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Gli italiani vogliono il biologico, crescono i prodotti con il riferimento al bio in etichetta

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Il fatturato di questi alimenti è salito del 16,2% nel 2016 rispetto all’anno precedente, arrivando a rappresentare il 2,4% del giro d’affari del food & beverage in Italia. Boom anche per veg, kosher e halal
Gli italiani vogliono il biologico, crescono i prodotti con il riferimento al bio in etichetta Cresce il peso del biologico nella grande distribuzione, dove sei etichette su cento fanno riferimento a questa caratteristica dei prodotti. Un fenomeno che caratterizza tutti i prodotti rivolti a particolari stili di vita, come vegano e halal, che stanno conquistando nuovi consumatori.

Secondo l’analisi condotta dall’Osservatorio Immagino – creato da GS1 Italy e Nielsen – sono ormai 2.379 i prodotti confezionati che presentano sulle confezioni un richiamo al mondo dell’organic food. Quest’insieme eterogeneo di alimenti, che incide per il 6% sui 41 mila prodotti di largo consumo monitorato dall’Osservatorio Immagino, nel 2016 ha mostrato un’ottima performance, crescendo del 16,2% rispetto all’anno precedente e arrivando a rappresentare il 2,4% del giro d’affari del food & beverage in Italia. Un trend ancora più positivo se si considera che il tasso di promozionalità del biologico è tra i più bassi in assoluto di tutto il mass market (23%).

L’Osservatorio Immagino ha rilevato che il 73% del giro d’affari complessivo di questi prodotti si deve a 3,4 milioni di famiglie e che a spendere di più per comprare prodotti bio sono le persone con redditi sopra media e le famiglie con bambini e ragazzi, a conferma dei valori di salubrità, sicurezza e naturalità che gli italiani riconoscono al biologico.

La ricerca dice che l’universo più dinamico è quello del “100% veg”, che ha ormai raggiunto lo stesso giro d’affari del biologico, nonostante numericamente abbia la metà circa dei prodotti rispetto all’offerta del bio. Nel 2016 i prodotti per vegani hanno conquistato il 2,4% di quota sul fatturato complessivo dei 41 mila prodotti analizzati dall’Osservatorio Immagino. In un anno le vendite sono salite del 10,2%, aiutate anche dalla pressione promozionale arrivata al 34%, e si devono soprattutto a consumatori a reddito alto e trasversali tra le varie classi di età. Interessante anche il fenomeno degli alimenti kosher e halal, due nicchie in crescita (rispettivamente +7,8 e +4% rispetto al 2015) apprezzate da un pubblico più ampio, fatto soprattutto di persone a reddito medio e consumatori di età matura, che premia la sicurezza garantita dai controlli rigorosi effettuati dalle rispettive autorità religiose.

Altri numeri, riportati da Nomisma in occasione di Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale di Bologna Fiere, dicono che nel primo semestre 2017 l’incremento delle vendite bio è stato del 10,3% rispetto al periodo gennaio-giugno 2016 (+13,4% nel 2016 rispetto al 2015), un ottimo risultato se valutato in relazione ai crescenti e cospicui volumi di merce biologica commercializzata. La Grande distribuzione con i propri comparti dedicati al biologico, continua ad essere il principale canale di diffusione, erodendo quote di mercato ai negozi specializzati. Il 65% della spesa bio avviene nel Nord Italia, il 24% nel Centro e l’11% al Sud. L’incidenza del bio sulle categorie di spesa è particolarmente marcata nei settori del miele (12,9%), uova (12,9%), frutta (7,8%) e ortaggi (5,6%). Il primo semestre 2017 registra anche la crescita record per la carne di pollo bio (+61% in volume) e per il vino bio (+108%).

 

[via repubblica]

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