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Cresce il consumo di pesce: gli italiani ne mangiano 25 kg l’anno

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Il pesce torna sulle tavole degli italiani che sul fronte dei consumi sbaragliano il resto del Vecchio continente mangiandono 25 kg all’anno contro i 23 degli altri paesi europei. A trainare l’aumento dei consumi familiari (+4,9% in valore) sono le sardine con un’impennata del 16,6%. L’Italia, però, non fa altro che accelerare una tendenza che va consolidandosi da tempo a livello globale. Secondo la Fao, infatti, nel 2014, per la prima volta, è stata superata la quota dei 20 kg di pesce consumati a testa: un risultato reso possibile grazie all’acquacoltura, ad una domanda stabile, alla riduzione degli sprechi e alla pesca record di alcune specie ittiche.

L’ultimo rapporto Lo stato mondiale della pesca e dell’acquacoltura della Fao evidenzia però che le quantità di pescato si sono ridotte e che il 31,4% è frutto di una pesca ottenuta a livelli biologicamente non sostenibili, una percentuale che è tripla di quella del 1974, anche se oramai stabile dal 2007. Inoltre, sono state individuate aree marine (15%) sottosfruttate, anche se a crescere è soprattutto l’acquacoltura.

Nel 2014, la produzione mondiale ha raggiunto 73,8 milioni di tonnellate, un terzo dei quali costituito da molluschi, crostacei e altre specie marine diverse dai pesci; la metà circa – soprattutto crostacei, carpe e piante marine – è costituita da specie non nutrite artificialmente, cosa importante ai fini della sicurezza alimentare. I miglioramenti introdotti nella filiera hanno aumentato l’efficienza: la percentuale di produzione ittica mondiale destinata al consumo umano diretto dovrebbe così passare dall’85% – 136 milioni di tonnellate – del 2014 all’87% – 146 milioni di tonnellate – di fine 2016.

La produzione globale totale della pesca da cattura, inclusa la pesca in acque interne, è stata di 93,4 milioni di tonnellate nel 2014, leggermente maggiore dei livelli degli ultimi due anni. I più pescati sono stati il merluzzo dell’Alaska e l’acciuga cilena, ma la pesca ha raggiunto livelli record anche per tonni, aragoste, gamberi, seppe e calamari, polpi e moscardini. Il pesce ha fornito il 6,7% delle proteine totali consumate dalla popolazione mondiale e costituisce un alimento “prezioso” per la salute perché fonte di acidi grassi omega 3 – contribuiscono a mantenere la normale funzionalità cardiaca e del sistema circolatorio – , vitamine, calcio, zinco e ferro.

 

[via Repubblica]

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