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I retailer Italiani perdono quota nel commercio globale

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Insieme valgono poco più del 28esimo gruppo mondiale. La sparuta pattuglia dei distributori italiani presenti nella classifica annuale dei primi 250 operatori mondiali chiude un altro anno in sordina, con una crescita dei ricavi inferiore alla media e una corale perdita di posizioni. Coop, prima azienda tricolore nella graduatoria Deloitte-Stores Media, si colloca al 56esimo posto, perdendo quattro posizioni. Quattro piazze di discesa anche per Conad, ora 78esima, mentre solo Esselunga riesce a confermare la classifica dell’anno precedente, posizionandosi 125esima.

Più giù solo estero, per l’Italia l’elenco si ferma qui.
Il motivo del divario è semplice e si chiama internazionalizzazione, che rappresenta in media ben il 23,8% dei ricavi. Internazionalizzazione ampia e crescente per i big, che operano in decine di mercati (9 è la media dei 250 operatori), nulla per le nostre aziende, concentrate solo ed esclusivamente in Italia.

“A trainare lo sviluppo – conferma Dario Righetti, Partner Deloitte e responsabile Consumer Business per l’Italia – è l’espansione oltre i propri confini nazionali in cerca di maggiori opportunità, nel tentativo di tamponare la mancata o lenta e stagnante crescita del mercato nazionale”. Le difficoltà italiane nei consumi e la concentrazione su questo mercato, limitano così le possibilità dei nostri gruppi, capaci comunque di crescere in termini di ricavi al di sopra degli altri operatori nel nostro paese. Nel periodo 2006-2011 la migliore resta Esselunga (+6%), segue Conad (+5,3%) e infine Coop (+2%).

“Dai risultati delle nostre analisi in Italia – aggiunge Righetti – si può affermare che la crescita del fatturato (+2,7%) avutasi nel 2011 è principalmente dovuta alle migliori performance delle insegne a brand italiano rispetto a quelle a brand internazionale, queste ultime penalizzate dalla maggior componente ipermercato e dalle grandi superfici, verso cui il consumatore italiano risulta sempre meno indirizzato”.

A guidare la graduatoria mondiale, che raccoglie aziende in grado di fatturare 4.271 miliardi di dollari, è sempre Wal-Mart, forte di 447 miliardi di ricavi, cioè 11 volte più grande di Coop, Conad ed Esselunga insieme. Nelle prime dieci posizioni dominano sempre gli Usa, con cinque gruppi rappresentati, segue la Germania con tre e poi Francia e Regno Unito con i rispettivi campioni nazionali, Carrefour (seconda in assoluto) e Tesco (terza classificata). In classifica cresce il peso dei paesi emergenti, in particolare di Asia e America Latina, aree in cui i tassi di crescita di vendite e profitti sono di gran lunga superiori rispetto al mondo occidentale.

Nei diversi tassi di sviluppo dei ricavi di supermercati e ipermercati è così possibile leggere le diverse velocità delle economie: + 3,4% lo sviluppo delle vendite in Europa nel 2011, quasi due punti in meno rispetto alla media globale.

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