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Amazon, la rivoluzione dei “freschi”: è meglio prepararsi

amazonfresh

“L’eCommerce nel food non decollerà mai!”, “noi non siamo come gli americani” “gli italiani sono poco informatizzati” … e se … invece non fosse così? Non andiamo molto lontano per immaginare una realtà dove Amazon ha decollato con il suo Fresh, andiamo a Londra dove ha debuttato la scorsa settimana e vediamo come si è comportato lì.
 
La situazione: i big four Uk sono, da tempo, impegnati in una guerra di posizione che li ha lasciati fortemente indeboliti. La malattia? Eccesso di promozioni e guerra dei prezzi. E qui vediamo una forte somiglianza con i retailer nostrani. In Uk, tutti presenti con l’eCommerce, faticano e hanno faticato ad adeguarsi ai cambiamenti velocissimi della domanda. In questo caso, per gli italiani che stanno per decollare verso il mondo 2.0 meglio fare una riflessione e partire il più snelli possibile-.
 
Amazon, che ha debuttato in Uk nel grocery nel 2010, si presenta oggi sul mercato con 130.000 item freschi e surgelati, sono 69 i codici postali che potranno già godere della consegna. Ordini fatti entro le 13 saranno consegnati in giornata entro le 11 di sera, presente la possibilità di consegna in un’ora. Il costo sarà di £6.99 addizionali per acquisti superiori ai £40. Provare a fare lo stesso? Al momento sembra un suicidio.
 
La parola d’ordine del big dell’ecommerce per non dissanguarsi al pari dei Brick & Mortar? Partnership: con Morrissons per la private label (coprendo così i primi prezzi).
Interessante approccio, chissà se la gdo italiana se la sentirebbe? Forse potrebbe essere una buona opportunità per le catene più piccole.
 
Per i freschi ha chiuso un accordo con 50 retailer indipendenti che garantiscono così l’artigianalità e il local: dal famoso Bourough Market al panettiere Gail, dalle marmellate di Konditor & Cook alla Pizza Pilgrims. Per questi, gli ordini emessi prima delle otto del mattino saranno consegnati in giornata.
 
Una grande presenza dei prodotti di marca che avranno come benchmark (al ribasso) Tesco, Sainsbury’s, Asda, Morrissons e Waitrose. Ed è guerra. Come se la caveranno i brick & mortar già alle prese con gli agguerriti discount che stanno facendo stragi dei loro fedelissimi. Una soluzione potrebbero prenderla a prestito proprio da alcuni nostri retailer che da qualche tempo si stanno muovendo verso la valorizzazione del teatro di vendita, giocando la carta della shopping experience, dei freschi. Ma loro sui freschi avevano già puntato, sotto forma di piatti pronti, dietetici, etnici, pic-nic, di tutto e oggi si trovano a competere con un altro fronte: quello degli specializzati, dalle catene come Pret-a-Manger alle piccolissime start-up, fino ai vari Just-Eat, Foodora del piatto pronto consegnato a domicilio direttamente dal ristorante -cosa che Amazon sta già facendo in Usa (a Manhattan, Seattle, Dallas, San Francisco, Los Angeles, Chicago, San Diego, Austin, Atlanta, Miami, …) entrando così nel mercato delivery con un accordo con i ristoranti locali e rivestendo di nuovo il ruolo disruptive che lo contraddistingue.
 
Il trasporto: invece dei mezzi brandizzati, Amazon, a differenza dei competitor tradizionali, continuerà a lavorare con i 90 partner della logistica che già consegnano per suo conto dal magazzino ai confini di East London. Per i nostri connazionali la ricerca dei partner logistici è cruciale.
 
Capitolo fidelizzazione. I clienti fedeli di Amazon sono quelli che pagano per avere la modalità Prime che dà loro diritto a consegne gratuite in primis, più una serie di opportunità a loro riservate che per Amazon significano nuovi mercati: Prime Music, in diretta concorrenza con Spotify (1 milioni di brani a disposizione gratuitamente per i membri); Prime Photos che da uno spazio illimitato nel cloud per conservare i propri file fotografici; Amazon Prime Instant Video, in diretta concorrenza con Netflix, migliaia di film e serie, in alcuni casi in esclusiva, da vedere in streaming (sempre gratis); la libreria, per i possessori di Kindle, che presta per un mese libri (e qui il già acciaccato mondo delle librerie subisce il colpo finale). Non mancano poi i servizi core. Tra i più recenti Pantry: che permette di ricevere (anche giornalmente) una cassetta con la spesa quotidiana (solo per clienti prime al costo di 4.99 pound) Pantry è stato il prequel di Fresh lanciato in questi giorni. La fidelizzazione in questo caso ha il volto dell’impegno reciproco: il cliente paga per avere questi servizi e quindi farà di tutto per ammortizzare l’investimento. In Italia, i clienti Prime pagano 19 euro, nulla rispetto alle 79 sterline degli inglesi e  i 99 dollari americani, ma quando anche in Italia il servizio sarà a pieno regime le quote saliranno ma con loro anche il Mondo Amazon si farà più “avvolgente”.

La vita per i cataloghi fedeltà e per i bollini si farà durissima, per conferma chiedere a Tesco, Sainsbury’s e Asda.

 

[via Repubblica.it]

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