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GDO: come non buttare i prodotti in scadenza. Rivoluzione in Grande Distribuzione

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Girando per i supermercati UK troverete molto spesso delle ceste, o metri lineari a banco (sia freschi che non) che riportano la scritta “reduced to clear” (scontato fino ad esaurimento).
E’ molto interessante notare che l’elemento d’attacco, che noi utilizziamo sul lato positivo del senso prevalente di marcia dei clienti per i prodotti che richiamano la categoria, è quello prevalentemente utilizzato per allocare quei prodotti che sono in scadenza.
Questo approccio, pragmatico e conclusivo, nei confronti dei prodotti sotto scadenza non può essere casuale.

Il segnale grande e forte è che la clientela dei supermercati inglesi, come potremmo dire, sembra sia no thrills/senza fronzoli. Bada al sodo, il prodotto è edibile? Me lo dai con lo sconto perché scade oggi, domani o fra 4 giorni (per le categorie con la shelf life più lunga)? Va bene! Tanto la mangerò stasera e sopravviverò serenamente spendendo meno.

Potremmo dire anche che, questo approccio dei clienti, in un Paese dove i discount crescono tra il 13 ed il 19% al mese vs ap, potrebbe non stupire, ma è doveroso approfondire. E’ molto civile, anche.

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Come faceva notare Paolo Barilla, presidente della Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, in una recente dichiarazione, “un terzo delle produzioni agricole mondiali viene buttato e tutta questa gigantesca mole di cibo potrebbe sfamare miliardi di persone ed è, invece, tra le cause principali dei gas serra”. Il cibo in macerazione produce gas metano che è 20 volte più dannoso dell’anidride carbonica. L’agricoltura è responsabile dei gas serra più dei gas prodotti dall’industria dell’energia e dei trasporti. Quindi qualcosa va fatto.

Vi racconto cosa abbiamo visto in UK la settimana scorsa, poi valutate voi.

Al quarto supermercato visitato, tra cui anche un Waitrose, dove i lineari dedicati alla pratica di smaltimento preventivo erano ben presenti (e ben visibili), non abbiamo più resistito ed in un 4.000mq di Sainsbury’s abbiamo chiesto dello Store Manager, ci dicono che c’è il Deputy – va bene lo stesso, attendiamo. Due minuti due, arriva Chris “how can I help you?”.
“Caro Chris, dicci tutto, vogliamo sapere cosa fate su questi scaffali, quant’è il vostro scarto alimentare?”
E lui ci dice “zero”. “La Coca?”, “No, lo spreco”. “Vai Avanti”.

In pratica cosa fanno: la suddivisione dei prodotti è basata sul “best before” e sulla “expiry date”. Nel primo caso, gestiscono i prodotti con taglio prezzo sugli scaffali dedicati e poi lo danno ad enti benefici che lo utilizzano come meglio riescono. Qui vale la pena ricordare che, nel caso di Sainsbury’s, ogni negozio che viene aperto è gemellato con un ente benefico o a tutela di persone disagiate, e tutto ciò che non viene venduto, se è best before, viene mandato a loro.

Se i prodotti hanno una data precisa di scadenza, che non ammette margini, dopo aver tentato di venderla inutilmente con taglio prezzo, allora ha due strade: o il riciclo verso l’agricoltura e la zootecnia (producendo high energy biscuit meals per mucche o maiali) o viene mandato in un loro impianto di generazione energetica attraverso il processo di digestione anaerobica. A quanto loro dicono, producono energia sufficiente per illuminare 2.500 case. Non sarà tanto ma neppure poco.

Attenzione, qui non si parla di ridurre il costo dello spreco, qui si parla di sostenere il costo dello scarto ma di non conferire a discarica il cibo scaduto. C’è differenza e molta serietà.

 

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Federico Cimini

Da 20 anni nel mondo della Distribuzione, prima come manager con il leader mondiale del Cash&Carry poi come Direttore Marketing nei canali Supermercati, Iperstore e Ipermercati. E’ esperto in category management ed attualmente è Consulente direzionale, in particolare segue la progettazione e realizzazione di piani marketing e vendite, soprattutto start up, turnaround aziendali e lanci di nuovi prodotti e servizi. Inoltre è formatore nell’area Store Management e Comunicazione per primarie società della GD italiana. Chi volesse comunicare con lui può scrivere a cimini@gdonews.it

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