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Pugliese: “Ecco la strada green di Conad”

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Sono tanti i fronti su cui la distribuzione moderna può dare il suo contributo per ridurre l’impatto ambientale della sua attività. Conad ha iniziato un percorso di rinnovamento dei propri processi a partire dall’utilizzo di maxi-scali in condivisione

Ottimizzazione dei servizi di logistica, utilizzo di fonti alternative per l’energia elettrica e riciclo dei rifiuti. Sono tanti i fronti su cui la distribuzione moderna può dare il proprio contributo per ridurre l’impatto ambientale della sua attività, un obiettivo perseguito sia perché sono le normative a volerlo sia perché i consumatori lo chiedono. “Essere socialmente responsabili rappresenta un elemento di continuità con la nostra storia, che ha come riferimento la comunità fatta di persone, di cittadini che sono anche clienti dei nostri punti di vendita – spiega Francesco Pugliese, amministratore delegato di Conad – Essere una grande azienda non è solo una questione di dimensione patrimoniale o geografica; significa anche essere capaci di condividere i valori e contribuire alla soddisfazione dei bisogni che caratterizzano la vita delle tante comunità in cui siamo presenti”.

D’altra parte se i colossi della grande distribuzione non avessero questa sensibilità, il loro impatto sull’ambiente potrebbe essere devastante. Conad per esempio movimenta ogni anni circa 490 milioni di cartoni che transitano in 567mila mq di magazzini, l’equivalente di 80 campi di calcio, e viaggiano su ruota per decine di milioni di chilometri. Senza dimenticare le tonnellate di imballaggi che sono potenzialmente ancora più inquinanti.
“Il nostro obiettivo è quello di abbattere le emissioni di CO2 e di gas serra, ridurre i consumi energetici e la produzione di rifiuti, realizzare linee di prodotto ecocompatibili e con certificazione ambientale, promuovere l’uso di risorse energetiche rinnovabili, imballaggi e materiali di consumo che derivino da materie prime ecocompatibili”, prosegue il numero uno di Conad.

Sul fronte della logistica, Conad ha da diversi anni iniziato un percorso di re-ingegnerizzazione dei propri processi rivolto ad individuare il miglior trade-off tra i costi e il servizio offerto ai propri punti di vendita associati. È stato rafforzato il ruolo dei tre hub – le grandi piattaforme di carico e distribuzione merci di Ascoli Piceno, Fidenza e Piacenza – con l’aggiunta di quello di Anagni (Frosinone), dove transitano i prodotti import dell’extralimentare e i classe C (a bassa rotazione) dei generi vari prodotti nel Centro-Sud.

“L’utilizzo di questi maxi-scali, in condivisione tra più aziende e l’adozione della cosiddetta logistica collaborativa, ha consentito, grazie alla razionalizzazione dei flussi, di ridurre in modo sostanziale – fino al 70% – le emissioni di CO2 e di far risparmiare ai veicoli commerciali milioni di km ogni anno”, afferma Pugliese.

Nel frattempo è stata avviato un’importante e complesso progetto di monitoraggio delle emissioni del trasporto gestito direttamente, in tutti i flussi tra hub, magazzini e Punti Vendita. Sono inoltre in corso sperimentazioni su tecnologie innovative (mezzi alimentati a metano liquefatto, LNG) e l’aumento dell’utilizzo della modalità ferroviaria su lunghe distanze.

A Montopoli in Toscana, inoltre, è in corso di realizzazione un nuovo modello di magazzino che, grazie all’adozione delle più evolute soluzioni tecnologiche, consente di gestire i volumi in un superficie ristretta, sviluppando lo stoccaggio in altezza e movimentando le merci in modo automatico. Il cuore del progetto è il magazzino autoportante automatizzato che si sviluppa su 1.700 mq, con un’altezza di 26 metri. La capacità ricettiva dell’intero
impianto è di circa 9 mila posti pallet, in grado di accogliere e gestire i prodotti su una superficie di 22 mila mq.

Anche la scelta dell’utilizzo del pallet pooling sul prodotto a Marchio Conad, ha portato nel 2016, ad un’ulteriore riduzione di 450 tons di CO2 equivalente e di oltre 400.000 km di percorrenza in meno.
In casa Conad un altro importante contributo alla tutela dell’ambiente arriva dall’eliminazione dei documenti cartacei. Il progetto denominato Delivering ha consentito di dematerializzare completamente tutti i documenti di trasporto dei prodotti a marchio Conad, coinvolgendo gli attori della filiera (supply chain e amministrazione, terze parti logistica e trasportatori, fornitori di prodotto a marchio), che possono disporre delle informazioni sull’esito della consegna, in tempo reale e in formato digitale.

Questa operazione è stata avviata a maggio 2016 e a fine anno coinvolgerà tutte le cooperative Conad e il risparmio stimato è nell’ordine delle 30 tonnellate di CO2 all’anno.

Per quel che riguarda infine i consumi energetici, Conad ha installato numerosi impianti fotovoltaici innovativi ed è entrata nella piattaforma Energia a km 0 Project, un progetto finalizzato a promuovere tra le imprese lo sviluppo di un modello di generazione energetica distribuita, detta “centrale diffusa”. La società guidata da Pugliese è inoltre intervenuta sul sistema di refrigerazione, climatizzazione e illuminazione dei, principali punti di vendita, operazione che consentito di ridurre i consumi energetici di circa il 15%, mentre gli interventi eseguiti nelle strutture più complesse, come per esempio i centri logistici, hanno portato nei casi migliori a risparmi dell’ordine di 1.000.000 kWh/anno, con una riduzione dell’impatto ambientale di oltre 350 tonnellate all’anno di CO2 emessa per singola struttura.

 

[via repubblica]

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