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Esselunga, prima semestrale senza Caprotti: sale l’utile

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Macina ricavi e profitti la Esselunga fondata da Bernardo Caprotti, l’imprenditore scomparso lo scorso 30 settembre che ha lasciato così agli eredi una macchina che funziona a pieno regime. È quanto emerge dal bilancio dei primi sei mesi approvato dal consiglio di amministrazione presieduto da Vincenzo Mariconda. L’utile netto è stato di 182 milioni di euro, in progresso del 7,7% a fronte di vendite salite del 4,1% a 3,76 miliardi. Un aumento registrato nonostante la catena di supermercati abbia deciso di tagliare i prezzi dell’1,6%. In pratica, il pioniere della grande distribuzione in Italia ha voluto condividere con il consumatore l’aspetto positivo della gelata dei prezzi. Anzi, Caprotti ha voluto essere ancora più generoso visto che l’inflazione ricevuta dai fornitori è stata pari allo 0,7%. E questo ha potuto farlo perché il numero di clienti che frequenta i supermercati Esselunga è cresciuto del 5,3%.

Più occupazione
Esselunga ha confermato, anzi addirittura aumentato, il ritmo degli investimenti che hanno raggiunto i 206 milioni a metà anno. L’apertura di nuovi centri ha creato nuovi posti di lavoro: il numero di addetti è salito di 688 unità, cosa che porta il numero totale a 22.618. A inizio ottobre è stato infatti aperto il Superstore di Como Camerlata e che a giorni verranno inaugurati quello di Cusano Milanino e il nuovo punto vendita di Prato, in sostituzione del vecchio. Il gruppo non ha certo problemi di debito visto che l’esposizione netta è scesa a 99,7 milioni dai 116,5 di fine 2015. Buone notizie quindi per gli eredi che, una volta conclusa la non facile successione, potranno decidere di vendere cercando di spuntare un prezzo consistente.

 

[via corriere]

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