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Francesco Pugliese: “Non siamo un’isola, lottiamo per le comunità”

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Il legame con le comunità e le persone resta l’identità della nostra struttura imprenditoriale cooperativa. E lo abbiamo dimostrato concretamente subito dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale con una raccolta fondi che ha permesso di raccogliere 2,3 milioni di euro

di FRANCESCO PUGLIESE

Nessun uomo è un’isola, ogni uomo è una parte della Terra, ha scritto John Donne.
Nemmeno l’impresa lo è, perché è tra gli uomini che si sviluppa e cresce, e non può esserlo un supermercato, impresa e insieme luogo di scambi e relazioni, microcosmo nel quale l’umanità si specchia tutti i giorni mostrando il suo volto autentico.

Conad vuole farci i conti con questa realtà, perché è e si sente parte delle comunità in cui opera. Non cede e non lo ha mai fatto a un modello aziendale dove in cima a ciò che conta ci sono i numeri della trimestrale, ma conserva nel suo Dna costitutivo la volontà di ritagliarsi nella comunità un ruolo di guida: investendo, innovando, costruendo i presupposti perché il domani sia meglio dell’oggi.

Il legame con le comunità e le persone resta l’identità della nostra struttura imprenditoriale cooperativa, ed è nel contempo ciò che ci tiene con i piedi piantati a terra, certi che la competitività di un’azienda prima, e il benessere di un Paese poi, si costruiscono sulla base dell’inclusione sociale e sulla partecipazione di tutti i soggetti.

Non occorre ripeterlo ancora: il valore economico si crea restituendo tempo e denaro al territorio che ti accoglie e alle persone che lo abitano, ed è questa consapevolezza che ha animato nell’anno appena trascorso le iniziative di Conad, operate attraverso il Consorzio, le cooperative e i singoli soci.

Con costanza abbiamo sostenuto i fornitori locali e nazionali, convinti che lo sviluppo non può prescindere dalla valorizzazione dei saperi e delle tradizioni di un Paese, specie di un Paese come l’Italia, che su questi saperi fonda parte delle sue radici culturali. Abbiamo portato avanti progetti per sostenere l’istruzione delle nostre giovani generazioni e per fornire materiali didattici alle scuole. Abbiamo supportato le piccole associazioni sportive e il Terzo Settore, che costituiscono oggi perno irrinunciabile del nostro sistema di welfare. E siamo stati vicini alle famiglie con una politica di prezzi ribassati sui beni di prima necessità, dagli alimenti ai carburanti, dagli occhiali ai medicinali.

Abbiamo voluto esserci anche quando la catastrofe del terremoto ha rischiato di piegare l’Italia Centrale, con una raccolta fondi che ha permesso di raccogliere 2,3 milioni di euro per rendere più sicuri otto edifici scolastici nelle zone colpite dal sisma.

Ne siamo orgogliosi: è un risultato ottenuto grazie all’impegno e alla sensibilità dei nostri soci imprenditori, persuasi che restituire tempo e denaro a chi in te ripone la sua fiducia è la base per lavorare a un futuro umanamente e socialmente più sostenibile. Il dovere di ogni impresa, il dovere di un supermercato, che tra le persone opera e di persone e relazioni si nutre.

 

[via repubblica]

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