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Il nuovo consorzio Eurelec (Rewe and Leclerc) scuote le multinazionali

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E’ stata solo una piccola lettera di un piccolo ufficio a Bruxelles, ma ha generato una grande onda d’urto sull’industria che potrebbe rivoluzionare il modo in cui i gruppi di vendita al dettaglio fanno affari con i loro principali fornitori.
Il mittente, Eurelec Trading Scrl, ha aperto i battenti a giugno come joint-venture tra Rewe und Leclerc. La sua funzione come un ufficio acquisti europeo è quello di ottenere le migliori condizioni possibili dai fornitori per questi giganti del retail francese e tedesco.

Immediatamente Eurelec ha iniziato i negoziati annuali per il 2017 con i grandi nomi dell’industria. Sappiamo in origine sono stati coinvolti sei produttori internazionali di marca, ma ora solo quattro hanno intrapreso le trattative: Mars, Mondelez, PepsiCo e SCA. A quanto pare è stato chiesto di prendere una decisione entro la fine di questo mese, e in genere si ritiene che accetteranno.
Pare che Eurelec conoscesse le condizioni che questi fornitori praticano ai due gruppi situati ai due lati del Reno. La domanda che quindi è nata immediatamente è se ci sia stata collusione tra Rewe e Leclerc in violazione della legge sui cartelli UE.

Mai sottovalutare una lettera da Bruxelles

Per ora sembra che questo trasferimento di informazioni non ci sia stato; altrimenti i 70 e rotti specialisti che hanno lavorato per Rewe nel corso degli ultimi 18 mesi non avrebbero fatto il loro lavoro. Il ruolo di Eurelec è stata quella di un grossista sovranazionale che trasmette le offerte che ha ottenuto dai fornitori ai suoi membri.
Gli esperti legali di Eurelec sono convinti che dovranno avvisare le autorità garanti della concorrenza francesi solo se il volume di acquisto superasse i € 3 miliardi. Siccome i rivenditori francesi si stanno preparando a una legislazione più severa (legge Sapin 2) stanno chiedendo una maggiore trasparenza sui termini e le condizioni ai fornitori, questa nuova costruzione avrà ovviamente un fascino particolare per Leclerc.

Chiaramente, Leclerc vuole “diventare globale in un mondo sempre più globale”, come il suo presidente Michel-Edouard Leclerc ha dichiarato alla rivista a LSA. Ma richieste di termini e condizioni europee risalgono almeno al 1992, quando un mercato unico europeo è stato creato.
I precursori sono stati Metro C & C, poi il primo operatore drugstore europeo Schlecker. I fornitori hanno reagito con scetticismo sin da allora e continuano a segnalare le grandi differenze nazionali nel gusto, l’imballaggio, le abitudini di acquisto dei consumatori e la conseguente architettura storica dei prezzi. Schlecker è “caduto sulla faccia” esattamente per queste ragioni quando ha cercato di vendere i prodotti tedeschi, per esempio, in Spagna.

New wave tedesca

Nonostante questi primi insuccessi i fornitori possono essere criticati per non aver ascoltato questo avvertimento. Nonostante alcuni dei più grandi produttori di marca abbiano manager delle vendite per i diversi mercati come Metro, Tesco, Carrefour e Wal-Mart, non sembrano pronti per l’ultima ondata di normalizzazione europea dei discount tedeschi.

La consociata Schwarz del gruppo Lidl ha aperto la strada nella creazione di un assortimento paneuropeo con la confezione standard, logistica centralizzata e un unico prezzo di acquisto. Aldi ha anche usato bene la propria etichetta internazionale. Questo ha ovviamente messo tutti i concorrenti sotto pressione in quanto non ancora in grado di rifornirsi a livello internazionale.

Ahold Delhaize – un campanello d’allarme

Se l’industria aveva bisogno di un ulteriore campanello d’allarme, tuttavia, devono solo pensare alla fusione di Ahold e Delhaize di questa estate. Quando l’affare finalmente è diventato di diritto un Sabato a mezzanotte, un invito a incontrarsi era nelle cassette della posta dei fornitori il lunedì successivo. Da allora ai fornitori è stato “chiesto” di “armonizzare” i loro termini e condizioni per i Paesi Bassi e il Belgio.
E’ vero, Rewe e Leclerc hanno ancora molta strada da fare in termini di coordinamento. Entrambi i partner sono equamente rappresentati nel consiglio di vigilanza di Eurelec, ma non sono a digiuno di “armonizzazioni” in alcuni paesi tramite la loro alleanza di acquisto europeo più vecchio, Coopernic.
La pratica, non abbiate dubbi, porterà alla perfezione.

 

[fonte]

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