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	<title>GDO News &#187; Aspiag</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Aspiag: dati 2010. Il gruppo cresce e la rete si evolve</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Feb 2011 23:27:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspiag]]></category>
		<category><![CDATA[Risultati dei gruppi]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[I ricavi del Gruppo Aspiag (insegne Despar, Eurospar e Interspar) nel 2010 crescono: «Ma la crisi &#8211; avverte l&#8217;amministratore delegato Paul Klotz &#8211; non è finita e lo avvertiamo anche noi: nel 2010 abbiamo venduto più prodotti incassando meno soldi perché i consumatori sono sempre più attenti ai prezzi e aspettano le offerte speciali». Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2690" title="GruppoAspiagDespar" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/02/GruppoAspiagDespar.gif" alt="" width="150" height="95" />I ricavi del Gruppo Aspiag (insegne Despar, Eurospar e Interspar) nel 2010 crescono: «Ma la crisi &#8211; avverte l&#8217;amministratore delegato Paul Klotz &#8211; non è finita e lo avvertiamo anche noi: nel 2010 abbiamo venduto più prodotti incassando meno soldi perché i consumatori sono sempre più attenti ai prezzi e aspettano le offerte speciali».<br />
Il Gruppo, che ha pubblicato in questi giorni i dati di bilancio del 2010, ammette che i punti vendita sono in effetti diminuiti da 609 nel 2009 a 581 nel 2010. E questo nonostante sette nuove aperture. «Il settore dei dettaglianti associati &#8211; afferma Klotz &#8211; ha risentito maggiormente della complessa congiuntura economica e questo ha comportato la chiusura di una trentina di punti vendita più piccoli e ormai non più al passo con i tempi». In alre parole «Le difficoltà in un periodo di crisi come quello attuale sono legate all&#8217;assortimento e ai prezzi. Per garantire un&#8217;offerta completa bisogna sostenere costi alti, dall&#8217;energia ai freezer all&#8217;affitto. Sono tutti costi fissi, che non diminuiscono se cala il fatturato. È per questo<span id="more-2686"></span> che i piccoli vanno in crisi, ma anche per un ricambio generazionale che è sempre più difficile».<br />
A mantenere alta la performance dei supermercati Aspiag sono in effetti le grandi strutture, «anche se &#8211; sottolinea Klotz &#8211; continueremo a dare fiducia ai punti vendita nei quartieri, perché crediamo nella loro importanza sociale oltre che commerciale». Nonostante siano diminuiti i punti vendita, è cresciuta la superficie di vendita: «Bisogna continuare a investire, i negozi vanno continuamente ampliati e riorganizzati in maniera più moderna. Solo così si resta competitivi. In Alto Adige sono nate diverse grandi strutture interessanti come il Twenty o il centro di Lana, ma quello che ancora manca è il grande centro commerciale. La nostra posizione non è cambiata: siamo pronti a realizzarlo noi, anche in collaborazione con imprese locali. Sappiamo che la politica sta discutendo dove costruire questo megastore, appena ci sarà il via libera noi saremo pronti».<br />
Cambiano i negozi, ma cambiano anche i clienti e soprattutto le loro abitudini di acquisto. «La crisi &#8211; spiega Klotz &#8211; ha modificato profondamente il tipico carrello della spesa. Nei supermercati si va più spesso, ma si compra meno. E le grandi marche, pur continuando a mantenere i clienti più affezionati, spesso lasciano spazio ai prodotti offerti col nostro marchio». Questione di prezzo, ed anche questo spiega perché le offerte speciali continuino ad acquistare sempre più peso: «Stiamo lavorando moltissimo sui prezzi. I consumatori sono sempre più attenti al costo dei singoli prodotto e le loro scelte sono condizionate soprattutto dal prezzo».<br />
Interessante anche un altro dato: «Si compra il giusto, il superfluo non esiste più. Lo vediamo anche da piccoli dettagli. Faccio un esempio: in passato magari si acquistava una fetta di prosciutto in più e poi la si buttava, oggi questo non accade: se possibile, non si getta nulla», dice Klotz.<br />
In una situazione di difficoltà economica, la crescita di fatturato del gruppo Aspiag viene accolta con grande soddisfazione. I ricavi sono saliti da 1,43 a 1,57 miliardi di euro (il fatturato al pubblico, quello al loro dell&#8217;Iva, è salito a 1,71 miliardi). «Nella nostra area di mercato, quella del Nord-Est, abbiamo raggiunto una quota di mercato del 14,7%». Aumentato anche il numero del personale, che è passato da 6.203 a 6.330 unità: anche questa è una dimostrazione che in questo momento stanno funzionando meglio i punti vendita più grandi.</p>
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		<title>Un ritorno: Caprotti jr consulente di Aspiag Service e Coin</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 01:28:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspiag]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[Giuseppe Caprotti, figlio del Cav. Bernardo, dopo aver guidato l&#8217;azienda di famiglia per poi uscirne nell&#8217;anno 2004 dopo il contrasto con il padre sulle strategie dell&#8217;azienda si rimette in gioco con due progetti ambiziosi. Il giovane Caprotti, a dire il vero di cose interessanti ne aveva fatte, si era lanciato sul biologico, forse un fallimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1469" title="coin" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/12/coin.jpg" alt="" width="150" height="119" />Giuseppe Caprotti, figlio del Cav. Bernardo, dopo aver guidato l&#8217;azienda di famiglia per poi uscirne nell&#8217;anno 2004 dopo il contrasto con il padre sulle strategie dell&#8217;azienda si rimette in gioco con due progetti ambiziosi. Il giovane Caprotti, a dire il vero di cose interessanti ne aveva fatte, si era lanciato sul biologico, forse un fallimento sotto il profilo dei numeri dell&#8217;immediato (anche se la crisi non ha contribuito alla fortuna di questo progetto), ma fondamentale sia per l&#8217;immagine da un lato e come forma di investimento dall&#8217;altro (oggi il biologico in Italia sta crescendo molto), aveva lanciato quella stupenda campagna pubblicitaria firmata da Armando Testa. Si perché il dott. Giuseppe Caprotti non ha un cattivo curriculum: laureato in storia alla Sorbona di Parigi, Caprotti<span id="more-1453"></span> era entrato in Esselunga con un apprendistato dal basso. Ha lavorato due anni nei supermarket di Chicago, di cui uno da operaio tra casse e scaffali. Nel 2000 ha preso le redini del colosso da cinque miliardi di fatturato, trasformandone la cultura aziendale. I due progetti sono: collaborazione con Aspiag Service sull non food, e più precisamente sulla gestione degli spazi e l&#8217;eventuale razionalizzazione dell&#8217;assortimento food e non food (chi non ha presente quelle lingue di plastica ancora in uso nel PDV Esselunga con i prodotti casalinghi a supporto dei prodotti del food ad essi dedicati?) e poi con il gruppo Coin con un bel progetto che si chiama QB (Quanto Basta), una specie di &#8220;Store in Store&#8221; dentro i PdV Coin che prevede il posizionamento di un bar, ristorante e rivendita di alimentari, proponendo prodotti naturali, possibilmente biologici. &#8220;Quanto Basta&#8221; è l&#8217;acronimo usato in tutti i libri di cucina per dare una misura personale di quantità nelle ricette. Il primo PdV QB è già stato aperto al Coin di Genova, e sono previste altre 10 aperture entro il 2010. Caprotti junior tuttavia rimane azionista al 33,3 per cento di Esselunga: quota uguale a quella delle due sorelle. Suo padre nel 2010 compie 85 anni, da dieci si dice che vende. Ma non ha venduto. Il Corriere economia gli ha domandato cosa ne pensa, e lui ha risposto: &#8220;Io ho voltato pagina&#8221;. In bocca al Lupo.</p>
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		<title>Aspiag: Il gigante distributivo Veneto vuole comprare</title>
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		<pubDate>Sat, 21 Mar 2009 21:13:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aspiag]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ un periodo davvero singolare. La crisi generalmente porta a grandi sofferenze, ma inevitabilmente anche a grandi affari. La storia ce lo insegna. La contrazione dei consumi sta mietendo alcune vittime perché se il sell out si arresta o rallenta, tutta la filiera ne risente. I pagamenti dei fornitori vengono ritardati più di quanto lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-774" title="despar" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/03/despar-150x141.gif" alt="" width="150" height="141" />E’ un periodo davvero singolare. La crisi generalmente porta a grandi sofferenze, ma inevitabilmente anche a grandi affari. La storia ce lo insegna. La contrazione dei consumi sta mietendo alcune vittime perché se il sell out si arresta o rallenta, tutta la filiera ne risente. I pagamenti dei fornitori vengono ritardati più di quanto lo sono normalmente, i fornitori a loro volta, che hanno le loro fatture scontate dalle banche non vengono più garantite e quindi bloccano le forniture per non creare metastasi nei conti già in precario equilibrio. In questi giorni ci sono diversi supermercati di catene importanti ( a Roma una catena storica ha incredibilmente quasi tutti gli scaffali vuoti) che sono davvero in difficoltà. Oggi la DO è ben suddivisa: da un lato c’è chi sfrutta benissimo il concetto di prossimità, lavora in termini di comunicazione molto più di quanto non facesse in passato, si abbassa lo scontrino medio ma aumenta la numerica, fa in modo che i margini resistano bene e quindi non risente dei cali tanto previsti, anzi cresce guadagnando fatturato e nuovi clienti. Dall’altro lato c’è quella DO che sempre ha avuto problemi di sopravvivenza ma di fatto sino ad oggi vivevano di un equilibrio precario, divenuto infine terribilmente precario al limite del fallimento. Nel mondo Sigma, nel mondo Despar e nel mondo Interdis ci sono situazioni critiche è inutile negarlo. La DO performante trova così terreno fertile per comprare a prezzo molto conveniente le strutture di quei competitor che sino a ieri erano o compagni di viaggio di insegna oppure fastidiosi concorrenti. Un esempio di ciò che si diceva poc’anzi è stato dato dalla recente vendita del gruppo Omniscom a vantaggio del Gruppo Seven e del Gruppo Aspiag. Proprio quest’ultimo è sulla bocca di molti in questi tempi perché sembrerebbe che avrebbe intenzione di incrementare le proprie quote di mercato attraverso importanti investimenti rivolti a rilevare storici gruppi della distribuzione Antitrust permettendo. Voci indicano Aspiag come interessata ad un gruppo Veneto molto conosciuto e non lontano. Sempre Aspiag viene indicato come interessato ad intervenire in maniera più decisa (perché in ogni caso già timidamente presente) nella regione Emilia Romagna.</p>
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		<title>Omniscom: La famiglia Tosolini vende</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Dec 2008 22:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aspiag]]></category>

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		<description><![CDATA[Il gruppo alto atesino Omniscom pare sia stato ceduto. In Selex questo presidio era utile a livello geografico, meno in termini strategici sui piani marketing. In ogni caso la catena consta di 17 Pdv &#8220;A&#38;O&#8221; e &#8220;Famila&#8221; di dimensioni medie nei territori che vanno da nord di Verona sino al confine. Chi comprerebbe questi PdV? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il gruppo alto atesino Omniscom pare sia stato ceduto. In Selex questo presidio era utile a livello geografico, meno in termini strategici sui piani marketing. In ogni caso la catena consta di 17 Pdv &#8220;A&amp;O&#8221; e &#8220;Famila&#8221; di dimensioni medie nei territori che vanno da nord di Verona sino al confine. Chi comprerebbe questi PdV? Nemmeno a domandarlo: Aspiag. Il gruppo Despar, che sta crescendo di cifre consistenti, dopo l&#8217;importante acquisizione dei &#8220;Pellicano&#8221; si impegna ad un ulteriore sforzo economico. La sua quota nel nord est si farà ancora più significativa.</p>
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		<title>Aspiag: alla conquista del Veneto. Nuove acquisizioni?</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Mar 2008 16:24:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Aspiag]]></category>

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		<description><![CDATA[Il lavoro dei Capi Area del gruppo Despar Aspiag è intenso in questi giorni; l’obbiettivo è amalgamare gli assortimenti dei 62 PdV Pellicano ( Lombardini) appena acquisiti dal gruppo. Si tratta di un lavoro capillare e difficile, il miraggio della fine è, per questi operatori, un motivo di rinascita tutte le volte che capitano tali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><font face="Georgia">Il lavoro dei Capi Area del gruppo Despar Aspiag è intenso in questi giorni; l’obbiettivo è amalgamare gli assortimenti dei 62 PdV Pellicano ( Lombardini) appena acquisiti dal gruppo. Si tratta di un lavoro capillare e difficile, il miraggio della fine è, per questi operatori, un motivo di rinascita tutte le volte che capitano tali incombenze. Ma nel gruppo padovano non c’è sosta : sembra, da voci insistenti, che Aspiag non si voglia fermare qui infatti nel mirino ci sarebbero i Supermercati Cadoro, 22 strutture con 2 Iper. Se così fosse la quota di mercato nella regione sarebbe straordinaria.</font></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal"><img border="0" width="177" src="http://www.gdonews.it/images/cadoro.jpg" height="93" /></p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt" class="MsoNormal">&nbsp;</p>
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