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Eurospin: pronti per gli USA?

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Il gruppo punta a fatturare 5 miliardi di euro nel 2017 e prepara il piano di crescita Oltreconfine. Con un occhio agli States. Anche perché in Italia la copertura è ormai totale.

Sono in molti a credere che esista una trattativa fra Eurospin e Aldi per vendere il gruppo veneto alla catena tedesca. La veritá è un’altra. Se i tedeschi e i francesi vengono in Italia – ha confessato a un amico Romano Mion di Eurospin – noi con il nostro brand non possiamo che espanderci all’estero. Dopo l’apertura di alcuni punti vendita in Slovenia apriremo anche in Bosnia, in Croazia e in altri Paesi europei. Ma il sogno nel cassetto per il momento è lo sbarco negli Stati Uniti. Questo è il progetto che prima o poi realizzeremo. Quest’anno Eurospin vuole fatturare 5 miliardi di euro (nel 2015 ha raggiunto i 4.3 miliardi di euro, segnando un +43%rispetto all’anno prima e utili per 635 milioni di euro).

Ha 1100 discount e continua ad aprirne una cinquantina all’anno, uno alla settimana. Il segreto del successo? Format e assortimenti sempre uguali e ogni nuova apertura ‘programmata’ per andare a breakeven entro l’anno, dopo aver ammortizzato l’acquisto del terreno e la costruzione del supermercato.

Grazie a un modello di business replicabile, in passato realizzato con il franchising mentre oggi a gestione diretta. Ma allora che cosa frena la realizzazione di questo sogno? Sempre secondo Mion: La mancanza di manager esperti nel settore. Non esistono talenti in Italia, siamo stati costretti a formarli e a farli crescere al nostro interno. Quando deciderò di trasferirmi negli States per almeno un anno, il progetto decollerá con successo. La storia insegna che noi veneti siamo un popolo di navigatori e di grandi esploratori. In Italia la copertura è quasi totale. Sì, possiamo aprire un punto vendita a Cagliari o in qualche altra cittá, ma fra poco raggiungeremo tutto il mercato nazionale. Non ci resta che andare all’estero. Qui però le difficoltá sono anche di carattere culturale. Un esempio? In Slovenia alcuni consumatori mangiano la pasta ripiena separando la pasta dalla carne che c’era dentro come ripieno. Bisogna fare più cultura del made in Italy. All’estero poi l’assortimento dovrá essere diverso a seconda dei mercati. Per un brand come il nostro vedo spazi anche in Europa, per esempio in Francia e nel nord Europa. Puntando sempre a prodotti di qualitá offerti a prezzi vantaggiosi. Ma non possiamo trattare, come facciamo in Italia, oltre 2000 referenze. Eurospin è un gruppo formato da quattro soci paritari: Migross, Dao, Shop e Vega. Per realizzare il suo progetto, Romano Mion dovrá convincere gli altri soci. E non sará difficile visto che gli è riconosciuta leadership ed è dotato di forte carisma e lungimiranza. Staremo a vedere.

[fonte]

Q COMMENTO
  1. Angelo Murazzani

    buongiorno, attenzione Sig. Mion a dire che in Italia non vi sono manager preparati, la storia insegna che il manager americano portato da Barilla fece solo sfaceli, per non parlare dei manager francesi di Galbani e potrei fare tantissimi altri esempi, ci sono anche in Italia manager preparati e competenti
    cordiali saluti

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