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	<title>GDO News &#187; Carburanti</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Liberalizzazioni: abbiamo scherzato.. (almeno in parte)</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 23:23:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
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		<category><![CDATA[Farmaci]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni volta che in Italia si parla di liberalizzazioni a parole sono tutti d’accordo, a patto che riguardino gli altri. E come regolarmente successo negli ultimi anni, dopo un tentativo del Governo di liberalizzare con decisione alcuni settori dell’economia, le buone intenzioni si stanno trasformando in piccoli aggiustamenti dello status quo. Andiamo con ordine. LIBERALIZZAZIONE [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1227" title="parafarmacia" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/09/parafarmacia.jpg" alt="" width="150" height="225" />Ogni volta che in Italia si parla di liberalizzazioni a parole sono tutti d’accordo, a patto che riguardino gli altri. E come regolarmente successo negli ultimi anni, dopo un tentativo del Governo di liberalizzare con decisione alcuni settori dell’economia, le buone intenzioni si stanno trasformando in piccoli aggiustamenti dello status quo. Andiamo con ordine.</p>
<p>LIBERALIZZAZIONE DELLA VENDITA DEI FARMACI DI FASCIA C<br />
La norma era presente tout court nel primo testo del decreto legge, ma poi era magicamente intervenuto il limite di popolazione: la vendita è liberalizzata, ma solo nei comuni con più di 15mila abitanti. Veniva quindi tagliata fuori la gran parte dei comuni senza un motivo preciso. Successivamente il testo sottoposto al Presidente della Repubblica recava una clausoletta in più, non banale e non casuale: la liberalizzazione è possibile solo nei comuni sopra ai 15mila abitanti che siano “in possesso dei requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi fissati con decreto del Ministro della salute, previa intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regione e le Province autonome di Trento e di Bolzano, adottato entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto”. Classica frase in politichese stretto che lascia il cittadino comune a bocca aperta: quali sono questi fantomatici requisiti “strutturali, tecnologici ed organizzativi”? Non è dato saperlo, né comprenderlo minimamente.</p>
<p>LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI DI APERTURA DEGLI ESERCIZI COMMERCIALI E DELLE NUOVE APERTURE<br />
Questo discorso è più complesso, perché coinvolge le autonomie locali. E’ infatti di competenza regionale la materia degli orari di apertura, e sono coinvolte anche le amministrazioni provinciali e comunali. Sono nati subito dubbi sulle effettive competenze anche se una imposizione legislativa nazionale dovrebbe essere recepita dalle varie amministrazioni.<br />
Ovviamente è nato subito un fitto dibattito su quale ente debba realmente legiferare sull’argomento, farcito dei soliti aggettivi “selvaggio”, “massacro”, “sfruttamento”, senza che si entrasse effettivamente nel merito dei benefici per i consumatori ed i lavoratori.<br />
Sappiamo tutti che queste misure portano con se anche aspetti negativi, e su questo i nostri lettori sapranno sicuramente, meglio di noi, farne un elenco dettagliato, come nel precedente articolo sulla manovra. Noi ci limitiamo ad esporre quelli che ci sembrano gli aspetti positivi: nuovi posti di lavoro certi, possibilità per il consumatore di fare più acquisti anche in orari diversi (non accettiamo l’argomentazione che “tanto spenderebbero gli stessi soldi in orari diversi”, non è supportata da nessun dato e, anzi, smentita da quello che succede in altri paesi anche europei), maggiore concorrenza e migliori prezzi.<br />
Per quanto riguarda la totale libertà di apertura di nuove strutture la situazione è ancora più complicata perché coinvolge, oltre alle amministrazioni locali, anche tutte le relazioni politiche e di interesse che sono tipiche dei settori economicamente rilevanti: le pressioni contrarie saranno fortissime.</p>
<p>Vedremo questa settimana quali cambiamenti subiranno questi tentativi liberalizzatori del Governo.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Liberizzazioni e carburanti Conad: strozzati i benzinai low cost dai costi della materia prima</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 22:18:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Castellani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
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		<description><![CDATA[La miscela per il diesel è schizzata a 1,570 euro al litro, nei normali distributori di benzina, raggiungendo un nuovo record storico. Sebbene Eni e a ruota Tamoil e tutti i distributori del cartello monopolistico abbiano messo mano ai listini ribassando il prezzo della benzina, non hanno potuto evitare l’aumento del diesel. Non ne sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/Distributore1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4440" title="Distributore1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/Distributore1.jpg" alt="" width="247" height="131" /></a>La miscela per il diesel è schizzata a 1,570 euro al litro, nei normali distributori di benzina, raggiungendo un nuovo record storico. Sebbene Eni e a ruota Tamoil e tutti i distributori del cartello monopolistico abbiano messo mano ai listini ribassando il prezzo della benzina, non hanno potuto evitare l’aumento del diesel. Non ne sono esenti i distributori indipendenti low-cost, dove il risultato è un bizzarro bilanciamento: i due prezzi ( diesel e verde) si equivalgono. Un livellamento che durante questo inverno vedremo realizzarsi in tutta Europa. A spiegarlo è Luca Panzavolta, amministratore delegato di Conad, uno dei distributori indipendenti low-cost sul mercato. “Il gasolio – spiega – è aumentato alla fonte.<br />
C’è una carenza del carburante che ne fa lievitare il prezzo per tutti”, distributori del cartello come per svincolati dal circuito. Da oggi nelle 11 pompe targate Conad, il prezzo del gasolio ammonta a 1,436 euro al litro, mentre la benzina a 1,494 euro. Una differenza minima, causata dal prezzo inferiore della verde indipendente. Le low cost svelano ancora una volta gli aspetti gravosi del mercato petrolifero. Spiega Conad: “Noi subiamo prima l’impatto, semplicemente perché i nostri volumi di erogato sono 8-10 volte superiori ai distributori normali. Ci riforniamo più in fretta, ma fra qualche giorno la stessa sorte toccherà anche agli altri distributori”. Gasolio e benzina costeranno uguale. “Il livellamento anticiperà quello che accadrà in Europa”. A cosa dobbiamo l’aumentato del gasolio? “Ah, questo dovreste chiederlo ai petrolieri”, esclama Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori che ironizza: “io posso fare solo illazioni – ma spiega – mentre la benzina è in fase calante, il consumo di gasolio è quasi obbligatorio perché alimenta dalle aziende al trasporto merci. Bisogna tener presente che il gasolio viene erogato in quantità quasi doppia rispetto alla benzina. Un dato: per l’aumento di un centesimo sulla benzina, gli italiani ogni mese spendono 12miliardi in più. Per un aumento equivalente del prezzo del diesel, invece, la spesa mensile raggiungerebbe i 25 miliardi”. Le ricadute sono di due tipi. Non solo l’evidente aggravio per le tasche degli automobilisti (la cui spesa il governo dimissionario ha cercato di stimolare, inserendo nella legge di stabilità la scomparsa delle commissioni per pagamenti con bancomat o carta di credito per l’acquisto di carburanti per importi inferiori ai 100 euro, e la defiscalizzazione per realizzare nuove autostrade), ma soprattutto sul prezzo dei beni di consumo: “è utilizzando il gasolio che vengono traportate le merci per eccellenza, cioè i beni di largo consumo. Si capisce che, ricadendo sul prezzo finale dei prodotti (incidendo dal 2-3 per cento l’anno), il cui consumo ha già visto un forte calo, una della principali conseguenze dell’aumento del prezzo del gasolio sarà la crescita del tasso d’inflazione”. Da Coldiretti arriva un paragone che rende l’idea: “il prezzo di un litro di gasolio che serve per alimentare i mezzi di trasporto commerciale è ora più caro di quello di un chilo di pasta in vendita sugli scaffali”. ”In realtà – sostiene l’associazione dei consumatori – in un Paese come l’Italia dove l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma l’aumento dei carburanti pesa notevolmente sui costi della logistica e sul prezzo finale di vendita dei prodotti alimentari, sui quali si teme un effetto valanga. Si stima infatti – conclude la Coldiretti – che un pasto medio percorra almeno duemila chilometri prima di giungere sulle tavole”. E Conad conferma: “come operatori che oltre a fornire carburante, erogano tutti i servizi, dal trasporto alla vendita stessa dei prodotti, alla fine arriviamo a dover far pagare comunque di più i consumatori. Con il potere d’acquisto che diminuisce, e i trasporto merci che aumenti, non può che avere ricadute inflattive”. Al caro liquido vanno aggiunte due fedeli compagne di viaggio: l’Iva al 21% e l’accisa introdotta il 28 ottobre dall’ex ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, per rispondere all’emergenza delle alluvioni in Liguria e Toscana. Questa ulteriore tassa partita il primo novembre – ma è bene ricordarlo: sul prezzo della benzina gravano ancora tasse straordinarie avviate nel 1935, e via discorrendo per la catena di emergenze italiane, ha visto aggiungersi e mai eliminare le tasse straordinarie – ha fatto lievitare il carburante (benzina come gasolio) a 0,89 centesimi al litro. “Ricordiamo – specifica l’amministrazione di Conad – che le accise hanno pesato sul prezzo dei carburanti per un valore di 3160 miliardi di euro l’anno. Aggiungendo 7 centesimi di euro per litro, e se calcoliamo che ogni anno vengono erogati 45 miliardi di litri di carburante, è facile fare il conto. È più di una manovra finanziaria, eppure è passato sotto silenzio come acqua fresca”. A questo, per concludere, l’ultimo maxi-emendamento del governo Berlusconi ha aggiunto anche un aumento di 1 millesimo al litro per la verde e per il gasolio che partirà dal prossimo anno, nonché un ulteriore mezzo millesimo dal 2013 per rendere strutturale il bonus fiscale garantito ai gestori dei distributori. Spiccioli, si dirà. Che messi tutti insieme danno però il prezzo di una legge finanziaria.</p>
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		<title>Eni scomoda il Presidente della Repubblica per impedire a Conad di aprire un distributore</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Jul 2011 23:02:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ENI, il più grande gruppo petrolifero italiano, ha presentato un ricorso urgente al Presidente della Repubblica, chiedendo l&#8217;annullamento della delibera che consente l&#8217;apertura di un nuovo impianto di distribuzione Conad a Cesena. Ufficialmente la motivazione è nel &#8220;gravissimo pregiudizio nell&#8217;operatività concorrenziale degli impianti di distribuzione di carburante in Cesena&#8230;&#8221;, ma forse la realtà è quella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-3354" title="eni" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/07/eni.jpg" alt="" width="250" height="140" />L&#8217;ENI, il più grande gruppo petrolifero italiano, ha presentato un ricorso urgente al Presidente della Repubblica, chiedendo l&#8217;annullamento della delibera che consente l&#8217;apertura di un nuovo impianto di distribuzione Conad a Cesena.<br />
Ufficialmente la motivazione è nel &#8220;gravissimo pregiudizio nell&#8217;operatività concorrenziale degli impianti di distribuzione di carburante in Cesena&#8230;&#8221;, ma forse la realtà è quella raccontata dai numeri. Gli impianti Conad hanno prezzi più bassi in media di 10 cent/l, e in un anno movimentano 10,5 milioni di litri di carburante, contro gli 1,6 della media degli altri impianti. Così, un gruppo con 4542 distributori ha presentato un ricorso contro un altro che di pompe a oggi ne ha 11.<br />
&#8220;I &#8216;soli&#8217; 11 distributori di carburanti aperti da Conad dal 2005 al 2011 sono<span id="more-3340"></span> il prodotto delle infinite difficoltà burocratiche da superare -si legge in un comunicato di Conad-, delle decine di domande per l&#8217;apertura di nuovi impianti che rimangono ancora inevase sui tavoli di tante Regioni, dal nord al sud dell&#8217;Italia.<br />
Al momento i distributori Conad aperti sono i seguenti: Gallicano (Lucca), Trentola Ducenta (Caserta), Carbonia (Carbonia Iglesias), Baggiovara (Modena), Pagani (Salerno), Faenza (Ravenna), Arma di Taggia (Imperia), Bibbiano (Reggio Emilia), Savigliano (Cuneo), Porto Torres (Sassari) e Bracciano (Roma), ma entro la fine del 2011 sono previsti nuovi impianti in Piemonte, Sardegna, Lazio, Toscana, Emilia-Romagna e Umbria. Le domande in giacenza, per le quali si attende una risposta o il rilascio delle autorizzazioni, sono al momento 48.<br />
Certo ENI ha tutto il diritto di difendere la propria posizione sul mercato, ma sarebbe auspicabile che i metodi fossero quelli di un mercato libero e non quelli delle solite pressioni politiche all&#8217;italiana che in questo caso, vista la sproporzione delle forze in capo, rischiano di scivolare nel ridicolo&#8230;</p>
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		<title>Botta e risposta sul prezzo dei carburanti tra Conad e Unione Petrolifera. Ma dove sta la verità?</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Apr 2011 22:24:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
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		<description><![CDATA[In questi giorni si è assistito ad un botta e risposta tra il Direttore Generale di Conad Pugliese e l’Unione petrolifera, seguito poi da un intervento di Camillo De Bernardinis (AD Conad) su Radio24 che ha cercato di calmare le acque. Ma andiamo con ordine. A margine di un congresso Pugliese ha affermato che “al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2811" title="benzina" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/04/benzina.jpg" alt="" width="157" height="157" />In questi giorni si è assistito ad un botta e risposta tra il Direttore Generale di Conad Pugliese e l’Unione petrolifera, seguito poi da un intervento di Camillo De Bernardinis (AD Conad) su Radio24 che ha cercato di calmare le acque.<br />
Ma andiamo con ordine. A margine di un congresso Pugliese ha affermato che “al di là delle chiacchiere le compagnie petrolifere ci fanno un sacco di utili su questa benzina visto che io come Conad pur comprando carburante da terzi riesco a coprire le spese e ci guadagno pure”. Un’affermazione dura, seguita da una constatazione: “Non so dire se le sette sorelle sono nemiche della grande distribuzione organizzata – insiste Pugliese – so solo che se abbiamo tante difficoltà ad aprire le nostre pompe, un motivo ci sarà”. Ovviamente la replica dell’Unione Petrolifera è stata immediata: “Non si capisce bene a quali utili si riferisca il direttore generale della Conad, considerando che il settore nazionale della distribuzione e raffinazione nel 2010 ha riportato perdite stimate in 600-700 milioni di euro mentre nel 2009 le stesse avevano superato il miliardo di euro”.Insomma: Conad margina pochissimo e guadagna, le compagnie più conosciute<span id="more-2809"></span>, nonostante lo spread tra i prezzi di petrolio e benzina oggi molto ampio, ci rimettono centinaia di milioni di euro. E’ credibile?<br />
Nella polemica si è inserito l’intervento di Camillo De Bernardinis (AD Conad) su Radio24, che ha cercato di focalizzare il problema sulla polverizzazione della rete distributiva, sulla lunghezza della filiera (i classici argomenti usati dal Dott. De Vita della UP per giustificare gli aumenti e la “<a href="http://www.prezzibenzina.it/doppia-velocita/" target="_blank">doppia velocita</a>” ) e sui legami contrattuali dei benzinai, abbassando un poco i toni.</p>
<p>A nostro modestissimo parere però qualcosa non è chiaro.<br />
De Bernardinis afferma che Conad riversa tutto il margine (10 centesimi di media) sul consumatore tenendosene una piccola quota per il socio che gestisce il supermercato ed il distributore annesso (2-3 centesimi in media) e che il guadagno deriva fondamentalmente dal volume di carburante erogato (10.000.000 di litri/anno dei distributori Conad contro 1.600.000 litri della media dei distributori nazionali).<br />
Afferma inoltre che Conad acquista il carburante sul mercato dai vari depositi che però, in molti casi, sono gli stessi che forniscono i distributori delle varie compagnie.<br />
Tutto questo confermerebbe la tesi secondo cui i volumi sono la chiave per abbassare il prezzo alla pompa.<br />
Ma un fatto contraddice questa tesi: negli ultimi anni sono fiorite ovunque le cosiddette pompe bianche, ovvero singoli distributori senza brand, che hanno prezzi vicini a quelli di Conad, pur non sviluppando i medesimi volumi. E questo come si spiega?</p>
<p>Abbiamo fatto una piccola indagine vicino a Modena, dove si trova un distributore Conad (a Baggiovara) andando a vedere nelle vicinanze come si comportano gli altri distributori. E abbiamo trovato conferme a questo nostro dubbio.<br />
Ieri, domenica 17 aprile, i prezzi di benzina e gasolio al distributore Conad di Baggiovara erano rispettivamente di 1.458 €/l e 1.348 €/l. A meno di un chilometro troviamo una pompa bianca (marca Oil Discount) con prezzi identici. Ad altri 500 metri un distributore Q8 con 1.469 €/l per la benzina e 1.389 €/l per il gasolio, ben al di sotto della media della compagnia (rispettivamente 1.559 €/l e 1.459 €/l, <a href="http://www.prezzibenzina.it" target="_blank">fonte</a>)</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-2836 aligncenter" title="d-conad" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/04/d-conad.jpg" alt="" width="125" height="166" /><img class="size-full wp-image-2837 aligncenter" title="d-discount" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/04/d-discount.jpg" alt="" width="300" height="166" /><img class="size-full wp-image-2835 aligncenter" title="d-q8" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/04/d-q8.jpg" alt="" width="194" height="166" /></p>
<p>Concludendo i dubbi sulla questione restano e sono belli grossi. Una cosa è certa: l’iniziativa di Conad e degli altri gruppi della GDO stanno favorendo non solo un forte abbassamento dei prezzi nelle zone dove sono presenti, ma un sempre più frequente abbandono da parte dei titolari dei distributori delle grandi compagnie petrolifere.</p>
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		<title>Il benzinaio meno caro d’Italia? L’Iper di Castelfranco Veneto!</title>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 22:07:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carburanti]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Finiper]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci siamo occupati diverse volte del fenomeno dei distributori di carburante gestiti direttamente dai gruppi GDO e di come, in molti casi, si siano rivelati dei fenomeni in grado di bloccare la circolazione nell’area dei centri commerciali. Vi ricorderete il caso del distributore Conad di Baggiovara (Modena) che nelle prime settimane aveva creato un tale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1858" title="iper-castelfranco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/05/iper-castelfranco.jpg" alt="" width="250" height="166" />Ci siamo occupati diverse volte del fenomeno dei distributori di carburante gestiti direttamente dai gruppi GDO e di come, in molti casi, si siano rivelati dei fenomeni in grado di bloccare la circolazione nell’area dei centri commerciali. Vi ricorderete il caso del <a href="http://www.gdonews.it/2008/06/nordiconad-il-distributore-di-benzina-conad-sconvolge-il-modenese.html" target="_blank">distributore Conad di Baggiovara (Modena) </a>che nelle prime settimane aveva creato un tale traffico da bloccare la rotonda che a 200 metri da accesso al Policlinico di Modena, obbligando i gestori a dirottare il traffico in una lunga serpentina attorno a centro commerciale e chiudendo l’accesso diretto dalla strada provinciale. A due anni di distanza la coda persiste e i risultati hanno incoraggiato Nordiconad a pianificare nuove aperture, come quella di Taggia (Imperia) a febbraio.<br />
I casi di questo tipo sono ormai molti. Ha fatto molto scalpore quello dell’Iper Station di Castelfranco Veneto. &#8220;Abbiamo aperto le nostre pompe low cost &#8211; racconta Roberto Simili, direttore dell&#8217;Iper &#8211; per fare un favore ai <span id="more-1857"></span>clienti che magari facevano trenta chilometri per fare la spesa da noi. Con lo sconto sulla benzina, in pratica rimborsavamo il viaggio. E invece è successo un &#8220;disastro&#8221;. Code dal mattino alla notte e noi che facevamo i vigili in strada per evitare il blocco della statale&#8221;. Di questi giorni è la notizia che per il weekend del Primo Maggio il distributore dell&#8217;Iper è stato riconosciuto come il meno caro d&#8217;Italia e in giorni come questi vende più di ottantamila litri. Dieci pompe self service e decine di macchine in fila dietro ogni pompa fino oltre la mezzanotte.<br />
La guerra della benzina che Iper ha è scatenata a Castelfranco Veneto conta già le prime vittime. Il distributore Agip all&#8217;ingresso di Castelfranco è chiuso, come quello della Total a mezzo chilometro dall&#8217;Iper. Tutti gli altri distributori della zona lamentano fortissime perdite. &#8220;Il Veneto &#8211; dicono Moreno Parin e Stefano Finotto, benzinai e dirigenti del Gisc, Gestori impianti stradali carburanti &#8211; è un&#8217;anteprima di ciò che succederà presto in tutto il Paese. Le pompe &#8220;bianche&#8221;, quelle che non hanno un marchio, sono il 10% del totale ma vendono già il 30% dei carburanti. Noi benzinai, a causa della crisi economica e dei prezzi alti, guadagniamo il 70% in meno rispetto a dieci anni fa. E&#8217; solo l&#8217;inizio di una crisi che porterà alla chiusura di migliaia di impianti. Gli automobilisti se ne accorgeranno quando, per fare il pieno, dovranno fare trenta chilometri, come già succede in Francia&#8221;. Queste affermazioni ovviamente sono di parte e probabilmente esagerate. Anche perché proprio nei giorni scorsi è stato siglato un protocollo di lavoro tra petrolieri e gestori sulla riforma del sistema di distribuzione dei carburanti al ministero dello Sviluppo Economico che prevede proprio l’aumento dei self-service per calmierare il prezzo dei carburanti. I petrolieri italiani infatti non perdono occasione per incolpare la eccessiva frammentazione della distribuzione come la principale causa del prezzo più elevato dei carburanti in Italia rispetto ai paesi dell’Unione. Ora che la selezione la fa il prezzo la frammentazione (magari definendola capillarità) diventa un valore aggiunto.</p>
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		<title>Distributori di benzina e GDO: lo stop allo sviluppo è un danno per tutti</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Dec 2009 00:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In Francia sono quasi 5.000, in Italia non raggiungono la ventina. Circa 300 euro è, invece, quanto risparmiano i transalpini ogni anno, rispetto agli italiani, per riempire il serbatoio dell&#8217;auto. Due numeri da tenere a memoria e che danno l&#8217;idea della distanza tra i due paesi sulla diffusione delle stazioni di rifornimento collegate alla GDO. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1432" title="benzina" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/12/benzina.jpg" alt="" width="150" height="108" />In Francia sono quasi 5.000, in Italia non raggiungono la ventina. Circa 300 euro è, invece, quanto risparmiano i transalpini ogni anno, rispetto agli italiani, per riempire il serbatoio dell&#8217;auto. Due numeri da tenere a memoria e che danno l&#8217;idea della distanza tra i due paesi sulla diffusione delle stazioni di rifornimento collegate alla GDO.<br />
Una differenza che pesa anche sulle tasche dei consumatori: secondo una recente indagine (novembre 2009) condotta dall&#8217;associazione dei consumatori Which? (Regno Unito), gli italiani in media pagano 1.766 euro l&#8217;anno per il carburante contro i 1.538 euro<span id="more-1431"></span> dei cittadini britannici, dove la parte del leone la fa il gruppo Tesco, che ha aperto anche 75 stazioni di servizio in Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria.<br />
Il pieno più economico? Con 1.448 euro annui, si trova appunto in Francia, patria dei distributori di benzina nei supermercati, che rappresentano circa il 35% delle stazioni di servizio (stando a una recente indagine di researchandmarkets.com), dei quali il 33% in mano alla catena Intermarché e il 26% a Carrefour.<br />
Da noi, invece, sono ancora poche le catene che si lanciano nell&#8217;impresa. Conad, alleato con il colosso Leclerc, nel 2005 aveva in progetto l&#8217;apertura di 40 distributori accanto ai propri punti vendita. Ne ha aperti solo cinque. Le performance, tuttavia, sono notevoli (13,6 milioni di litri di benzina distribuiti contro una media di 1,6 milioni in Italia), come sottolinea Carlo Stagnaro su Chicagoblog (di Oscar Giannino).<br />
Ma si tratta pur sempre di un numero di stazioni che si contano sulle dita di una mano. &#8220;Le resistenze dei gestori degli impianti tradizionali sono fortissime, e si traducono in interpretazioni restrittive delle norme, soprattutto a livello regionale, visto che, a livello nazionale, il settore è sostanzialmente liberalizzato&#8221;, spiega il direttore Energia e ambiente dell&#8217;Istituto Bruno Leoni.<br />
Una goccia nell&#8217;Oceano, insomma, se consideriamo il numero di distributori presenti nel nostro paese.<br />
Secondo il sito retail-index.com (dati aggiornati al 2009), infatti, l&#8217;Italia è in testa tra i paesi europei con circa 22.000 stazioni di rifornimento, circa il doppio della Gran Bretagna, un paese con un numero pari di abitanti, ma che si piazza al terzo posto con 11.500 distributori.<br />
Al secondo posto troviamo la Germania con 16.000 distributori, seguita dalla Francia con 14.000. Al quarto posto c&#8217;è la Spagna con 8.500 stazioni di rifornimento. E nella classifica delle compagnie, la nostra Eni si piazza al quinto posto, con 6.400 distributori in Europa, dopo Shell (14.000), Total (11.500), BP (8.900) ed Esso (7.100).<br />
Eppure c&#8217;è chi è scettico. La benzina al supermercato? &#8220;Potrebbe essere una bufala&#8221;, come scrive il sito specializzato Euromoto.eu: &#8220;Senza dubbio la possibilità di fare rifornimento al supermercato porta vantaggi al consumatore (&#8230;) ma il risparmio alla pompa, ove mai ci fosse, sarà fagocitato dalla maggiore distanza da compiere per fare rifornimento. Che è quello che è già accaduto in Francia, con impianti nel 60% dei casi situati presso la grande distribuzione e molto distanti tra loro&#8221;.<br />
<a href="http://www.gdonews.it/2008/06/nordiconad-il-distributore-di-benzina-conad-sconvolge-il-modenese.html" target="_self">In diversi casi</a> però il risparmio arriva a  5/6 euro per un pieno, risparmio che giustifica qualche chilometro in più per fare rifornimento.</p>
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		<title>Le mancate liberalizzazioni 2: I carburanti</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Feb 2009 23:33:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/conad-carburanti.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-633" title="conad-carburanti" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/conad-carburanti.jpg" alt="" width="283" height="263" /></a>Se la ipotetica lobby delle farmacie faceva paura al mercato italiano, quella dei petrolieri ha sempre fatto paura al mondo intero. Nel 2007, sull’onda delle appena avvenute liberalizzazioni dei farmaci di fascia C si iniziò a fare rumore sulla possibilità di aprire un nuovo mercato nell&#8217;ambito dei servizi del trade ai consumatori: quello dei carburanti. Ancor di più che per i farmaci, si sa, quello dei carburanti in Francia ed in Spagna sono realtà di business importanti per l’industria della distribuzione alimentare. Nel 2008 la crisi petrolifera aveva acuito questa esigenza, la coincidenza del progressivo ma inesorabile minor potere di acquisto del consumatore contrapposto all’impennata del prezzo del petrolio sino ai 110 dollari al barile, con conseguente impennata dei prezzi del carburante sopra la fatidica soglia di 1,50 euro al litro aveva indotto tutti a trovare sinergie tra Grande Distribuzione e Compagnie Petrolifere in attesa della tanto agognata liberalizzazione. Poi la scorsa estate arriva la legge Regionale 133/2008 che finalmente pone fine ai limiti distanziometrici tra un distributore e l’altro ( che tra l&#8217;altro ad oggi non è ancora stata recepita da tutte le regioni). Ma, come per incanto subito dopo la legge tutto si è fermato,  ed i progetti di espansione del business si sono fermati. Perché? Si suppone che chi frena al progetto siano proprio quelle compagnie petrolifere che sino a ieri spingevano per fare accordi con la distribuzione. Il perché è facilmente spiegabile: gli accordi di somministrazione prevedevano investimenti importanti ad opera delle compagnie nei terreni delle aree commerciali, oltre agli investimenti derivanti dai contratti con la Gdo. Ovviamente il ritorno per le compagnie era quello del traffico determinato dai milioni di litri erogabili ai consumatori delle aree commerciali oggetto degli accordi. Solo che la legge ha  liberalizzato troppo selvaggiamente concedendo la possibilità di costruire distributori praticamente in ogni dove; così può succedere che una compagnia petrolifera investa 1 milione di euro tra costruzione di impianti automatizzati e accordi contrattuali, per poi non rientrare più dell’investimento nel caso in cui un concorrente, il giorno dopo, decida di comprare il terreno di fronte all’area commerciale e costruire un altro distributore. Ecco il motivo del congelamento dello sviluppo degli impianti nei Centri Commerciali ad opera delle Grandi Compagnie Petrolifere. Diverso il discorso per la somministrazione extra rete, ovvero le famose pompe bianche. Oggi la Gdo potrebbe fare accordi con somministratori unbranded di carburante e fare il business in autonomia. A Modena il Gruppo <a href="http://www.gdonews.it/2008/10/nordiconad-e-carburanti-risultati-dopo-quattro-mesi-di-attivita-del-distributore-di-baggiovara-mo.html">Nordiconad ha aperto un superstore con annessa pompa di carburante</a> con accordi extra rete. Pare che le pompe sviluppino un business che possa avvicinarsi ai 15 milioni di litri all’anno. Se il guadagno fosse anche di 3 o 5 centesimi al litro fate voi i conti di cosa si può guadagnare, in un anno si potrebbe rientrare dell’investimento, superato il primo anno si tratterebbe di incassare solo utile.</p>
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		<title>Nordiconad e carburanti: risultati dopo quattro mesi di attività del distributore di Baggiovara (MO)</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 16:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La fortunata iniziativa di Nordiconad a Modena compie quattro mesi e i numeri sono stupefacenti: sono stati erogati quasi 5,5 milioni di litri di carburante (l&#8217;equivalente delle vendite annuali di un ottimo impianto tradizionale) per un incasso di quasi 8 milioni di euro. Gli automobilisti che si sono riforniti sono stati 188 mila con una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La fortunata iniziativa di Nordiconad a Modena compie quattro mesi e i numeri sono stupefacenti: sono stati erogati quasi 5,5 milioni di litri di carburante (l&#8217;equivalente delle vendite annuali di un ottimo impianto tradizionale) per un incasso di quasi 8 milioni di euro. Gli automobilisti che si sono riforniti sono stati 188 mila con una media giornaliera di 1.600 presenze ed una media di 30 litri a testa (oltre 40 euro di spesa).<br />
Il segreto di questo successo è ovviamente il prezzo: costantemente 10-12 centesimi sotto il prezzo medio di mercato, in un momento in cui i prezzi dei carburanti sono arrivati a livelli mai visti. Questo però non basta a spiegare la coda costante di automobilisti (a volte anche a tarda notte): i consumatori, come accade nella spesa, è sempre più attento ai prezzi e per un prodotto come in carburante, identico o quasi per tutti, premia iniziative dove il risparmio è tutto riversato sul prezzo alla pompa.<br />
Non è invece dato sapere quanto questo flusso continuo di persone giovi alle presenze nel supermercato Conad adiacente. Informazioni raccolte all&#8217;interno del gruppo ci danno come soddisfacente il volume d&#8217;affari. E&#8217; impossibile purtroppo sapere quanto, in questo caso, l&#8217;impianto carburante abbia influito sulle vendite del supermercato poiché le due strutture sono state inaugurate contemporaneamente.<br />
L&#8217;ottimo risultato del distributore sta facendo seriamente pensare ai vertici del gruppo di replicare l&#8217;iniziativa altrove, anche perché, con questi numeri, si è rivelato un business in se stesso. E già si parla di un nuovo impianto in Piemonte.</p>
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		<title>Regno Unito 1: i supermercati abbassano i prezzi della benzina</title>
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		<pubDate>Sun, 31 Aug 2008 23:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Inghilterra]]></category>
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		<description><![CDATA[I prezzi dei carburanti salgono? Una buona occasione per fare affari, hanno pensato le catene di ipermercati inglesi, che si sono imbarcate in una vera e propria guerra al ribasso dei prezzi alla pompa. Nelle ultime settimane alcuni grandi catene hanno tagliato il prezzo della verde di 3 o 4 pence (circa 4 centesimi di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I prezzi dei carburanti salgono? Una buona occasione per fare affari, hanno pensato le catene di ipermercati inglesi, che si sono imbarcate in una vera e propria guerra al ribasso dei prezzi alla pompa. Nelle ultime settimane alcuni grandi catene hanno tagliato il prezzo della verde di 3 o 4 pence (circa 4 centesimi di euro), inducendo la concorrenza a rispondere alla mossa con un taglio equivalente. Risultato: prezzi più bassi anche di 10 pence al litro rispetto alle stazioni di servizio &#8220;tradizionali&#8221;. E se ci aggiungiamo che è in atto un boicottaggio ai danni della BP e della Esso da parte dei motociclisti, per protesta contro i prezzi praticati dai due gestori, ritenuti ingiustamente alti, si può ben capire il perché di questa lotta all&#8217;ultimo litro.</p>
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		<title>l governo corre ai ripari contro il caro benzina. Liberalizzazione vicina</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jun 2008 22:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il governo ha annunciato, nel quadro dei provvedimenti volti a contrastare il caro carburanti, un decreto che conterrà le misure per la liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, ovvero rimozione dei vincoli per l&#8217;apertura di nuove stazioni di servizio. Tra le ipotesi allo studio anche l&#8217;automaticità dello sconto sui carburanti legato al recupero dell&#8217;extragettito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il governo ha annunciato, nel quadro dei provvedimenti volti a contrastare il caro carburanti, un decreto che conterrà le misure per la liberalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti, ovvero rimozione dei vincoli per l&#8217;apertura di nuove stazioni di servizio. Tra le ipotesi allo studio anche l&#8217;automaticità dello sconto sui carburanti legato al recupero dell&#8217;extragettito Iva per l&#8217;aumento dei prezzi del greggio. Non sarebbe quindi discrezionale da parte del Governo come previsto dall&#8217;ultima Finanziaria.<br />
«Non possiamo ritoccare la parte fiscale, che è una componente importante del prezzo del carburante &#8211; ha spiegato Scajola &#8211; Il nostro provvedimento punta ad incidere sul costo industriale, punta cioè a una diversa liberalizzazione del mercato dei distributori che possa in qualche modo far diminuire il costo dei carburanti». I distributori potranno essere installati anche nei supermercati e l&#8217;allargamento della rete di distribuzione porterebbe maggiore concorrenza e potrebbe contribuire a far calare il prezzo dei carburanti.</p>
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