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Volano “dichiarazioni” tra Pugliese e Racca di Federfarma. Ma la fascia C rimane ipotecata con i soliti argomenti

parafarmacia

L’ad di Conad Francesco Pugliese replica alle affermazioni della presidente di Federfarma che ha attaccato le parafarmacie della Gdo che si stanno battendo per la liberalizzazione dei farmaci non rimborsabili.

In merito alle dichiarazioni della presidente di Federfarma, Annarosa Racca, l’ad di Conad, Francesco Pugliese, ha replicato “La presidente di Federfarma ha affermato che la farmacia è un patrimonio di cui dispone il nostro Paese. Non è vero: è un patrimonio per i titolari di farmacia, che continuano a ignorare il disagio delle famiglie, con margini sulle vendite tra i più alti in Europa e solo 1 farmacia su 8 applica gli sconti che la legge consente dal 2012. Ecco perché Federfarma si oppone a qualsiasi riforma, attaccando la Gdo, mentre un numero crescente di italiani sta tagliando anche le spese sui farmaci non mutuabili”.

La situazione è calda in questi giorni a causa del disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza che è ancora fermo al Senato. Dopo il cambio al vertice del Mise e il riavvio dell’iter è probabile che sia rimandato al dopo voto per le amministrative (!!) con la guida del nuovo ministro Carlo Calenda. A questo proposito la ministra della Salute Beatrice Lorenzin ha rassicurato i farmacisti: «Non credo che i farmaci con ricetta possano essere venduti nei supermercati: devono essere venduti soltanto in farmacia. Non lo dico in difesa di una categoria ma in base a un ragionamento all’interno del sistema sanitario», ha spiegato. «Ci vuole estrema cautela – ha aggiunto la ministra – e la consapevolezza che se si muove un attore all’interno del sistema sanitario poi, per un effetto domino, si muovono anche gli altri. Quando si immaginano degli interventi sul sistema sanitario pregherei di ascoltare tutti gli attori del sistema».

Di fatto sui farmaci C, con buona pace di parafarmacie e grande distribuzione, i giochi sarebbero ormai fatti. «In Commissione Attività produttive – spiega Emilia De Biasi, presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato – si è registrata una convergenza unanime sulla fascia C, che deve restare una prerogativa della farmacia. Perché siamo tutti d’accordo che i farmaci non sono saponette e non possono essere considerati merci qualsiasi. Il problema è un altro: l’ingresso nel settore del grande capitale potrebbe portare alla chiusura delle piccole farmacie, soprattutto nei piccoli paesi e nelle aree rurali. Con lo spostamento del punto vendita magari in un centro commerciale a 20 chilometri, dove l’anziano non può arrivare facilmente. E questo diventerà un grandissimo problema.

Personalmente chi scrive sente odore di aria fritta. E voi?

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