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Crescono vino doc e spumanti. Il “bio” non è più una nicchia

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Da Iri l’andamento del mercato nella Gdo per l’anno 2016: venduti complessivamente 505 milioni di litri per un valore di 1,5 miliardi di euro.

Crescono vino doc e spumanti Il “bio” non è più una nicchia Crescono le bottiglie di vino a denominazione di origine e gli spumanti, il vino biologico esce dalla nicchia di mercato che ha utilizzato quale trampolino di lancio mentre quelli in brik e i formati diversi dai 0,75 litri flettono in modo vistoso (fonte: ricerca Iri). In questo scenario, i punti di vendita della grande distribuzione hanno un ruolo sempre più importante nelle vendite del nettare di Bacco: lo scorso anno, nonostante l’ennesima contrazione dei consumi familiari, ne sono stati venduti 505 milioni di litri per un valore di 1,5 miliardi di euro.

Nei supermercati i vini a denominazione d’origine in bottiglia da 0,75 litri crescono del 2,7% a volume (e del 4,4% in valore) con 224 milioni di litri venduti, proseguendo il già promettente trend dello scorso anno, che registrava vendite con il segno positivo: +1,9%. Per il secondo anno consecutivo le vendite in promozione rimangono stabili; i prezzi medi risultano in risalita.

Note positive per le bollicine: gli spumanti crescono di oltre il 7% con 54 milioni di litri venduti e confermano l’andamento positivo dell’anno precedente. Il che si traduce nel fatto che un numero crescente di persone acquista spumante per l’uso quotidiano, slegato da ricorrenze o feste (di compleanno, laurea, battesimo, cresima, Natale e Capodanno) come accadeva in un passato anche recente. Lo spumante attrae e nulla esclude che possa essere un punto di svolta nel modo tradizionale di consumare degli italiani.

Vini biologici: le prime superfici investite a vite biologica risalgono al 2003 – non sono più una novità, tanto da registrare una crescita a due cifre per un mercato ancora giovane, soprattutto nella grande distribuzione: +25,7% a volume con 2,5 milioni di litri venduti. Tra i vini più venduti d’Italia ci sono, nell’ordine, il Lambrusco, il Chianti – quello Docg, il top delle denominazioni, vende quasi 10 milioni di litri per un valore di oltre 45 milioni di euro – e il Montepulciano d’Abruzzo. Crescono, con percentuali superiori al 4%, Nero d’Avola, Vermentino di Sardegna, Muller Thurgau e Gutturnio. Seguono Pignoletto (Emilia), Passerina (Marche) e Pecorino (Marche/Abruzzo). Tra i vini emergenti, da segnalare Ribolla Gialla (Friuli-Venezia Giulia), Passerina (Marche) e Valpolicella Ripasso (Veneto).

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