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La private label italiana è la più cara d’Europa

private label

Come noto l’Italia non è tra i primi paesi d’Europa come quote della PL nelle divisioni iper e super, dove la marca per il nostro consumatore è ancora preponderante. Siamo molto indietro rispetto a paesi come Gran Bretagna e Spagna dove, con quote rispettivamente del 51,5% e del 42%, la PL oramai rappresenta il business principale della distribuzione, come si può vedere nel grafico che segue.

statistic_id383261_private-label-value-share-in-europe-2014-by-country

Based on data from hypermarkets and supermarkets for France, Greece, Italy, Spain and the Netherlands,. UK data based on Kantar Worldpanel market data for the 52 weeks ending September 2014. Germany data based on hypermarkets, supermarkets and drugstores.

 

Se poi si analizzano le quote di incidenza della PL nelle varie categorie si nota il ritardo maggiore nei freschi, dove la media europea è del 40,1% e l’Italia è ferma al 24,8%, e nei surgelati, media europea al 41,6% e Italia al 26,8%. Un buon livello invece è già stato raggiunto da altre categorie come il Pet food and care, media europea al 26,4% e Italia al 22,8%.

statistic_id410300_private-label-value-share-in-italy-2014-by-category

Based on data from hypermarkets and supermarkets across seven European countries: Germany, France, the United Kingdom (UK), the Netherlands, Spain, Italy and Greece.

statistic_id379890_private-label-value-share-in-europe-2014-by-category

market share of value from private label goods in Italy in 2014, by category

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma veniamo al punto dove il nostro Paese svetta, in senso ironico. Se analizziamo il livello dei prezzi l’Italia sovrasta tutti i paesi europei e ci si chiede se questo non sia uno dei fattori che ancora ne limitano lo sviluppo. La statistica rileva i prezzi medi per unità, quindi alla base ci può essere anche una diversa scelta assortimentale, ma una differenza di oltre il 30% rispetto ai prezzi in Germania deve far riflettere.

 

statistic_id383455_private-label-price-level-in-europe-2014-by-country

Based on average unit prices in hypermarkets and supermarkets. *Data for all the countries is based on the 52 weeks ending July 2014, except the UK and Italy, which are based on the 52 weeks ending June 2014 and August 2014 respectively

 I dati e i grafici in questo articolo sono ripresi da statista.com, il maggior sito di statistiche al mondo. Grazie ad un accordo tra GDONews e Statista i nostri lettori possono avere accesso gratuito al sito statista.com per una settimana cliccando sul seguente link: Statista-GDO-2016. Buona lettura.

 

 

 

Dati dell'autore:
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Dott. Alessandro Foroni

Esperto di sociologia, organizza reti vendita e merchandising a livello nazionale, prepara i funzionari alla negoziazione con il trade.

2 COMMENTI
  1. Paola

    Buongiorno Dott. Foroni
    Per fortuna la quota di mercato della marca privata e’ cosi bassa , il consumatore italiano vuole scegliere la sua marca non avere imposizioni .
    Almeno sull’alimentare siamo di una spanna superiori a tutto il mondo anche se stiamo tendendo a “americanizzarsi” e “germanizzarsi” purtroppo grazie alle multinazionali.
    La marca privata italiana e’ cara perché e’ anche di qualita’ rispetto a quella tedesca : che cultura alimentare hanno ?? quando vengono in Italia fanno le capriole di contentezza anche se mangiano due spaghetti scotti……

  2. Pol

    La ricerca non dice che le PL Italiane sono più care di quelle straniere ! Dice che il differenziale con le marche nazionali è inferiore… non è proprio la stessa cosa ;)

    Il confronto con la Germania ha poco senso, dato che nelle PL Tedesche entrano anche i prodotti a marchio dei Discount.

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