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Usa: chi ha paura di Lidl?

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Gli analisti di mercato americani la considerano un incrocio tra Walmart e Trader Joe. E quasi tutti prevedono che il suo ingresso nell’arena statunitense, atteso per il 2018, avrà un impatto non certo secondario. Tanto da spingere diversi player a ripensare velocemente le loro strategie, pur di limitare i contraccolpi. Anzi, c’è persino chi ipotizza conseguenze devastanti per il giro d’affari di alcuni big retailer, con severe ripercussioni anche in termini occupazionali. Un po’ come sta accadendo nel Regno Unito, dove Lidl continua a conquistare market share a discapito di Tesco, Asda e Sainsbury, dopo aver contribuito, insieme ad Aldi, a scatenare la guerra dei prezzi.

IL PIANO DI LIDL – Tra meno di due anni, dunque, la catena tedesca aprirà negli Usa i suoi primi 150 supermercati, cioè 50 in più rispetto agli annunci di appena qualche mese fa. Solo un primo anticipo, tuttavia, del progetto di espandere rapidamente l’insegna da costa a costa, come conferma anche la febbrile ricerca, in decine di città, di location adatte a ospitare gli store.

I RETAILER PIU’ ESPOSTI – Lo scenario britannico, insomma, potrebbe ripetersi anche oltreoceano, imponendo a concorrenti diretti del calibro di Food Lion, Bi-Lo, Winn Dixie, nonché Dollar General e Family Dollar, di ridurre ancora lo scontrino medio e moltiplicare gli investimenti in sconti e promozioni. Ma a essere particolarmente esposta è anche la stessa Walmart, i cui fragili segnali di ripresa evidenziati negli ultimi mesi rischierebbero quindi di essere vanificati da una nuova contrazione dei margini, trasversale a diverse categorie. Lidl, d’altronde, non intende concentrarsi solo sul grocery, ma puntare pure su una vasta offerta di mobili ed elettrodomestici.

LA RISPOSTA DI ALDI – Intanto, il primo vero effetto legato all’arrivo di Lidl riguarda i piani di sviluppo del suo connazionale Aldi. Il rivenditore, attivo negli Usa con circa 1.600 negozi in 34 stati, ha subito accelerato il programma di ampliamento della sua rete distributiva, che prevedrà dalle 80 alle 130 nuove aperture all’anno.

[via foodweb]

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