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GDO Inghilterra: scoppia lo scandalo delle “estorsioni” della GDO contro i fornitori

Morrisons

Anche in Inghilterra scoppia uno scandalo legato a supposti atteggiamenti “estorsivi” da parte delle catene di supermercati come Tesco e Morrisons nei confronti dei fornitori.

In una conferenza al “Forum di Westminster” Lady Tacon, la Groceries Code Adjucator (Giudice dei codici Alimentari) ha riferito che se da un lato ha avuto notizia da parte delle catene di supermercati di casi in cui i fornitori hanno mancato di rifornire i supermercati provocando un danno a questi ultimi che viene sanzionato dai contratti, in molti altri casi ascolta di casi che si possono definire al limite della correttezza professionale e dell’etica commerciale relativamente all’atteggiamento che la Grande Distribuzione inglese assume contro i fornitori, sino ad arrivare ad un eclatante caso dove uno è stato costretto ad investire 25 mila sterline per un tavolo ad un ballo di beneficienza organizzato dalla medesima catena di supermercati, e che ha dovuto pagare perché minacciato, nemmeno tanto velatamente, di essere delistato in caso di rifiuto.

In un altro caso, a conseguenza di un regolamento dove, in caso di lamentela del consumatore, l’industria è tenuta al pagamento di una penale (45 sterline), un fornitore ha denunciato una catena di supermercati dopo il pagamento della penale a causa delle rimostranze di un consumatore che lamentava la presenza di una bustina di thè dentro un uovo, ovvero una cosa ridicola, impossibile.

Secondo la relazione di Lady Tacon i fornitori da almeno due decenni vengono vessati dalle principali catene di supermercati.

In Inghilterra dal 2009 è stata istituito un ufficio governativo per controllare la correttezza delle dinamiche e sorvegliare i rapporti che esistono tra Catene di Supermercati ed i fornitori. In quell’anno il Governo inglese ha elaborato il codice di generi alimentari e nel 2013 ha creato la funzione del giudice del codice dei generi alimentari.

Christine_Tacon_home_pageLa relazione di Lady Tacon a Westmnster ha concluso dicendo che la situazione in atto potrebbe peggiorare, nonostante gli sforzi per controllare giganti del settore. L’uso di pratiche predatorie da parte della GDO inglese sembra, secondo la relazione, abbia determinato il delistaggio di 150 produttori solo lo scorso anno. La società di revisione Moore Stephens, secondo la rivista The Times, dal 2011 quasi il triplo delle aziende sono state delistate.

Ms Tacon ha detto che sta conducendo un’indagine sui milioni di sterline di cui possono essere stati spogliati i fornitori per ragioni da imputare alla GDO. Milioni di sterline non pagati giustificati dalla supposta verità di non aver mai ricevuto le merci.

“I supermercati non stanno realmente pagando per le merci che stanno vendendo” ha sostenuto Lady Tacon a Westminster.

Nel frattempo i numeri della Grande Distribuzione in Inghilterra non sono così consolanti. Una pressione promozionale che supera il 40%, l’avanzata dei Discount che corre inarrestabile e con le catene tradizionali che fanno sconti violentissimi.

E’ un sistema che si sta ammalando, a giudicare da quello che il Giudice del Groceries Code afferma, e che va valutato dentro un’ottica molto differente rispetto a quella che è la realtà italiana. La dimensione delle aziende in primis è completamente differente, e queste sono anche una conseguenza di una forte concentrazione del mercato. Pochi attori molto forti. Perdere un contratto, per un produttore, piò significare in moltissimi casi (e non in sporadici come in Italia) perdere il 50-60% del fatturato. La forza dei Retailers arriva al punto da inserire clausole sui possibili errori nelle forniture, addirittura per le lamentele di un cliente. Sono piccole somme (45 sterline, 60 sterline) ma se si somma la numerica dei supermercati, alla numerica delle lamentele ci si rende conto che la somma di queste somma può diventare un numero a sei zeri.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

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