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Le capsule stanno cambiando la storia del caffè macinato. Ecco tutti i numeri della rivoluzione in corso. L’opinione della azienda Covim sul futuro della categoria

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Il 30% del caffè venduto in Grande Distribuzione è rappresentato dalle capsule. E’ un dato rilevante che deve essere legato ad altre situazioni in evoluzione che stanno caratterizzando il mondo del caffè.

In primo luogo bisogna rilevare l’erosione del fatturato nei diversi segmenti della categoria caffè: il caffè normale 100% arabica perde il 10%, il caffè espresso l’8% così come il caffè macinato in cialde. Il caffè macinato il 5%.

Insomma se non si parla di terremoto è qualcosa di simile.

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Dati Super + Iper AT 2016

Per non parlare degli sforzi che sta compiendo l’industria per “limitare i danni” e cercare di tenere almeno alla parità sull’anno il fatturato, sforzi che vengono compiuti a suon di attività promozionali: il caffè macinato perde il 5% (2016 vs 2015) pur sviluppando una pressione promozionale che sta intorno al 45%.

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Si tenga sempre presente che quando si cita tale dato si parla di un valore medio, tenendo presente che la pressione promozionale esercitata dai prodotti di caffè macinato in private label è del 15% e che il 60% è indicativamente la media dei diversi followers della categoria.

Si sta parlando di un mercato in cui l’avvento della capsula ha praticamente compromesso i vari equilibri di marginalità.

Le cialde ed il caffè espresso, che potevano occupare quello spazio di offerta definibile “aspirazionale”, alternativi al caffè macinato, non hanno più ragione di esistere. Gli assortimenti dei vari scaffali continuano ad offrire queste referenze, ed anche le private labels, probabilmente perché poco reattive, ma è tutto destinato a finire fagocitato dall’avvento delle capsule.

Sino a poco tempo fa capsule significava (giustamente) dire Nestlè, ovvero l’azienda che le ha portate sul mercato. E’ significativo affermare che al giorno d’oggi Lavazza ha già superato, in Italia, il fatturato di Nestlè.

Ma la vera battaglia adesso sta nell’offerta private label: molti players si stanno cimentando in questo segmento che, contrariamente al caffè macinato, ed anche alle cialde, è il risultato di qualità del prodotto in termini olfattivi ma anche qualitativi ed ecologici.

E’ una nuova dimensione che va affrontata con molta più preparazione rispetto al resto dell’offerta di categoria.

Covim Banner 2

GDONews ha intervistato Daniele Picenelli di Covim, una delle aziende protagoniste nell’offerta di capsule in Private Label, venuta alla ribalta delle cronache per la qualità attribuita al suo prodotto dalla rivista Altroconsumo.

D: Sig. Picenelli il futuro della categoria caffè appartiene ancora al macinato oppure è ipotizzabile pensare ad una quota di mercato delle capsule intorno al 50%?

R: E’ difficile parlare di percentuali numeriche, ma è facile ipotizzare un trend ancora in crescita per il settore dei caffè monoporzionati, trainato dalla caduta dei vincoli brevettuali di alcuni sistemi che hanno una diffusione mondiale e che Oggi consentono alla GDO di inserire nuove aziende produttrici, andando oltre al localismo che nel mondo del caffè è sempre stata una limitazione. A tal proposito abbiamo appena presentato la nuova linea di capsule autoprotette COVIM Gusto Più compatibili con la linea  Nestlè® Dolce Gusto® che sarà strategica e cambierà nuovamente gli equilibri sui lineari della GDO.  E’ vero che alcuni monoporzionati come la cialda in carta perdono quote di mercato, ma questo fattore è dovuto alla mancanza di offerta di macchine a favore di altri sistemi. Noi crediamo che la cialda in carta sia, comunque, un sistema tra i più performanti ed ecologici e sosterremo anche questa linea, con il lancio di una miscela con caffè biologico. Il caffè e macinato sarà sempre la parte di maggior peso in termini di volumi e fatturato, ma  si dovrà ritornare ad un livello qualitativo che negli ultimi anni si è abbassato per molteplici fattori.

D: Covim viene dal mondo del vending: il consumatore GDO ha delle necessità differenti?

R: Il consumatore è sempre più attento e consapevole delle sue scelte. Pertanto la qualità percepita nel consumo dei prodotti diventa sempre più l’arma vincente. La componente tecnologica unita all’ottimizzazione delle miscele per un erogazione precisa, costante e di qualità su un numero elevato di modelli di macchine comporta continue prove e test  e  sicuramente l’esperienza di Covim nel mondo del Vending ha contribuito ad associare e a far conoscere  il nome dell’azienda al consumatore della GDO, che in fondo beve il nostro caffè in ufficio ed adesso anche a casa

D: Qual è il valore aggiunto di Covim e della sua offerta rispetto alla concorrenza?

R: Covim deve confrontarsi con marchi di caratura internazionale e solo con la qualità dei propri prodotti riesce a entrare nelle abitudini dei consumatori.

I continui investimenti in tecnologia e l attenzione maniacale nella ricerca della qualità non solo in senso assoluto ma anche nella costanza dei prodotti , nella vastità di gamma offerta sul mercato delle capsule compatibili e l’attenzione per l’ambiente sono dei valori aggiunti riconosciuti prima nel vending ed oggi anche dalla GDO, seppur con maggior difficoltà, perché in un mercato dove il prezzo è in molti casi la prima scelta, non sempre siamo in grado d trasmettere il know how .  A tal fine entro la fine dell’anno sarà disponibile la linea di capsule  biologico & compostabile   che manterranno inalterato gusto sapore, ma soprattutto saranno  “amiche dell’ambiente”.

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Su COVIM:

Sito Internet

Covim è una storica torrefazione genovese che in oltre quarant’anni d’esperienza ha acquisito una competenza e una sensibilità che le permettono, seguendo e controllando ogni passaggio della lavorazione, di assicurare un prodotto sempre raffinato, gustoso e costante.
I migliori caffè del mondo per tutti gli italiani sono disponibili in quattro specifiche linee di prodotto, destinate agli operatori del Vending, dell’Ho.Re.Ca, della Grande Distribuzione Organizzata. L’eccellenza dei caffè Covim raggiunge tutte le differenti tipologie di consumatori: nei luoghi di lavoro e pubblici, al bar e in famiglia.
Il pay-off “Espresso Life” è un tributo alla cultura del caffè e a chi ne condivide l’importanza e la sua positiva incidenza nella vita di tutti i giorni, un concetto “contenitore” che mette insieme la passione per le cose fatte bene e gli stili di vita.

 

 

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  1. Antonio

    Grazie

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