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Retail: Food e Fashion trainano la ripresa dei consumi

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Il commercio torna a fare affari, puntando su superfici più piccole rispetto al passato, made in Italy e convergenza con il digitale. I nuovi scenari del settore secondo un’indagine di EY

Il carrello della spesa torna in pista. A dirlo è uno studio presentato da EY nel corso del Retail Summit, che si è tenuto a Stresa il 21 -22 settembre, in collaborazione con Confimprese e gruppo Food, nel quale sono emerse nuove le dinamiche del commercio ai tempi del digitale. Intanto lo scenario, dopo anni di cinghie tirate, sembra volgere al sereno. «Il retail italiano sta crescendo – ha detto Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’area Mediterranea – Il mercato presenta scenari incoraggianti, trainato soprattutto dal settore del food e del fashion. Il valore del Food & Beverage sul totale mercato è del 16%, con l’Italia che cresce del 1,5% e l’export oltre il 5%. La crescita del settore del lusso nei prossimi due anni si aggira su un potenziale +13% anche e soprattutto grazie al made in Italy, traino dell’espansione dei retailer italiani all’estero, realizzata seguendo il modello del franchising. La presenza di catene italiane all’estero è ancora inferiore rispetto a quella delle catene straniere, ma il trend ha iniziato a progredire a doppia cifra anno su anno».

Nel nostro paese il retail è un pilastro del conto economico: vale circa 920 miliardi di euro l’anno generati da una rete di 750 mila punti vendita. Per i prossimi due anni è atteso uno sviluppo del 2,7% del giro d’affari. Le dinamiche di crescita si inseriscono in un percorso di trasformazione del retail italiano. Il gigantismo dei punti vendita è in frenata. Infatti si registra un ritorno al negozio di prossimità: superfici più contenute per servire bacini di persone più contenuti. Le grandi catene stanno puntando a nuovi modelli distributivi per avvicinarsi al consumatore e battere così l’avanzata delle consegne a casa dell’ecommerce. Perché è il digitale la grande sfida del futuro del retail. Se negli Usa, l’ecommerce sta facendo strage di centri commerciali e di negozi, in Italia si sta verificando il fenomeno opposto. Perché il consumatore italiano, in 9 casi su dieci, si informa sul web prima di fare un acquisto, ma poi si reca al punto vendita per finalizzarlo. «L’online è una vetrina fondamentale per il commercio – precisa Donato Iacovone – tanto che l’80% dei retailer ha avviato strategie sul digitale. Ma ad oggi è una fonte principalmente informativa, perché il consumatore vuole toccare con mano il prodotto prima di acquistarlo». Non a caso, nel 2018 sono attese almeno 20 mila nuove assunzioni nel retail

«È interessante notare come, per la prima volta, è la convergenza fisico digitale a spingere le vendite. Siamo agli inizi di una grande rivoluzione, soprattutto informativa». Nell’ultimo anno il numero dei visitatori nei punti vendita è sceso del 5% rispetto al 2015. Un dato che però non deve trarre in inganno. Perché aumentano le persone che si informano in rete e magari rinunciano a una passeggiata per negozi. «Ma poi fanno i loro acquisiti direttamente in negozi – precisa Iacovone – I consumatori molto più informati rispetto al passato. E questa è la chiave di volta per interpretare il retail del futuro». EY ha realizzato un’indagine dedicata all’innovazione, Retail Intelligence 2017, nella quale emerge uno scenario del tutto nuovo. «Le imprese stanno investendo in tecnologia e nel digitale. Perché hanno compreso che la rivoluzione del web è una rivoluzione della conoscenza. Oggi i consumatori sono molto attenti e preparati. Ma anche le imprese sono molto più consapevoli, perché, grazie al digitale, conoscono meglio i consumatori. In un futuro prossimo, tecnologie come il riconoscimento facciale, permetteranno ai retailer di proporre offerte personalizzate secondo gusti ed esigenze dei clienti».Retail: Food e Fashion trainano la ripresa dei consumi

Il commercio torna a fare affari, puntando su superfici più piccole rispetto al passato, Made in Italy e convergenza con il digitale. I nuovi scenari del settore secondo un’indagine di EY

Il carrello della spesa torna in pista. A dirlo è uno studio presentato da EY nel corso del Retail Summit, che si è tenuto a Stresa il 21 -22 settembre, in collaborazione con Confimprese e gruppo Food, nel quale sono emerse nuove le dinamiche del commercio ai tempi del digitale. Intanto lo scenario, dopo anni di cinghie tirate, sembra volgere al sereno. «Il retail italiano sta crescendo – ha detto Donato Iacovone, amministratore delegato di EY in Italia e Managing Partner dell’area Mediterranea – Il mercato presenta scenari incoraggianti, trainato soprattutto dal settore del food e del fashion. Il valore del Food & Beverage sul totale mercato è del 16%, con l’Italia che cresce del 1,5% e l’export oltre il 5%. La crescita del settore del lusso nei prossimi due anni si aggira su un potenziale +13% anche e soprattutto grazie al made in Italy, traino dell’espansione dei retailer italiani all’estero, realizzata seguendo il modello del franchising. La presenza di catene italiane all’estero è ancora inferiore rispetto a quella delle catene straniere, ma il trend ha iniziato a progredire a doppia cifra anno su anno».

Nel nostro paese il retail è un pilastro del conto economico: vale circa 920 miliardi di euro l’anno generati da una rete di 750 mila punti vendita. Per i prossimi due anni è atteso uno sviluppo del 2,7% del giro d’affari. Le dinamiche di crescita si inseriscono in un percorso di trasformazione del retail italiano. Il gigantismo dei punti vendita è in frenata. Infatti si registra un ritorno al negozio di prossimità: superfici più contenute per servire bacini di persone più contenuti. Le grandi catene stanno puntando a nuovi modelli distributivi per avvicinarsi al consumatore e battere così l’avanzata delle consegne a casa dell’ecommerce. Perché è il digitale la grande sfida del futuro del retail. Se negli Usa, l’ecommerce sta facendo strage di centri commerciali e di negozi, in Italia si sta verificando il fenomeno opposto. Perché il consumatore italiano, in 9 casi su dieci, si informa sul web prima di fare un acquisto, ma poi si reca al punto vendita per finalizzarlo. «L’online è una vetrina fondamentale per il commercio – precisa Donato Iacovone – tanto che l’80% dei retailer ha avviato strategie sul digitale. Ma ad oggi è una fonte principalmente informativa, perché il consumatore vuole toccare con mano il prodotto prima di acquistarlo». Non a caso, nel 2018 sono attese almeno 20 mila nuove assunzioni nel retail

«È interessante notare come, per la prima volta, è la convergenza fisico digitale a spingere le vendite. Siamo agli inizi di una grande rivoluzione, soprattutto informativa». Nell’ultimo anno il numero dei visitatori nei punti vendita è sceso del 5% rispetto al 2015. Un dato che però non deve trarre in inganno. Perché aumentano le persone che si informano in rete e magari rinunciano a una passeggiata per negozi. «Ma poi fanno i loro acquisiti direttamente in negozi – precisa Iacovone – I consumatori molto più informati rispetto al passato. E questa è la chiave di volta per interpretare il retail del futuro». EY ha realizzato un’indagine dedicata all’innovazione, Retail Intelligence 2017, nella quale emerge uno scenario del tutto nuovo. «Le imprese stanno investendo in tecnologia e nel digitale. Perché hanno compreso che la rivoluzione del web è una rivoluzione della conoscenza. Oggi i consumatori sono molto attenti e preparati. Ma anche le imprese sono molto più consapevoli, perché, grazie al digitale, conoscono meglio i consumatori. In un futuro prossimo, tecnologie come il riconoscimento facciale, permetteranno ai retailer di proporre offerte personalizzate secondo gusti ed esigenze dei clienti».

 

[via repubblica]

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