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	<title>GDO News &#187; Acquisizioni e fusioni</title>
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	<description>Grande Distribuzione Organizzata Novità Analisi e Dibattiti</description>
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		<title>Interessante intervista sul Sole 24 ore a Vianney Mulliez (Auchan)</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 16:56:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott.ssa C. Grillo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Auchan]]></category>
		<category><![CDATA[Esselunga]]></category>

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		<description><![CDATA[In una interessante intervista al Sole 24ore di qualche giorno fa Vianney Mulliez , 48 anni, il nipote del fondatore Gérard, in occasione dei 50 anni della catena della sua famiglia Auchan ha spiegato che se mai Esselunga fosse in vendita sarebbe interessato all’acquisto. Relativamente al nostro mercato ha poi detto che l’aumento dell’IVA in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/12/mulliez.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4554" title="mulliez" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/12/mulliez.jpg" alt="" width="143" height="127" /></a>In una interessante intervista al Sole 24ore di qualche giorno fa Vianney Mulliez , 48 anni, il nipote del fondatore Gérard, in occasione dei 50 anni della catena della sua famiglia Auchan ha spiegato che se mai Esselunga fosse in vendita sarebbe interessato all’acquisto. Relativamente al nostro mercato ha poi detto che l’aumento dell’IVA in Italia avrebbe un senso se legata ad una riduzione del costo del lavoro. Ha poi aggiunto che il concetto di crisi va interpretato in un senso più profondo, come grande cambiamento strutturale “che trasformerà i comportamenti individuali e quindi anche il nostro modo di operare, obbligandoci ad adattarci alle nuove esigenze della clientela. Dal punto di vista dell&#8217;impatto sui nostri conti certo chiuderemo l&#8217;anno al di sotto degli obiettivi nella zona euro, che vale il 70% del fatturato, ma l&#8217;Europa centrale mostra una buona resistenza e i mercati russo e cinese continuano a darci grosse soddisfazioni”. Alla domanda sulla validità della formula degli Ipermercati alla luce dell’attuale crisi del formato ha risposto: “Siamo dei grandi distributori, ma prima di tutto dei commercianti. La nostra politica è quella di rispondere al meglio ai bisogni della clientela. In passato l&#8217;ipermercato è stato un vero valore aggiunto e lo è ancora oggi. In Europa però si sta in effetti andando verso punti vendita più piccoli, di prossimità. E&#8217; un settore in cui in Italia siamo già presenti con Punto Sma e stiamo testando il mercato in Francia e in Russia. Inoltre il nostro modello si presta allo sviluppo del franchising. Proprio in Italia abbiamo già 1.500 supermercati affiliati. Auchan non ha mai voluto quotarsi ed è tutt&#8217;ora un gruppo familiare”. Sarà quotata in Borsa l’azienda? No- ha risposto – “Le pressioni sui risultati a breve che impone la presenza in Borsa sono contraddittorie rispetto alla nostra strategia di lungo periodo. Peraltro vedo molti gruppi quotati che si stanno pentendo della loro scelta. E&#8217; inconcepibile che il valore di una società possa dimezzarsi in pochi mesi per ragioni del tutto estranee ai suoi risultati industriali”</p>
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		<title>Conad: acquisiti i supermercati di Lombardini? Probabilmente sì, ma nulla di ufficiale</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Nov 2011 21:37:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Gola Profonda</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Gossip]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche mese fa Conad aveva proceduto all’acquisizione dei punti di vendita Pellicano nell’isola Sardegna attraverso il Conad del Tirreno. Operazione costosa ed importante, che ha portato 18 superstore ad aggiungersi ai 72 punti di vendita già appartenenti al Gruppo toscano, e portando la quota di mercato dell&#8217;insegna sull’isola a raggiungere il 27%. A questa doveva, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-4391" title="conadsstore" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/conadsstore.jpg" alt="" width="246" height="130" />Qualche mese fa Conad aveva proceduto all’acquisizione dei punti di vendita Pellicano nell’isola Sardegna attraverso il Conad del Tirreno. Operazione costosa ed importante, che ha portato 18 superstore ad aggiungersi ai 72 punti di vendita già appartenenti al Gruppo toscano, e portando la quota di mercato dell&#8217;insegna sull’isola a raggiungere il 27%. A questa doveva, immediatamente dopo, succedere l’acquisto dei supermercati Lombardini del nord Italia attraverso il Conad Centro Nord ma sorsero dei problemi: innanzitutto i quattro Ipermercati di Lombardini che non potevano essere gestiti dal Gruppo Reggiano per via della loro esclusiva vocazione a realizzare Supermercati e Superstore, ma non formati superiori, e poi probabilmente anche problematiche di tipo economico, di cifre. Nella trattativa sembrava essersi inserita successivamente anche Coop che per arginare la crescita del Gruppo di Via Michelino in termini di quota di mercato, che avrebbe cercato, secondo alcune fonti, di  entrare nella trattativa per uscirne vincente. Invece improvvisamente nel mondo dell’industria è cominciata a girare insistentemente una voce, confermata anche in altri ambienti: l’accordo si sarebbe già concluso con Conad Centro Nord qualche settimana fa, ma non come si pensava la passata estate, ovvero con la totale acquisizione del pacchetto dei supermercati ed Ipermercati.</p>
<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/comprabene.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-4392" title="comprabene" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/11/comprabene.jpg" alt="" width="179" height="54" /></a>Pare siano stati acquisiti tutti i Comprabene, ovvero i formati medi e medio piccoli, quelli cioè a cui la cui vocazione di Centro Nord è rivolta da sempre e che da sempre bene interpreta. Ed i rimanenti? Non si sa nulla. Precisiamo che si tratta solo di voci, nulla di ufficiale ci è pervenuto, ma le voci sono davvero troppe per non scrivere qualche riga e raccontare le dinamiche. Tale acquisizione, unitamente a quella dei punti di vendita in Sardegna porterebbero la quota di mercato di Conad sopra al 12%, unitamente alla crescita intrinseca determinata dalla bontà delle vendite avutesi in quest’ultimo anno. Anche le voci intorni all’acquisizione di Billa non si fermano, ma qui davvero si tratta solo di voci lontane. Certo, se avvenisse davvero che un giorno anche questa operazione si avverasse, la quota di mercato del Gruppo bolognese sarebbe rilevante anche nella regione Lombardia, ed allora la sfida ad Esselunga sarebbe aperta. Vedremo..</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Il Gruppo Vega ( nord est) entra in Sigma dal 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:32:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma]]></category>

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		<description><![CDATA[In un comunicato stampa il Gruppo Sigma ha spiegato che Vega, società attiva da oltre 40 anni nell&#8217;ambito della distribuzione organizzata in Veneto e Friuli, dove ha raggiunto una posizione leader, entrerà all’interno della compagine a partire dal 1 gennaio 2012. Con 285 punti di vendita multicanali a insegna Maxì, Super M, Qualì, Tuttidì, Tulipano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/vega.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3670" title="vega" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/09/vega-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>In un comunicato stampa il Gruppo Sigma ha spiegato che Vega, società attiva da oltre 40 anni nell&#8217;ambito della distribuzione organizzata in Veneto e Friuli, dove ha raggiunto una posizione leader, entrerà all’interno della compagine a partire dal 1 gennaio 2012. Con 285 punti di vendita multicanali a insegna Maxì, Super M, Qualì, Tuttidì, Tulipano e Aurora, nel 2010 il retailer ha sviluppato un fatturato di 247 milioni di euro.</p>
<p>“Con l&#8217;ingresso del Gruppo Vega – ha commentato Antonello Basciu, Presidente del gruppo distributivo che, assieme a Coop Italia, Despar e Il Gigante, è parte di Centrale Italiana, la più importante centrale acquisti attiva nel nostro Paese – Sigma entra dalla porta principale in un&#8217;area molto stimolante e competitiva quale il nord Est, aggiungendo un tassello significativo alla strategia di crescita che stiamo implementando da tempo”. Il Direttore Generale Sigma, Davide Rossi, ha aggiunto <span id="more-3669"></span>che “È motivo di grande soddisfazione per noi constatare che Vega ha scelto di affrontare le difficili sfide che attendono nei prossimi anni la distribuzione moderna, sposando la filosofia e le strategie del Gruppo Sigma. Per il nostro sistema, l&#8217;ingresso di Vega, retailer così dinamico e radicato in regioni all&#8217;avanguardia quali Veneto e Friuli, si traduce in un chiaro rafforzamento della nostra base sociale.&#8221; Dalla parte del Gruppo Vega si è spiegato che “Entriamo in Sigma – ha sottolineato Roberto Barbon, Amministratore Delegato   – con la certezza di poter rendere ancora più concreti i nostri programmi di sviluppo, in una fase non certo facile per l&#8217;economia tutta, grazie alle sinergie con un grande Gruppo che ha fatto dell&#8217;innovazione, della qualità e del servizio, le carte vincenti per affermarsi a livello nazionale&#8221;. Il Gruppo trevigiano con i suoi 247 milioni di euro di fatturato ha generato un utile superiore ai 15 milioni, attraverso il quale verranno finanziate le aperture di nuovi punti vendita. “Abbiamo creato una rete di supermercati distribuiti capillarmente sul territorio, tutti di media grandezza e con assortimenti pari a quelli offerti dai maxi supermercati della Gdo. A differenza di questi, però, i nostri sono però gestiti da negozianti del luogo. Ciò ci permette di incarnare l&#8217;anello di congiunzione tra la piccola bottega e la grande distribuzione, coniugando i vantaggi di entrambe le realtà attraverso una rodata organizzazione imprenditoriale.” L’Ad ha poi concluso “(..) dopo anni di investimenti siamo riusciti a diventare una realtà composita, nata trent&#8217;anni fa da un semplice gruppo di acquisto, diventato nel tempo una vera e propria società che ha investito in un network di negozi importante, diversificando sempre più l&#8217;offerta. Ci occupiamo a livello centralizzato dell&#8217;acquisto della merce per tutti i nostri associati, scontando quindi prezzi vantaggiosi. Ma all&#8217;attività commerciale ne abbiamo poi aggiunte altre ad alto valore aggiunto, come la gestione del magazzino, del marketing, attraverso strutture dedicate come gli studi fotografici per le pubblicità, fino ai servizi interni di tesoreria e alla progettazione dei punti vendita, senza tralasciare il controllo di gestione, la consulenza sulle risorse umane e ogni aspetto amministrativo e finanziario”. Vi è da aggiungere che per meglio gestire la costante crescita del gruppo, sono state attivati corsi di formazione interna, riservata ai dipendenti dei soci, oltre a servizi di finanziamento a sostegno degli investimenti, possibili grazie all&#8217;elevata liquidità in mano al gruppo, che ha scelto la mutualità al posto del fine di lucro, reinvestendo negli anni la grande mole di utili. Il risultato è un patrimonio netto di gruppo di 86 milioni di euro, debiti finanziari ai minimi e un alto grado di indipendenza dalle banche. Il Gruppo è poi proprietario del 25% del Gruppo Eurospin ed ha dato anche vita  ad una nuova insegna, il Tulipano, specializzata in profumeria e prodotti per la casa, senza dimenticare i negozi Mondo Natura. Insomma Sigma entra in un territorio di sicuro interesse attraverso una eccellenza dello DO.</p>
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		<title>Billa: voci sulla cessione di parte della rete</title>
		<link>http://www.gdonews.it/2011/07/billa-voci-sulla-cessione-di-parte-della-rete.html</link>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2011 22:26:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Billa]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>

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		<description><![CDATA[In ottant&#8217; anni di storia sarebbe la quinta volta che cambia proprietà. La ex Standa, ora Billa, non sembra trovare una collocazione stabile. L&#8217; attuale titolare, la società tedesca Rewe le ha cambiato nome pensando che quello vecchio non avesse più appeal tra i consumatori. Ma non ha funzionato. Così ora avrebbe deciso di ristrutturare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-874" title="standa_billa_rewe" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/05/standa_billa_rewe.jpg" alt="" width="153" height="139" />In ottant&#8217; anni di storia sarebbe la quinta volta che cambia proprietà. La ex Standa, ora Billa, non sembra trovare una collocazione stabile. L&#8217; attuale titolare, la società tedesca Rewe le ha cambiato nome pensando che quello vecchio non avesse più appeal tra i consumatori. Ma non ha funzionato. Così ora avrebbe deciso di ristrutturare la propria rete di supermercati, cedendo i punti vendita non strategici. Questo è quanto trapela da fonti vicine al gruppo, le quali aggiungerebbero che proprio i compagni in Sicon, quelli di Conad Leclerc, potrebbero essere interessati all&#8217;acquisto per solidificare la propria posizione soprattutto nella regione Lombardia. Rewe Italia, interpellata in proposito, dice che «su questo non rilasciamo dichiarazioni», ma spiega che «la strategia è quella di concentrarsi su di un unico formato di negozio e su un&#8217; area geografica in cui<span id="more-3175"></span> la rete meglio risponde alle esigenze di efficienza del mercato». E aggiunge che «il formato su cui vuole concentrarsi è quello del negozio di vicinato, focalizzato soprattutto sul servizio ai consumatori, sulla qualità e sulla varietà del fresco. La prossimità al cliente è l&#8217; obiettivo da raggiungere non solo con la vicinanza geografica ma anche nella scelta dei prodotti».<br />
La catena leader in Germania comprò la Standa, o meglio la parte alimentare del gruppo, dai fratelli Franchini nel 2001. Allora era sembrato l&#8217; ultimo atto di una storia lunga ottant&#8217; anni. Fondata nel 1931 dall&#8217; ex direttore di Upim, Franco Monzino, con il nome Magazzini Standard, la catena divenne Standa nel 1938 quando Benito Mussolini impose di italianizzare le scritte straniere. Il gruppo crebbe dal Dopoguerra in poi con la formula del self service fino a che nel 1966 passò alla Montedison che raddoppiò le filiali sfruttando vecchi teatri e locali dismessi. Pochi anni dopo Raul Gardini la cedette a Fininvest che la rilanciò nell&#8217; immaginario popolare come «la casa degli italiani». Negli anni &#8216; 90, quando i conti cominciarono a segnare il rosso, Berlusconi, appena sceso in politica, la cedette di nuovo: l&#8217; abbigliamento a Coin e l&#8217; alimentare alla famiglia Franchini.</p>
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		<title>Sigma Italia: l’acquisizione di Multicedi (Decò) incrementa con decisione la sua quota di mercato</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2011 21:52:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Sigma]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Se ne parlava e soprattutto si discuteva da mesi sul passaggio da una centrale ad un&#8217;altra dell’insegna Multicedi, fortissimo retailer Campano protagonista in una regione oggi in forte contrazione dei consumi, ed alla fine è avvenuto: il Gruppo abbandona il mondo Interdis per approdare a quello Sigma. Multicedi è una realtà distributiva che consta di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2996" title="deco" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/deco.gif" alt="" width="220" height="109" />Se ne parlava e soprattutto si discuteva da mesi sul passaggio da una centrale ad un&#8217;altra dell’insegna Multicedi, fortissimo retailer Campano protagonista in una regione oggi in forte contrazione dei consumi, ed alla fine è avvenuto: il Gruppo abbandona il mondo Interdis per approdare a quello Sigma. Multicedi è una realtà distributiva che consta di una rete composta da oltre 200 punti di vendita a insegna Deco&#8217; (206 in Campania, 9 in Lazio, 2 in Puglia, 3 in Abruzzo e 1 in Molise) tra supermercati, maxistore e negozi specializzati in prodotti congelati e surgelati, per una superficie di circa 130.000 mq.; e da 5 cash&amp;carry a insegna Adhoc (20.000 mq di superficie complessiva), che sviluppano oltre il 20% del giro d&#8217;affari.<br />
Il Gruppo punta ad un deciso sviluppo tanto è vero che nel 2012 saranno inaugurati altri nuovi<span id="more-2935"></span> 25 punti di vendita sempre ovviamente ad insegna Deco&#8217;. Nell’anno appena trascorso Multicedi ha superato i 650 milioni di euro di fatturato. L&#8217;obiettivo del 2011 e&#8217; di arrivare a quota 750 milioni e di raggiungere gli 850 milioni nel 2012. Nella sola Campania, lo scorso anno Multicedi ha raggiunto una quota di mercato del 13%. Insomma è oggettivamente un grande successo per il mondo Sigma, e per la sua direzione commerciale, questa nuova e discussa adesione. Discussa in forma elegante ed indiretta dal dott. Santambrogio (Direttore Generale Interdis), in una recente intervista proprio qui su GDONews,dove aveva messo in guardia il mondo retail ( e probabilmente indirettamente proprio il vertice di Multicedi) da quelle che sono state denominate effimere chimere dei supposti migliori contratti di alcune supercentrali.</p>
<div id="attachment_2937" class="wp-caption alignleft" style="width: 156px"><img class="size-full wp-image-2937  " title="davide-cozzarolo1" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/davide-cozzarolo1.jpg" alt="" width="146" height="194" /><p class="wp-caption-text">Dir. Commerciale Sigma Davide Cozzarolo</p></div>
<p>Di fatto si tratta di capire cosa abbia determinato la migrazione dell’insegna Decò da una centrale all’altra. E’certamente pleonastico ricordare che i passaggi da un mondo distributivo ad un altro sono la normalità nella distribuzione italiana, così ricca di distribuzione regionale, ma la vera domanda, nella fattispecie, è quella rivolta ai veri motivi del cambio che può aver convinto Multicedi ad approdare a Sigma. Con ogni probabilità l’insegna Decò, vista la notorietà regionale, rimarrà salva a discapito di quella Sigma, ma sicuramente dovranno cambiare, come paventava il dott. Santambrogio, alcune parti dell’assortimento sugli scaffali. E’ possibile che un’insegna vincente si assuma il rischio di cambiare parti dell’assortimento per una supposta piccola miglioria di contratto? Qui, con ogni probabilità sarà intervenuta la capacità del management Sigma a rasserenare i vertici Multicedi sulla qualità e la bontà della parte di assortimento che rinnoverà le gondole ( Private Label) come anche può aver avuto successo la descrizione del progetto network che Sigma ha presentato alla business community circa un mese fa. Il Direttore Generale dott. Davide Rossi ha così commentato: “Multicedi ha individuato in Sigma il partner ideale per il nostro dinamismo, per la nostra innovativa progettualità e per la trasparenza che si concretizza nell’attiva partecipazione delle imprese associate ai tavoli negoziali”.</p>
<div id="attachment_2973" class="wp-caption alignleft" style="width: 150px"><img class="size-full wp-image-2973" title="Rossi" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/Rossi.jpg" alt="" width="140" height="210" /><p class="wp-caption-text">Direttore Generale Sigma Davide Rossi</p></div>
<p>Il Presidente Antonello Basciu ha poi puntualizzato che ““L’operazione che ha portato all’ingresso di Multicedi è un segnale significativo della forte volontà non solo di proseguire nella nostra strategia di consolidamento a livello nazionale, ma anche di condividere e stimolare la crescita di una realtà della distribuzione meridionale davvero molto interessante e dalle grandi potenzialità, che sta seguendo un percorso di sviluppo innovativo e virtuoso”.  Insomma da un lato Interdis è in un momento dove, passata la gestione Barberini, si sta riorganizzando come ben spiegato nell’intervista sopra citata, ma il rischio di perdere pezzi per decisioni maturate in precedenza è reale, e quello di Multicedi è uno di questi pezzi. Dall’altra sponda il processo di rigenerazione del mondo Sigma sta portando i primi risultati percepiti ( non ancora reali sull’esistente) attraendo pezzi pregiati del mondo distributivo regionale in grado di aumentare la quota di mercato dell’insegna di Bologna e di conseguenza di iniziare un processo di aggiornamento dei ruoli all’interno del mondo centrale Italiana. Forse, alla fine, è proprio questo un aspetto che potrebbe avere risvolti interessanti: la luce del leader Coop, pur rimanendo fondamentale e fondante per il super gruppo, può avere nel suo interno alleati che hanno l’ambizione di vivere di luce propria all’interno di un organigramma molto competitivo.</p>
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		<title>Alleanza Crai-Sma prolungata fino al 2020</title>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 11:24:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Alessandro Foroni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Crai]]></category>
		<category><![CDATA[Sma]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[I due gruppi hanno deciso di prolungare la loro alleanza in forza dei notevoli risultati conseguiti in questi primi tre anni, grazie all&#8217;accordo precedente operativo dal 2008 e valido per Italia, Malta e Svizzera, dove Crai è presente da anni, che interessa l&#8217;intero sistema degli acquisti (prodotti food e non food, attrezzature e impiantistica) e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2888" title="crai-sma" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2011/05/crai-sma.jpg" alt="" width="103" height="131" />I due gruppi hanno deciso di prolungare la loro alleanza in forza dei notevoli risultati conseguiti in questi primi tre anni, grazie all&#8217;accordo precedente operativo dal 2008 e valido per Italia,  Malta e Svizzera, dove Crai è presente da anni, che interessa l&#8217;intero sistema degli acquisti (prodotti food e non food, attrezzature e impiantistica) e dei servizi, e che prevede:<span id="more-2884"></span></p>
<p>- sinergie logistiche e organizzative</p>
<p>- consente ai poli distributivi di Crai, attraverso un contratto di master franchising, di sviluppare le insegne di Sma PuntoSimply, Simply e IperSimply sul loro specifico territorio.</p>
<p>Se sul piano degli acquisti la collaborazione si è rivelata proficua, andando ad investire, al di là delle grandi marche, anche sulle fonti di approvvigionamento dei prodotti a marchio.<br />
Significativo è stato lo sviluppo sul piano della gestione delle insegne Sma in territori dove il gruppo non era presente e fortemente presidiati da Crai.<br />
In Sardegna, ai 6 punti vendita già aperti, nel 2011 si affiancheranno altri 8 supermercati Simply e in Calabria nello stesso anno sono previste 11 nuove aperture.</p>
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		<title>Interdis: Il 2011 inizia con un nuovo Presidente [AGGIORNATO]</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Jan 2011 23:39:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il Gruppo Interdis (Dimeglio e Sidis) nel corso dell’anno appena concluso, ha dovuto affrontare gli ultimi mesi nel silenzio necessario a non alimentare le polemiche seguite delle dichiarazioni espresse dal dott. Francesco Pugliese, Direttore Generale di Conad-Leclerc, che dalle colonne del mensile GDOWeek aveva posto dubbi alla prosecuzione dell’esperienza Sicon con il Gruppo milanese allo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2186" title="interdis" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/07/interdis.jpg" alt="" width="196" height="122" />Il Gruppo Interdis (Dimeglio e Sidis) nel corso dell’anno appena concluso, ha dovuto affrontare gli ultimi mesi nel silenzio necessario a non alimentare le polemiche seguite delle dichiarazioni espresse dal dott. Francesco Pugliese, Direttore Generale di Conad-Leclerc, che dalle colonne del mensile GDOWeek aveva posto dubbi alla prosecuzione dell’esperienza Sicon con il Gruppo milanese allo scadere naturale del contratto alla fine dell’anno in corso. GDONews ha seguito con attenzione la polemica ed ha dato spazio alle sagge parole del dottor Giorgio Santambrogio che con esperienza sedava le voci che insinuavano migrazioni dal Gruppo. In effetti le risultanze che emergono dai fatti evidenziano che la compagine di Interdis rimarrà inalterata per l’anno 2011. Inoltre Nielsen ha recentemente pubblicato alcuni dati di mercato che tendono ad evidenziare come nell’anno appena trascorso Interdis abbia raggiunto una quota di mercato pari al 3,9% confermando di essere il sesto gruppo italiano.</p>
<p>Invero, la vera notizia che sta attorno al gruppo Interdis non è chi c’è e chi ci sarà, ma si rivolge alla verifica di quali<span id="more-2586"></span> saranno i suoi programmi prossimi futuri; infatti è probabile che l’atteggiamento del Gruppo di Via Lomellina cambi in maniera decisa a seconda del Presidente che si insedierà alla guida.</p>
<p>Ecco la vera notizia:il Cav. Paolo Barberini ha dato le dimissioni da Presidente di Interdis a fine anno 2010 ed il 2011 inizierà con la nomina di uno nuovo.</p>
<p>Il ventaglio di nomi che gli addetti ai lavori stanno facendo per la nuova Presidenza è limitato, ma da questo emergono due più degli altri: uno è quello di Renato Viale, brillante imprenditore piemontese, e l’altro è quello del dott. Gianni Cavalieri eminente Presidente del Consorzio Ergon di Ragusa. Bisogna ricordare che il secondo è già stato Presidente di MDO ed è un personaggio conosciuto e stimato nel mondo della Distribuzione. A Prescindere da quale sarà il nome, una cosa appare essere chiara agli analisti: Interdis aveva bisogno di una scossa, doveva adattare il metodo di comunicazione alle attuali esigenze, soprattutto dopo le dichiarazioni di Pugliese che hanno dato una certa destabilizzazione, ed hanno contribuito ad alimentare voci di migrazioni di imprese associate. Viene da pensare che Interdis, attraverso l’opera del nuovo Presidente, vorrà prendere la scena della politica della GDO, intesa come la capacità di dialogare con tutti gli attori e saper interpretare nel modo migliore le esigenze del mondo distributivo, e di rilanciare quello spirito commerciale necessario ad intrecciare relazioni con tutti gli attori dello GDO, essenziale per rendersi ancora più attrattivi.</p>
<p><strong>AGGIORNAMENTO</strong></p>
<p>Nella giornata di ieri 17 gennaio, Gianni Cavalieri è stato nominato all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione come nuovo Presidente di Interdis, a seguito della cessazione dall’incarico, dopo 7 anni di attività, di Paolo Barberini. Private label, format e forte orientamento ai Clienti, i principali asset nell’agenda del nuovo Presidente.<br />
Gianni Cavalieri, cinquantacinque anni, è laureato in Scienze economiche e bancarie, Presidente di Ergon,  Amministratore Unico Mdo e già Vice Presidente Interdis.</p>
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		<title>Santambrogio, Direttore Generale Marketing di Interdis, risponde a GDONews sulle prospettive del Gruppo</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Nov 2010 23:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
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		<category><![CDATA[Interdis]]></category>
		<category><![CDATA[Strategie dei gruppi]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella scorsa pubblicazione GDONews aveva scritto di tensioni riguardanti una supercentrale importante nel panorama distributivo: SICON. In particolare ci eravamo soffermati sulle forti dichiarazioni rese dal direttore generale del Gruppo Conad Francesco Pugliese, che in poche parole metteva sul “chi va là” la prosecuzione del rapporto di collaborazione tra Interdis e Conad, recriminando soprattutto il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2020" title="santambrogio" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/05/santambrogio.jpg" alt="" width="141" height="150" />Nella scorsa pubblicazione GDONews aveva scritto di tensioni riguardanti una supercentrale importante nel panorama distributivo: SICON. In particolare ci eravamo soffermati sulle forti dichiarazioni rese dal direttore generale del Gruppo Conad Francesco Pugliese, che in poche parole metteva sul “chi va là” la prosecuzione del rapporto di collaborazione tra Interdis e Conad, recriminando soprattutto il fatto secondo cui l’alleanza tra le due centrali non andava oltre una mera opportunità sugli acquisti e non di condivisione di strategie ed obbiettivi come si voleva al principio. La risposta del dott. Santambrogio non si è fatta attendere. All’indomani della nostra pubblicazione ci è giunta in redazione<span id="more-2499"></span> una lettera scritta e firmata dal direttore generale e marketing del Gruppo milanese che qui sotto riportiamo nella interezza.</p>
<blockquote><p>Egregio dr. Meneghini,</p>
<p>sono Giorgio Santambrogio e ho ragionevole certezza che eravate in attesa di un mio intervento relativo all’ipotesi improbabile riguardante una possibile correlazione tra le osservazioni rilasciate a mezzo stampa da Francesco Pugliese e “probabili” migrazioni di soci Interdis.</p>
<p>Entro subito nel cuore del problema, sottolineando che mi è difficile ipotizzare una qualsivoglia correlazione tra i due eventi, quando questi sono decisamente improbabili o imprecisi.</p>
<p>Per chiarezza: affaire Sicon.  Interdis e Conad stanno valutando le modalità di prosecuzione dell’accordo sottoscritto nel 2007, che li vede partner in Sicon e che terminerà a fine 2011. Interdis sta infatti valutando le diverse possibili opzioni di collaborazione, purché finalizzate al conseguimento di un vantaggio reciproco e di un’effettiva crescita. Non solo, ma il Consiglio di Amministrazione di Interdis ha deciso di aprire un tavolo di confronto paritario per individuare la strategia di sviluppo più efficace, portando idee e discutendo delle proposte evolutive di Conad.  Interdis è ovviamente d’accordo che il sodalizio con finalità negoziali è una condizione necessaria, ma di per sé non sufficiente e quindi il confronto verterà su temi strategici come format, assortimenti, logistica e centri decisionali. Tutto ciò nel rispetto delle specificità di ogni singola realtà territoriale ed imprenditoriale.  La modalità per scrivere il futuro dipenderà dal grado di condivisione dei rispettivi orientamenti strategici. La volontà di Interdis è quella di valorizzare, anche attraverso una soluzione condivisa, i propri punti di forza e le specificità che, da sempre, la contraddistinguono: la presenza sulla pressoché totalità del territorio nazionale, la vocazione alla prossimità e la capacità di creare valore attraverso le carte fedeltà e il servizio al cliente finale.</p>
<p>Evento “migrazioni”. Catone diceva “Exigua his tribuenda fides, qui multa loquuntur”. In effetti bisogna prestare poca fede a quelli che parlano molto, magari andando in giro per centrali d’acquisto a raccontare sogni. Ma, ringraziandoVi per lo spazio concessomi, mi permetto di chiudere, citando anche l’Ecclesiaste che dice “Omnia tempus habent”.   Avremo quindi tempo di verificare se le migrazioni (naturali nella D.O.) saranno centrifughe o, come ipotizzo, decisamente centripete!!</p>
<p>Grazie.</p>
<p>Giorgio Santambrogio</p>
<p>Direttore Generale Marketing Interdis</p></blockquote>
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		<title>Sicon (Interdis – Conad Leclerc) al capolinea? Che cosa succede in Interdis?</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Nov 2010 22:05:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Conad Leclerc]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Interdis]]></category>

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		<description><![CDATA[Pochi giorni fa è uscita su GDOWEEK un’intervista al direttore generale di Conad Leclerc Francesco Pugliese che in certo modo potrebbe dichiarare la fine del rapporto con Interdis all&#8217;interno di Sicon. Certo non ha detto espressamente questo, ma lo ha fatto capire a chiare lettere: ha detto che “Quello tra Conad e Interdis è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2487" title="Pugliese" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2010/11/Pugliese-Francesco-CONAD.jpg" alt="" width="140" height="188" />Pochi giorni fa è uscita su GDOWEEK un’intervista al direttore generale di Conad Leclerc Francesco Pugliese che in certo modo potrebbe dichiarare la fine del rapporto con Interdis all&#8217;interno di Sicon. Certo non ha detto espressamente questo, ma lo ha fatto capire a chiare lettere: ha detto che “Quello tra Conad e Interdis è stato il primo accordo tra distributori della durata di 5 anni, l&#8217;obiettivo era di creare un percorso che comprendesse la logistica, la gestione dei freschi, un accordo che, al di là dei contratti, costruisse qualcosa in grado di aggregare ulteriormente l&#8217;imprenditoria. Morale: non abbiamo fatto niente in 4 anni.”<br />
Una dichiarazione forte e chiara: le cose cosi come stanno non vanno bene, quindi o si cambia radicalmente oppure alla fine dell’anno, ovvero alla scadenza naturale del contratto, ognuno va per la sua strada. Il fatto più preoccupante è però lo stato del Gruppo Interdis. Delle difficoltà <span id="more-2461"></span>delle aziende romane, storica spina dorsale del gruppo, è già stato scritto, del passaggio di Cediz Izzi a Sigma anche. Oggi le tensioni all’interno del Gruppo milanese ci sono, ne parlano in molti, forse in troppi per evitare di scrivere qualcosa. Si parla anche di probabili migrazioni di alcune aziende importanti verso altre centrali di acquisto. Se fosse per questo che il direttore generale di Conad si è espresso in maniera cosi decisa?</p>
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		<title>Mondo Coop: processi di fusione in corso, che succede?</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Oct 2010 21:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dott. Andrea Meneghini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Acquisizioni e fusioni]]></category>
		<category><![CDATA[Coop Italia]]></category>
		<category><![CDATA[Dibattiti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia e mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Editoriali]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mondo delle Coop, nell’immaginario di alcuni, è un mondo dove regna l’opulenza, dove il vantaggio fiscale è tale da riparare a qualsiasi errore manageriale, il vantaggio competitivo ottenibile dal citato risparmio sarebbe tale da non creare nessun problema a livello finanziario, semmai il suo problema è spendere. Se fosse così non si capirebbe ciò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-668" title="coop" src="http://www.gdonews.it/wp-content/uploads/2009/02/coop.jpg" alt="" width="227" height="147" />Il mondo delle Coop, nell’immaginario di alcuni, è un mondo dove regna l’opulenza, dove il vantaggio fiscale è tale da riparare a qualsiasi errore manageriale, il vantaggio competitivo ottenibile dal citato risparmio sarebbe tale da non creare nessun problema a livello finanziario, semmai il suo problema è spendere.<br />
Se fosse così non si capirebbe ciò che sta succedendo in questo periodo.<br />
Anni fa il mondo Coop era suddiviso in nove grandi Cooperative che si univano il termini di acquisti presso la Centrale Coop Italia ma negli assortimenti erano completamente autonome. I processi di razionalizzazione ed unificazione delle strategie di vendita, rese necessarie<span id="more-2355"></span> per rispondere all’ingresso ed alla espansione dei colossi francesi oltre all’evoluzione degli Ipercoop, portarono agli inizi degli anni 2000 alla creazione dei Distretti e ad un conseguente processo di unificazione delle politiche di vendita. E’ pur vero che all’interno di ogni Distretto c’è sempre stato chi ha mal digerito l’appartenenza ad una comune strategia, anzi c’è stato chi, negli ultimi anni, ha proprio deciso di diversificare all’interno del Distretto le proprie politiche di vendita, però il concetto di unificazione in Distretti, seppur con qualche naturale intoppo, stava funzionando. Sicuramente l’evoluzione di Coop sino alla definitiva concezione di Gruppo GD ha prodotto brillanti risultati, superando i famosi e pericolosi localismi. I problemi di vendita del canale Ipermercati ( che ha coinvolto tutti, prima ancora che Ipercoop, si pensi a Carrefour) di questi ultimi anni hanno portato il mondo cooperativo a rispondere al mercato in termini organizzativi, attraverso la centralizzazione nazionale degli assortimenti, quindi attraverso un processo di omogeneizzazione che rendesse più semplice il controllo della complessa macchina di vendita che è in atto in questi tempi.<br />
Delle difficoltà del format, si è detto più volte, si sapeva, ma delle difficoltà delle Coop in termini di bilancio si sta scoprendo in questi ultimi mesi.<br />
Sono sempre più insistenti le voci di un processo di definitiva unificazione delle tre cooperative del Nord Ovest ( oramai ex Distretto Nord Ovest ? ) che per risolvere problemi di costi hanno deciso di unificarsi. Pare infatti che i bilanci di Novacoop e di Coop Lombardia abbiano i margini di positività ridotti al lumicino, la stessa Coop Liguria “arranca” come abbiamo fatto notare ultimamente.<br />
Anche nel Distretto Tirrenico le voci di fusione tra Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze hanno quasi il senso dell’ufficialità. Rimarrebbe fuori dal Super gruppo solo la Coop Centro Italia ( per completare anche qui il passaggio da Distretto ad unica Cooperativa) la quale nella pubblicazione del bilancio 2009 ha scritto: “L’anno più difficile” dove si nota un utile netto intorno all’1% del fatturato delle vendite ( 6,3 milioni di euro di utile netto su un fatturato 2009 di 631 milioni di euro). Purtroppo quello di Coop Centro Italia non è un bilancio pubblicato in tutte le sue voci e quindi è impossibile trarre conclusioni.<br />
In ogni caso il fatto delle serie difficoltà economiche in cui versano alcune cooperative smentisce l’affermazione di partenza che può avere “l’uomo della strada”; anche la Coop, come tutti, talvolta più di altri, deve fare i conti con gli aspetti delle difficoltà di bilancio.<br />
Cosa sta succedendo?<br />
I Punti di Vendita Coop, oramai nella loro generalità, dove non sono Ipermercati, sono Supermercati/Superstore di medie dimensioni, con assortimenti precisi e ben studiati, con una intelligente costruzione di Private Label assolutamente in linea con i migliori Retailers europei, con un ottimo bilanciamento tra segmenti e reparti, ed anche, in risposta a tutte queste qualità, con un affollamento di consumatori, almeno nei supermercati, non differente dal passato, infatti pare che la numerica scontrini non sia il problema da affrontare.<br />
Di sicuro, come tutti, anche Coop deve combattere contro le diminuzioni delle battute di scontrino, insomma contro la diminuita capacità di spesa del consumatore, ma com’è possibile che si arrivi a crisi di questo genere?<br />
Forse la risposta c’è ed è lontana dal mondo della distribuzione di prodotti alimentari tramite la vendita nei supermercati ed ipermercati, e si potrebbe annidare nel mondo finanziario.<br />
“Plus24”, supplemento del più noto quotidiano economico “ Il Sole 24ore” negli ultimi giorni ha pubblicato, attraverso la penna di Fabio Pavesi, un interessante articolo sul peso di Unipol sulle cooperative e sono emerse informazioni piuttosto significative. “ […] Quel legame è tanto antico quanto solido, ma le ultime vicissitudini di Unipol con quella maxi-perdita per oltre 700 milioni nel 2009, qualche malessere l’hanno senz’altro procurato tra i vertici delle cooperative rosse che del gruppo assicurativo posseggono metà del capitale. Certo un centinaio di milioni di dividendi sono stati comunque deliberati e saliranno lungo la catena societaria da Finsoe fino a Holmo per arrivare nelle casse delle 40 coop che stanno in cima alla piramide che governa il colosso assicurativo. Colosso sì, ma dalla vita recente piuttosto travagliata. Almeno da quando ha tentato la fallita scalata alla Bnl. Unipol aveva in cassa, dopo l’estate dei furbetti del quartierino, due miliardi di euro, oggi a pochi anni di distanza si è ritrovata a chiedere altri 500 milioni di nuovi soldi al mercato. Certo una parte (circa un miliardo) di quella riserva, chiesta allora agli azionisti per la conquista abortita di Bnl, è tornata a casa sotto forma di dividendo nel 2008. Ma resta il fatto che i risultati sia economici che patrimoniali hanno visto in questi anni una marcata discesa. A partire dallo choc dei 700 milioni di perdite dell’anno scorso provocati dall’aver svalutato in un colpo solo titoli azionari in portafoglio che hanno continuato per anni a essere contabilizzati a valori di carico non più realistici rispetto al mercato. Una pulizia dolorosa ma doverosa, come quella avviata su un portafoglio di attività che vedeva immobilizzati titoli strutturati per oltre 6 miliardi e polizze a capitalizzazione per oltre tre miliardi. Un periglioso cammino negli ultimi anni, testimoniato anche dalle dinamiche di attività e patrimonio. Ebbene l’attivo del gruppo è passato da 38 miliardi di euro del 2005 a 43,3 miliardi di fine 2009, ma il capitale ha fatto il percorso inverso. Dai sei miliardi di patrimonio netto si è scesi ai 3,8 miliardi di fine 2009. Se poi al capitale dimagrito si aggiungono le difficoltà incontrate da Unipol banca e le perdite di Unipol merchant il quadro si chiude. Non che la borsa non se ne sia accorta. Unipol tre anni fa valeva ben sopra i due euro, di questi tempi quota sui 55 centesimi. Certo, ora fatte le pulizie la compagnia dovrebbe ripartire. C’è un piano industriale che prevede utili netti consolidati a 250 milioni per fine 2012. Si vedrà.” L’avvento del socio sovventore ( riferimento ad articoli GDONews del recente passato) ha rivoluzionato la gestione ed i bilanci del mondo cooperativo, rendendoli anche di difficilissima lettura, gli intrecci con il mondo finanziario sono mutati e si sono fatti importantissimi e per certi lati fondamentali. Il manager Coop, cresciuto nella cooperativa nel mondo della distribuzione di prodotti alimentari, ha dovuto capire, interpretare e gestire le difficoltà del connubio tra gestione caratteristica e gestione finanziaria di un bilancio, e non ultimo affrontare le tempeste dei mercati degli ultimi anni, fatali a diverse multinazionali nel mondo. Ad aggravare ancora la situazione ha di fatto contribuito, e l’articolo di Pavesi ne è conferma, il problema di Unipol nella vicenda della scalata a Bnl con il conseguente allontanamento di un ottimo ( ma anche discusso) manager come Consorte. Nonostante ciò il Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Coop Italia, il dott. Vincenzo Tassinari, procede diritto e promette investimenti importantissimi nei prossimi anni soprattutto nel sud Italia, terreno difficilissimo dove Carrefour ha compromesso la sua strategia italiana. Se Coop saprà ben interpretare le esigenze del consumatore del Sud, e Centrale Italiana sarà sicuramente un ottimo viatico, avrà vinto la battaglia con il mercato.</p>
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