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Vendite in crescita per l’igiene dentale, corrono i dentifrici

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Non tutti gli effetti della crisi economica sono negativi: in questi anni i consumatori hanno imparato a gestire al meglio le proprie risorse quando si tratta di acquistare un prodotto di largo consumo. Sono attenti al prezzo, ma anche a ciò che le marche offrono e se riconoscono che un beneficio o un plus di prodotto è mantenuto, allora sono disposti anche a pagare qualcosa in più.

Un ragionamento che vale anche per il comparto dell’igiene dentale (dentifrici, spazzolini, collutori, accessori per la pulizia dei denti e prodotti per la cura della dentiera). Un settore che vale 638 milioni di euro e si posiziona al quarto posto tra quelli della cura della persona alle spalle di quello igienico-sanitario, igiene della persona e hair care (assieme rappresentano il 53%). E lo scorso anno sono emersi i primi segnali di ripresa: il giro d’affari è aumentato dell’1,8% in netta controtendenza rispetto al trend negativo degli anni precedenti. I drugstore trainano le vendite, mentre i supermercati tornano a crescere.

I dentifrici rappresentano poco più del 50% del mercato, gli spazzolini il 17%, i collutori il 14%, i prodotti per la cura della dentiera il 9% e gli accessori per la pulizia dei denti il 5%. I dentifrici sviluppano un fatturato di quasi 350 milioni di euro (in crescita dell’1,5% rispetto al 2014), i collutori 90 milioni (+5,9%). Il fatturato dei prodotti per la cura della dentiera è invece in contrazione, mentre crescono i volumi venduti (gli adesivi – il principale segmento, con 46 milioni di euro – segnano +1,3% e i pulitori +1,5%).

Per quanto riguarda gli spazzolini, quelli a batteria sono andati incontro ad una pesante contrazione sia in termini di valore (-8%) sia di volumi (-6,3%). Meglio lo spazzolino tradizionale, che nonostante un fatturato leggermente inferiore a quello 2014 (-0,1%) registra volumi in leggero rialzo (0,9%) grazie anche all’impatto promozionale, passato dal 30% al 31,2%. Il 2015 si è chiuso come l’anno più innovativo dell’ultimo triennio: ne hanno tratto vantaggio soprattutto i dentifrici, comparto in cui le novità (nuove linee, brand extension e nuove referenze di linee esistenti) hanno generato un fatturato di 10,3 milioni di euro.

[via repubblica]

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