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Australia, frode carote a casse self-service agita supermercati

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Una grade catena di supermercati australiana ha deciso di ridurre il numero delle casse “self-service” nel tentativo di arginare il fenomeno dei furti attraverso la cosiddetta frode della carote. Nel 2016 alcune ricerche in Australia avevano messo in luce la tendenza dei consumatori a passare allo scanner acquisti costosi “travestiti” da carote, per imbrogliare le casse automatiche. La catena Coles ha annunciato che limiterà a 12 il numero di pezzi che sarà possibile passare alla casse self service, anche per velocizzare le procedure, racconta la Bbc.

Lo scorso anno la società aveva annunciato che stava cercando di risolvere il problema dei furti alle casse self-service e la polizia del Nuovo Galles del Sud aveva promesso di perseguire furti di merce del valore fino a due dollari australiani, poco meno di un euro e mezzo. Allora una portavoce aveva detto che circa la metà di coloro che rubano al supermercato lo fanno attraverso le casse self-service.

La pratica di “passare tutto come carote” comporta che il cliente prenda alimenti costosi, come uva o ciliege, e li passi allo scanner della cassa self service applicando scontrini di carote, cipolle o patate: il risultato è un risparmio notevolissimo e illecito. La frode è stata rilevata per la prima volta nel 2012, quando “una grande catena di supermercati australiana scoprì di aver venduto più corte di quante ne avesse in magazzino” secondo una ricerca. Anche un supermercato inglese scoprì che i suoi clienti compravano quantitativi incredibili di carote: tra di essi “un acquirente solitario che passò allo scanner 18 buste di carote e apparentemente null’altro”.

La criminologa Emmeline Taylor dell’Australian National University ha detto che chi froda in questo modo normalmente non ruberebbe e spesso neppure pensa di stare rubando. Secondo la Taylor si tratta di “clienti apparentemente benintenzionati che si cimentano con furti regolari”, i “passatori”, li chiama. La ricerca della Taylor rileva che l’83% dei clienti si infastidisce quando trova “un pezzo inatteso nell’area di insacchettamento” e che qualcuno ruba semplicemente per la frustrazione di dover avere a che fare con macchine.

 

[via askanews]

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