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	<title>GDO News &#187; Billa</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Billa: voci sulla cessione di parte della rete</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 22:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Billa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[In ottant&#8217; anni di storia sarebbe la quinta volta che cambia proprietà. La ex Standa, ora Billa, non sembra trovare una collocazione stabile. L&#8217; attuale titolare, la società tedesca Rewe le ha cambiato nome pensando che quello vecchio non avesse più appeal tra i consumatori. Ma non ha funzionato. Così ora avrebbe deciso di ristrutturare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-874" title="standa_billa_rewe" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/standa_billa_rewe.jpg" alt="" width="153" height="139" />In ottant&#8217; anni di storia sarebbe la quinta volta che cambia proprietà. La ex Standa, ora Billa, non sembra trovare una collocazione stabile. L&#8217; attuale titolare, la società tedesca Rewe le ha cambiato nome pensando che quello vecchio non avesse più appeal tra i consumatori. Ma non ha funzionato. Così ora avrebbe deciso di ristrutturare la propria rete di supermercati, cedendo i punti vendita non strategici. Questo è quanto trapela da fonti vicine al gruppo, le quali aggiungerebbero che proprio i compagni in Sicon, quelli di Conad Leclerc, potrebbero essere interessati all&#8217;acquisto per solidificare la propria posizione soprattutto nella regione Lombardia. Rewe Italia, interpellata in proposito, dice che «su questo non rilasciamo dichiarazioni», ma spiega che «la strategia è quella di concentrarsi su di un unico formato di negozio e su un&#8217; area geografica in cui<span id="more-3175"></span> la rete meglio risponde alle esigenze di efficienza del mercato». E aggiunge che «il formato su cui vuole concentrarsi è quello del negozio di vicinato, focalizzato soprattutto sul servizio ai consumatori, sulla qualità e sulla varietà del fresco. La prossimità al cliente è l&#8217; obiettivo da raggiungere non solo con la vicinanza geografica ma anche nella scelta dei prodotti».<br />
La catena leader in Germania comprò la Standa, o meglio la parte alimentare del gruppo, dai fratelli Franchini nel 2001. Allora era sembrato l&#8217; ultimo atto di una storia lunga ottant&#8217; anni. Fondata nel 1931 dall&#8217; ex direttore di Upim, Franco Monzino, con il nome Magazzini Standard, la catena divenne Standa nel 1938 quando Benito Mussolini impose di italianizzare le scritte straniere. Il gruppo crebbe dal Dopoguerra in poi con la formula del self service fino a che nel 1966 passò alla Montedison che raddoppiò le filiali sfruttando vecchi teatri e locali dismessi. Pochi anni dopo Raul Gardini la cedette a Fininvest che la rilanciò nell&#8217; immaginario popolare come «la casa degli italiani». Negli anni &#8216; 90, quando i conti cominciarono a segnare il rosso, Berlusconi, appena sceso in politica, la cedette di nuovo: l&#8217; abbigliamento a Coin e l&#8217; alimentare alla famiglia Franchini.</p>
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		<title>Effetti della globalizzazione: scompare l’insegna Standa</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Feb 2010 00:01:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Billa]]></category>
		<category><![CDATA[Rewe]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo tedesco Rewe, che ha acquistato la catena italiana Standa nel 2001, ha annunciato che il vecchio marchio italiano andrà in pensione, ed in tutti i punti vendita sarà sostituito dal marchio Billa. Il marchio Standa è uno dei più gloriosi marchi della grande distribuzione italiana eppure, dopo l&#8217;acquisizione del gruppo tedesco, per creare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1571" title="standa" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/02/standa.jpg" alt="" width="203" height="130" />Il gruppo tedesco Rewe, che ha acquistato la catena italiana Standa nel 2001, ha annunciato che il vecchio marchio italiano andrà in pensione, ed in tutti i punti vendita sarà sostituito dal marchio Billa. Il marchio Standa è uno dei più gloriosi marchi della grande distribuzione italiana eppure, dopo l&#8217;acquisizione del gruppo tedesco, per creare uniformità di offerta e di branding, si è naturalmente deciso a far scomparire  il brand nell&#8217;arco di due mesi. Lo ha comunicato l&#8217;Amministratore Delegato di Rewe Italia. Il marchio sarà progressivamente sostituito in tutti i punti vendita dal marchio Billa. Pare che da i primi test la sostituzione in alcuni punti vendita abbia dato risultati positivi, infatti il marchio<span id="more-1553"></span> Standa avrebbe ormai perso molta della sua attrattiva in particolare per quel che riguarda il settore alimentare ( leggasi anche l&#8217;editoriale del direttore Rubinelli nel presente numero relativamente alla crisi del Brand). La casa degli italiani, quindi, non sarebbe più un marchio commercialmente remunerativo. Storicamente la Standa nasce nel 1931 da una costola dell&#8217;Upim, altro marchio storico della grande distribuzione italiana, quando l&#8217;ex direttore Franco Monzino fonda la Magazzini Standard. La società poi cambia nome in Standa nel 1938, nell&#8217;ambito della campagna fascista contro i nomi di origine stranieri. Il primo supermercato apre a Napoli nel 1956 poi le sedi si moltiplicano in tutta Italia. Nel 1966 il gruppo passa alla Montedison che raddoppia in pochi anni le filiali e successivamente nel 1988 subentra la Fininvest. Nel 1998 la Standa viene smembrata e il settore non alimentare viene ceduto alla Coin e quello alimentare a Gianfelice Franceschini all&#8217;ex proprietario della Supermercati Brianzoli. Poi dopo varie vicissitudini subentra il gruppo tedesco Rewe, attuale proprietario. Secondo le dichiarazioni dei portavoce del gruppo Rewe il cambio del marchio sarà solo una tappa nell&#8217;ambito di una più generale ristrutturazione che comunque non avrà ricadute sugli attuali livelli occupazionali del gruppo.</p>
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