GDO News
Nessun commento

Rio Mare mette online la tracciabilità di ogni singola scatoletta

riomare

Il tonno viene pescato da imbarcazioni attive negli oceani tropicali, viene scaricato in porto e sottoposto a una prima lavorazione. I filetti iniziano poi il lungo viaggio, via nave e poi su gomma, verso Cermenate, in provincia di Como, dove il pesce viene confezionato. La filiera del tonno Rio Mare è lunga e distribuita in mezzo mondo. Per monitorarla in tempo reale, il marchio del gruppo Bolton leader in Italia con una quota di mercato del 40% ha lanciato un nuovo sistema di tracciabilità: digitale, in tempo reale e certificato dall’ente di certificazione Dnv Gl secondo lo standard Iso 22500, che ne garantisce l’efficacia.

Grazie a una piattaforma online accessibile ai fornitori, è possibile in ogni momento ricostruire la storia di ogni confezione – il progetto coinvolge oltre 500 referenze su 10 linee produttive – e seguire gli approvvigionamenti, con informazioni precise e aggiornate su data di produzione, area di provenienza del tonno, barca che lo ha pescato, e ancora metodo di pesca e specie. “Avevamo un sistema di tracciabilità anche prima, ma era cartaceo e non aveva la certificazione. Da questo nuovo progetto, frutto di due anni di lavoro, passano allo stesso tempo le relazioni con gli stakeholder, il controllo della filiera per la sicurezza alimentare e la gestione efficiente delle politiche di sostenibilità”, spiega Luciano Pirovano, responsabile Corporate social responsibility di Bolton Alimentari, cui fanno capo, oltre a Rio Mare, anche i marchi di conserve ittiche Palmera e Saupiquet.

Un primo passo che Rio Mare, presente in 45 Paesi del mondo tra Europa, Medio Oriente e Nord America, punta a sviluppare ancora in futuro: “Estenderemo il monitoraggio anche ad altre informazioni e altri pesci”. Il progetto avrà conseguenze positive anche sul piano della trasparenza verso i consumatori: “Già oggi, attraverso il nostro sito, il cliente può chiedere i dettagli della scatoletta che ha comprato. In 24 o 48 ore forniamo informazioni sul tipo di nave utilizzata per la pesca, la sua nazionalità, la zona geografica, la data in cui la pesca è avvenuta, la tecnica di pesca utilizzata, la specie di pesce inscatolato e la data del suo inscatolamento. Entro il 2018 puntiamo ad ampliare le informazioni e a renderle disponibili sia on line in tempo reale, sia in etichetta”. Non sarà un lavoro semplice, visto che dallo stabilimento del Comasco, dove lavorano 550 persone e si concentra l’80% della produzione, escono ogni giorno 3 milioni di scatolette di tonno.

Nel programma di responsabilità sociale d’impresa “Qualità responsabile” lanciato nel 2011, gli obiettivi legati alla filiera occupano un posto di primo piano. Dal 2015 tutto il pesce viene da imbarcazioni con una maggiore attenzione alla sostenibilità, iscritte a uno speciale registro della International seafood foundation. Entro il 2017, invece, l’azienda punta ad arrivare al 100% di tonno da pesca a ridotto impatto sulla fauna marina, diversificando il più possibile le tecniche di pesca e le specie di tonno utilizzate.

Anche nell’ideare i nuovi prodotti Rio Mare guarda con attenzione ai consumatori più attenti alla sostenibilità dei processi di produzione. “Nel 2012 abbiamo lanciato il tonno pescato a canna, che continua a crescere con percentuali a due cifre”, continua Pirovano. “Ad aprile scorso è arrivata sul mercato anche la linea biologica, con tonno in olio d’oliva bio pescato con tecniche che evitano le catture accidentali”.

 

[via Rwpubblica]

COMMENTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi contrassegnati sono obbligatori *

ARTICOLI CORRELATI

Torna su