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Shopping in famiglia: agli italiani piace con i figli

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Che la società attuale sia sempre più kids friendly lo dimostrano i fatti: vacanze formato bambino, hotel sempre più orientati all’accoglienza dei piccoli ospiti, mostre attrezzate con percorsi didattici e ludici, ristoranti dotati di accessori per l’intrattenimento e la cura dei bimbi. Ora anche l’ultima roccaforte è saltata: negozi e boutique, fino ad oggi dominio esclusivo di mamme in libera uscita, si sono aperti ai mini consumatori, che non solo accompagnano i grandi, ma dettano anche legge sugli acquisti da fare, o per lo meno sono interpellati in merito.

È il risultato della ricerca promossa da Neinver, società spagnola specializzata nel settore degli outlet (in Italia di Castel Guelfo e Vicolungo The Style Outlets) in collaborazione con ANPE (Associazione Nazionale dei Pedagogisti italiani) in merito allo shopping “in famiglia”.

“I risultati dell’indagine riflettono la nostra esperienza” commenta Laura Andreoletti, Country Manager di Neinver in Italia, che continua: “Nei nostri centri il 50% circa dei visitatori viene con la famiglia, più della metà con bambini sotto i dieci anni. Da sempre, infatti, lavoriamo per garantire un’offerta commerciale e servizi ad hoc, annoverando collaborazioni con realtà importanti come MUBA, Museo dei Bambini di Milano”.

Parola d’ordine multitasking: si perché se il 75% dei genitori italiani fa spesso compere con i figli (addirittura il 30% sempre), questo significa concentrarsi sugli acquisti mentre si inscena una conversazione tra Barbie (oppure una gara di Micromachines, a seconda del sesso del piccolo accompagnatore). Solo il 2% si gode l’esperienza da solo, con l’unica preoccupazione di scegliere il modello più attuale o di rispettare il budget prestabilito.

Il rischio dello shopping in compagnia dei figli? Capricci e scenate, anche se -incredibilmente- sono molto meno frequenti di quanto si possa pensare: solo 1 genitore su 4 si lamenta di maleducazione&co. piuttosto è la noia ad affliggere i piccoli accompagnatori (per il 44%).

Allora entra in scena il decalogo dell’esperto (redatto dai pedagogisti dell’ANPE) che raccoglie semplici regole per far sì che l’esperienza d’acquisto in famiglia sia positiva.

shopping figli

In primis bisogna essere riposati (vale per i bimbi ma anche per i genitori): stanchezza e nervosismo non vanno d’accordo con lo shopping. Poi chiarezza: quanto più il programma è definito e chiaro ai piccoli, tanto più loro sapranno a cosa vanno incontro, con il risultato di essere gestibili e rilassati. Non dimenticare la merenda e, per i più vivaci, spezzare la sessione di acquisti con un pausa-gioco. Ma il vero segreto è coinvolgere i piccoli negli acquisti (lo fa il 58% degli italiani), anche se si tratta di comprare una lavatrice o l’ultima nuance di smalto sul mercato: la responsabilità trasformerà le piccole pesti in validi aiutanti.

Risultato? Un esperienza positiva (per il 78% dei genitori) da ritagliarsi nei weekend (l’80% dello shopping con i bimbi è concentrato nei giorni festivi) a patto che non manchino un parcheggio comodo, qualche area gioco attrezzata (vedi il decalogo) e spazi per passeggiare all’aperto, senza l’ansia di macchine e semafori.

Ecco svelati i segreti per attirare le famiglie nei paradisi dello shopping.

[via repubblica.it]

 

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