obbiettivo, ha vissuto la sua crescita grazie a due motivi sostanziali, uno oggettivo ed un soggettivo: quello oggettivo è stato determinato dalla crisi in cui è caduto il Gruppo Interdis su cui bisogna fare una riflessione a parte. Quello soggettivo è invece rappresentato da un binomio di situazioni il cui merito è tutto del suo management: la prima situazione è storica e determinata dall’appartenenza alla Centrale Italiana, unica Supercentrale che oggi cerca di dare una progettualità più profonda alla mera unione degli acquisti sui contratti più importanti e che si vede premiata in termini contrattuali dall’industria. La seconda situazione è tecnica: il nuovo management di  Sigma sta lavorando sulla base di progetti chiari ed attuabili, sia con le Grandi Marche sia nello sviluppo della Private Label.</p>
<p>Versante Interdis: il Gruppo di Via Lomellina ha tanti meriti nella storia della GDO. Alla fine degli anni ’90 fu la prima a cambiare i metodi di lavoro con le singole imprese associate ed a creare assortimenti in comune. Per quei tempi era una grande novità obbligare tanti imprenditori a fare qualcosa in comune, allora si chiamavano “tronchi assortimentali in comune”. Ha svolto una profonda attività di CRM ed un processo di sviluppo di fidelizzazione moderno per quei tempi, tutto ciò sino all’alleanza con Conad in Sicon. Da quel momento, con la perdita di alcuni pezzi importanti ( Nuova Distribuzione ed AZ), e forse anche dopo la nomina del loro ex Presidente alla guida di Federdistribuzione è iniziata una fase di stallo sino alla fine dello scorso anno. GDONews, quella fase di &#8220;letargo&#8221;, l’aveva rilevata in diversi articoli ed argomentata. Il Direttore Generale, Giorgio Santambrogio, fu chiamato a gestire la rinascita del Gruppo. In una recente intervista ci aveva raccontato che c’era entusiasmo dietro alla figura del nuovo Presidente Gianni Cavalieri, c’era in un certo modo un ritorno alle origini attraverso “un intelligente percorso che mira in prima istanza a cementare la coesione infragruppo di tutte le nostre imprese, attraverso una mirabile valorizzazione dei talenti e dei carismi di tutti i nostri Imprenditori, una partecipazione attiva in primis dei Consiglieri e quindi di tutti gli Imprenditori alla vita del gruppo. Quindi una visione più Cliente-centrica: la volontà del nostro Presidente di condividere sempre di più all’interno del CdA concetti di “vendita”: format, private label, comunicazione, servizi di sell-out, magazine, progetti assortimentali, nuove logiche promozionali, in un certo senso soffermandosi sui temi in cui Interdis si è sempre contraddistinta per competenza.”. Insomma una volontà di riemergere in maniera orgogliosa, propria di chi ha dato molto alla GDO nazionale. Evidentemente negli ultimi anni qualcosa è successo dentro il Gruppo di Via Lomellina se alcuni pezzi, tra i più performanti, sono fuoriusciti. In ogni caso la strada intrapresa dal presidente Cavalieri e dal Dg Santambrogio, se ben percorsa, un domani forse prossimo tornerà a portare risultati, oggi la Distribuzione Alimentare ha bisogno di idee per vendere meglio e con più fidelizzazione, insomma è un buon momento per i progetti efficaci. Ma tali devono essere.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/grande-distribuzione.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3679" title="grande-distribuzione" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/grande-distribuzione-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Nuova mappatura della GDO: alla luce di ciò, con questi cambi nella torta del Grafico della GDO, come si assesterà il mercato a partire dal 2012? All’interno di Centrale Italiana si sta assistendo al sorgere di nuovi equilibri, Sigma sta portando novità progettuali sia in seno al suo Gruppo sia in termini di proposta dentro la Centrale, Despar sta lavorando in grande silenzio, un silenzio quasi assordante, per arrivare a consolidare la propria quota di mercato e aggiornare la mappa della sua distribuzione, Coop Italia ed il Gigante partecipano compiaciute alla crescita dei due partner. E’ chiaro che la quota di mercato è destinata a crescere, probabilmente al punto di entrare nel mirino dell’antitrust ( e qui si aprirebbe un altro profondo quanto oscuro ragionamento), la leadership verrà consolidata al punto di non essere nemmeno più potenzialmente afferrabile da nessuna aggregazione di competitor, e tutto ciò grazie alle due insegne DO presenti nella Supercentrale. Senza contare gli straordinari investimenti che Coop Italia ha dichiarato che farà nei prossimi anni soprattutto nel sud ed alla qualità espressa dal Gigante. Sul fronte Sicon non ci sono ancora notizie ufficiali, ma l’unica cosa certa è che il contratto tra Billa, Conad e Interdis andrà rinnovato alla fine dell’anno. E siccome tra le prime due i rapporti potrebbero cambiare, chissà in quale maniera, che senso avrebbe la Supercentrale? Interdis, come detto, ha perso quote, ha perso pezzi importanti, e se sulla carta i propositi della Centrale saranno opportuni sarà possibile che l&#8217;emorragia si possa fermare, in ogni caso allo stato attuale che significato rinnovato potrebbe avere quel tipo di alleanza?</p>
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		<title>Nuovo concept di vendita di Coop Adriatica: all’insegna dell’innovazione e del rispetto dell’ambiente.</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Sep 2011 22:50:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Aperture]]></category>
		<category><![CDATA[Prospettive della GDO]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 22 settembre è stato inaugurato il primo supermercato ecologico di Coop Adriatica. La Cooperativa in un comunicato stampa ha spiegato che con “2,6 milioni di investimenti rappresenta il nuovo modello di supermercato ecologico: capace di risparmiare il 40% di energia rispetto agli standard odierni, offrendo ai consumatori e ai lavoratori un ambiente più confortevole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/2011O137.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3616" title="2011O137" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/2011O137-150x150.jpg" alt="Coop Conselice" width="150" height="150" /></a>Il 22 settembre è stato inaugurato il primo supermercato ecologico di Coop Adriatica. La Cooperativa in un comunicato stampa ha spiegato che con “2,6 milioni di investimenti rappresenta il nuovo modello di supermercato ecologico: capace di risparmiare il 40% di energia rispetto agli standard odierni, offrendo ai consumatori e ai lavoratori un ambiente più confortevole e uno stile di consumo più sostenibile.” e poi ha aggiunto che “ha una superficie di vendita di circa 550 metri, (..) il nuovo InCoop ha contribuito alla riqualificazione urbana ed è stato pensato anche per essere facilmente accessibile in bici, a piedi e anche con mezzi elettrici, grazie alla colonnina per ricaricarli. (..)&#8221;.  Relativamente all’assortimento il comunicato stampa ha poi spiegato che si tratta di “ una vasta scelta  di prodotti a marchio Coop Vivi Verde, che sarà collocata all’ingresso del supermercato: oltre a numerosi <span id="more-3613"></span>prodotti di stagione, si troveranno circa 60 articoli alimentari biologici e 26 non alimentari ecologici (come la cartoleria, le stoviglie usa e getta, le lampade a risparmio energetico eccetera), cui vanno aggiunti 4 detergenti a base di tensioattivi vegetali (ammorbidente, sapone piatti, lavatrice e delicati) che saranno venduti sfusi, tramite un distributore, così da consentire il riutilizzo dei flaconi. Il negozio offre inoltre alcuni serviti già apprezzati dai clienti della struttura precedente, come la macelleria, il girarrosto per i polli, la doratura del pane. All’esterno, è possibile approvvigionarsi da una fontanella che eroga acqua pubblica, anche frizzante, usando contenitori riutilizzabili.”</p>
<p><object width="500" height="375"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/yDCglfoX7g0?version=3&#038;feature=oembed"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/yDCglfoX7g0?version=3&#038;feature=oembed" type="application/x-shockwave-flash" width="500" height="375" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>GDONews era presente all’inaugurazione e vi mostra un filmato ( chi vuole lo può vedere nel nostro canale youtube qui sopra disponibile) che ha come obbiettivo quello di dare una idea chiara di ciò che significa il nuovo concept ecologico di Coop Adriatica. Ordinatissimo, tirato a lucido, studiato nei minimi dettagli, i 550 mq  trovano in apertura il reparto ortofrutta che mette subito in risalto la filiera corta dei prodotti offerti in vendita, forte il richiamo alla territorialità, giusta l’esaltazione al senso di appartenenza. Sempre in entrata, sulla parte laterale il reparto freschi a libero servizio con i frigo chiusi. E’ vero che si risparmia energia, ma è anche vero che con ogni probabilità le vendite del reparto saranno decisamente inferiori. I prodotti obbiettivo delle intenzioni di acquisto saranno venduti, subiranno un forte taglio quelli ad acquisto di impulso. Un po’ come la vecchia storia dei surgelati quando erano in vasca, costava molto la gestione in termini di energia e di basso stoccaggio, ma fatturava il 30% in più. In successione un piccolo reparto pane e gastronomia e poi il corridoio prosegue con le carni in ATM da un lato ( anch’esse chiuse) e le corsie dall’altro. Nelle corsie delle curiose novità in termini di assortimento: il prodotto a marchio coop è prevalente in tutte le sue declinazioni. Il leit motive adottato per creare l’assortimento è stato il seguente:  il leader, una piccola presenza di follower e poi le categorie si chiudono con la private label sul primo prezzo, sull’alta gamma, sul biologico e sul main claim. Coop se lo può permettere, ha oggettivamente una marca commerciale profonda e ben fatta, è giusto darle questo risalto; giusto anche se, ahimè, rischioso. Infatti l’altra faccia della medaglia è la radicata abitudine del consumatore alle Grandi Marche, che danno margini più ristretti ma fatturati più importanti e più sicuri. Bella l’idea della categoria detergenza con la marca commerciale sulla sua declinazione biologica e con distributore sfuso di 4 detergenti, nei colori e  nelle intenzioni ricorda moltissimo ( anche se in piccolo) l&#8217;offerta nella medesima categoria della straordinaria catena statunitense &#8220;Whole Foods&#8221;. L’assortimento rivolto ad immedesimare l’insegna con i suoi prodotti in tutte le categorie, su diverse declinazioni, è un concetto di retailing molto “british”, esteticamente convincente ma forse difficilmente applicabile nel nostro Paese. Se Coop Adriatica riproducesse questo format in tutti i PdV sarebbe probabilmente un flop in termini di fatturato, ma questo Incoop vuole rappresentare un  test e sarebbe bello oltreché giusto se tra 6 mesi Coop Adriatica ce ne raccontasse gli esiti . Nel frattempo fa molta comunicazione lanciando il messaggio di azienda attenta all’ambiente. Il costo di circa 4000 euro a metro quadro è difficilmente ammortizzabile in termini puramente economici, non sappiamo se il risparmio ottenibile dal basso consumo energetico è in grado di compensare l’investimento iniziale, tenendo conto del periodo di vita medio dei supermercati. Confermiamo il giudizio espresso “ex ante” su queste colonne, si tratta di un mix tra propaganda, intesa come una volontà di comunicare la vocazione dell’azienda alla sostenibilità ambientale in maniera totalizzante, quasi integralista ( distributore per ricaricare auto elettriche) e di innovazione, ovvero l’esibizione di un assortimento che ha come obbiettivo una estrema fidelizzazione del consumatore attraverso un’offerta della marca commerciale su tutte le categorie e con tutte le sue declinazioni, intento che GDONews apprezza moltissimo. La strada dell’autonomia dalle Grandi Marche prima o poi  va intrapresa, per fare ciò è necessario  non sacrificare troppo l’ampiezza e la profondità delle categorie, tale intento nel format del piccolo supermercato è più realizzabile, nei 550 mq di Conselice Coop Adriatica cerca di arrivare al raggiungimento dell’obbiettivo ed oggettivamente trova, almeno, una soluzione molto elegante. Guardate il video e capirete.</p>
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		<title>Caprotti scrive sul &#8220;Corriere della Sera&#8221; il suo pensiero sulla condanna comminata dal Tribunale di Milano. E pace sia.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Sep 2011 16:54:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[La lettera pubblicata sul Corriere della Sera pochi giorni fa, scritta di pugno direttamente dal Cav. Caprotti, è una assoluta novità. Lo è perchè in un certo modo emerge l&#8217;uomo e non il personaggio, il Patron di Esselunga sembra seppellire l&#8217;ascia di guerra nei confronti del nemico giurato Coop Italia, o forse ancor di più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/libro-180x140.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3595" title="PRESENTAZIONE DEL LIBRO DI BERNARDO CAPROTTI PRESIDENTE ESSELUNG" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/libro-180x140-150x140.jpg" alt="" width="150" height="140" /></a>La lettera pubblicata sul Corriere della Sera pochi giorni fa, scritta di pugno direttamente dal Cav. Caprotti, è una assoluta novità. Lo è perchè in un certo modo emerge l&#8217;uomo e non il personaggio, il Patron di Esselunga sembra seppellire l&#8217;ascia di guerra nei confronti del nemico giurato Coop Italia, o forse ancor di più Legacoop,perchè non è più il momento di combattere tra semplici concorrenti di un mercato che oggi è minacciato nelle fondamenta dalla crisi mondiale e dai metodi con cui il nostro governo sta rispondendo alla stessa. Nel leggerne il pensiero abbiamo avuto come la sensazione che il dualismo tra destra liberista e libertaria e sinistra protezionista  e perbenista sia un vago ricordo, in un momento dove non ha più senso combattere. Vi sono altresì passaggi della lettera aperta dove viene a galla<span id="more-3594"></span> il Caprotti padre, il Caprotti sofferente e dolorante, insomma, come già scritto, si mette da parte il personaggio paladino di una parte del Paese per dare spazio ad un uomo con le sue debolezze che è consapevole che lottare non ha più il senso che poteva avere qualche anno fa, mettendo bene in chiaro una cosa: che è stato condannato per concorrenza sleale e non diffamazione e che la pena pecuniaria comminata è di 300 mila euro e non 40 milioni di euro.</p>
<p>Buona lettura.</p>
<p>Dal &#8221; Corriere della Sera&#8221;</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/bernardo_caprotti_645.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-3601" title="bernardo_caprotti_645" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/bernardo_caprotti_645-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Caro direttore,</p>
<p>dal Corriere di domenica scorsa vedo che la vicenda diventa politica e questo non mi piace. D&#8217;altronde lo è. Coop, Legacoop, eccetera, politica lo sono per decisione e scelta di Palmiro Togliatti, nel 1947 a Reggio Emilia. Per quanto riguarda la sentenza, il tribunale di Milano è stato forse clemente: non ha ammesso la diffamazione, ci ha condannato solo per concorrenza sleale. Io sono soltanto sleale, cioè «unfair», subdolo e tendenzioso.</p>
<p>Un niente, di questi tempi! quasi un gentiluomo. E per i danni subiti da Coop per questa sleale concorrenza ha accordato 300.000 euro invece dei 40 milioni richiesti!</p>
<p>Il libro «Falce e carrello»</p>
<p>Il libro? Non si ordina neppure di bruciarlo sulle pubbliche piazze. Io, per quanto mi riguarda, vorrei però rimettere le cose nei termini appropriati. Quando mi si accusa di «attacco» &#8211; per non parlar del resto &#8211; si dice una bugia. Sono cose intime, esistenziali, ma perché non dirle? Nell&#8217;estate del 2004 sono stato gravemente ammalato e, stordito dal Contramal, un antidolorifico tremendo, caddi di notte in bagno e mi fratturai la colonna vertebrale. Inoltre quattro mesi prima mio figlio se ne era andato. Mio figlio non è mai stato scacciato, mio figlio non ha mai fatto nulla di male, semplicemente si era attorniato di una dirigenza non all&#8217;altezza. Per me il suo autonomo allontanamento è stato un grande dolore. Ricordo quell&#8217;autunno 2004, come un periodo tristissimo, di grande sofferenza e di estrema debolezza.</p>
<p>È in questo 2004 e nell&#8217;anno seguente che, nella mia defaillance, fui oggetto di una vera e propria aggressione.</p>
<p>Le dichiarazioni ai giornali di Aldo Soldi, presidente di Ancc (Coop), che voleva Esselunga, si susseguivano. L&#8217;amministratore delegato di una grande banca, tuttora in carica, venne due volte, «dica lei la cifra, la paghiamo in settimana, al resto pensiamo noi». Poi il prestigioso</p>
<p>studio legale, per conto dichiaratamente di Unipol. Sono solo due esempi. Finché l&#8217;allora presidente del Consiglio, Romano Prodi, dichiarò in televisione che occorreva mettere assieme Coop con Esselunga.</p>
<p>In quale modo, non disse.</p>
<p>Questo sì che fu l&#8217;«attacco» che ci costrinse a fare chiarezza sui giornali! Vorrei poi che qualcuno mi spiegasse come si può «tenere insieme» e condurre un&#8217;azienda in queste condizioni. È da tutto ciò che nasce, in sintesi, «Falce e Carrello»! Io avvertii Soldi, poiché la mia educazione ottocentesca a ciò mi impegnava. Ma intendevo solo raccontare alcuni episodi vissuti, documentati, oserei dire, sofferti.</p>
<p>Cioè denunciare qualche «stravaganza», chiamiamola così, di quel sistema. Però, evidentemente, ho commesso un errore e me ne scuso: infatti è stato interpretato come un «attacco» al più grande Istituto Benefico del Mondo, una Istituzione che ha un milione di dipendenti, quando la Croce Rossa Internazionale ne ha soltanto 12.500.</p>
<p>Mi sono così tirato addosso sette cause, che mi sembra possano bastare.</p>
<p>Tutto qua. Io non concepisco questa Italia di destra o di sinistra. Ho amici a sinistra, come certamente ne ho a destra. Sono stato educato nel credo della libertà e nel rispetto del prossimo.</p>
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		<title>“Falce e Carrello”: il Tribunale di Milano condanna Esselunga. Il primo round a Coop Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Sep 2011 13:42:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Breaking News]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[La storia tra Coop Italia ed Esselunga sembra non avere mai fine. Alla pubblicazione del libro “Falce e Carrello” era seguita la prevedibile denuncia presso le sedi competenti ad opera di Coop. Oggi abbiamo il primo riscontro: il Tribunale di Milano ha condannato Esselunga per concorrenza sleale nei confronti delle Coop. Lo rende noto un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3540" title="Falce e carrello" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/Falce-e-carrello.jpg" alt="" width="123" height="189" />La storia tra Coop Italia ed Esselunga sembra non avere mai fine. Alla pubblicazione del libro “Falce e Carrello” era seguita la prevedibile denuncia presso le sedi competenti ad opera di Coop. Oggi abbiamo il primo riscontro: il Tribunale di Milano ha condannato Esselunga per concorrenza sleale nei confronti delle Coop. Lo rende noto un comunicato di Coop, precisando che il tribunale ha anche condannato la catena di supermercati lombardi a un risarcimento di 300.000 euro ed al ritiro del libro dal mercato, vietandone la reiterazione della pubblicazione e la diffusione degli scritti. Ricordiamo che in &#8220;Falce e carrello&#8221; in Cav. Caprotti ha puntato il dito contro le Coop che a suo dire, tra l&#8217;altro, sarebbero state favorite da<span id="more-3535"></span> appoggi politici. &#8220;Un&#8217;aggressione violenta e lesiva che correttamente il Tribunale di Milano ha ritenuto opportuno sanzionare come illecita concorrenza e che noi di Coop non ci saremmo mai sognati di fare nei confronti di un concorrente&#8221;, ha scritto Coop nella nota, in cui commenta la sentenza. Secondo il Tribunale del capoluogo lombardo &#8211; prosegue Coop nella nota &#8211; il libro integra &#8220;un&#8217;illecita concorrenza per denigrazione ai danni di Coop Italia&#8221;. La nota precisa infine che oltre a Caprotti ed a Esselunga spa, i giudici hanno condannato anche il curatore della prefazione, il coautore e la casa editrice Marsilio. &#8220;A questa sentenza &#8211; prosegue Coop nella nota &#8211; va aggiunto il recente pronunciamento della Corte di Giustizia dell&#8217;Unione europea che riconosce la distintività delle imprese cooperative in merito alle esenzioni fiscali che non devono essere considerate come aiuti di Stato&#8221;. La sentenza del Tribunale di Milano è – ricordiamo &#8211; di primo grado, esiste la presunzione di innocenza sino al passaggio in giudicato della sentenza, ma intanto così il primo grado ha deciso. Noi spettatori ed estimatori sia di Coop che di Esselunga, leader uno di quota l’altro di performance, rimaniamo alla finestra in attesa che si ritorni a parlare di sfida sui numeri, quella che appassiona di più.</p>
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		<title>Apre il 22 Settembre a Conselice la Coop del futuro, mix tra propaganda ed innovazione</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Sep 2011 08:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Nuove Aperture]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un misto tra propaganda ed innovazione, così consideriamo, sulla carta, la nuova formula Incoop presentata sabato 10 settembre a Conselice. E’ stato dichiarato che l’eco-supermercato del futuro sarà capace di contenere del 40% i consumi energetici e di ridurre del 40% le emissioni inquinanti, di contenere drasticamente l’impatto ambientale, migliorando al tempo stesso il benessere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/312600_10150315347583256_34908968255_8041798_847736065_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3497" title="312600_10150315347583256_34908968255_8041798_847736065_n" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/312600_10150315347583256_34908968255_8041798_847736065_n-300x167.jpg" alt="" width="180" height="100" /></a>Un misto tra propaganda ed innovazione, così consideriamo, sulla carta, la nuova formula Incoop presentata sabato 10 settembre a Conselice. E’ stato dichiarato che l’eco-supermercato del futuro sarà capace di contenere del 40% i consumi energetici e di ridurre del 40% le emissioni inquinanti, di contenere drasticamente l’impatto ambientale, migliorando al tempo stesso il benessere per clienti e lavoratori e offrendo una spesa più “verde”, novità realizzate. &#8220;In questo negozio di 600 metri c&#8217;è un pezzo del nostro futuro, è stato fatto un investimento &#8211; ha aggiunto Turrini &#8211; che sarà ammortizzato in 10 anni”. Si parla di un’occasione per compiere nel nuovo punto di vendita ( che aprirà sempre a Conselice il 22 settembre) un’opera di<span id="more-3496"></span> riqualificazione urbana, di massima efficienza energetica; si spiega che nel supermercato ecologico di Incoop sono banditi gli sprechi: il calore di scarto dei frigoriferi viene recuperato e utilizzato per scaldare l’acqua sanitaria e, d’inverno, si integra con l’impianto di riscaldamento, si è accennato alla la parsimonia nell’utilizzo dell’acqua e dell’energia, ma il punto più interessante è stato colto quando si è parlato di assortimento: l’inCoop di Conselice offre infatti un assortimento particolarmente ricco di prodotti tipici e locali, biologici ed ecologici, soprattutto della linea Vivi Verde Coop, tra cui i detersivi sfusi.</p>
<p>All’uscita, chi vorrà potrà spacchettare i prodotti e lasciare in un apposito banco gli imballaggi che ritiene superflui, inoltre all’esterno del punto vendita ci si potrà rifornire di acqua di rete, anche frizzante, erogata da un apposito distributore realizzato insieme alla multiutility Hera. Dulcis in fundo: i clienti potranno raggiungere il supermercato a piedi o in bici in tutta sicurezza, grazie alla pista ciclo-pedonale che collega il punto vendita al centro del paese; chi invece sceglierà un mezzo elettrico potrà ricaricarlo dalle colonnine che forniscono energia, poste in prossimità dell’ampia pensilina fotovoltaica. Coop è Coop!!</p>
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		<title>Rapporto Coop 2011: italiani pessimisti</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Sep 2011 22:53:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[Un Paese senza fiducia dove l’accelerazione dell’inflazione, la debolezza del mercato del lavoro, la manovra depressiva per consolidare la finanza pubblica hanno fatto piazza pulita dei deboli segnali di recupero captati a inizio 2011. Il reddito a disposizione delle famiglie è tornato indietro di un decennio; circa l’80% delle famiglie italiane è convinta di vivere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-3417" title="Rapporto-Coop-2011" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/Rapporto-Coop-2011-199x300.jpg" alt="" width="139" height="210" />Un Paese senza fiducia dove l’accelerazione dell’inflazione, la debolezza del mercato del lavoro, la manovra depressiva per consolidare la finanza pubblica hanno fatto piazza pulita dei deboli segnali di recupero captati a inizio 2011.<br />
Il reddito a disposizione delle famiglie è tornato indietro di un decennio; circa l’80% delle famiglie italiane è convinta di vivere al di sotto o sul limite di uno standard appena accettabile (a fronte del 44% della Germania e del 54% della Francia) e si attinge sempre di più ai propri risparmi per finanziare il consumo corrente, benché la spesa rimanga ancora ampiamente inferiore ai livelli pre-crisi. Negli ultimi dieci anni il potere d’acquisto delle famiglie è calato del 7% ma gli effetti della manovra, in particolare il ricorso all’aumento dell’Iva, peseranno in misura ben più considerevole. Ogni punto di Iva in più pesa<span id="more-3407"></span> 7 miliardi sui minori consumi annuali.  L’aumento al 21% va a intaccare settori già fortemente penalizzati (l’abbigliamento nel primo semestre 2011 fa segnare un -8%, il bazar sfiora il -6%, il multimediale sfiora il -15%). I consumi sono il volano della ripresa economica e ogni ulteriore manovra sul versante Iva sarebbe ancora più disastrosa.  Il rischio è riportare la spesa delle famiglie a livelli ancora più bassi dei minimi toccati nel 2009.<br />
Epicentro della crisi il Mezzogiorno dove si allarga la forbice della disuguaglianza rispetto al resto d’Italia. Drammatico il quadro della condizione giovanile: nel nostro Paese solo un giovane su 2 crede ancora nel valore dell’istruzione e della formazione professionale (a fronte di una larga maggioranza in tutti i Paesi europei, in testa la Germania) e nemmeno risultano allettati dall’autoimprenditorialità (i giovani italiani interessati sono solo il 27% a fronte di una media continentale del 43% e di un dato della Spagna che supera il 54%). In compenso come extrema ratio gli italiani si affidano al gioco: alla fine del 2011 saranno oltre 73 i miliardi (quasi il 20% in più del 2010) spesi dagli italiani in giochi a premi, lotterie e slot machine (una spesa superiore a quella per l’abbigliamento e le calzature e pari a circa il 60% dei consumi alimentari).<br />
Per trovare la quadra le famiglie italiane sacrificano i consumi no-food (auto, arredo casa, multimedia, elettrodomestici e abbigliamento), ma tagliano anche gli alimentari e modificano il carrello della spesa dove tornano a crescere  i prodotti di base (olio d’oliva, latte uht, tonno in scatola). Crescono il carrello etnico e il pronto (a elevato livello di servizio), ma perdono forza i carrelli salute e lusso.<br />
Meno formiche sui risparmi ma anche meno cicale sui consumi, gli italiani dunque si dimostrano sempre più sobri (più consumi in ambito domestico), più abili (cercano promozioni, prediligono il supermercato ma fiutano nuovi formati di spesa come i discount e gli specialisti drug), più nomadi (il 35% vaga da un punto vendita all’altro) e soprattutto sempre più pessimisti (il 42% dichiara peggiorate le proprie prospettive di lavoro, un anno fa era il 23%). Unica nota positiva la rinnovata attenzione agli sprechi: si rivolgono a confezioni più piccole, riempiono meno il frigo di cibi freschi (meno carne, pesce, ortofrutta) acquistano di meno acqua minerale e detersivi, più sacchetti per la spazzatura e meno stoviglie di plastica  (-10%).<br />
COOP: “Ciò che non si fa è puntare a misure economiche che stimolino la crescita, l’unica via per alleviare un percorso inevitabile di recessione. Il rigore nei conti pubblici è d’obbligo ma non deve generare una depressione ulteriore sui consumi e sulla vita delle famiglie come già sta succedendo. Solo i settori liberalizzati  sono alleati dei consumatori finali. E’ da qui che bisogna ripartire. Quello che occorrerebbe è un approccio non solo rivendicativo, ma anche propositivo del mondo delle imprese: per questo Coop si rivolge al mondo dell’industria e dell’agricoltura. Solo se lavoriamo su progetti comuni e di sistema possiamo affrontare la gravità della situazione a sostegno dei cittadini e consumatori”.</p>
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		<title>GDONews intervista Antonio Lanari, Ad Sviluppo Discount Spa: ecco la nuova DICO!</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 23:04:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dico]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 2011 per Sviluppo Discount ( insegna Dico) ha significato un cambio epocale. La nomina di Mario Zucchelli, storico Presidente di Coop Estense, e recente voce Coop nella &#8220;querelle&#8221; interminabile con Esselunga, a Presidente della Sviluppo Discount Spa ha significato il cambio definitivo dell’atteggiamento del mondo Coop verso il Discount. Gli intenti sembrano delineare la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2591" title="dico_discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/01/dico_discount.jpg" alt="" width="200" height="111" />Il 2011 per Sviluppo Discount ( insegna Dico) ha significato un cambio epocale. La nomina di Mario Zucchelli, storico Presidente di Coop Estense, e recente voce Coop nella &#8220;querelle&#8221; interminabile con Esselunga, a Presidente della Sviluppo Discount Spa ha significato il cambio definitivo dell’atteggiamento del mondo Coop verso il Discount. Gli intenti sembrano delineare la fermissima volontà dei vertici Coop ( con il Presidente Tassinari in primis) a puntare su questo format. Da qui la decisione di rinnovare completamente il management del Gruppo prendendo dei professionisti del format. L’Amministratore delegato Antonio Lanari, entrato alla fine dello scorso anno nella compagine del Gruppo, in pochi mesi ha già dato il suo segno, organizzazione e format stanno vivendo profondi cambiamenti. Il risultato è un risultato di fatturato di +6% sull’anno precedente a rete costante. GDONews ha incontrato proprio Antonio Lanari ( Ad del Gruppo DICO) e con lui ha sviscerato i futuri progetti del Gruppo ed analizzato il mondo del Discount nella sua generalità</p>
<p>D: La nuova organizzazione quale principale elemento di differenziazione ha portato all’offerta Dico rispetto al suo recente passato?</p>
<p>R: Ha portato in primo luogo una proposta commerciale completamente differente, fatto di <span id="more-3347"></span>nuove sequenze merceologiche, con una apertura di scala delle categorie che si allinea a quella della miglior concorrenza. Abbiamo in mente di <strong>sviluppare Brand di fantasia</strong> da contrapporre al concorrente diretto in termini di posizionamento, questi saranno <strong>affiancati ad una serie di prodotti, che di fatto saranno quelli Coop, ovvero di qualità medio alta in termini intrinseci, ma con un posizionamento inferiore al 15%</strong> rispetto alla marca Madre. Verranno inseriti in assortimento anche una serie di prodotti locali a seconda del field approcciato, e verrà ovviamente mantenuta la marca DICO come main claim. Infine <strong>per chiudere la scala si sta pensando alla creazione di una marca premium su alcune determinate merceologie</strong>.</p>
<div id="attachment_3360" class="wp-caption alignleft" style="width: 106px"><img class="size-full wp-image-3360" title="Antonio Lanari" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/Antonio-Lanari.jpg" alt="" width="96" height="150" /><p class="wp-caption-text">Antonio Lanari</p></div>
<p>D: In definitiva in vostro marchio d’insegna DICO, quale nuova funzione avrà nella scala delle categorie?</p>
<p>R: Identifica l’insegna di qualità medio alta.</p>
<p>D: Dico è sempre stato considerato il “brutto anatroccolo” di Coop in passato. Il suo arrivo, unitamente a quello dei manager provenienti da esperienze diverse da Coop, sono un segnale di cambiamento nella mentalità Coop: adesso crede al progetto Discount?</p>
<p>R: Si. Coop ha fatto una scelta anomala, quella di prendere un Ad estraneo al mondo cooperativo con l’obbiettivo di portare novità anche su questo format.</p>
<p>D: L’interesse di Coop potrebbe arrivare ad accomunare il marchio Coop a quello DICO?</p>
<p>R: E’ possibile. Se i risultati che ci siamo prefissati arriveranno, Coop potrebbe decidere di coprire alcuni mercati anche attraverso il format discount laddove trova più difficoltà con il format supermercati.</p>
<p>D: Dico diventerà una nuova Eurospin?</p>
<p>R: No, Dico diventerà Dico, con caratteristiche assolutamente originali e lineari sul mercato. Sarebbe un errore copiare Eurospin; <strong>di quel modello vogliamo però “copiare”,ma sarebbe meglio dire, carpire le sue efficienze </strong>per svilupparle a seconda delle esigenze di Dico.</p>
<p>D:Chi è secondo Lei il Retailer più efficiente in Europa nel mondo Discount?</p>
<p>R: Aldi può essere considerato un riferimento per il format in questione: opera scelte oculate, svolge profondi studi sulle categorie e sui capitolati dei prodotti,anche se in Italia non è mai arrivato perché è ben cosciente che farebbe “buca”.</p>
<p>D: Quanto è importante la comunicazione del volantino nel format discount?</p>
<p>R: Oggi è ancora importante, ma è obbligatorio andare alla ricerca di nuove e più efficaci alternative a questo strumento;<strong> il primo che la troverà sarà in vantaggio, in termini di comunicazione, rispetto alla concorrenza per i prossimi dieci anni</strong>.</p>
<p>D: Il Discount in Italia non riesce ad erodere quote agli altri format. La barriera del 10-11% sembra invalicabile. Quale ricetta esiste per migliorare questo limite?</p>
<p>R: L’obbiettivo del Discounter, e quindi anche di Dico, è migliorare sempre e costantemente attraverso una serie di metodi comunicativi. Noi sappiamo che all’interno dei nuclei familiari dei nostri consumatori entrano i nostri prodotti, per cui è necessario lavorare sulla qualità degli stessi e sulla loro offerta a scaffale. C’è bisogno di tempo perché la qualità del lavoro svolto produca i suoi effetti sia attraverso la fidelizzazione degli attuali consumatori, che attraverso lo strumento di marketing più potente del mondo: il passaparola. Per arrivare a ciò <strong>dobbiamo anche investire molto sulla formazione degli addetti ai Punti di Vendita</strong>. Sotto il profilo assortimentale bisogna accettare la convivenza di qualche grande marca, di fatto ci sono categorie come gli alimenti per bambini e la nutella che sono oggettivamente insostituibili. E’altresì necessario comprendere più in profondità le etnie, un discounter non può prescindere dalle loro esigenze e alla loro soddisfazione: sulla piazza di Roma stiamo sperimentando qualcosa in questa direzione ed i risultati sono estremamente positivi. Che si voglia o no ci dobbiamo rendere conto che siamo nel pieno di una civiltà globalizzata, non a caso il nostro competitor Lidl già da tempo offre un assortimento “ multirazziale”.</p>
<p>D: Il Discount si può considerare Store di Prossimità?</p>
<p>R: No, è trasversale, può essere una alternativa sia ai supermercati che agli Ipermercati. Sarei ben felice di avere l’opportunità di aprire una struttura nel parcheggio di un Ipermercato, sarebbe una bella sinergia, stiamo vedendo anche di cogliere opportunità come questa se ci capiteranno.</p>
<p>D: Quanto è importante la categoria dei freschi in un Discount data la mancanza ( prevalente)del banco taglio?</p>
<p>R:<strong> I freschi sono importantissimi ma devono essere fatti bene, comunicati bene</strong>. Sono prodotti ad alta fidelizzazione, molto più che qualsiasi altra categoria, e chi vuole essere protagonista nel mercato del Discount deve tenere ben presente questo concetto.</p>
<p>D: Il non food è importante nell’offerta del Discounter, e nella Vostra offerta?</p>
<p>R: Noi la consideriamo come categoria di attrazione, e la impostiamo secondo questa linea.</p>
<p>D: Fate importazione diretta dall’estremo oriente?</p>
<p>R: La faremo. Non subito ma la faremo.</p>
<p>D: Come sarà la Dico tra tre anni, dopo quando si vedranno i risultati del lavoro svolto da lei e dalla sua equipe?</p>
<p>R: Sarà uno store con una buona offerta sui freschi, con un binomio qualità/prezzo il più preciso e profondo possibile, con prezzi estremamente concorrenziali, con una buona proposta sul grocery. Sarà uno Store dove dovranno dominare i seguenti dogmi: pulizia – ordine – accoglienza – competenza. Il cliente deve recepire la qualità in tutti i suoi aspetti. In una frase si può dire: la qualità erogata deve essere pari alla qualità percepita.</p>
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		<title>Convention Sigma: alleanza con Coop Italia sempre più forte</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2011/07/convention-sigma-alleanza-con-coop-italia-sempre-piu-forte.html</link>
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		<pubDate>Sun, 17 Jul 2011 22:20:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuta la scorsa settimana in Sardegna la convention nazionale del Gruppo Sigma dove sono stati presentati i progetti del gruppo ai soci ed alla stampa. Contrariamente a quello che ci si aspetta da un evento di questo tipo, le attività sono state gestite come un vero e proprio workshop, e non come una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1114" title="sigma" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/07/sigma.png" alt="" width="175" height="64" />Si è tenuta la scorsa settimana in Sardegna la convention nazionale del Gruppo Sigma dove sono stati presentati i progetti del gruppo ai soci ed alla stampa. Contrariamente a quello che ci si aspetta da un evento di questo tipo, le attività sono state gestite come un vero e proprio workshop, e non come una classica carrellata di dati e cifre.<br />
Il dibattito è stato movimentato da un tagliente Vincenzo Tassinari (Presidente Coop Italia) che ha dipinto un quadro molto realistico della situazione economica italiana e del ruolo della GDO.<br />
Secondo Tassinari, infatti, è ormai chiaro che un mito è caduto: quello che il mercato alimentare sia neutro, o quasi, rispetto alle condizioni economiche (&#8220;la gente deve sempre mangiare…&#8221;). Sta di fatto che la GDO perde a rete omogenea proprio a causa del calo dei consumi, e perde a rete corrente perché <span id="more-3234"></span>gli imprenditori stentano ad investire in un quadro cosi instabile. Tra il 2003-2010 infatti – dice Tassinati – i prezzi della GDO sono aumentati del 5%, contro un 15% dell’inflazione calcolata dall’Istat ed un aumento dei prezzi ei servizi che è arrivato al 29%. Questi dati si possono interpretare solo in un modo, secondo Tassinari: da un lato c’è chi ha approfittato del cambio lira-euro ed ha continuato ad aumentare i prezzi, dall’altro è evidente il contributo che la GDO ha dato un questi anni alla sostenibilità della crisi.<br />
Ma quali sono, secondo Tassinari le contromisure da prendere? Il governo dovrebbe da un lato sviluppare una politica di sostegno alle famiglie (es. il <a href="http://ssa.gov/pubs/10101.html" target="_blank">progetto Food Stamp</a> negli USA) per far aumentare i consumi e dall’altro liberalizzare per aumentare i potere d’acquisto dei cittadini.<br />
Per il futuro occorrerà –prosegue Tassinari &#8211; mettere al centro dell’attenzione il consumatore. Avremo a che fare con un consumatore più povero, più vecchio, più straniero e più etico: la parola d’ordine dovrà essere “SOBRIETA’”, in un momento di crisi i valori della cooperazione sono attuali e quelli giusti da valorizzare.<br />
Occorre ricalibrare l’offerta e puntare sulla marca commerciale che personalizza e distingue l’insegna: in futuro il consumatore sceglierà prima l’insegna poi il prodotto.<br />
Si dovrà puntare sempre di più sull’efficienza, a livello di sistema paese e a livello di imprese distributive: anche l’industria di marca dovrà collaborare al miglioramento dell’efficienza.<br />
Grande spazio ha avuto il tema della prossimità con l’intervento del Prof. Sandro Castaldo docente di Economia e Gestione delle Imprese all’Università Bocconi, che ha tenuto una vera e propria lezione sulle prospettive di innovazione della distribuzione.<br />
Altri interventi del management Sigma, dal Presidente Antonello Basciu, al Direttore Generale Davide Rossi, al Direttore Commerciale Davide Cozzarolo, hanno messo in evidenza le strategie del Gruppo: si è parlato dell’allargamento della base sociale concretizzato con l’ingresso di nuovi gruppi (Multicedi sicuramente e poi forse qualcuno in Puglia), al progetto di ridefinizione dei format e conseguentemente degli assortimenti, dell’evoluzione della marca commerciale nelle sue vari declinazioni Sigma, Scelto (premium price), Con&amp;Senza (prodotti wellness e salutistici), Risparmio (con un forte contenuto di convenienza) ed infine della nuova campagna pubblicitaria televisiva nazionale collegata al concorso “vinci vinci!”.<br />
Particolarmente interessante sono stati i dettagli del contratto che lega Sigma a Coop. Il recente avvio da parte dell’Antitrust di un’indagine sulle supercentrali d’acquisto italiane ha certamente creato qualche preoccupazione in seno ai soci di Centrale Italiana, la prima supercentrale nazionale, tanto più in un periodo caratterizzato dall’instabilità di molte centrali, ma la sicurezza di Tassinari in merito è stata assoluta (ben vengano le indagini!) . E’ emerso che Sigma ha contrattualizzato la sua partecipazione a Centrale Italiana non in maniera diretta ma tramite Coop Italia, garantendosi cosi stabilità futura anche in caso di problemi della Centrale stessa. Scelta che sottolinea la lungimiranza del gruppo dirigente e che contribuisce a dare ai soci, grandi e piccoli, certezze sul futuro e serenità negli investimenti.</p>
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		<title>Dati Coop 2010:cresce grazie alle nuove aperture, ma è crisi del canale Ipercoop. Ottima performance Private Label</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jun 2011 22:04:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-668" title="coop" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/coop-300x195.jpg" alt="" width="210" height="137" />Qualche giorno fa si è tenuta l&#8217;Assemblea di Coop Italia a Torino inserita quest&#8217;anno nell&#8217;evento &#8221;La Coop ha i secoli contati dal 1854 al 2011 e oltre&#8221; con la partecipazione dell’economista francese Jean Paul Fitoussi, del neo vice sindaco di Milano Tito Boeri e Giuliano Poletti Presidente della Legacoop. In questa occasione sono stati presentati i numeri di Coop dell’anno 2010 che hanno messo in evidenza una serie di concetti: prima di tutto il gruppo di Casalecchio di Reno si conferma primo gruppo della grande distribuzione italiana aumentando la propria quota di mercato arrivando al 18,3% (+0,2% rispetto al 2009) con 12,9 i miliardi di fatturato (+1,1%) ma anche con un margine operativo netto delle grandi cooperative di un critico 0,7%. Nel corso del 2010 i punti vendita di Coop sono diventati 1444 (37 nuove aperture) e si conferma l&#8217;aumento<span id="more-3068"></span> della base sociale (oltre 7 milioni e 400.000 i soci, + 3% rispetto al 2009). &#8221;Sono risultati tutt&#8217;altro che scontati &#8211; sostiene Tassinari &#8211; che si collocano in un contesto di grande difficoltà per le famiglie e per le imprese. Per la prima volta si registra uno stop nel processo di sviluppo e investimento della distribuzione moderna nel nostro Paese&#8221;. I dati del prodotto a marchio raggiungono i 2,7 miliardi euro di fatturato, con una quota complessiva che supera il 25% sul totale alimentari &#8211; una quota più europea che italiana (dove le private label sono al 15%). Buoni sono stati i risultati di Coop Voce, la telefonia mobile di Coop, che ha raggiunto 640.000 attivazioni nel 2010. Sempre nel corso del 2010 e&#8217; cresciuta la diffusione di Coop Salute, con 102 corner, 80 milioni di euro di fatturato e un risparmio per il consumatori di circa il 27%, rispetto ai prezzi medi praticati in farmacia. &#8221;Questi dati testimoniamo il valore di un processo di liberalizzazione che in Italia e&#8217; stato appena avviato &#8211; continua Tassinari -. In particolare in relazione alla questione della liberalizzazione dei farmaci che viene spacciata come un favore alle Coop, voglio solo ricordare che, oltre ai nostri corner e ai 300 nuovi posti di lavoro da noi creati per altrettanti farmacisti, dal 2006 ad oggi sono state aperte oltre 3500 nuove parafarmacie generando oltre 7400 nuovi posti di lavoro&#8221;. Tutto fa pensare che il 2011 sara&#8217; come il 2010 un anno difficile. Le vendite della distribuzione moderna segnalano un + 1% a rete corrente e un &#8211; 1,2% a rete omogenea. &#8221;La contrazione delle vendite persiste &#8211; sostiene ancora Tassinari -, si avverte di piu&#8217; sul canale ipermercati e, in particolare, per il peso particolare dei non alimentari che soffrono ancora di piu&#8217; della crisi dei consumi (-6,7% a rete omogenea nella distribuzione moderna i primi 5 mesi dell&#8217;anno). Sarebbe opportuno che il Governo mettesse in campo misure per la ripresa e per il rilancio dei consumi, cosi&#8217; come altri Paesi pur in difficolta&#8217; hanno fatto: gli Stati Uniti, la Germania, la Francia. Non andrebbero certo in questa direzione ipotesi di aumento dell&#8217;Iva sui prodotti alimentari e di largo consumo. Se si facesse cosi&#8217; si otterrebbe al contrario un ulteriore effetto depressivo soprattutto nei confronti delle famiglie meno abbienti con una spinta inflattiva pericolosa. Impatto che, sulla spesa delle famiglie, viene valutato fra i 6 e gli 11 miliardi di euro&#8221;.</p>
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