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Ricorrenze: I cinesi pazzi di pandori e panettoni. Food Retail Italia sta preparando il catalogo da inviare in Cina

panettoni

”Dopo due giorni di visita di JD.com a Milano ( il più grande e-commercer dopo Alibaba ndr) e del grande Gruppo Alimentare cinese Benlai (CeDi che somministra più di 10 mila PdV nel Nord della Cina ndr) e dopo aver approfondito con loro alcuni progetti che potrebbero essere interessanti per il mercato cinese, si è compreso che Uno di questi è con certezza quello delle ricorrenze” afferma Massimo Grazi, responsabile acquisti della Food Retail Italia “stiamo dialogando con alcune Centrali acquisti italiane, nostri partner per l’export, ed a giorni ci informeranno di quale sarà l’offerta italiana. Due prodotti di Private Label entreranno nel nostro catalogo, però vogliamo andare oltre: siamo alla ricerca di aziende produttrici italiane che abbiano la volontà di aprirsi il mercato cinese.”

La Cina è una terra ancora acerba per il food made in Italy, nonostante la rapidissima evoluzione. Intorno ad essa i Paesi più evoluti, in termini di consumi, hanno già una buona conoscenza della nostra cultura gastronomica e la apprezzano moltissimo, come Corea del Sud, Taiwan, Thailandia, Singapore, per non parlare del Giappone.

Però tra le poche categorie che già oggi i cinesi amano e comprano c’è quella del dolciario. Il panettone ed il pandoro sono il trionfo di questa categoria. Per noi è, come ben si sa, un prodotto stagionale, di durata limitatissima, ma all’estero avrebbero tutta la legittimità per essere sempre presenti in assortimento tutto l’anno.

“Eravamo in visita ad un Aldi Store in Svizzera quando mi è arrivata una email da parte di una centrale acquisti di presentazione della linea a marchio che ci ha proposto. Facendo vedere agli amici di Benlai quella foto si è aperta una discussione che aveva davvero i toni dell’entusiasmo. Loro servono 10 mila piccoli punti di vendita nel nord della Cina, hanno un enorme CeDi a Pechino, e si sono detti entusiasti del prodotto che potevamo vendere loro.”

Food Retail Italia sta dialogando con aziende che producono dolci, nello specifico pandori e panettoni per immetterli nel mercato cinese attraverso i nostri canali.

Dopo una prima verifica della bontà del prodotto, si procede all’immediata traduzione in lingua cinese di tutta la brochure del fornitore. Vengono richieste informazioni aggiuntive che possano essere parte di una storia. “Il prodotto italiano non è solo tale, dietro i cinesi ci vedono la poesia di una storia, una lontana tradizione. Il nostro ufficio cinese, nella creazione delle brochure per prodotto, fa esattamente questo: costruisce una storia, la ubica in una terra, ne racconta la storia e ne evoca la qualità”.

La brochure viene poi inviata ai clienti da ogni project leader e con questi viene discussa e trattata.

“L’accordo con i fornitori scelti prevede una serie di adempimenti reciproci – conclude Grazi – con il chiaro obiettivo di semplificare nella maniera più estrema il rapporto commerciale tra due mondi totalmente diversi, non solo per la lingua ma soprattutto per la mentalità.

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