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Crescono i consumi di pesce: per gli italiani 25 chili a testa

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Venticinque chili all’anno a testa; poco importa se grigliato, lessato, in umido, crudo: sulle tavole degli italiani c’è sempre più pesce, con buone prospettive di una ulteriore crescita nei prossimi due-tre anni.

Gli italiani, in media, consumano pesce 6 volte al mese, contro le 15 di frutta, le 14 di verdura e le 9 di legumi. Consumi meno significativi per salumi, carni avicunicole e uova (7 volte al mese ognuno), carni bovine (6) e carne suina (5) (fonte: stime su dati IRI).

Quali i criteri che guidano nella scelta quando si tratta di acquistare il pesce? La freschezza, prima di tutto (13,7%); poi il prezzo (10,4%), la sicurezza (6,8%), la provenienza italiana (6,6%) e locale (6,3%), la fiducia riposta nel venditore (4,6%), il sapore atteso (4,5%) e la zona di pesca o di allevamento (4,4%). La preferenza va al pesce fresco e al decongelato sfuso e confezionato. Seguono le conserve e semiconserve confezionate, il congelato/surgelato confezionato (per praticità, in primo luogo), il congelato sfuso e il secco, salato e affumicato (sfuso e confezionato).

Insomma, gli italiani cucinano e consumano pesce: la media è passata dai 16 kg del 2016 ai 25 dell’anno in corso (in Europa la media è di 22,5 kg, ma con forti disparità tra i vari Stati). Anche se un italiano su tre (18 milioni di persone) predilige un’alimentazione di tipo vegetariano, non rinuncia a consumare, seppure in modo saltuario, prodotti di origine animale (fonte: Eurispes). Tra questi c’è il pesce: 7 italiani su 10 ritengono di doverne consumare ancora di più perché fa bene alla salute, altri 6 perché piace, 4 su 10 perché sono convinti di mangiarne troppo poco. Tra chi propende per un maggiore consumo ci sono la fiducia nella qualità del prodotto venduto (16,7%), la possibilità di acquistare pesce pescato (15,8%), di qualità (14,8%) e con vasto assortimento (13,8%). Non manca neppure chi acquista pesce perché… lo sa cucinare bene (13,8%).

Nel raffronto tra il primo semestre 2017 e quello 2016 sono gli ipermercati (+4,1% a volume e +7% a valore) e i supermercati (+4,8% a volume e +6,6% a valore) a registrare gli incrementi maggiori di vendite, mentre sono in contrazione gli hard discount (-7,9% a volume e -2,6% a valore) e i canali tradizionali (-0,2% a volume, ma +4,4% a valore) (fonte: dati Ismea e dati Nielsen).

Un mercato, quello del pesce, che oggi vale il 3% del fatturato complessivo food&beverage, ma che ha interessanti potenzialità di crescita. Nei prossimi 2-3 anni lo si consumerà non meno di 7 volte al mese, con un incremento che non ha paragoni tranne quello del consumo di legumi (che passerà da 8 e 10). In calo i consumi di salumi, carne bovina e carne suina (fonte: Eurispes e stime su dati IRI).

La filiera del pesce è al centro del convegno “La filiera ittica tra sfide e innovazione” organizzata dal dipartimento pesca di Legacoop Agroalimentare che si tiene oggi, 5 dicembre, all’Eataly di Roma Ostiense.

[via repubblica]

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