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Auchan, cambio di strategia nel reparto ortofrutta

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Più stagionalità, più prodotti del territorio, localismo, grande focus sul biologico. Dal 21 marzo è cambiato il reparto ortofrutta di Auchan. Come e perché lo spiega Davide Marcomin, responsabile acquisti freschissimi di Auchan Retail Italia a Fruit & Veg Innovation

Probabilmente sono partiti un po’ in ritardo rispetto ai concorrenti e ai chiari segnali che i consumi alimentari mandavano, e continuano a farlo, da qualche tempo a questa parte, ma alla fine, con il motto de “il buono, il sano, il locale” sono partiti anche loro. E Auchan non è certo un attore secondario della grande distribuzione italiana, nonostante non sia in cima alle quote di mercato del settore e abbia attraversato un periodo non certo semplice con chiusure un po’ lungo tutto lo stivale.

Il rilancio dell’insegna della famiglia Mulliez – 52 miliardi di euro di fatturato nel mondo, presente in 17 paesi, 350mila collaboratori – in Italia riparte anche dai freschissimi, ortofrutta in primis. Con una data: 21 marzo 2017. Da quel giorno è partita una sorta di rivoluzione che ha coinvolto i reparti ortofrutta di 48 ipermercati e 272 supermercati che la multinazionale francese possiede nel nostro Paese.

A illustrare alcuni degli aspetti che circa un anno fa hanno spinto Auchan a cambiare passo nella sua concezione di selezione e offerta della frutta e verdura è stato Davide Marcomin, responsabile acquisti freschissimi di Auchan Retail Italia. «Un anno fa le analisi di mercato e dei nostri clienti ci hanno fatto capire che qualcosa stava cambiando e questo ci ha spinto a rimetterci in discussione» ha esordito il manager all’interno dell’incontro che si è svolto a Fruit & Veg Innovation nella Retail Plaza di Tutto Food.

Cosa desidera il consumatore italiano quando acquista frutta e verdura al supermercato?
Freschezza, stagionalità, bellezza estetica ma, soprattutto, origine italiana. Da questi desiderata dei clienti è partita l’analisi di Auchan. «Qualità significa anche maturazione, aspetto da sempre non semplice per chi opera nella grande distribuzione – ha affermato Marcomin -, ma oggi la sfida è anche questa, offrire al cliente un frutto già maturo». E ancora: tempi più ravvicinati dal campo allo scaffale, sicurezza, declinata nella grande crescita dei prodotti biologici anche nel reparto ortofrutta e, infine, la tradizionalità, il legame non solo con l’Italia ma anche, a seconda delle stagioni, con determinati territori – «avremo la massima espressione nazionale e locale in assortimento».

Da questi assunti di base è partita una sorta di rivoluzione in Auchan Italia che consentirà all’azienda anche di poter aumentare il business complessivo considerando la grande penetrazione di frutta e verdura negli acquisti dei clienti nonché l’immagine di convenienza, freschezza e qualità che il reparto dona a tutta l’insegna. «Il potenziale di crescita dello scontrino medio aumentando il fatturato in questo reparto è del 9%» ha affermato il manager. Quindi, perché non investire?

Obiettivo: bio, italiano e stagionale. Ma non solo
Da quando, a fine marzo, i punti vendita in Italia sono stati cambiati l’obiettivo è quello di fatturare nel reparto ortofrutta almeno l’85% con prodotti solo italiani. «Stiamo lavorando a stretto contatto con i fornitori. Abbiamo istituito filiere con regole più rigide, privilegiando prodotti italiani e stagionali. Questo significa che potremmo non avere un determinato prodotto se non soddisfa i nostri criteri di qualità, oppure se non è disponibile in quel momento». Un criterio che Auchan applica anche al biologico, che a sua volta deve essere 100% italiano: «una cosa facile da scrivere ma non così da perseguire – sottolinea Marcomin -. Anche in questo caso ci saranno periodi nei quali non avremo alcune referenze perché prodotto italiano magari non ce n’è». L’ortofrutta bio, infine, deve essere accessibile come prezzo, quindi «Auchan avrà i prezzi più bassi di tutto il mercato».

Questa vera e propria rivoluzione nell’assortimento di frutta e verdura in casa Auchan, che riguarderà anche la IV gamma, i legumi, l’esotico, ha avuto una fase di test in alcuni punti vendita per poi partire definitivamente in tutta Italia. E non si esaurirà. «Continueremo a innovare nel reparto ortofrutta ma lanceremo anche una revisione di tutto il freschissimo nel 2017».

[via myfruit]

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