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	<title>GDO News &#187; Bennet</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Bennet: crescita ed investimenti, si prevedono 700 assunzioni</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2011 22:47:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quattro nuove aperture, 700 nuovi posti di lavoro, investimenti rivolti a fatturati in crescita: questa è la strategia di Bennet, la società comasca che fa capo alla famiglia Ratti per cui il 2011 si preannuncia molto impegnativo. Il Gruppo ha deciso di investire circa 170 milioni di euro per sviluppare la rete, nonostante la crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2726" title="bennet" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/03/bennet.png" alt="" width="140" height="141" />Quattro nuove aperture, 700 nuovi posti di lavoro, investimenti rivolti a fatturati in crescita: questa è la strategia di Bennet, la società comasca che fa capo alla famiglia Ratti per cui il 2011 si preannuncia molto impegnativo. Il Gruppo ha deciso di investire circa 170 milioni di euro per sviluppare la rete, nonostante la crisi dei consumi che sta coinvolgendo la catena lombarda. L&#8217;obiettivo è quello di proseguire la politica di espansione al di là dei confini provinciali. La prima apertura è prevista a Sacile in provincia di Pordenone dove ieri è stato inaugurato il terzo centro commerciale Bennet in Friuli Venezia Giulia dopo quello a Predamano e ai Ronchi dei Legionari. Le altre aperture sono previste a giugno a Cornaredo (Milano), a luglio ad Albano Sant&#8217;Alessandro (BG) per concludersi a novembre a Sedriano (MI).<br />
La struttura appena inaugurata comprende un ipermercato con una superficie di vendita di 5.786 metri quadrati e una galleria commerciale con 36 negozi. Oltre 1.100 sono i parcheggi gratuiti disponibili per la clientela, 430 in copertura. L&#8217;ipermercato al suo <span id="more-2725"></span>interno dispone di 26 casse, di cui 4  “Fai da te” e da lavoro a 150 persone.</p>
<p>A livello nazionale, con le nuove aperture, il numero di ipermercati Bennet sale a 63: 26 in Lombardia, 24 in Piemonte, 7 nel Triveneto, 5 in Emilia Romagna e uno in Liguria, fino allo sbarco di Bennet considerata una delle roccaforti della Coop. Anche le gallerie commerciali continuano a crescere, attualmente sono 40 con oltre 1.100 negozi delle più svariate tipologie.</p>
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		<title>Liguria: Esselunga apre a Genova! E Coop trema anche per Bennet</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Sep 2010 19:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I tempi stanno cambiando anche in Liguria. La Regione, roccaforte che Coop ha sempre avuto anche grazie all&#8217; energia profusa dal suo vecchio Presidente Cordazzo vera anima del territorio in tutti i suoi meandri, sta cambiando volto. Attualmente Coop Liguria è ancora oggettivamente in una posizione dominante sul mercato locale ma è possibile che il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1378" title="essecoop" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/11/essecoop.png" alt="" width="200" height="99" />I tempi stanno cambiando anche in Liguria. La Regione, roccaforte che Coop ha sempre avuto anche grazie all&#8217; energia profusa dal suo vecchio Presidente Cordazzo vera anima del territorio in tutti i suoi meandri, sta cambiando volto. Attualmente Coop Liguria è ancora oggettivamente in una posizione dominante sul mercato locale ma è possibile che il rapporto con le amministrazioni stia cambiando, forse non bisogna più “chiedere il permesso” per lavorare in Liguria, insomma qualcosa si muove. A dimostrazione di ciò arriva la notizia secondo cui, finalmente, dopo anni di attesa e libri scritti con conseguenti denunce,  a Genova aprirà un PdV Esselunga, per la precisione a Sestri Ponente. La struttura nascerebbe nella zona di Calcinara, dove è prevista la nascita di un centro di “grande distribuzione” da cinque piani, uno dedicato alla vendita di prodotti alimentari e non, gli altri quattro dedicati<span id="more-2253"></span> ai parcheggi. Si tratta di 2030 metri quadri dedicati alla vendita di alimentari e di 870 metri quadri destinati alla commercializzazione di prodotti di altro tipo. Un investimento di diverse decine di milioni di euro con 150 nuove assunzioni calcolate. Esselunga conferma la notizia, ma sceglie di non commentare. Intanto nel levante ligure continuano le informazioni secondo cui Bennet aprirà un Ipermercato nella zona di Sarzana (SP) di cui abbiamo già dato notizia. La Coop Liguria aveva sollevato la questione al Consiglio Comunale di Sarzana che aveva rigettato l’eccezione (leggasi GDONews del 13 Giugno). La trattativa è continuata direttamente con i vertici Bennet e secondo alcune voci non confermate, ci teniamo a specificarlo, Coop Liguria avrebbe cercato un accordo economico con Bennet per non aprire la struttura. Offerta che sarebbe stata rifiutata.  Le difficoltà di Coop Liguria sono note, il bilancio 2009, presentato all’inizio dell’estate, ha dato un quadro della situazione che non si può chiamare florido: le vendite sono in leggero positivo sul canale supermercati (+1,79%), ed in negativo sul canale Iper (-1,23%). I PdV non sono incrementati è vero, ma sono stati ristrutturati alcuni PdV con conseguente cambio della numerica dei metri quadri di vendita. Da rilevare come il prestito sociale (€ 736 mln) pareggi sostanzialmente le vendite dei due formati ( € 743 mln), ci si potrebbe domandare: qual è l’attività prevalente?</p>
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		<title>Non toccate la Liguria alla Coop!</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jun 2010 20:46:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si è scritto diverse volte sull’influenza che il mondo Coop ha nel territorio ligure, anzi, a dire il vero, lo stesso famosissimo libro del Cav. Caprotti, si era soffermato a lungo sugli episodi ostativi che aveva subito nel territorio ad opera delle amministrazioni che, a suo scrivere, erano quanto meno indulgenti nei confronti del leader [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-779" title="coop-2" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/coop-2-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" />Si è scritto diverse volte sull’influenza che il mondo Coop ha nel territorio ligure, anzi, a dire il vero, lo stesso famosissimo libro del Cav. Caprotti, si era soffermato a lungo sugli episodi ostativi che aveva subito nel territorio ad opera delle amministrazioni che, a suo scrivere, erano quanto meno indulgenti nei confronti del leader assoluto di quel mercato. Noi tempo fa abbiamo poi raccontato, a proposito della leadership nei prezzi a La Spezia, secondo la rivista Altroconsumo, di come Esselunga riuscì ad aprire un PdV proprio nel capoluogo di provincia ligure determinando un forte abbattimento dei prezzi “della piazza”.<br />
In questi giorni è toccato a un altra protagonista della GDO assaggiare la determinazione della Coop in terra ligure.<br />
Pare che il Gruppo Bennet abbia ottenuto un’opzione di acquisto da parte di un imprenditore locale per un terreno di circa 7500 mq nel comune di Sarzana (SP) con annessa idonea concessione alla vendita.<br />
Che c’è di così rilevante in questa notizia da scrivere un articolo?<span id="more-2055"></span><br />
Sufficiente è raccontare di un avvicinamento al mercato della Toscana da parte del Gruppo comasco? No, anche se è interessante verificare come in questo periodo la necessità di fare sviluppo non sempre tenga conto delle omogeneità di gestione logistica, o comunque la stessa sia in subordine rispetto alla primaria esigenza di incrementare il fatturato, che a rete omogenea latita (concetto che vale più o meno per tutti). In verità la notizia è un’altra: la Coop Liguria ha sollevato delle eccezioni al municipio di Sarzana in merito alla compravendita in oggetto perché ritiene che la zona non sia idonea, a livello urbanistico, alla destinazione d’uso e inoltre perché, sempre a loro dire, la zona era già inflazionata di superfici di vendita alimentari (in effetti non lontano ci sono due discount, un Lidl ed un Dico). Il municipio di Sarzana (governato dal PD che ha un consenso vicino al 70%) ha rigettato l’eccezione sollevata dalla Coop ed ha dato il via libera all’operazione.<br />
Vedremo come proseguiranno le cose&#8230;</p>
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		<title>Come tutti gli anni Altroconsumo ha fatto la radiografia alla GDO: ecco i risultati</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 15:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A fare i conti in tasca agli italiani anche questa volta ci ha pensato Altroconsumo. E se andare alla ricerca del prezzo conveniente dopo aver tracciato una mappa degli hard discount nella vostra città può essere un duro lavoro, con l&#8217;indagine appena promossa dall&#8217;associazione dei consumatori la musica cambia. In un anno, è questo quanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A fare i conti in tasca agli italiani anche questa volta ci ha pensato Altroconsumo. E se andare alla ricerca del prezzo conveniente dopo aver tracciato una mappa degli hard discount nella vostra città può essere un duro lavoro, con l&#8217;indagine appena promossa dall&#8217;associazione dei consumatori la musica cambia. In un anno, è questo quanto emerge, una famiglia media può arrivare a risparmiare fino a 2.000 euro se sceglie con accuratezza dove e cosa acquistare. Come sempre Altroconsumo ha usato due carrelli. Il primo riempito con prodotti di marca e freschi. Il secondo utilizzando solo prodotti di primo prezzo, intendendo i prodotti con il prezzo più basso esistente (prendendo in considerazione quindi anche gli hard discount). Oggetto del campionamento oltre 650 punti vendita delle maggiori città italiane (44 in tutto) per un totale di 122.000 prezzi rilevati. Una vera e propria &#8220;mappa del risparmio&#8221;.<br />
I Risultati:<br />
La città dove si può arrivare a risparmiare di più è Milano, dove i cittadini più attenti riescono ad alleggerire la loro spesa di ben duemila euro (1.937 euro per la precisione). Seguono al secondo posto Firenze (1.896 euro), Verona (1.532 euro), Bologna (1.451 euro), Roma (1.050 euro), Napoli (967 euro), Torino (878 euro), Bari (629 euro) e infine Genova (573 euro). Merito della concorrenza sfrenata tra mercati, ipermercati, supermercati e hard discount che ha dato lo &#8220;start&#8221; una vera e propria gara al ribasso su generi alimentari di prima necessità e articoli per l&#8217;igiene personale. Chi ne esce davvero vittorioso è l&#8217;Esselunga anche per i prodotti di marca. Se invece ci si butta sul &#8220;primo prezzo&#8221; è Penny a farla da padrona seguito da DiPiù (Dial) e Lidl. Per i prodotti di marca invece, Esselunga, è seguita a distanza da Simply Market (del gruppo Sma-Auchan) e Bennet. Scendendo fino al quinto posto, sempre per prodotti griffati, troviamo Ipercoop mentre al tredicesimo si posiziona la Coop. Le due cooperative però ridiscendono la china se si considerano prodotti non di marca (rispettivamente al 19esimo e 22esimo posto). Ma Altroconsumo non si è fermata ai supermercati ma ha redatto una vera e propria &#8220;black list&#8221; della convenienza. Chi ci è finito dentro? Gli spaghetti di Barilla, aumentati in un anno del 34%, Riso Scotti (+29%) e Penne De Cecco (+20%).</p>
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		<title>Federdistribuzione: lacio di un paniere di prodotti sempre in promozione sino al 31.12 su 13 mila PdV</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Apr 2008 00:11:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; molto di più di un semplice blocco dei prezzi, assicurano dai vertici di Federdistribuzione, la risposta avanzata per combattere il &#8220;caro-prezzi&#8221;. A lanciarla è stato il presidente Paolo Barberini, alla guida della federazione aderente a Confcommercio, che, riunendo le principali 10 associazioni nazionali, rappresenta il 73% del giro d&#8217;affari della Gdo, con oltre 320mila [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; molto di più di un semplice blocco dei prezzi, assicurano dai vertici di Federdistribuzione, la risposta avanzata per combattere il &#8220;caro-prezzi&#8221;. A lanciarla è stato il presidente Paolo Barberini, alla guida della federazione aderente a Confcommercio, che, riunendo le principali 10 associazioni nazionali, rappresenta il 73% del giro d&#8217;affari della Gdo, con oltre 320mila addetti. “Vogliamo fornire alle famiglie un&#8217;opportunità d&#8217;acquisto con sconti rilevanti sulla spesa effettuata regolarmente dando in questo modo un segnale forte di responsabilizzazione del settore e fiducia per il loro futuro, anche in questo periodo, così scosso dalle tensioni sui prezzi delle materie prime che si riversano su tutta la filiera, i supermercati stanno garantendo costi di vendita inferiori agli aumenti dei listini che ci vengono presentati dalla produzione”. “L&#8217;iniziativa presentata &#8211; ha proseguito Barberini &#8211;   vuole essere un passo ulteriore nella difesa del potere d&#8217;acquisto dei consumatori, nata anche per andare incontro alle continue sollecitazioni che ci provengono dalle istituzioni locali per la formazione di panieri a prezzi bloccati in assenza di analogo impegno da parte dell&#8217;industria, verso le quali abbiamo ora una valida alternativa”.<br />
L&#8217;associazione &#8211; che rappresenta i principali brand operanti nel settore alimentare, fra cui Auchan-Sma, Carrefour Italia, Esselunga, Interdis, Bennet, Selex,   ecc. &#8211; ha posto al centro della sua azione il ruolo fondamentale che hanno le promozioni nelle scelte d&#8217;acquisto delle famiglie, l&#8217;unico vero strumento per la salvaguardia del potere d&#8217;acquisto e che permette di fare acquisti con uno sconto medio che può oscillare tra il 10 e il 40% rispetto al prezzo standard. Ecco allora che le insegne aderenti all&#8217;operazione, a partire dal prossimo 2 maggio fino al 31 dicembre 2008, si impegnano ad inserire sempre in ogni loro promozione con sconti tra il 10 e il 40%, almeno una referenza tra le categorie di prodotto che rappresentano le principali voci di spesa, quelle più colpite dal rialzo dei prezzi. L&#8217;iniziativa coinvolgerà complessivamente oltre 13mila punti vendita di tutta Italia, coprendo tutte le regioni, e sarà segnalata alla clientela con adeguata comunicazione (volantini, manifesti ecc.) all&#8217;interno di negozi, supermercati e centri commerciali.<br />
Complessivamente le categorie di prodotto coinvolte che compongono il paniere sono responsabili del 30% degli acquisti alimentari effettuati in un supermercato. Nel dettaglio si tratta di: merendine, biscotti frollini, latte UHT, yogurt, caffè, pasta di semola, pasta all&#8217;uovo, riso, pomodori passati, polpa  e pelati, formaggi, salumi, olio extravergine d&#8217;oliva, acqua minerale, bevande gassate/non gassate, vino, detersivi polvere o liquidi e carta igienica. Inoltre gli sconti riguarderanno prodotti sia di marca, sia private label e si comincia con il food dopo di che Federdistribuzione non  esclude che in futuro le promozioni possano riguardare anche il settore non alimentare, dal momento che fanno parte dell&#8217;associazione anche imprese come Ikea Italia, Coin-Oviesse, La Rinascente ecc.</p>
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		<title>Secondo Mediobanca in distribuzione perdono tutti posizioni, eccetto Esselunga</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2007/10/secondo-medioba.html</link>
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		<pubDate>Sun, 28 Oct 2007 17:50:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo uno studio pubblicato da Mediobanca il 2006 ha visto tutte le imprese della grande distribuzione in Italia perdere posizioni a livello di fatturato con la sola eccezione di Esselunga, che è rimasta stabile. Come spiega il rapporto tra le principali società italiane è Esselunga la prima del settore in classifica, rimasta stabile al 23° posto con 4,9 miliardi di fatturato, mentre la seconda, Auchan Italia, perde 6 posizioni e va al 41° posto. Auchan, sottolineano gli esperti di Mediobanca, non presenta un bilancio consolidato, ma anche aggiungendo la controllata Sma (scesa dal 59° al 69° posto), il totale dei ricavi sarebbe di 4,8 miliardi, quindi inferiore ad Esselunga. Terza è Pam (2,6 miliardi) che perde 10 posizioni e va al 52° posto, mentre Bennet (1,4 mld) perde una posizione e la troviamo al 90°. La ricerca prende in considerazione solo le società che hanno messo a disposizione i propri bilanci, ricordano gli esperti di Mediobanca: non è infatti compresa la francese Carrefour, che è il primo operatore in Italia con ricavi per circa 7,7 miliardi. La principale cooperativa al consumo presente in Italia, Unicoop Firenze, non ha trasmesso il bilancio ma, con ricavi per 2,3 miliardi, si sarebbe piazzata al 63° posto (6 posizioni in meno rispetto al 2005), mentre la prima cooperativa ad aver trasmesso i dati è Coop Adriatica (1,77 mld) che scende dal 65° al 77° posto.</p>
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		<title>Cisl: Da dichiarazioni dei redditi emerge che i dipendenti Bennet sono i più poveri nel Nord Ovest</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2007/05/cisl_da_dichiar.html</link>
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		<pubDate>Sun, 20 May 2007 17:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>M. Pautasso</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
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		<description><![CDATA[I più «poveri» sono gli addetti di Bennet, in media guadagnano 13.829 euro all´anno, il che vuol dire meno di mille euro al mese, mentre la media del settore commercio è di 19 mila euro. In pratica 5 mila euro in più. Cifra che balza agli occhi nell´indagine firmata dalla Cisl regionale su gli oltre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I più «poveri» sono gli addetti di Bennet, in media guadagnano 13.829 euro all´anno, il che vuol dire meno di mille euro al mese, mentre la media del settore commercio è di 19 mila euro. In pratica 5 mila euro in più. Cifra che balza agli occhi nell´indagine firmata dalla Cisl regionale su gli oltre 150 mila contribuenti che si sono rivolti ai Caaf del sindacato per la dichiarazione dei redditi nel 2006. Oltre ad un´analisi della campagna fiscale, l´organizzazione ha deciso di studiare alcuni indicatori socio economici del lavoro dipendente, mettendo a confronto le dichiarazioni dei dipendenti delle diverse aziende, settore per settore.<br />
«Le dichiarazioni degli addetti di Bennet sono un sintomo della precarietà di chi è impiegato nei punti vendita &#8211; spiega Giovanna Ventura della segreteria regionale e responsabile dei Caaf in Piemonte &#8211; è chiaro che il minor reddito dipende dai rapporti flessibili, part-time, weekend o a tempo». La differenza è consistente. Nella regione Piemonte ad esempio i «ricchi», nella grande distribuzione, sono gli addetti Gs e Novacoop, che dichiarano tra i 20 mila e i 21 mila euro.<br />
[via Repubblica.it]</p>
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		<title>Come vanno le vendite di Pasqua del gruppo Bennet?</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Apr 2006 08:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[A Novi Ligure si è svolto un convegno per l’apertura del cinquantesimo Ipermercato ad insegna Bennet. Presenti il presidente delle gallerie commerciali a marchio Bennet Antonio Magnaghi, l’Ad del gruppo Aedes , società immobiliare genovese, Luca Castelli e Francesco della Coppa Ad del gruppo Agorà Spa, società partecipata del gruppo Aedes. Durante il convegno arriva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Novi Ligure si è svolto un convegno per l’apertura del cinquantesimo Ipermercato ad insegna Bennet. Presenti il presidente delle gallerie commerciali a marchio Bennet Antonio Magnaghi, l’Ad del gruppo Aedes , società immobiliare genovese, Luca Castelli e Francesco della Coppa Ad del gruppo Agorà Spa, società partecipata del gruppo Aedes. Durante il convegno arriva sibillina una domanda: “E’ vero che i consumi si contraggono l’ultima settimana del mese?”. La risposta del dott. Magnaghi è immediata: “Sì, incassiamo tra il 10% ed 15% in meno [..] abbiamo rilevato il dato facendo un confronto tra le promozioni sottocosto lanciate in occasione della Pasqua: nel 2005 la promozione coincideva con la prima settimana del mese, quest’anno con l’ultima. La differenza in negativo è stata netta. La contrazione dei consumi nell’ultima settimana di ogni mese non è un fenomeno nuovo, ma si è particolarmente acuito negli ultimi due anni. Il tema del dibattito si è sviluppato attorno al concetto di Centro Commerciale in Italia, del suo ruolo. Si è sottolineato come da noi si parla ancora di piccola e grande distribuzione, dimenticando quello che altrove viene interpretato come il passo seguente della distribuzione: mai si parla di “moderna distribuzione”. Oggi il problema non è più una questione di dimensione, ma di qualità dell’offerta. La lotta per la sopravvivenza commerciale è dura, la crescita del mercato non è più quella di un tempo, oggi per non cedere in termini competitivi si ricorre all’arma del promozionale, che di fatto riduce i margini di guadagno per le società e, peggio ancora, creano una nuova tipologia di consumatori, definiti “i nomadi del consumo” che si spostano tra un Centro Commerciale e l’altro per seguire l’offerta più conveniente. Noi di GDONews.it abbiamo seguito con grande interesse l’incontro appena citato, condividiamo in pieno il risultato finale del confronto, aggiungendo che l’attitudine alla promozionalità porterà il consumatore “nomade” ad una nuova educazione, un nuovo automatismo, rivolto alla forte infedeltà al brand, intesa come store-loyalty, determinando un cambiamento strutturale dell’attitudine al consumo. Cambiamento che, in realtà, è già avvenuto. Addio carte fedeltà.</p>
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