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Secondo battuta d’arresto consecutiva per la fiducia europea

fiducia

Il calo fatto registrare dalla fiducia europea negli ultimi tre mesi del 2015 aveva colto un po’ tutti di sorpresa ma non altrettanto si può dire per quello del primo trimestre di quest’anno. Il trend positivo che era in atto da circa tre anni sembra andare incontro a serie difficoltà e questo andamento trova conferma nel fatto che sia la Germania che la Francia hanno di recente tagliato le stime di crescita. La Bundesbank ha rivisto le sue previsioni per il 2016 all’1,7%, in ribasso dal precedente all’1,8%, per il 2017 e il 2018, portandole all’1,4% e all’1,6%. Pochi giorni prima era stata la volta della banca centrale francese che aveva deciso di tagliare anch’essa le sue stime di crescita e portarle all’1,5% per il 2017 e all’1,6% per il 2018, lasciando però invariate quelle per l’anno in corso all’1,5%.

Secondo la rilevazione effettuata trimestralmente da Nielsen, l’indice della fiducia britannico è sceso a 97 punti dai 101 dell’ultimo trimestre del 2016; anche la Germania è arrivata a quota 97 (dai 98 punti precedenti); la Francia ha fatto registrare una vera e propria debacle perdendo soli tre mesi ben 10 punti (è passata infatti da 74 a 64). L’unico grande Paese europeo che è riuscito ad andare controtendenza è stata la Spagna salita da 72 a 74 punti.

A preoccupare i consumatori europei sono soprattutto le prospettive del mercato del lavoro, mentre le finanze personali non sono fonte di timori. In Germania alla domanda su come si pensa che saranno le prospettive del mercato del lavoro nell’arco di 12 mesi, il 55% degli intervistati ha risposto “buone” o “eccellenti” e il 41% “cattive” o “pessime”; si tratta di un netto peggioramento rispetto a tre mesi prima quando le percentuali erano rispettivamente 58% e 38%. Le cose sono andate ancora peggio in Gran Bretagna dove ora i pessimisti sono più degli ottimisti: se fino alla fine dell’anno i primi erano il 45% del totale e i secondi il 42%, adesso i rapporti si sono invertiti con i secondi al 46% e i primi al 41%. In Francia i pessimisti sono all’84% e gli ottimisti al 12%, un valore sostanzialmente in linea con quello italiani (85% e 12%); in Spagna infine le percentuali si sono attestate rispettivamente al 73% e 21%.

Decisamente più rilassata è la situazione sul fronte delle finanze personali. Il 52% degli intervistati in Germania è ancora convinto che lo stato delle sue finanze personali nei prossimi 12 mesi sarà “buono” o “eccellente” e solo il 46% ha risposto “cattivo” o “pessimo”. In Gran Bretagna le cose vanno ancora meglio con gli ottimisti al 52% e i pessimisti al 40%. Per Londra la situazione è sostanzialmente invariata rispetto a tre mesi fa, mentre a Berlino si è registrato un leggero peggioramento. In Spagna i pessimisti sono in netta maggioranza rispetto agli ottimisti – il rapporto è 57% a 39% – ma è in Francia che il divario diventa molto pesante (63% a 29%).

fiducia 1 tim 2016

La principale paura degli Inglesi è l’immigrazione, salita nelle risposte dal 12% al 17%, sulla scorta della campagna per il referendum sulla Brexit; in Germania la risposta più citata è il terrorismo, salito in tre mesi dal 13% al 17%, mentre l’immigrazione è scesa dal 18% al 12%. In Spagna domina la paura della sicurezza del lavoro (24%), seguita dall’economia (14%). In Francia è il terrorismo (21%) a preoccupare i consumatori, seguito dalla sicurezza del lavoro (14%). In Italia la situazione è molto simile a quella spagnola: fanno paura la sicurezza del lavoro (19%) e l’economia (10%); preoccupa il terrorismo (12%) ma, inaspettatamente, non turba affatto i sonni l’immigrazione (5%).

[via Repubblica]

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