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CRAI Sicilia: crescita e progettualità per l’azienda palermitana nel 2017

craisicilia

Questo articolo presenta, nella sua parte finale alcuni grafici estratti dalla Mappa della GDO di GDONews. 

Quando si pensa alla Sicilia, in termini di Grande Distribuzione, si pensa ad una Regione dove, negli ultimi 7 anni, è avvenuta una vera e propria “glaciazione” annientando un precedente status quo per sostituirlo con uno tutto nuovo. Gli operatori del mercato vedono con favore alla rinascita della distribuzione siciliana, però una grandissima parte delle aziende di produzione del Nord, per lentezza del flusso delle informazioni e per storici retaggi culturali, non sa che oggi nell’isola con uno dei più alti tasso di disoccupazione, la realtà della GDO locale è tutta da osservare per l’evoluzione che sta compiendo.

La Sicilia è stata colpita duramente dalla crisi economica ed oggi il tasso di occupazione in Sicilia è, secondo Bankitalia (Rapporto semestrale sull’economia della Sicilia), del 21,9% ovvero tra i più bassi d’Italia. Nonostante ciò il dato quest’anno è in lieve crescita, infatti da gennaio a giugno 2016 l’aumento degli occupati è stato di oltre 25 mila unità (+1,9%) grazie ad una lieve ripresa della domanda interna che si è riflessa in un miglioramento degli indicatori reddituali delle imprese industriali.

Le imprese con una maggiore apertura verso i mercati esteri sono quelle che hanno continuato a mostrare gli andamenti più favorevoli: le esportazioni non petrolifere della Sicilia sono aumentate, trainate dalle vendite di prodotti chimici, elettronici e dell’agroalimentare.

CRAI Sicilia è un esempio di rinascita nel campo della Distribuzione Alimentare dell’isola. Nel 2016 ancora in corso infatti il gruppo è cresciuto del 50% rispetto allo scorso anno, grazie anche alla scomparsa di operatori storici sul territorio e l’azienda si sta proiettando verso valori di vendite che la porteranno ad un aumento della quota di mercato davvero rilevante.

Deco e CRAI sono i nuovi protagonisti nel territorio, assieme alla stabile Conad, di una nuova DO che è uscita dalle macerie del vecchio status quo, e la Distribuzione siciliana attuale è più seria, più affidabile e soprattutto con una progettualità che era in passato appannaggio, in alcuni anni per un periodo, solo del gruppo Aligrup.

La crisi economica è stata, a livello Europeo, una tempesta perfetta (citazione del grande economista Jacques Attalì) per la contemporaneità di una serie di eventi tra i quali la generale riorganizzazione del sistema bancario. Oggi, per stare sul mercato, bisogna essere prima di tutto affidabili e seri nei pagamenti. Oggi investire in Sicilia, grazie alle nuove regole internazionali ed alla capacità degli imprenditori che stanno crescendo sul territorio, è una certezza verso certi gruppi, e CRAI Sicilia è sicuramente uno di questi.

Giovanni Sardone, direttore commerciale CRAI Sicilia

Giovanni Sardone, direttore commerciale CRAI Sicilia

La serietà finanziaria si coniuga ad una volontà progettuale seria e determinata: il format dove si è registrata la maggiore crescita è stato quello dei superstore, infatti lo sforzo di CRAI Sicilia verso una rinnovata definizione degli assortimenti, compiuta in poco tempo e con sforzi organizzativi notevoli, e grazie al lavoro di un esperto del mercato come Valerio Veronica, ex Conad, oggi nel ruolo di Direttore Generale, ha fatto sì che anche spazi di vendita più profondi e non usuali per il Gruppo siano in linea con le esigenze del mercato.

Ampliare gli assortimenti è una attività che coinvolge prima di tutto la parte finanziaria di una azienda, ma in rapida successione è necessario rivoluzionare tutti gli aspetti logistici. Giuseppe Sammaritano, l’imprenditore siciliano proprietario del Gruppo alimentare, si è affidato ai suoi manager per portare l’azienda dallo stato di Grossista a quello di Retailer.

Oggi l’azienda è nel mezzo del grande cambiamento, e per dare stabilità ai progetti ha assunto un manager, proveniente da un altro socio del Gruppo CRAI, Giovanni Sardone, per dare più organizzazione e metodicità alle funzioni aziendali operative.

Sardone è un manager esperto, viene dall’industria di marca prima ancora di approdare al mondo retail, ed assieme a Veronica ed al leader Sammaritano, si sono dati un importante obiettivo: crescere ancora nei prossimi due anni costantemente a doppia cifra  potenziando l’organizzazione delle vendite, le attività di purchase, ed una definizione ponderata dei format, in primis il superstore.

La Distribuzione siciliana è profondamente cambiata negli anni della crisi.

Grazie alla mappa della GDO di GDONews, infatti, si può vedere qual’è l’assetto si è definito nella Regione tra i vari format di vendita ed anche tra le diverse insegne che popolano la Regione (vedi grafico qui sotto):

Fonte: Mappa della GDO GDONews

Fonte: Mappa della GDO GDONews

Il canale supermercati rappresenta, in numerica, la grande maggioranza dei punti di vendita presenti in Sicilia. Non è indifferente la presenza dei discount (8% della numerica nazionale, vedi grafico qui sotto), è invece risibile quella degli Ipermercati che valgono il 2,5% degli Iper di tutta Italia (vedi grafico qui sotto).

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Fonte: Mappa della GDO, di GDONews

Nonostante l’esigua presenza degli Ipermercati, il loro fatturato è comunque rilevante rispetto al dato generale della Regione (vedi grafico qui sotto).

Fonte: Mappa della GDO, di GDONews

Fonte: Mappa della GDO, di GDONews

I due segmenti maggiormente performanti sono i discount che con 300 unità sviluppano il 20% del fatturato generale, ed i supermercati che con la loro numerica sviluppano la maggior parte del fatturato (vedi grafici qui sotto).

Fonte: mappa della GDO, di GDONews

Fonte: mappa della GDO, di GDONews

Fonte: mappa della GDO, di GDONews

Fonte: mappa della GDO, di GDONews

A suo modo la nuova Grande Distribuzione della Regione ha creato un nuovo assetto adattato, con il tempo ed a fatica, alle difficoltà del portafoglio del suo consumatore, ma vi è riuscita. Crai Sicilia, ed altre aziende serie e capaci a livello progettuale meritano l’attenzione dei media e gli investimenti dell’industria, perché oggi, non è un segreto, bisogna puntare verso chi cresce (seriamente) in termini di investimenti, perché è verso una cooperazione win win tra le forze in campo che si costruisce una società economica più stabile ed affidabile.

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