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Istat, l’inflazione a marzo rallenta: prezzi al +1,4% su base annua

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Dopo quattro accelerazioni consecutive, a marzo in Italia l’inflazione rallenta. Secondo le stime dell’Istat i prezzi al consumo sono, infatti, saliti dell’1,4% su base annua. Un ritmo inferiore rispetto a quello registrato a febbraio, quando il tasso annuo si era attestato all’1,6% (il valore più alto da quattro anni). Su base mensile i prezzi restano invece fermi: la variazione congiunturale è nulla.

L’incremento tendenziale dell’indice generale, spiega l’Istat, continua a essere determinato principalmente dai beni energetici non regolamentati (+11,5%) e dagli alimentari non lavorati (+6,1%), la cui crescita è in attenuazione rispetto al mese precedente quando era pari a +12,1% per i primi e a +8,8% per i secondi.

L’inflazione di fondo – A rafforzare l’inflazione si aggiunge la dinamica dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (+2,5%, in lieve accelerazione da +2,4% di febbraio). Di conseguenza, “l’inflazione di fondo” sale di un solo decimo di punto percentuale (+0,7%, da +0,6% del mese precedente), mentre quella al netto dei soli Beni energetici scende a +1,1% da +1,3% di febbraio.

Confcommerio rivede le stime sul Pil: 2018 da stagnazione – L’Italia non riesce a superare la crisi: quest’anno il Pil dovrebbe aumentare dell’1% (rispetto all’1,1% previsto in ottobre), mentre nel 2018 la crescita rallenterà allo 0,8% contro una prima stima dell’1,2%. E’ il quadro tracciato dall’ufficio studi della Confcommercio, secondo il quale i consumi di fatto sono in stagnazione (+0,8% quest’anno, +0,7% il prossimo), con la pressione fiscale che non lascia quota 43%. Scarsa la crescita dell’occupazione: unità lavorative per anno in aumento dello 0,6% sia nel 2017 sia nel 2018.

Prezzi del carrello della spesa in calo dello 0,9% – I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, il cosiddetto “carrello della spesa”, diminuiscono dello 0,9% su base mensile e registrano un aumento del 2,3% su base annua (era +3,1% a febbraio).

L’inflazione acquisita per il 2017 è pari a +1,1%. I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto scendono dello 0,5% in termini congiunturali e registrano una crescita su base annua del 2,6%, da +3,2% del mese precedente. Secondo le stime preliminari, l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dell’1,8% su base congiunturale e dell’1,3% su base annua (da +1,6% di febbraio). Il rialzo congiunturale e’ in larga parte dovuto alla fine dei saldi invernali di abbigliamento e calzature, di cui il NIC non tiene conto.

 

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