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Latte, la tedesca Lidl rompe il fronte della Gdo e raccoglie 4 milioni di euro per gli allevatori francesi

latte francese

Guardate questo manifesto e ora chiedetevi se in Italia un’iniziativa del genere sarebbe possibile. La Coop o la Esselunga che si impegnano a sostenere gli allevatori italiani, in crisi esattamente come i colleghi francesi, girando loro una piccola percentuale, tre centesimi, per ogni bottiglia di latte proveniente da stalle italiane venduta nei loro supermercati.

In Francia è quello che ha fatto la Lidl, il colosso tedesco dei supermercati low-cost, controllato dalla famiglia Schwarz (tra le più ricche al mondo, secondo Forbes, ma talmente riservata da diffidare il magazine americano dal pubblicare i dati), che il 1° marzo scorso ha lanciato una campagna «pour soutenir l’élevage français», per sostenere la zootecnia nazionale impegnandosi a girare agli allevatori, attraverso le loro organizzazioni sindacali, tre centesimi per ogni litro di latte Envia, «collecté et conditionné en France».

La campagna è durata cinque mesi, fino al 1° settembre e sapete quanto ha raccolto la Lidl per gli allevatori francesi? Quattro milioni di euro, come annuncia un’altra pagina pubblicitaria apparsa nei giorni scorsi su tutti i quotidiani francesi con la scritta «Merci à tous nos clients», grazie a tutti i nostri clienti.

Un’abile manovra di marketing sociale, certamente, ma anche la dimostrazione che le relazioni commerciali tra mondo agricolo e grande distribuzione qui sono strettissime, quasi inestricabili.

latte francese

La Gdo, tutta la Gdo, firma ogni anno contratti d’acquisto di prodotti agricoli (latte, carne, pollame, uova, frutta ecc.) a prezzi concordati e spesso basta un centesimo di differenza per far saltare i tavoli. In primavera scorsa, durante le trattative per il prezzo di conferimento del latte, Lidl ha rotto il fronte della Gdo e ha offerto tre centesimi in più facendoli pagare per metà ai consumatori e per metà al suo bilancio (riducendo i margini). Il risultato è una «colletta» del valore di 4 milioni di euro. Che non bastano, certo, a risolvere i problemi della zootecnia francese ma fanno capire che se tutta la filiera, produzione, industria, distribuzione, consumo, si mette insieme, qualcosa di buono viene fuori. E magari anche la Lidl («Le vrai prix des bonnes choses», buon prezzo e buoni prodotti, che è il suo slogan storico) può farsi buona pubblicità.

 

[via ItaliaOggi]

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