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Dal Colle entra in Melegatti

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L’azienda dolciaria veronese affianca il fondo maltese Open Capital, gestito da Abalone Asset Management, con il 30% di capitale della società veicolo

La veronese Dal Colle entra nella Melegatti con la sottoscrizione di una quota del 30% nella società veicolo del fondo maltese Abalone, che finanziando la campagna natalizia aveva consentito il salvataggio della storica azienda che inventò il pandoro. La campagna natalizia attuata in extremis ha per ora evitato fallimento con una produzione di 1,575 milioni di pandori e panettoni – esattamente il numero autorizzato dal tribunale – sostenuta dalla campagna sui socialpromossa dai lavoratori (senza stipendio da agosto fino al rientro in azienda, alla fine di novembre) e dalla solidarietà dei consumatori. A fine dicembre Abalone aveva anche annunciato la nomina di Carlo Gianani quale chief restructuring officer di Melegatti e di Sergio Perosa quale procuratore generale, per meglio attuare la procedura di ristrutturazione avviata il 7 novembre scorso e in relazione alla predisposizione della campagna di Pasqua. L’impegno nell’implementazione della campagna pasquale, ha spiegato Perosa, sarà volto a massimizzare l’efficienza della realtà produttiva e alla valorizzazione e conservazione dei livelli occupazionali. Perosa è subentrato a Luca Quagini, che si è occupato invece della campagna natalizia.

Un partner industriale

Ma la novità più importante riguarda proprio il ruolo di Dal Colle, che è strettamente industriale, per la messa in produzione dei prodotti continuativi – le brioche – nella fabbrica acquisita e mai entrata a regime a San Martino Buon Albergo. L’ufficialità è del 28 dicembre scorso, ma abbiamo già contribuito alla ripresa della produzione soprattutto per la fornitura delle materie prime ha spiegato al Sole 24 Ore Ivan Losio per l’advisor finanziario Sei Consulting. L’incontro con il fondo che stava valutando potenziali partner è avvenuto proprio sulla base dell’esperienza di Dal Colle, che fattura oltre 50 milioni con una quota di circa il 60% di prodotti continuativi, a marchio proprio ma non solo.

I sindacati

Piuttosto fredda la reazione dei sindacati: Dopo aver sollecitato a più riprese i tecnici che al momento si stanno occupando del recupero Melegatti per avere informazioni aggiornate sull’accordo quadro e sulla partenza e modalità operativa e gestionale della Campagna Pasquale – recita una nota congiunta di Flai Cgil, Fai Cisl e Uila Uil – siamo venuti a sapere da un comunicato stampa che la procedura va avanti e che nella nuova struttura compare anche l’azienda dolciaria Dal Colle. Fa specie anche leggere nel medesimo comunicato che il Fondo maltese, per la mini campagna di Natale, dichiari di avere messo a disposizione ingenti finanziamenti, quando ormai è risaputo che dei 6 milioni annunciati ne ha sborsati solo 850mila, creando non poche difficoltà gestionali, tra cui i pagamenti degli stipendi dei lavoratori. L’invito è a “programmare un incontro con il sindacato per fare chiarezza, su quanto è stato deciso. I lavoratori, che hanno dimostrato sino ad ora grande responsabilità, disponibilità e pazienza, hanno diritto di sapere in modo chiaro come si sta evolvendo la situazione, a chi devono fare riferimento e soprattutto hanno diritto di avere pagata la loro retribuzione con regolare puntualità.

[via foodweb]

Q COMMENTO
  1. Gianni

    Siamo contenti dell’operazione di salvataggio, per un nome storico nazionale. Adesso bisogna andare avanti con i tempi e lanciare nuovi prodotti avendo un nome ben stellato da spendere.

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