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Gardini (Conserve Italia), “origine materia prima in etichetta è urgente e necessaria”

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“Sosteniamo con forza, quasi con veemenza, la necessità di arrivare al più presto ad una normativa comunitaria che imponga l’obbligatorietà dell’origine sui derivati del pomodoro”. Così Maurizio Gardini, presidente di Conserve Italia e di Confcooperative interviene in merito alle iniziative per il sostegno della filiera del pomodoro da industria attualmente in discussione alla Camera dei Deputati.

“Quella del pomodoro – prosegue Gardini – è una delle filiere più importanti in termini di quantità e di fatturato per il settore agroalimentare italiano con un giro d’affari stimato che supera i 3,2 miliardi di euro, il cui prestigio viene purtroppo offuscato da accuse di scarsa trasparenza e dalla crescita di fenomeni di contraffazione e di materie prime importate dall’estero”. Secondo Gardini “non c’è altra strada percorribile per valorizzare la filiera del pomodoro made in Italy se non quella di puntare sui suoi valori distintivi, ossia sull’elevata qualità del prodotto agricolo utilizzato. È per questo che siamo assolutamente a favore dell’introduzione a livello comunitario dell’obbligo dell’indicazione di origine in etichetta, che garantisca ai consumatori con la massima trasparenza una adeguata informazione sulla provenienza dei prodotti per un acquisto consapevole”.

Conserve Italia è una delle aziende leader in Italia nel comparto del pomodoro da industria. Ogni anno lavora circa 3,5 milioni di quintali di pomodoro, coltivati dai propri soci conferitori in Emilia Romagna, Puglia, Toscana, Lazio. “Già da diversi anni abbiamo deciso di inserire la dicitura volontaria “pomodoro 100% italiano” su tutti i nostri marchi, Cirio e Valfrutta. E non a caso proprio il valore indiscusso del richiamo al made in italy evidenziato nelle nostre confezioni ha fatto quasi raddoppiare le nostre vendite di pomodoro all’estero: il trend di crescita del fatturato di Conserve Italia all’estero ha avuto un incremento del 90% negli ultimi 6 anni.

In attesa di poter avere una normativa comunitaria (ricordiamo che in Italia è attualmente in vigore un decreto ministeriale del 2006 che rende obbligatoria l’indicazione dell’origine della materia prima relativamente alla sola passata), Conserve Italia “è pronta ad aderire con slancio ad ogni tipo di progetto sperimentale di etichettatura volontaria che offra ai consumatori la premessa per un acquisto consapevole, fornendo le informazioni sulla materia prima utilizzata. Accogliamo quindi favorevolmente la proposta avanzata in questi giorni da Tiberio Rabboni, presidente dell’OI Pomodoro da industria del Nord Italia, di attivare una sperimentazione di etichettatura volontaria sull’origine del pomodoro Made in Italy”.

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Italo Gherardi

Dottore in Economia e Commercio, esperto di grande distribuzione e finanza della GDO. Dopo aver ricoperto per anni ruoli dirigenziali in ambito bancario ha concentrato la sua attività nella consulenza alla grande distribuzione rivolta alla analisi della solvibilità delle aziende.

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