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Auchan Holding: ecco il dettaglio dei risultati 2015

Auchan Holding

Il Gruppo Auchan in Italia, dicono gli esperti del mercato, stanno avendo problemi. Si parla di estrema difficoltà nei fatturati degli Ipermercati, ma anche una supposta difficoltà del canale Simply. A livello strategico negli ultimi anni il Gruppo ha messo sul mercato la propria capacità contrattuale, concedendo le proprie condizioni a diversi attori della cosiddetta DO e ciò ha fatto pensare soprattutto ad una soluzione tattica per recuperare i denari persi dalle vendite. Questo articolo, scritto dal dott. Federico Cimini, è un riassunto puntuale delle risultanze di Bilancio della Holding Auchan relativo all’anno 2015. Leggendolo si potrà intendere come una grande azienda possa essere presente in diversi Paesi nel mondo con diverse strategie, ed al tempo stesso riesca a crescere sfruttando i mercati in crescita e gestendo situazioni più critiche nei Paesi che stanno arretrando. Auchan è un Retailer internazionale e con diverse aree di business. Il presente articolo spiegherà come e dove sta crescendo l’azienda e con quali strategie.

Redazione

 

Qui di seguito riportiamo i risultati 2015 delle tre aree di business di Auchan Holding

 

AUCHAN RETAIL
962 ipermercati, 2.874 negozi ed e-commerce in 16 paesi; 52.731 milioni di € di fatturato al netto delle tasse consolidate (+ 1,5%).

Front Auchan

Nel 2015, Auchan Retail ha registrato un fatturato consolidato, al netto delle tasse, di 52.731 milioni di euro, in crescita del 1,5% a cambi correnti. Se il business resta difficile in Francia, con un calo del 2,7% del fatturato (con il canale “di prossimità” che registra una performance migliore rispetto al canale “ipermercato”) e l’area Euro, esclusa la Francia, che segna un calo del 4,1%, principalmente per l’Italia, Auchan Retail ha registrato una crescita marcata, a cambi costanti in Europa Centrale e dell’Est (+ 9,0%) e in Asia (+ 5,1%). Nel complesso, il fatturato della società è aumentato del 1,2% a cambi costanti. Questa crescita dimostra la capacità di Auchan Retail di offrire per ciascun Paese un’offerta differenziata, e di soddisfare le aspettative dei propri clienti attraverso formati attraenti e vari.
In parallelo, Auchan Retail ha accelerato in Francia il suo sviluppo cross-channel, tra l’altro illustrato dalla crescita di quasi il 20% delle visite auchan.fr che, con 120 milioni di visitatori annuali nel 2015, si colloca oggi 14mo tra i siti di vendita al dettaglio in Francia. Dopo il raggruppamento, in ogni paese, di tutti i suoi canali di distribuzione (ipermercati, convenienza e di e-commerce) proprio per offrire ai clienti i migliori percorsi di acquisto interconnessi ed omnichannel, la nuova organizzazione Auchan Retail sarà in forte crescita nei prossimi anni.
IMMOCHAN
379 centri commerciali gestiti in 12 paesi, 633 milioni di euro di ricavi consolidati al netto delle tasse (-0,3%).

Immochan
Nel 2015, i ricavi consolidati, tasse escluse, di Immochan sono rimasti stabili rispetto al 2014, a 633 milioni di euro (-0,3%), nonostante la vendita nel 2015 di 22 attività in Francia e del 50 % delle gallerie commerciali di Setúbal, in Portogallo. Rettificato per l’impatto delle cessioni effettuate nel 2014 e nel 2015, i ricavi pro-forma di Immochan sono aumentati del 4,1% rispetto all’anno precedente. In parallelo, il lavoro svolto dai team in tutti i paesi per ridurre gli spazi sfitti ha dato i suoi frutti poiché si è passati dal 5,2% al 5,0%.
Con 10 aperture, di cui 7 in Cina, ma anche Portogallo, Romania con “Coresi” e la Francia con “Les Saisons de Meaux” e l’acquisizione di 12 gallerie ex Real in Romania, Immochan gestisce un totale di 2,5 milioni di mq di superficie commerciale in galleria (di cui il 68% di proprietà), contro i 2,38 milioni di mq del 2014.

 

ONEY BANQUE ACCORD
387 milioni di € del margine di intermediazione (+ 1,1%), utile netto a quota 70 milioni di € (+ 36,9%).

Oney Bank
Nel 2015, Oney Banque Accord ha goduto di un anno in forte crescita per risultati commerciali e finanziari. La banca ha sì registrato una pressione sui margini del credito a causa di cambiamenti normativi volti a ridurre i tassi sui finanziamenti proposti ai clienti, ma ha anche realizzato buone performance sui prodotti assicurativi e lo sviluppo di tutte le sue attività (credito consumatori, metodi di pagamento, strumenti contro le frodi, servizi bancari elettronici, etc). Tutto questo ha portato il numero di rivenditori e e-tailer partner a oltre 250 nel mondo ed ha accresciuto il numero di clienti di 460.000 correntisti. Così, il margine di intermediazione di Oney Banque Accord è aumentato dell’1,1% a 387 milioni di euro. L’importo residuo del rischio di tasso di interesse ha continuato a diminuire nel 2015, dal 3,0% al 31 dicembre 2014 al 2,5% del 31 dicembre 2015, il livello più basso dal 2007. Tenendo conto della plusvalenza dalla cessione di Oney China a Sun Art Retail Group, l’utile netto è salito del 36,9% a 70 milioni di euro contro i 51 milioni di euro nel 2014 (+ 11% escludendo questo guadagno). Il coefficiente di solvibilità (prima dei dividendi) ha raggiunto il 15,8%, contro il 14,0% nel 2014.
NB: Le cifre 2014 sono riclassificate in applicazione delle norme IFRIC 21.

 

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Federico Cimini

Da 20 anni nel mondo della Distribuzione, prima come manager con il leader mondiale del Cash&Carry poi come Direttore Marketing nei canali Supermercati, Iperstore e Ipermercati. E’ esperto in category management ed attualmente è Consulente direzionale, in particolare segue la progettazione e realizzazione di piani marketing e vendite, soprattutto start up, turnaround aziendali e lanci di nuovi prodotti e servizi. Inoltre è formatore nell’area Store Management e Comunicazione per primarie società della GD italiana. Chi volesse comunicare con lui può scrivere a cimini@gdonews.it

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