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Riccardo Francioni lascia Selex dopo 47 anni. La sua storia è un pezzo importante del Mass Market Retail italiano

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Alla fine del 2016, ovvero alla fine del mese in corso, Riccardo Francioni lascerà il Gruppo Selex per ritirarsi a vita privata.

Francioni entrò in una Selex, da poco fondata, 47 anni fa. Si può considerare uno dei padri della DO italiana, un uomo di grande capacità di mediazione, garbato ed intelligente.

Il giovane Riccardo Francioni, negli anni ’60, entra nel Gruppo milanese da poco nato, ed intraprende questa lunga avventura con altri giovani coentanei, tra i quali spiccavano allora Marcello Cestaro e Patrizio Podini.

Selex crebbe moltissimo negli anni ’80 e poi negli anni ’90. Francioni ha saputo gestire con incredibile capacità ed eleganza difficilissime convivenze dentro il gruppo: una su tutte quella tra il Gruppo Alì di Padova ed Unicomm di Vicenza.

Alì oggi è una eccellenza della Grande Distribuzione italiana e, nonostante la sana rivalità, convive con garbo con Unicomm.

Le tensioni tra le aziende del Gruppo, uguali identiche a tutte le tensioni che sono esistite, esistono ed esisteranno nella DO italiana, furono sempre gestite con grande maestria dall’allora Direttore Generale e poi Presidente, al punto che le imprese associate più importanti, nonostante periodiche piccole e talvolta grandi e grandissime tensioni, mai pensarono seriamente di lasciare la centrale Selex.

Questa è una delle tante vittorie di Francioni, l’uomo degli equilibri.

Oggi Selex, soprattutto grazie a lui, è un gigante che supera i 10 miliardi di euro di fatturato, ha una base sociale molto stabile ed estremamente capace in termini imprenditoriali.

Le aziende di Selex hanno superato la crisi degli ultimi anni rinforzandosi e soprattutto crescendo.

La Selex del 2016 è oramai una azienda che deve essere guidata da manager capaci ed analitici, dove la politica, arte che Francioni ha saputo gestire in maniera eccellente, è meno importante rispetto al passato, perché gli equilibri tra i soci sono oggi molto più stabili .

Con lungimiranza, più di 8 anni fa, si iniziò un lento ma ragionato passaggio generazionale, con l’inserimento in organico di una figura manageriale che avesse le qualità per sostituire il grande Padre del Gruppo. Maniele Tasca è un manager preparato, proveniente da un settore differente, ma con un curriculum eccezionale, e questi anni al fianco di Francioni, molti anni, sono stati una perfetta scuola per saper come gestire nel futuro che li attende questa bella organizzazione.

Però non è solo Selex che deve ringraziare Riccardo Francioni, bensì tutti noi che oggi viviamo intorno al mondo del Mass Market Retail italiano. Tutti noi gli dobbiamo qualcosa, a lui, come ad altri padri della moderna distribuzione.

Quando Francioni  entrò nella Selex i codici ean dei prodotti venivano imparati a memoria dai dipendenti dei supermercati e battuti a mano alla cassa, oggi la tecnologia permette di pagare alla cassa con il telefono cellulare.

E’ cambiato il mondo, i cicli terminano e se ne aprono di nuovi.

Grazie Presidente.

 

NOTA IMPORTANTE: Nell’articolo di cui sopra era inizialmente stata menzionata una vendita del Gruppo Unicomm dalla Famiglia Cestaro alla famiglia Brendolan. La presente nota è per sottolineare che il Gruppo Unicomm è saldamente in mano alla famiglia fondatrice.

Ci scusiamo con il Cav. Cestaro e con tutto il gruppo Unicomm per tale osservazione errata.

 

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Dott. Andrea Meneghini

Analista ed esperto di Grande Distribuzione alimentare.E’ un attento osservatore delle dinamiche evolutive dei format discount e supermercati in Italia ed in Europa. Opera come manager per alcuni gruppi alimentari sullo sviluppo all’estero, soprattutto nord Europa e Medio Oriente. Ha scritto il libro per la catena Lillo Spa “Vent’anni di un successo”.

2 COMMENTI
  1. giuseppe

    è stato un onore ed un piacere essergli stato vicino per quanto c’era da apprendere dalla sua professionalità e correttezza. Grazie Riccardo

  2. Ciro Gentile

    Ho avuto il piacere di lavorare negli anni 80-90 con Riccardo Francioni per affrontare un tema sempre presente nella GDO, le differenze d’inventario. Desidero rendere omaggio alla sua professionalità e al garbo nei rapporti. I buoni ricordi non si dimenticano . Ciro Gentile

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