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Meno figli, più spese: il mercato bambini vale 3 miliardi

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Le donne italiane faranno meno figli, ma di sicuro spendono più, rispetto al passato, per tenerli a questo mondo. La somma totale sborsata dalle famiglie per i pargoli tra i 3 e 13 anni, calcolata da Doxa, è di circa 3 miliardi di euro. E cresce del 7 per cento o quasi rispetto al 2015. Un dato superiore di sette volte rispetto alla crescita del Pil (+0,9 per cento) e di cinque rispetto al totale dei consumi delle famiglie (+1,2 per cento). L’aspetto più interessante è poi che sta cambiando anche la qualità degli acquisti. Se il giocattolo vale sempre la metà della cifra sborsata dalle famiglie, “i dati particolarmente positivi di settori come il cinema, i libri e i parchi tematici dimostrano che c’è una attenzione maggiore verso la cultura”, commenta Marina Salamon, presidente di Doxa.

I libri. Nel 2016 si sarebbe speso il 5,3 per cento in più per i libri per bambini e ragazzi per un totale di 232 milioni di euro. Anche in numero se ne sarebbero comprati l’1,6 per cento in più, con in cima alla classifica il best seller incontrastato l’ottavo capitolo della saga di Harry Potter di J.K. Rowling: ‘La maledizione dell’erede’. Segno più che positivo soprattutto per i parchi tematici e gli acquari che segnano addirittura una crescita a doppia cifra sul 2015: +12 per cento, sfiorando i 400 milioni di euro di giro d’affari. A farla da padrone è Gardaland (con il collegato Sea Life) dei britannici di Merlin Entertainment che fattura 116 milioni di euro circa e registra ben 3 milioni di visitatori. Segue Mirabilandia degli spagnoli di Parques Reunidos che con poco più di 2 milioni di visitatori nel 2016 incassa oltre 35 milioni di euro.

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I film. Le famiglie italiane preferiscono stare con i piedi per terra piuttosto che con la testa tra le stelle? Pare proprio di sì. L’anno scorso i botteghini hanno segnato un record di incassi per un film, che parla del tramonto dell’epoca del posto fisso in Italia, come ‘Quo vado’ di Checco Zalone, che da solo ha totalizzato 65 milioni di euro contro i 25 milioni messi a segno da ‘Star Wars – episodio VII’, vincitore incontrastato della classifica nel 2015. Quasi una metafora dei tempi. O forse la necessità di sensibilizzare le giovani generazioni sui temi sociali. Di sicuro, nell’era dello streaming, di Sky Cinema, e delle pellicole pirata a portata di tutti, ecco che sempre più genitori hanno portano i propri bambini al cinema, per un totale di 287 milioni di incassi al box office. Tanto che la spesa dedicata a questa forma di intrattenimento è cresciuta di quasi un 35 per cento in un anno.

Due i motivi principali. Nelle sale sono arrivati più pellicole per ragazzi, trenta contro le ventisette del 2015. E poi i botteghini hanno fatto incassi eccezionali con film divertenti ma che allo stesso tempo trattavano temi concreti. “Ma anche se dovessimo depurare questi risultati dall’impatto di Checco Zalone, il cinema per bambini e ragazzi continua a crescere”, assicura Fabrizio Savorani, senior advisor di Doxa Kids, la divisione di questa società di ricerca dedicata proprio ai più piccoli. «Con ben otto titoli sui dieci più visti l’anno scorso dedicati proprio a bambini, ragazzi e famiglie, di cui quattro addirittura cartoni animati. Nel 2015 i cartoon della Top 10 erano solo due».

I giocattoli. Ma il giocattolo resta sempre al primo posto nel cuore dei più piccoli e quindi ha anche un maggiore impatto sul portafogli dei genitori. Da soli pupazzi, bambole, macchinine e oggetti di svago vari valgono oltre la metà dell’intero comparto del business kids: quasi 1,6 miliardi di euro a fine 2016 con un balzo del 4,5 per cento sul 2015. Inoltre sembra proprio che l’acquisto dei giochi non sia più strettamente legato alle feste di Natale e dell’Epifania. Tra gennaio e ottobre dell’anno scorso, Doxa ha registrato una crescita del settore doppia rispetto al totale anno: +8,9 per cento. Che l’eterna sfida della destagionalizzazione sia finalmente in atto? “Secondo i nostri dati – concludono dall’istituto di ricerca – parrebbe proprio di sì”.

 

[via repubblica]

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