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Lo yogurt greco sbaraglia la concorrenza

Greek yogurt

Nella loro compulsiva ricerca dell’alimento più salutare i consumatori italiani sembrano aver individuato l’elisir di lunga vita: lo yogurt greco. Per rendersene conto è sufficiente guardare nei banchi frigo dei supermercati, dove l’eccellenza alimentare della penisola greca si guadagna sempre maggiori spazi (e viene offerta in un numero crescente di varietà). A confermare questa scoperta empirica ci sono poi i dati Nielsen: nel 2017 il numero delle famiglie italiane che hanno comprato questo prodotto è cresciuto di 2 milioni di unità, arrivando a quota 9,3 milioni; questo significa che in ben il 38% delle case del Belpaese è presente nel frigorifero lo yogurt greco.

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I numeri di vendita sono di quelli che fanno tornare il sorriso ai manager della Gdo che, di questi tempi, sono poco propensi al buon umore. L’anno scorso lo yogurt greco ha portato nelle casse della distribuzione moderna 161,5 milioni di fatturato con una crescita del 12% rispetto al 2015. Ovviamente la parte del leone l’ha fatta lo yogurt greco magro, in crescita del 18,2% a 115 milioni, mentre quello intero si è educatamente fatto da parte (-1,6% a 33 milioni).

Le ragioni del successo dello yogurt greco? Ovviamente le sue proprietà nutrizionali, ovvero una maggiore percentuale di proteine e una minore di carboidrati rispetto allo yogurt tradizionale: una composizione perfettamente in linea con l’opinione sempre più diffusa che le proteine siano il bene e i carboidrati il male.

A farne le spese è stato, manco a dirlo, lo yogurt tradizionale che nella versione “magra” ha perso il 3,9% delle vendite, scendendo a 191 milioni di euro, mentre in quella “grassa” ha lasciato per strada ben il 4,8% a 479 milioni. Dall’avanzata dello yogurt greco non sono riusciti a salvarsi neanche gli yogurt funzionali, che pure rientrano a pieno diritto nei prodotti dedicati al salute e al benessere e che negli anni passati hanno regalato non poche soddisfazioni ai proprietari dei supermercati. Complessivamente i funzionali hanno perso il 3,1% delle vendite a 399 milioni; bisogna però specificare che al loro interno ha fatto molto bene quello “anticolesterolo” (+11,9% a 80 milioni) e molto male quello pensato per la “regolarità” dell’intestino (-9,1% a 150 milioni).

Questo gioco non è però a somma zero perché nel corso del 2016 il comparto yogurt ha generato un fatturato complessivo pari a 1,455 miliardi di euro, in calo dell’1,6% rispetto al 2015. E se proprio si vuole essere pignoli, bisogna anche precisare che il cosiddetto “yogurt greco” è nato in Bulgaria, nazione di scarso appeal per i reparti marketing, e viene prodotto soprattutto negli Stati Uniti d’America.

Tratto da Repubblica

 

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