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Nuove abitudini alimentari: come cambiano il consumi secondo Coop

abitudini

Mangiano meno e meglio, sono attenti alla sostenibilità e amano sperimentare nuovi alimenti, dallo zenzero alla curcuma. È la fotografia dei “nuovi italiani” scattata dal Rapporto Coop 2016, presentato nei giorni scorsi a Milano, dal quale emerge che gli abitanti della Penisola “post crisi” sono più poveri rispetto al passato, ma rivelano anche un animo più green e healty. Mangiano meno in quantità, tanto da guadagnarsi il primo posto come più magri d’Europa, e prediligono cibi light all’insegna di uno stile alimentare “clean”. Fuggono in particolare dalla carne (-13% in sei anni), dal vino e dai derivati di cereali (come pasta e pane) a favore di pesce, frutta fresca e secca. Preferiscono lo zucchero di canna rispetto a quello raffinato così come il latte ad alta digeribilità e i prodotti “senza” (senza sale, senza glutine, senza lattosio). Cresce poi la voglia di sperimentare: alimenti un tempo sconosciuti sulle tavole come zenzero e curcuma hanno registrato una crescita nel giro d’affari anno su anno rispettivamente del 141% e del 93% e piace sempre di più il cibo etnico (+8% nel primo semestre 2016). Si consolida inoltre l’appeal del biologico, che continua a crescere a due cifre, e si fa più diffusa l’attenzione all’ambiente: circa un terzo dei consumatori sceglie infatti i prodotti in base alla loro sostenibilità ecologica.

coop2016rapporto
Un’esigenza di salutismo che si esprime anche nello sport: sono 20 milioni gli italiani che praticano attività fisica regolarmente, mentre due milioni si dedicano allo yoga, il doppio rispetto al 2011. Attenzione al corpo e al benessere evidenziata inoltre dal ricorso a pillole, integratori e beveroni che generano in Italia un fatturato di oltre 2,5 miliardi di euro, in crescita del 7,7% anno su anno, al primo posto in Europa. Una fotografia che mostra anche delle zone d’ombra: “i nuovi italiani” consumano di più rispetto al passato farmaci per l’ansia e il sonno (10% in più della media europea), mentre il 31,9% dichiara di aver fatto uso almeno una volta di cannabis (dietro solo a francesi e danesi) e il 7,6% ha utilizzato almeno una volta cocaina (secondi in Ue solo agli spagnoli). Lo smartphone si conferma presenza ormai irrinunciabile: nell’ultimo anno ne sono stati venduti in Italia 15 milioni, con un trend di crescita del 16%, tanto da surclassare nell’uso tutti gli altri europei. Resta poi forte l’attenzione alla Rete come fonte di consumi gratuiti che ha permesso di risparmiare circa 20 miliardi, ossia 1.400 euro a famiglia l’anno.

L’indagine sottolinea infine gli effetti della crisi: dal 2007 a oggi il tasso di risparmio delle famiglie è diminuito di quasi tre punti percentuali e siamo sempre di più il Paese delle disuguaglianze: per concentrazione di famiglie povere e a rischio di esclusione sociale siano secondi solo a Romania e Grecia. Cresce inoltre il divario generazionale: la ricchezza finanziaria degli over 65 si aggira intorno ai 154.000 euro contro i poco più di 18.000 degli under 35. Su questi ultimi grava un tasso di disoccupazione pari al 37,6% e quattro Millennials su cinque ammettono di sentirsi ai margini della società. Il futuro appare infine ancora nebuloso: il Pil dovrebbe chiudere il 2016 con una crescita dello 0,6% (stimato a un +0,9% nel 2017), mentre fanno meglio i consumi che dovrebbero aumentare dell’1,1% (stimato un +0,8% nel 2017). Più pessimista lo scenario sulle imprese che continuano a rimandare gli investimenti, attualmente a una quota del 16,4% sul Pil a fronte del 20% della Germania. Incertezze economiche alle quali si sommano le preoccupazioni derivanti dalla nuova emergenza geopolitica, tanto che tra le parole più ricercate su Google “Isis” ha una frequenza di molto superiore al termine “spread”. di molto superiore al termine “spread”.

 

[via Repubblica]

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