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Clamoroso: in GB Unilever alza i prezzi e Tesco mette al bando i suoi prodotti

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La sterlina in calo porta a un braccio di ferro tra giganti. Tesco, la prima catena di supermercati in Gran Bretagna, ha annunciato stamani che non venderà più i prodotti Unilever in seguito a una richiesta definita «inaccettabile» del gruppo di aumentare i prezzi all’ingrosso del 10% a causa dell’indebolimento della valuta britannica dopo Brexit. Dal 23 giugno, giorno del referendum, a oggi la sterlina ha perso il 16% contro l’euro. Tutti i prodotti Unilever, che vanno dal gelato Ben & Jerry al detersivo Persil, dal sapone Dove all’olio Bertolli, non sono più disponibili sul sito di Tesco, mentre nei supermercati resteranno sugli scaffali fino a esaurimento scorte ma non saranno sostituiti.

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Con una mossa altamente inusuale, Tesco ha scelto di rivelare le difficili trattative dietro le quinte con uno dei suoi maggiori fornitori, perchè ritiene che Unilever stia cogliendo l’occasione per alzare i prezzi dei suoi prodotti usando la scusa di Brexit, mentre molti prodotti sono made in Britain.
La decisione è stata presa dall’ad di Tesco, Dave Lewis, che prima di passare alla catena di supermercati nel 2014 aveva passato trent’anni a Unilever diventando presidente del gruppo per la Gran Bretagna e l’Irlanda.

La risposta di Unilever non si è fatta attendere. Stamani Graeme Pitkethly, chief financial officer del gruppo, ha dichiarato che aumentare i prezzi all’ingrosso in seguito a un indebolimento della valuta è del tutto normale. La disputa con Tesco, ha assicurato, «verrà risolta in tempi brevi. Unilever ha fatto la stessa richiesta di aumento dei prezzi a tutte le altre catene di supermercati britanniche, che per ora non hanno fatto sapere che strategia intendono adottare.»
Gli analisti avvertono che questa è solo la prima di quella che inevitabilmente sarà una lunga serie di dispute in seguito alla svalutazione della sterlina, perché i margini dei supermercati sono già molto ridotti e quindi dovranno per forza aumentare i prezzi.
Brexit è destinata a colpire i consumatori, ha detto Pinar Hosafci, food analyst di Euromonitor International: “Altre società produttrici che operano in euro, come Nestlé e Ferrero, seguiranno senz’altro l’esempio di Unilever.”

 

[via ilsole24ore]

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