GDO News
2 Commenti

GDO, stop alle aste selvagge per la fornitura ai supermercati

supermercato

Siglato un protocollo tra Ministero, Federdistribuzione e Conad per promuovere “pratiche commerciali leali” ed evitare la competizione selvaggia tra i fornitori

Alimentare, stop alle aste selvagge per la fornitura ai supermercati Addio alle aste online al doppio ribasso sui prodotti alimentari: è il succo del protocollo di intesa “per un patto di impegno” firmato questa mattina dal ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Maurizio Martina con Giovanni Cobolli Gigli per Federdistribuzione e Sergio Imolesi di Ancd Conad, per “promuovere con un codice etico pratiche commerciali leali lungo la filiera agroalimentare dove sono definite e promosse linee guida e impegni nell’acquisto dei prodotti agroalimentari da parte della Gdo (Grande distribuzione organizzata), per favorire l’adesione volontaria delle imprese agricole alla Rete del lavoro agricolo di qualità”.

Una nota ricorda che il fenomeno delle aste online al doppio ribasso – messo nel mirino dalla campagna di pressione #ASTEnetevi, promossa da Terra!, Flai-CGIL, da Sud e dalla campagna #FilieraSporca e con il quale diverse sigle della Gdo acquisiscono una parte delle forniture alimentari – “contribuisce a schiacciare i prezzi a monte della filiera, causando una serie di effetti a catena e scaricando le esternalità negative sull’anello più debole: la manodopera. Fenomeni come lo sfruttamento in agricoltura e il caporalato, è la tesi di #FilieraSporca, vanno inquadrati in un contesto più ampio, che comprenda tutte le distorsioni della catena di produzione e distribuzione di un prodotto, tanto più difficili da prevenire quando manca un ingrediente fondamentale: la trasparenza”.

Il meccanismo delle aste inverse, o al doppio ribasso, oggi si svolge per parecchi prodotti confezionati: il pomodoro, l’olio, il caffè, i legumi e le conserve di verdura. Utilizzato inizialmente dai grandi gruppi esteri del discount e dagli operatori francesi, “oggi è una pratica comune di gran parete delle catene distributive. Ai fornitori, le centrali d’acquisto della GDO chiedono tramite e-mail ad avanzare un’offerta per la vendita di uno stock di prodotto. Raccolte le proposte, lanciano una seconda asta, nuovamente al ribasso, partendo dal prezzo inferiore spuntato nella prima. In pochi minuti, su un portale web, il fornitore è chiamato a competere selvaggiamente con altri per aggiudicarsi la commessa. Durante queste aste, non è raro che ballino cifre nell’ordine delle centinaia di migliaia di euro. Chi si aggiudica la fornitura, spesso si è spinto talmente al limite da doversi rivalere nei confronti dei produttori da cui acquista la merce. A loro volta, questi ultimi si possono trovare in difficoltà nel garantire i diritti fondamentali ai lavoratori agricoli. In tal modo, il meccanismo delle aste al doppio ribasso contribuisce a rendere più difficile l’eradicazione dello sfruttamento e del caporalato”.

“Sono molto soddisfatto – afferma il ministro Maurizio Martina dopo l’intesa -, è un punto di partenza importante in particolare sul dire no alle aste al doppio ribasso”. “Così” prosegue “ci impegnamo a fare un salto di qualità importante e questo è un segnale per tutto il mondo agricolo” quindi “un passo che esprime la volontà che il Mipaaf ha sempre espresso per una collaborazione tra tutte le parti”.

Il protocollo siglato dal Mipaaf con Federdistribuzione e Ancd Conad inoltre prevede che le aziende firmatarie si impegnano ad adottare misure di massima trasparenza nell’utilizzo di piattaforme elettroniche di acquisto e approvvigionamento e nel valorizzare nei punti vendita la stagionalità e la provenienza dei prodotti agricoli e alimentari. Per contrastare lavoro nero e caporalato è prevista la promozione presso le aziende fornitrici dell’iscrizione alla Rete del Lavoro agricolo di qualità e anche campagne di sensibilizzazione e comunicazione verso i consumatori relative all’impegno contro il lavoro nero, per la trasparenza della filiera agricola e alimentare e per il rispetto dei diritti dei lavoratori. Le aziende infine si impegnano a realizzare etichette (qr code, etichetta narrante, app dedicate) per informare sulla provenienza delle materie prime, sul rispetto delle norme sul lavoro agricolo e sui passaggi di filiera e ad utilizzare un marchio di riconoscimento per valorizzare questo impegno anche verso consumatori e operatori.

Giovanni Cobolli Gigli di Federdistribuzione ribadisce che “è un ulteriore passo importante che sta a sottolineare una grande collaborazione tra tutti noi, uno strumento di comunicazione in più che prosegue il dialogo con la contro parte agricola” quindi “fondamentale sia per contrasto al lavoro nero che per quanto riguarda la grande distribuzione organizzata per cui l’agrolimentare rappresenta settore importante considerando che abbiamo più del 50% dei prodotti in Italia dell’agroalimentare nei nostri canali per cui noi siamo interessati ad andare avanti all’insegna del dialogo”. Per Sergio Imolesi di Ancd Conad “questa è una firma a garanzia dei consumatori”. Poi conclude: “Siamo soddisfatti del rapporto particolare con questo ministro che ha la capacità di coinvolgerci su molte questioni e ha la capacità di avere la responsabilità sulla filiera al suo completo”.

[via repubblica]

 

2 COMMENTI
  1. mario graziani

    quindi si vuole evitare il lavoro nero tenendo i prezzi alti.
    Non sarebbe meglio controllare nei campi chi lavora e come?
    Ci sono le città fantasma degli immigrati/schiavi e lo sanno tutti ma nessuno va sui campi a sequestrare terreni, prodotti e perché no supermercati che comprano il prodotto “nero”.
    Così lo stato si arrende e rinuncia alla sua funzione di controllore.

  2. Marlene

    Se i prezzi sono schiacciati verso il basso, è inevitabile il lavoro nero.
    Con questo accordo non si combatte direttamente il lavoro nero, ma si toglie una forte giustificazione a chi ne faceva uso.
    Intanto, il MInistro Martina sta mettendo le mani sulla filiera dell’agro alimentare, e mi sebra che stia facendo un buon lavoro.

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su