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Salutistici, bio e Km Zero: ecco i prodotti più venduti

Il_Cibo_del_Futuro_16052015

Il trend è in atto da qualche anno per effetto della crisi che ha cambiato il modo di consumare degli italiani. Sempre meno carne in tavola, ma di qualità

Salutistici, bio e Km Zero: ecco i prodotti più venduti La tendenza in atto da qualche anno è per il consumo di prodotti salutistici, biologici o a chilometro zero. E il portato della crisi che ha radicalmente cambiato il modo di consumare degli italiani. Alimenti e bevande analcoliche rimangono il secondo capitolo di spesa delle famiglie, dopo quello per l’abitazione e prima della spesa per i trasporti.

In tavola finisce sempre meno carne, ma sempre più all’insegna della qualità e con una forte attenzione alla salute. La preferita è quella di maiale, seguita dalla bovina e dall’avicola (fonte: Osservatorio nazionale sui consumi delle carni, Agriumbria). Un andamento legato al ridimensionamento dei consumi e ai processi di trasformazione in atto nella società stessa a seguito della crisi economica. L’impennata degli acquisti di carne bovina (+14%) – assieme a quella dei salumi (+10%) e della carne di maiale (+8%) – registrata a febbraio va valutata considerando l’inflazione che ha contrassegnato il mese di gennaio.

Dal 2010 ad oggi hanno dovuto chiudere 12 mila stalle che allevavano capi da carne. Oggi è di importazione estera circa il 40% della carne bovina e il 35% di quella di maiale. Nel 2016 ogni italiano ha consumato in media 79 kg di carne all’anno, 216 grammi al giorno. Media decisamente più bassa di quella di altri Paesi europei: 109,8 kg in Danimarca, 101 in Portogallo, 99,5 in Spagna, 86 in Germania e 85,8 in Francia.

Cala la carne bovina, -5% dopo il -6% del 2015, e calano gli acquirenti: 7 persone su 100 – oltre 16 milioni di consumatori – ne comperano meno per risparmiare. La preferita rimane quella di maiale, che abbina al prezzo conveniente la qualità: meno grassa rispetto al passato, ricca di proteine e di sostanze minerali necessarie all’organismo, anche se occorre non esagerare nel consumo, oggi fermo a 37 kg a testa all’anno. Seguono bovino (21 kg) e avicolo (19 kg). Le preparazioni fresche di coniglio e pollame crescono, rispettivamente, del 3% e dell’1,1%, a riprova che c’è sempre meno tempo e voglia per cucinare. La spesa mensile si aggira sui 97 euro (il 22% sul totale della spesa), leggermente inferiore a quanto destinato all’acquisto di frutta e verdura (98,5 euro).

 

[via repubblica]

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